Mobilità

Le associazioni per la sicurezza stradale difendono Bologna Città 30 km/h

Le associazioni per la sicurezza stradale difendono Bologna Città 30 km/h

Le associazioni per la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile* difendono l’esperienza di Bologna Città 30 km/h in risposta alle dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

Il logo della campagna per i 30 km/h in città a Bologna 30logna

30 km/h: un modello da seguire

“Bologna è la prima grande città italiana a sperimentare un limite generalizzato dei 30km/h sulle strade urbane (eccetto gli assi di scorrimento). Si tratta di un modello sempre più comune tra le città europee grandi e medie, dalla Germania – dove amministrazioni di ogni colore politico hanno fatto questa scelta da oltre trent’anni – alla Spagna – che ha adottato una legge nazionale che istituisce il limite dei 30 km/h su tutte le strade urbane. Anche Olbia, città amministrata da un Sindaco di colore politico opposto a quello di Bologna, è Città 30 già da giugno 2021, e altre città stanno lavorando per adottare questa politica”, scrivono le associazioni*.

Il testo inizia presentando la decisione di Bologna di implementare il limite di velocità di 30 km/h nelle strade urbane, seguendo l’esempio di altre città europee. Si fa riferimento anche ad Olbia – realtà amministrata dal centrodestra – come esempio di prima città italiana ad aver adottato questa politica.

Città 30: tema centrale per la sicurezza stradale

“Bologna Città 30 è appena partita, ma il Ministero dei Trasporti sembra intenzionato a impedire all’amministrazione di Bologna, democraticamente eletta sulla base di un programma che comprendeva tale misura, di andare avanti, parlando di ‘forzature’ e ‘fughe in avanti’. Come associazioni che lavorano da decenni sui temi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile ricordiamo al Ministro Salvini, che la Città 30 è tra le misure chiave del Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale 2030, elaborato dallo stesso MIT, e supportato da linee guida internazionali. È gravissimo che il Ministero non solo non esprima il suo plauso alla città ma addirittura esterni preoccupazione, contraddicendo quindi sé stesso nelle dichiarazioni odierne”.

Bologna Città 30
Bologna Città 30 km/h – Più spazio alle persone

Un limite di velocità che salva vite umane

“Invitiamo il Dicastero a ripassare meglio le proprie linee programmatiche, e respingiamo con forza questo attacco alle scelte di mobilità dell’amministrazione di Bologna, prese tra l’altro in seno all’autonomia dei territori, un attacco che è figlio della stessa logica con cui è stata concepita la riforma del Codice della Strada voluta dal ministro Salvini, in queste ore all’esame della Camera dei Deputati”.

“Innumerevoli studi scientifici ed esperienze ormai decennali in tutta Europa confermano l’utilità del limite dei 30 km/h per salvare vite e il suo impatto del tutto trascurabile sulla velocità media di spostamento e sui livelli di congestione del traffico, come evidenziato da questo vademecum. Il Piano globale per la sicurezza stradale adottato dall’OMS su mandato dell’assemblea generale dell’ONU afferma tra l’altro che “nelle aree urbane, dove esiste un tipico e prevedibile mix di utenti della strada (automobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni), dovrebbe essere stabilito un limite massimo di velocità di 30 km/h”.

Il comunicato delle associazioni sottolinea la presenza di numerosi studi scientifici ed esperienze internazionali che supportano l’utilità del limite di 30 km/h per la sicurezza stradale in ambito urbano. Una misura sostenuta anche nel Piano globale per la sicurezza stradale dell’OMS del 2021 (Organizzazione Mondiale della Sanità).

limite di velocità di 30 km/h in città

Le richieste a governo e Parlamento

“Chiediamo a governo e Parlamento di lavorare per la sicurezza e la salute delle persone, oltre che per la stabilità del clima. A partire dai pendolari e da chi si muove ogni giorno per lavoro, studio, salute o svago; che lo facciano in auto, a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici. È in gioco la tutela del diritto di tutti a una mobilità sicura e sostenibile”. Queste le richieste a governo e Parlamento da parte delle associazioni per la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile che chiudono il comunicato stampa congiunto con una considerazione legata al fatto che i 30 km/h sono una misura all’insegna del progresso e del miglioramento della vivibilità delle strade urbane: “Con le Città a 30 km/g l’Italia va più veloce”.

Le associazioni che hanno firmato il comunicato stampa congiunto

*Le associazioni per la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile: Clean Cities Campaign – Kyoto Club – Rinascimento Green – Sai che puoi – Cittadini per l’aria – Genitori Antismog – Comitato Torino Respira – Movimento Diritti dei Pedoni – Legambiente – Fondazione Michele Scarponi – Salvaiciclisti – Bike to school – Fiab – Fiab Milano Ciclobby – Isde Italia

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