Mobilità

Perché dovremo ringraziare Salvini per la Città 30

La dichiarazione di Bologna di voler diventare una Città 30 ha scatenato una serie di reazioni, ma nessuna così accesa come quella di Matteo Salvini, il quale si è posizionato come il principale oppositore di questa misura. Nonostante i dati allarmanti riguardanti gli incidenti stradali in Italia, con centinaia di migliaia di feriti e migliaia di morti ogni anno, il ministro dei Trasporti si è ribellato all’idea di ridurre il limite di velocità a 30 chilometri all’ora nelle zone urbane.

Salvini e la Città 30

I motivi addotti sembrano più legati a un’agenda politica che al benessere dei cittadini e il risultato è stata l’emanazione di una direttiva che rende estremamente difficile l’istituzione di zone 30, richiedendo una giustificazione strada per strada. Questo approccio, farraginoso e burocratico, serve più a creare ostacoli che a promuovere la sicurezza stradale [Link ➡️ leggi e scarica la direttiva].

Gli approfondimenti dei mass media

Il risultato paradossale è di tutto questo è che da quando Salvini si è espresso sull’argomento, i giornali hanno fatto a gara a cercare di approfondire il tema della Città 30 portando la questione all’attenzione di un’opinione pubblica che raramente si era posta il problema della velocità nelle aree urbane e che adesso si ritrova a doversi schierare a favore della Città 30 o a favore di Salvini.

La crociata contro la Città 30 ha avuto l’esito di rafforzare la maggioranza attorno al Sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che, da fragile sostenitore di una posizione rischiosa perché potenzialmente impopolare, oggi è diventato il principale oppositore di un Ministro dei Trasporti che sta forzando la mano sul tema.

Associazioni e tecnici presidiano il tema

Le associazioni stanno prendendo posizione sul tema e più di 230 professionisti e tecnici hanno inviato una lettera aperta al capo del dicastero di Porta Pia per chiedere di rivedere le proprie posizioni.

Per noi che abbiamo a cuore la sicurezza degli utenti della strada più fragili, la situazione è da un lato imbarazzante (è davvero disdicevole che la salvaguardia della vita delle persone sia ridotto a un derby tra destra e sinistra) ma, per lo meno porta il tema al centro del dibattito pubblico in cui finalmente si assiste alla contrapposizione tra vite umane e velocità.

Salvini lo abbiamo imparato a conoscere e sappiamo che raramente porta a termine quello che inizia, ma questa volta, anche se dovesse cavarsi di impiccio con un’altra crisi di governo (come quando era Ministro degli Interni) sicuramente non riuscirà a offuscare il valore della riduzione della velocità nelle aree urbane per salvaguardare vite umane.

Il caso bolognese rimarrà sotto gli occhi di tutti e anche tutte le altre città d’Italia diventeranno “Città 30”.

E tutto questo sarà soltanto merito di una persona: Matteo Salvini a cui va tutto il nostro ringraziamento.

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Commenti

  1. Avatar Michelangelo ha detto:

    a me piacerebbe tanto qualcuno capace di far rispettare una regola. a Roma in via Cristoforo Colombo è costantemente presente il segnale di massima velocità pari a 30 km ma nessuno lo rispetta e nessuno lo fa rispettare …

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