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L’ebike più sostenibile del mondo è francese (e senza batteria)

L’ebike più sostenibile del mondo è francese (e senza batteria)

Uno dei temi ricorrenti quando si parla di ebike riguarda la questione delle batterie, non solo per quanto riguarda l’autonomia della bici a pedalata assistita ma anche per il loro impatto ambientale e lo smaltimento alla fine del ciclo di vita. Dalla Francia arriva una novità che supera il concetto di batteria al litio “tradizionale” per come la conosciamo: l’ebike Pi-POP, dopo sette anni di ricerca e sviluppo, è arrivata oggi alla terza generazione e si presenta come una bici a pedalata assistita a supercondensatori, senza batteria. Un prodotto progettato dunque per minimizzare il proprio impatto ambientale. Vediamo come è fatto e come funziona.

Ebike francese senza batteria Pi-POP

L’ebike a supercondensatori senza batteria

La bicicletta Pi-POP a pedalata assistita a supercondensatori presenta alcune caratteristiche distintive: è un’ebike priva di batteria e ha una tecnologia proprietaria brevettata senza litio; i supercondensatori (che hanno una durata di vita di 10-15 anni) garantiscono un sistema di assistenza alla pedalata attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, praticamente in qualsiasi condizione e senza la necessità di una presa di corrente, perché l’energia necessaria per ricaricare i supercondensatori è prodotta direttamente dalle pedalate e dalle frenate. Questa tecnologia consente una rigenerazione continua, rendendo l’assistenza alla pedalata sempre disponibile.

Supercondensatori ebike francese senza batteria Pi-POP

Una city bike assistita in taglia unica

L’ebike di presenta come una bici in un’unica taglia (unisex e adatta a persone con un’altezza compresa tra 155 e 185 centimetri), la classica city bike da passeggio con una forma che ricorda i mezzi del bike sharing. Nella scheda di presentazione l’azienda sostiene che questa bici a pedata assistita offra “un’esperienza di guida piacevole, ludica e sicura, adatta a tutte le esigenze”, rendendo le persone che pedalano consapevoli dell’energia che producono in sella.

Non solo una bici: uno stile di vita

“Pi-POP non è solo una bicicletta, ma uno stile di vita che si adatta a te. Seleziona un modello unico al mondo, senza litio, con freno motore e uno spirito sereno che ti permetterà di goderti al massimo ogni tuo spostamento”, si legge sul sito aziendale dell’ebike francese senza batteria. La filosofia alla base di Pi-POP mira a ridurre l’impatto ambientale, massimizzando la durata e minimizzando il consumo di risorse.

Caratteristiche tecniche dell’ebike Pi-POP

  • Assistenza Elettrica Automatica Pi-POP: Fino a 25 km/h 24/7
  • Sistema di stoccaggio dell’energia: supercondensatori
  • Telaio: in alluminio, adatto a persone alte da 1.55 a 1.85 metri
  • Dimensioni dell’ebike: 200cm x 120cm x 70cm
  • Peso: 21.7 kg
  • Colore: bianco
  • Ruote: Jantes Mach1, 28 pollici, doppia parete, montaggio Velox
  • Pneumatici: Michelin World Tour VTC urban 700×35 (37-622)
  • Motore/Rigeneratore: Aikema Electric Drive Systems AKM100SX 250W – 45N.m
  • Freni a disco: TEKTRO MD-M280. Disco Ø180 mm
  • Forcella ammortizzata ZOOM 141D
  • Deragliatore posteriore: Shimano Tourney RD-TY300D a 7 velocità
  • Cassetta pignoni: 12-28 denti; monocorona anteriore 42 denti
  • Sistema di cambio: Shimano RevoShift a 7 velocità
  • Sella: SELLE ROYAL Ellipse Relaxed con imbottitura 3D SkinGel
  • Parafanghi anteriore e posteriore; portapacchi posteriore
  • Prezzo: 2.450 € IVA inclusa

L’ebike Pi-POP a supercondensatori senza batteria rappresenta certamente un mezzo sui generis, diverso dalle altre bici a pedalata assistita. La tecnologia basata sulla frenata rigenerativa e sull’accumulo di energia delle pedalate consente di mantenere sempre carichi i supercondensatori senza spendere soldi in ricariche tramite prese di corrente. Le altre caratteristiche tecniche sono del tutto simili a quelle di una city bike a pedalata assistita.

Per maggiori informazioni consultare l’indirizzo: www.pi-pop.fr

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Commenti

  1. Avatar Marco ha detto:

    Sicuramente pero’ questa bici taglierà una bella fetta di mercato alle city bike.

  2. Avatar Tenaglia Giuseppe ha detto:

    Progettiamo bici che vadano al bitume, tanto vale far così visto che la Cina e L’India continueranno a produrre ed inquinare senza curarsi delle prossime generazioni.
    Pechino e Città del Messico ad esempio non vedono il sole da decenni a causa dei combustibili e fumi tossici.
    È una causa persa la vostra preoccupazione

  3. Avatar markogts ha detto:

    Dalle FAQ del loro stesso sito:

    Esistono anche limitazioni specifiche per questo tipo di bici poiché la quantità di energia a bordo è relativamente bassa. Si tratta di biciclette progettate per la guida in città con pendenze moderate. La bici è tarata per superare pendii lunghi 500 metri con una pendenza fino al 10%.

    Oltre a ciò, c’è il rischio è di non avere più abbastanza energia, nel qual caso la bicicletta diventa gradualmente una bicicletta senza assistenza elettrica. Questa bici non è quindi adatta a zone troppo montuose o a salite lunghe diversi chilometri.

  4. Avatar markogts ha detto:

    Consiglio di smorzare gli entusiasmi. I supercondensatori hanno un contenuto energetico bassissimo. Hanno il grande vantaggio di poter assorbire e generare enormi potenze, ma solo per brevi periodi (sull’ordine dei secondi). Quindi questa soluzione può andare bene soltanto in pianura, per facilitare la partenza da fermo. In salita probabilmente non dura un cavalcavia, certamente non una collina. A spanne, un supercondensatore costa circa 40mila €/kWh, contro i 1000 di una batteria completa. Non trovo da nessuna parte la capacità installata su questa bici, ma è sicuramente meno di 50Wh, un decimo di una e-bike.

    Poi, dovremmo anche smetterla di preoccuparci troppo dell’impatto ambientale delle batterie usate delle e-bike: stiamo parlando di batterie da 3-4 kg al massimo, che permettono di risparmiare quintali di CO2 grazie al minor uso dell’auto o semplicemente legati alla produzione del cibo bruciato per pedalare. Non so voi, ma io in sei anni che viaggio in e-bike non ho ancora avuto bisogno di cambiare batteria, e quando lo farò, non è che la butterò nel bosco, la smaltirò a norma di legge.

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