Mobilità

Milano, ciclista investito e ucciso nella notte in zona Porta Romana

Il primo morto in bicicletta a Milano, nel 2024, si chiamava Ivano Calzighetti: 36 anni compiuti pochi giorni fa, alla vigilia di Natale. Investito e ucciso nelle prime ore di questa notte mentre si trovava in bicicletta all’incrocio tra via Pistrucci e viale Umbria, in zona Porta Romana. Lascia la compagna e un figlio di due anni.

Milano investimento ciclista Ivano Calzighetti foto Il Giorno
Milano: il luogo dell’investimento del ciclista Ivano Calzighetti (foto Il Giorno)

Ciclista investito e ucciso nella notte

L’incidente – il primo mortale del 2024 a Milano, dopo un 2023 funestato di numerosi episodi analoghi – è avvenuto intorno alle 2:30 del mattino in un incrocio regolato da semaforo (che, nonostante l’ora tarda, era funzionante, ndr). La dinamica dell’accaduto – come riportano le agenzie – suggerisce che uno dei veicoli coinvolti potrebbe aver attraversato con il semaforo rosso. A meno che l’investimento non si sia verificato durante una svolta, quando entrambi i mezzi avevano il verde.

Una venticinquenne alla guida di una Peugeot 208, proveniente da piazzale Lodi e diretta verso viale Piceno, ha colpito la ebike di Calzighetti che attraversava viale Umbria da via Maestri Campionesi in direzione Pistrucci. Ed è stata denunciata per omicidio stradale.

I rilievi dopo la collisione

Gli agenti della Polizia Locale di Milano hanno effettuato i rilievi e raccolto la testimonianza della conducente della Peugeot, acquisendo anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Calzighetti abitava nelle vicinanze del luogo dell’incidente e probabilmente stava rientrando a casa.

Presidio sul luogo dell’investimento mortale

Intanto sui social la comunità ciclistica milanese sta facendo girare un messaggio per darsi appuntamento in presidio sul luogo dell’investimento mortale in cui ha perso la vita Ivano Calzighetti: ci si incontrerà mercoledì 10 gennaio alle ore 19 in Viale Umbria (angolo Via Pistrucci).

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Commenti

  1. Avatar ito ando ha detto:

    Ciao, credo che l’auto non sia indispensabile, ma necessaria in alcuni momenti della vita di ognuno; così come la bici non è utilizzabile sempre e comunque.
    Come sempre la via di mezzo è la più difficile da perseguire soprattutto se ci arrocca su posizioni estremiste e palesemente faziose.
    Giuliano ciao.
    P.S.: non sei l’unico a non sopportare la puzza di diesel, io ho risolto andando ad abitare in mezzo ai prati.

  2. Avatar Giuliano ha detto:

    Noi vorremmo una liberazione delle città dalle auto: purtroppo la pubblicità ingannevole e truffaldina e l’abitudine fanno ritenere l’auto come un mezzo indispensabile.
    Purtroppo è lento, costoso, pericoloso ed inquinante: NON SOPPORTO LA PUZZA DEI DIESEL!

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