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Che fine ha fatto Milano a 30 km/h?

Che fine ha fatto Milano a 30 km/h?

Che fine ha fatto Milano Città a 30 km/h? Se lo chiedono i cittadini del capoluogo lombardo che questa notte hanno disseminato striscioni in luoghi simbolici – tra cui il Duomo, Piazza Castello e l’Arco della Pace – per ricordare al sindaco Beppe Sala che la promessa di istituire il limite di velocità di 30 km/h a partire da gennaio 2024 è rimasta tale e che sulle strade di Milano si continua ad essere investiti e uccisi.

Milano: primo ciclista investito e ucciso nel 2024

La protesta “visiva” di questa notte, per pura coincidenza, è avvenuta proprio in occasione della prima persona investita e uccisa in bicicletta a Milano, in zona Porta Romana: si chiamava Ivano Calzighetti, aveva 36 anni. “Abbiamo appena appreso che mentre questa notte eravamo in azione a installare striscioni che chiedono a Beppe Sala di fare di Milano una Città 30 per fermare i morti in strada, un ragazzo di 36 anni in bici perdeva la vita investito da una persona alla guida di un’automobile. Pensiamo che ogni commento sia superfluo”, scrivono gli attivisti in una nota inviata alle agenzie. Questo episodio ha aggiunto un senso di urgenza alla richiesta dei cittadini, evidenziando la necessità di misure concrete per ridurre gli incidenti stradali e proteggere la vita dei residenti.

La notte degli striscioni

Milano questa mattina si è svegliata con numerosi striscioni disseminati per le strade in cui si chiede conto al primo cittadino Sala di mantenere la promessa sulla Città a 30 km/h. Un gruppo di cittadini determinati ha lasciato questi messaggi in diverse zone strategiche e ben visibili di Milano. Uno degli slogan più eloquenti recita: “Milano non ama aspettare, Beppe quando sta Città a 30?”. Questa azione simbolica mira a richiamare l’attenzione sul mancato adempimento di una promessa che è diventata cruciale per la sicurezza stradale nella metropoli, come dimostrano anche gli ultimi fatti di cronaca.

Il documento degli attivisti

In una nota diffusa agli organi di informazione – disponibile qui in versione integrale – si fa riferimento al risveglio di Milano e dell’Italia un anno fa, quando l’annuncio della trasformazione in una “Città a 30 km/h” faceva eco su giornali, telegiornali e social media. La decisione sembrava essere stata sostenuta dal Consiglio Comunale, e le aspettative erano alte. Tuttavia, la realtà attuale suggerisce che questa promessa non è stata ancora mantenuta come ci si aspettava, e ora i cittadini esigono risposte.

L’attesa per la realizzazione del limite di velocità a 30 km/h a Milano è diventata una questione urgente per i cittadini che vedono nella sicurezza stradale una priorità. La comparsa degli striscioni rappresenta un grido di frustrazione e l’ennesima tragica morte violenta di un ciclista sulle strade di Milano sottolinea l’importanza di tradurre le promesse in azioni concrete. La città attende risposte dal sindaco Beppe Sala: che fine ha fatto Milano a 30 km/h?

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