Mobilità

Bologna Città 30: nelle prime quattro settimane calano gli incidenti stradali

Bologna Città 30: i dati confermano il trend in atto sul calo di incidenti stradali, da quando sono entrati in vigore i controlli per far rispettare il limite generalizzato di 30 km/h in ambito urbano. Nelle prime quattro settimane di Città 30 (15 gennaio – 11 febbraio 2024), sulle strade urbane di Bologna si sono verificati in totale 186 incidenti, di cui 1 mortale, 122 incidenti con feriti (che hanno provocato 144 persone ferite), nessuno con feriti in prognosi riservata e 63 incidenti senza feriti.

Città 30 Bologna (fonte https://www.ehabitat.it/2023/06/29/bologna-citta-30-dal-1-luglio-aumentano-le-zone-a-basse-emissioni/)

Bologna Città 30: calano gli incidenti stradali

Nelle stesse settimane dell’anno scorso (16 gennaio – 12 febbraio 2023) gli incidenti erano stati in totale 221, di cui 3 mortali, 139 incidenti con feriti (che avevano provocato 178 persone ferite), 1 con ferito in prognosi riservata e 78 senza feriti. Lo riporta una nota del Comune Bologna.

Pedoni coinvolti ridotti di un quarto

In termini percentuali si tratta quindi di un calo del 15,8% degli incidenti totali, -12,2% di incidenti con feriti, -19,1% persone ferite, -19,2% di incidenti senza feriti, due incidenti mortali in meno (1 nel 2024 mentre erano 3 nel 2023) e un incidente con ferito in prognosi riservata in meno (0 nel 2024, 1 nel 2023). Da sottolineare inoltre il calo di pedoni coinvolti in incidenti che è del 25,6% (39 erano quelli coinvolti nel 2023, 29 nel 2024).

Il commento dell’assessora alla Mobilità

L’assessora alla Mobilità di Bologna Valentina Orioli commenta così i dati: “I numeri rilevati dalla Polizia locale in queste prime 4 settimane ci confermano che il trend continua ad essere positivo. Quello che appare chiaro è il calo degli incidenti più gravi e il calo delle persone ferite, che è più rilevante di quello di incidenti con feriti, a conferma del fatto che gli incidenti sono tendenzialmente meno gravi”.

E, prosegue: “Altro aspetto da sottolineare è la diminuzione di pedoni coinvolti, come del resto si è già verificato in tutte le città europee che hanno adottato questo provvedimento prima di noi. Per questo è importante continuare a rispettare i limiti e mantenere alta la guardia. Vorrei rivolgere un ringraziamento alla Polizia Locale, che sta facendo un ottimo lavoro di sensibilizzazione su questo, e a tutti i cittadini bolognesi, che stanno dimostrando ancora una volta senso civico e grande collaborazione. Un impegno fondamentale per salvare vite sulle strade”.

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Commenti

  1. Avatar FULVIO TRIVELLIN ha detto:

    Concordo, ho appena inviato un commento di tono analogo

  2. Avatar FULVIO TRIVELLIN ha detto:

    È da tempo che volevo commentare su questo sito di eccitati dei 30 km/h il fatto. Cito: “Bologna Città 30: i dati confermano il trend in atto sul calo di incidenti stradali, da quando sono entrati in vigore i controlli per far rispettare il limite generalizzato di 30 km/h in ambito urbano”.
    I controlli, appunto. Quando ho visto un servizio da Bologna sui 30 km/h ho anche notato il grande dispiegamento di forze, di mezzi e di strumenti per far rispettare questi limiti.
    Mera retorica e propaganda ideologica.
    Il sistema dei controlli, qui in Italia, non esiste pressoché su nulla, nel privato (leggi: morti sul lavoro) come nel pubblico (elenco troppo lungo). Ma se si tratta di vendere fumo e fuffa, allora si mandano per le strade frotte di vigili con tanto di telecamere e altri ammennicoli utili alla bisogna.
    Mi domando e dico: ma perché non si adopera questo dispiegamento di mezzi e forze per contrastare chi supera i 50 km/h o chi supera i 90 o i 130 in autostrada? O i 30 km/h in tratti particolari?
    Il problema, cari ideologi dei 30 km/h è quello dei controlli, sulle strade come altrove (i giornalieri morti sul lavoro gridano vendetta e non solo essi), nel senso che se si becca un ciclista fuori da una ciclabile laddove presente lo si multa. Punto. Se si becca un pedone su una ciclabile riservata alle bici lo si multa. Punto. Se si becca un’auto superare il limite dei 50 km/h si multa il conduttore. Punto. E così via. Invece niente, se non retoriche sfilate di uomini e mezzi a vendere fuffa ideologica, che altrimenti avrebbero potuto reprimere chi fa il furbo oltre i 50 km/h.
    Vivo in un luogo dove in alcuni brevi tratti c’è il limite dei 30 km/h che rispetto ma vi dico che girare per Bologna quella velocità è una vaccata ideologica. Punto.
    Un conto sono brevi tratti, strade strette, pericolose, zone particolari, ecc. altra cosa è estendere a zone metropolitane dei limiti ridicoli, mentre mi domando quali controlli si sono fatti per calmierare le velocità sotto i 50 km/h, modificando così le abitudini di chi viaggia a velocità superiori. Lo stesso dicasi nei tratti extraurbani…
    In realtà ci si trova di fronte alla necessità di una revisione generale delle norme sui limiti su strade urbane ed extraurbane, che presentano difformità evidenti e ridicole da zona a zona, da comune a comune, da regione a regione e così via, diventando per chi usa l’auto un grattacapo non indifferente e che conferma la tesi di chi critica l’uso dei limiti e dei controlli solo per fare cassa.
    Inoltre c’è bisogno di personale e di mezzi, su strade, autostrade e aree urbane per controllare e, quindi, far capire a chi guida (anche le bici, per non dire di altri velocipedi elettrici), quali sono le norme, i limiti e le aree da rispettare.

  3. Avatar Luigi ha detto:

    Pur essendoci una lieve diminuzione degli incidenti (una seria valutazione richiederebbe che fosse evidenziato anche il trend degli anni precedenti), gli incidenti rimangono sempre tanti. Ciò conferma l’idea che, più che stringere le regole, sia necessario agire nel farle rispettare: vigili per strada a sanzionare tutte le infrazioni di tutti gli utenti della strada. Del resto le statistiche ISTAT dicono chiaramente che in ambito urbano l’incidentalità legata alla velocità si aggira attorno al 10%. Il restante 90% e ricondotto ad altre infrazioni. Quindi, ripeto, assunzione di vigili da mettere per strada. I 200 milioni spesi per la città 30 non sono stati buttati via, ma potevano essere spesi meglio destinandoli all’assunzione di nuovi vigili urbani.

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