Lombardia

Regione Lombardia e le colonnine di ricarica ebike in Val Brembana

[Aggiornamento: a questo link la precisazione da parte dell’azienda delle colonnine di ricarica ebike]

Un recente post pubblicato sulla pagina Facebook “Guide MTB Val Brembana ASD” ha sollevato alcune questioni riguardo alle decisioni prese in merito alla promozione turistica della Valle Brembana. Senza nominare specifici luoghi o enti, l’autore del post esprime preoccupazione riguardo al processo decisionale che potrebbe non coinvolgere adeguatamente coloro che sono direttamente interessati, come associazioni, negozi di biciclette e ciclisti stessi.

Box bici e colonnine ricarica ebike

In particolare, l’attenzione è stata rivolta all’installazione di ventiquattro box in dieci comuni della valle, destinati a offrire servizi ai ciclisti, tra cui il riparo dalle intemperie e la ricarica delle ebike. Tuttavia, si solleva la questione del posizionamento di tali strutture, spesso difficilmente individuabili e non supportate da un’applicazione funzionante per la geolocalizzazione. Questo rende le colonnine di ricarica inutilizzabili e potenzialmente rappresenta uno spreco di denaro pubblico. Si sottolinea quindi l’importanza di installare tali infrastrutture in luoghi facilmente accessibili e identificabili tramite app, garantendo così un servizio efficiente agli utenti.

“Ufficio complicazioni cose semplici”

“Si sono costruite colonnine che sembrano realizzate dall’ufficio complicazioni cose semplici. Anche qui spesso sembra che il posizionamento sia fatto da gente che non ha mai pedalato in giro per la valle. Ci si è legati ai quattro standard maggiormente diffusi per gli spinotti non tenendo conto che buona parte non usano quegli standard e che bosch per esempio ha già cambiato il suo attacco. Forse bastavano colonnine con un quadretto a norma con quattro prese e poi ognuno si porta il suo caricabatterie”, si legge sul post.

“Chi ha deciso il posizionamento?”

Forti critiche alle colonnine di ricarica per le ebike, descritte come realizzate con complicazioni eccessive che ignorano le esigenze reali dei ciclisti. Il posizionamento poco attento e la scelta di standard di connessione non adeguati evidenziano le difficoltà di chi dovrà utilizzarle. “Succede perfino che a volte le macchine ci parcheggiano davanti rendendo impossibile l’utilizzo, forse due fioriere potrebbero risolvere la situazione”, evidenzia il messaggio.

Mancanza di pianificazione e coordinamento

Si solleva anche la questione del noleggio di ebike da parte di vari enti, che senza una pianificazione adeguata e senza considerare la gestione pratica dei mezzi a pedalata assistita hanno creato un ginepraio. L’autore del post critica anche l’approccio impulsivo nell’acquisto delle ebike senza una strategia chiara per la gestione e la manutenzione, portando a una dispersione di risorse finanziarie.

Un progetto finanziato dalla Regione Lombardia

“Volutamente non farò nomi di luoghi o enti vari ma mi interessa porre l’attenzione sul modus operandi di certe decisioni che personalmente non credo portino a reali benefici per lo sviluppo turistico della Valle”, scrive l’autore del post.

Eppure questo progetto in Val Brembana è stato realizzato “grazie al contributo di Regione Lombardia, come si legge sull’infrastruttura per la ricarica delle ebike (nel Comune di Moio de’ Calvi in provincia di Bergamo, come riportato proprio sulla colonnina, ndr).

“Certe decisioni forse sarebbe meglio condividerle con associazioni, negozi o comunque con chi le bike le usa. Noi sono ‘solo’ quattordici anni che portiamo in giro turisti per la Valle ma nessuno ci ha chiesto un parere. Certo nessuno era obbligato a farlo ma se i risultati sono quelli che andremo ad analizzare forse era meglio risparmiarsi il denaro pubblico e trovargli altre destinazioni che in Valle non mancano”, scrive la pagina Guide MTB Val Brembana.

Colonnine di ricarica ebike: sì, ma nel modo giusto

In effetti è fondamentale considerare le esigenze dei ciclisti e garantire una gestione oculata delle risorse finanziarie, al fine di promuovere un turismo sostenibile e di qualità. Quindi è certamente opportuno che le amministrazioni pubbliche investano risorse per installare colonnine di ricarica ebike sul loro territorio ma dovrebbero capire come farlo al meglio: scegliendo bene i luoghi più adatti per posizionarle e venendo incontro alle esigenze di chi usa la bici e l’ebike.

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Commenti

  1. Avatar sonia ha detto:

    è incredibile quanta gente ancora crede che queste installazioni siano fatte per far pedalare le persone e farle divertire!

  2. Avatar Graziano Banchetti ha detto:

    Ne ho viste qualcuna in giro in posti dove credo che nessuno mai le utilizzerà.
    Soldi buttati, grazie ai nostri politici.

  3. Avatar Ferdi ha detto:

    Sono tre mesi che passo tutte le settimane a Barzana e non sono mai riuscito a caricare manca corrente, adesso per completare l’opera ne stanno installando 2 a Morterone dove già c’era la casetta con tutto predisposto.
    Robe da incompetenti!!!

  4. Avatar Donato ha detto:

    soliti sprechi di soldi,pubblici (soldi delle tasse…di Chi le paga) vedi pista di Bob…a Cortina!!!!!!

  5. Avatar Fortunato Grigis ha detto:

    Mi risulta che vari comuni hanno rimosso questi box in quanto la ditta è fallita.

  6. Avatar Carlo57 ha detto:

    Gran bell’articolo, io abito a Bergamo dove i vari politici in Regione Lombardia strombazzano per fini elettorali queste opere. Perfino i giornali locali della Valle Brembana hanno decantato queste infrastrutture senza averne verificato la funzionalità. E intanto si buttano via i nostri soldi…

    1. Avatar Manuel Massimo ha detto:

      Grazie per il commento e per seguire il nostro lavoro, Carlo: ben vengano le colonnine di ricarica ebike, ma che siano realizzate con criteri di comprovata usabilità e siano collocate in posti utili e accessibili (con localizzazione tramite app)

      Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it

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