Mobilità

Nella pianificazione della mobilità le bici sono ancora troppo poco considerate

Nella pianificazione della mobilità le bici sono ancora troppo poco considerate

Il consueto report annuale Focus2R – promosso da ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) e Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia – ha fotografato l’attuale panorama delle politiche locali dedicate alla mobilità urbana in Italia, con particolare attenzione alle due ruote quindi non solo biciclette ed ebike ma anche moto e ciclomotori.

Mercato bici via libera stallo semaforo rosso giallo verde

Metodologia e risultati

Il Report (scaricabile da questo link) si basa su un questionario che include 106 comuni capoluogo di provincia in Italia. La maggior parte dei comuni capoluogo (99) ha risposto al questionario 2023 con 93 schede complete e 6 parziali; per un comune sono disponibili i dati dell’edizione 2022 mentre per altri 2 sono disponibili i dati dell’edizione 2021. Sono invece 4 le città capoluogo di provincia che non sono presenti in quanto – come riporta la nota dei curatori del Report – “non sono disponibili dati recenti” e sono Caltanissetta, Cosenza, Matera e Roma.

Biciclette: crescita nel post-Covid

Gli spostamenti in bicicletta, complessivamente, in Italia sono cresciuti dal 3,3% del 2019 al 4,1% del 2022. A questo aumento (0,8% su scala nazionale) le amministrazioni comunali rispondono con diverse intensità e qualità, aumentando la disponibilità di piste ciclabili, parcheggi per biciclette e soluzioni di bike sharing. Tuttavia, l’accesso alle bici sulle corsie preferenziali riservate al trasporto pubblico locale è ancora limitato. Per quanto riguarda invece l’accesso delle bici sui mezzi pubblici nel 57% dei comuni è consentito, ma nel 28,6% dei casi il permesso è valido solo per le bici pieghevoli.

Bike sharing

Per quanto riguarda il servizio di bike sharing comunale la modalità free floating (a flusso libero, ndr) è quella più diffusa (66,5%) rispetto a quella station based (33,5%). Le 5 città con il maggior numero di prelievi ogni 1.000 abitanti sono Firenze (5.371), Milano (4.051), Bologna (3.748), Brescia (3.607) e Lecce (2.414). Le ultime 5 in classifica sono invece Gorizia, Varese, Pavia, L’Aquila e Frosinone. Il Report Focus2R registra un aumento del 5,4% per il bike sharing a pedalata muscolare e del 13,1% per quello a pedalata assistita.

Sicurezza di chi pedala

La sicurezza delle persone che pedalano emerge come una priorità molto alta per il 29% dei comuni, alta per il 30%, medio-bassa per il 26% e non è considerata una priorità nel 15% dei casi. Quello della sicurezza delle due ruote a pedali (bici e ebike) resta comunque un punto meno rilevante negli strumenti di pianificazione della mobilità urbana in quanto il 42% dei comuni non lo considera una priorità e il 21% lo indica come priorità bassa.

Presidente ANCMA: “Trovare soluzioni condivise”

“Alla luce della sempre maggiore diffusione e del successo che le due ruote continuano a riscuotere, ci preoccupa molto che proprio l’aspetto della regolamentazione sia troppo spesso terreno di uno scontro ideologico”, ha sottolineato il presidente di ANCMA Paolo Magri, nel corso della presentazione dell’ottavo rapporto dell’Osservatorio Focus2R. E, in merito alla discussione sul limite di velocità di 30 km/h in città Magri ha evidenziato come “ci preoccupano le polemiche di questi giorni tra Stato e organizzazioni locali. Ci preoccupa perché non dovrebbe essere la battaglia ideologica tra gli schieramenti ma il confronto con i cittadini e le parti sociali la bussola per orientare le scelte della politica”.

Moto: circolazione in crescita

Il numero medio di motociclette circolanti nei capoluoghi italiani è aumentato da 13,53 nel 2021 a 14,42 per 100 abitanti nel 2022. Nonostante ciò solo il 10% dei comuni considera la sicurezza delle due ruote a motore (moto e ciclomotori) come una priorità molto alta.

Le nuove sfide della mobilità a due ruote

In entrambe le categorie, biciclette e motocicli, la sicurezza degli utenti rimane un punto critico, con la necessità di maggiore attenzione nelle strategie di pianificazione della mobilità urbana. In generale, l’uso di soluzioni a basso impatto (piedi, bici, micromobilità e mezzi pubblici) è diminuito al 29,7%, rispetto al 38,2% del 2020 – causa un aumento degli spostamenti in auto nel periodo post-Covid – ma rimane un tema centrale nei dibattiti sulla mobilità urbana.

Nonostante i progressi, il report sottolinea dunque la necessità di un approccio più olistico per affrontare le sfide della mobilità urbana, promuovendo soluzioni integrate che rispondano alle crescenti esigenze di sicurezza, sostenibilità e mobilità delle città italiane.

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