La vivibilità del centro storico di Palermo è al centro di una crescente polemica, alimentata da un’ordinanza restrittiva che recentemente ha vietato l’uso di biciclette e monopattini nelle sue vie. La mobilità sostenibile, che dovrebbe essere una realtà in città, sembra essere un’utopia, con le aree pedonali invase dalle auto e servizi pubblici talvolta insufficienti.

Residenti del centro contro l’ordinanza anti-bici
Il malcontento tra i cittadini – come riporta un articolo di cronaca del portale Livesicilia – è emerso durante un’assemblea pubblica organizzata da “Epyc” in via Pignatelli Aragona il 14 gennaio scorso. I residenti hanno espresso la loro contrarietà all’ordinanza e hanno cercato di convincere l’amministrazione a rivedere la decisione, sostenendo che la nuova regolamentazione ha peggiorato la qualità della vita nel quartiere.
Rivisti gli orari, ma per i cittadini non basta
La protesta dei residenti è alimentata dalla percezione che il passo indietro del Comune, fatto dopo le prime critiche, sia insignificante. La deroga che consente l’uso di biciclette e monopattini solo dalle 5 del mattino alle 9.30 è considerata dai residenti limitata e poco soddisfacente. I cittadini ritengono “inconcepibile” che l’ordinanza ostacoli l’utilizzo di questi mezzi di trasporto per il ritorno a casa nel pomeriggio, vietando di pedalare lungo Via Maqueda e Corso Vittorio Emanuele.
Scarica e leggi l’ordinanza del Comune di Palermo ➡️ LINK
Durante l’assemblea, alcuni portavoce hanno criticato il Comune di Palermo, sottolineando l’assurdità di vietare biciclette e monopattini nel centro storico, costringendo i cittadini a utilizzare la macchina o camminare, nonostante le Zone a Traffico Limitato (ZTL) siano adatte a questi mezzi di trasporto.
Perché ostacolare monopattini e biciclette?
I residenti chiedono dunque all’amministrazione di incoraggiare l’uso di veicoli sostenibili anziché ostacolarlo ed esprimono inoltre la loro delusione per la mancata pubblicazione di un bando dedicato alla mobilità sostenibile, un’iniziativa avviata dalla Consulta della bicicletta con la precedente amministrazione. I membri della Consulta lamentano altresì che nonostante il tempo trascorso dall’insediamento della nuova amministrazione non sia stato ancora emesso un nuovo bando.
Chiesta la revoca immediata dell’ordinanza
In conclusione, i cittadini di Palermo riuniti in assemblea richiedono con forza la revoca immediata dell’ordinanza e un ritorno alla normalità. E un maggiore coinvolgimento dell’amministrazione nella promozione di soluzioni di mobilità sostenibile, oltreché la ripresa del dialogo con le organizzazioni che rappresentano gli utenti dei mezzi a due ruote.



















Caro assessore MAURIZIO CARTA, le biciclette a trazione muscolare sono l’elemento chiave della mobilità sostenibile in tutte le città civili.
Prima di vietare il transito alle biciclette in via Maqueda e V. Emanuele, si sarebbe dovuta offrire un’alternativa a chi utilizza la bicicletta per muoversi in città. Le biciclette dovrebbero avere la possibilità di attraversare il centro storico in apposite piste ciclabili, vietate ai mezzi elettrici (soprattutto agli scooter elettrici).
In via Maqueda ci sono ancora le tracce della pista ciclabile istituita dalla giunta Orlando. NON FU MAI RISPETTATA DA NESSUNO, tranne che dai ciclisti.
La nuova ordinanza premia l’IGNORANZA di chi non vive in centro storico e lo ritiene un’appendice ricreativa di via Libertà. Premia la PUSILLANIMITA’ di chi non ha il coraggio di affrontare i conducenti delle ape-car e delle carrozze trainate da cavalli, i minorenni che fanno gli slalom tra i pedoni con scooter e monopattini elettrici. Premia l’INADEGUATEZZA di chi chiude un occhio su bancarelle e dehors abusivi e sulle auto che sfrecciano in via Roma,
ignorando gli attraversamenti pedonali.
Via Roma avrebbe dimensioni adeguate per istituire una pista ciclabile degna di questo nome, magari da collegare a quella che da via Dante porta in viale Lazio, invece ogni giorno SI RISCHIA LA VITA persino attraversando sulle strisce pedonali (costerebbe tanto farle rialzate, ai sensi della Circolare n.3698/2001 del Ministero dei LLPP?).
Sono molto deluso.
Vorrei dire ai nostri amministratori forse poco informati o per nulla preparati, si documentino un po’ in quanto non siamo ne a Roma ne a Parigi e forse nemmeno a Barcellona con le loro belle e utili metropolitane, Palermo di città-metropolitana ha solamente il nome, e quindi come fanno a bandire i monopattini e c. e direi alla faccia dell’inquinamento, complimenti ai nostri amministratori che si aggiornassero un po’ di più forse Palermo potrebbe diventare una città migliori.