Politiche

Cagliari, il Tar dà ragione al Comune: vietato legare le bici ai pali

Contro il divieto del Comune di Cagliari di legare le bici ai pali per tutelare il decoro urbano la Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) aveva presentato ricorso al Tar della Sardegna. Ma la decisione del Tribunale Amministrativo Regionale in merito alla controversia sulle bici incatenate ai pali ha dato ragione al Comune: ricorso della Fiab respinto, confermata la legittimità del regolamento di polizia locale del capoluogo sardo, che vieta appunto di legare le bici ai pali.

Roma e la ciclabilità negata
Cagliari: il regolamento di polizia locale vieta di legare le bici ai pali

Il regolamento contestato

Il regolamento, che vieta l’incatenamento delle bici “nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, a infrastrutture pubbliche non destinate allo scopo”, è stato difeso dal Comune con l’obiettivo di preservare il decoro e la vivibilità della città. La Fiab aveva contestato questa normativa, ma il Tar ha confermato appunto la sua legittimità e insindacabilità.

La decisione del Tar

Secondo i giudici amministrativi, permettere un accatastamento disordinato di biciclette ancorate a supporti pubblici avrebbe compromesso la vivibilità e il decoro della città, anche se ciò non avrebbe intralciato la circolazione. Pertanto, la sentenza ha salvaguardato l’articolo del regolamento, confermando anche le sanzioni per chi viola questa disposizione, comprese tra 100 e 300 euro.

Mancanza di rastrelliere sufficienti

Una delle argomentazioni avanzate dalla Fiab, riguardante la mancanza di rastrelliere sufficienti, è stata respinta dal Tar, che ha sottolineato la necessità di garantire un’ordinata sistemazione delle strade e dei marciapiedi per salvaguardare la convivenza civile e la sicurezza dei cittadini. Inoltre, la normativa si inserisce in coerenza con le disposizioni nazionali sulla circolazione dei mezzi di trasporto e sulla loro ordinata sistemazione sulle strade.

Contro la decisione del Tar la Fiab ricorrerà al Consiglio di Stato

Ma la Fiab non ci sta è ha annunciato che impugnerà il provvedimento del Tar davanti al Consiglio di Stato: “In riferimento alla sentenza del Tar Sardegna che ha rigettato il ricorso che Fiab Cagliari ha presentato per impugnare l’articolo 19 del Regolamento di sicurezza e polizia urbana di Cagliari che stabilisce il divieto di incatenare le biciclette a infrastrutture pubbliche non destinate allo scopo. La Fiab resta convinta della fondatezza del ricorso, volto a scalzare un divieto palesemente irragionevole nel contesto cagliaritano. Alla base dell’impugnazione vi è la ‘carenza di rastrelliere’ in città”.

Su Bikeitalia continueremo a seguire la questione e vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Leggi anche: Antifurti per non farsi rubare la bici

Leggi anche: Migliori antifurto bici e componenti: guida alla scelta

ebook

mobilità urbana
scarica ora

Commenti

  1. Avatar itoando ha detto:

    Cagliari, come moltissime città, ha ambienti e cittadini diversi (compresi quelli che sporcano) ma questo non vuol dire che se c’è sporco o disordine si debba sporcare e mettere disordine ulteriore.
    Se una Amministrazione Comunale (bada bene votata dai cittadini di quel luogo) stabilisce una regola chi siamo noi per criticarla?
    Sig. Stefano non la conosco ma spero per Lei che la sua residenza sia in una città MOOOLTO virtuosa.
    Buone pedalate.

  2. Avatar Francesco Diana ha detto:

    Mi permetto di considerare la tua analisi assolutamente offensiva e priva di qualsiasi fondamento, se non una sequenza di ricordi che sembrano provenire da tutt’altro luogo. Stranamente del giorno non hai fotografie a sostegno della tua dichiarazione. Stranamente quello che dici non è dimostrabile. Ti invito a tornare in città. Sarai mio ospite e ripercorreremo insieme le strade dello scempio.

  3. Avatar Stefano ha detto:

    arrivai a Cagliari in un caldo pomeriggio del giugno del 2019, quando feci la Transardinia, da nord; dalle “montagne” attraverso i campi. il mio ricordo sono cumuli di spazzatura abbandonata: eternit, pneumatici, sacchi di plastica pieni di schifo e una puzza rancida che si fissava nel naso.
    Fu l’unica giornata, di quel viaggio, in cui non feci foto o video, perchè mi faceva schifo il panorama che avevo davanti a me.
    Questo fu il benvenuto che mi diede il capoluogo.
    Tutt’ora quando penso a Cagliari ho in mente solo la spazzatura.
    Nel settembre appena passato sono tornato in sardegna e a domanda della mia compagna se valesse la pena fermarsi un giorno a Cagliari, prima di partire per la traversata, le risposi che della città ricordavo solo la spazzatura; risultato: ritirammo le bici e iniziammo a pedalare verso occidente e come nel 2019 attraversammo campi di spazzatura.
    Anche la mia compagna disse: andiamo via il prima possibile.

    eh si..sono proprio le biciclette legate ai pali il problema di decoro che ha quel posto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *