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Aspassobike: le bici inclusive per persone con bisogni speciali

Aspassobike: le bici inclusive per persone con bisogni speciali

A Senigallia, un’impresa italiana vende e noleggia mezzi speciali made in Olanda. Per una pratica della bicicletta più libera, gratificante e inclusiva. Opportunità per disabili, anziani e famiglie. Ma anche per chi offre servizi e prodotti a un target turistico emergente ed esigente.

«Ho sentito il vento in faccia». Sensazione di libertà e benessere, che apprezziamo tutti pedalando. Questa frase l’ha pronunciata un ragazzo di 16 anni, disabile, la prima volta che è andato in bici.
Il vento in faccia per una persona disabile è un’emozione unica, per alcuni un ricordo, per altri un sogno. Un’azienda di Senigallia (An) ha trovato il modo di realizzarlo.

Ecco la storia di Aspassobike e del suo fondatore, Alberto Franceschini. L’incontro con i bisogni speciali di giovani, anziani e famiglie. E la risposta di un team che sta contribuendo a cambiare abitudini, modelli di intervento sociale e servizi per il turismo in Italia.

Il business nato dall’amicizia

Franceschini ha un’azienda che si occupa di sistemi di monitoraggio ambientale, Protec Ambiente. Un caro amico, Luca Breccia, che lavora in Olanda, vede là delle bici speciali, in grado di trasportare carrozzine. «Ci è sembrata una bellissima idea. Ne ho donata una a un amico che ha un figlio disabile. Per loro è stata una svolta nella vita» racconta Franceschini.

Aspassobike Riva del Garda

Con Breccia fa ricerche: in Italia non ci sono aziende che producano bici di questo tipo. Mettono a punto un business plan e lo propongono alla Van Raam, produttrice olandese di “due ruote” da un secolo, ma da 35 anni focalizzata sulle bici customizzate, in particolare per chi ha bisogni speciali. «Anche la loro storia è speciale. La svolta verso la disabilità l’ha impressa proprio il titolare, che si è ritrovato sulla sedia a rotelle. Oggi l’azienda produce bici per disabili, autonomi o accompagnati, in oltre 50 modelli. Studia soluzioni personalizzate sui bisogni di ogni cliente. Ci sono modelli anche per chi non ha l’uso delle braccia, che si guidano solo con il movimento del busto, freni sul retro pedale e cambio in punta di piede!».

Partner per l’Italia

Piano di impresa e entusiasmo delle persone convincono l’azienda olandese. «Una stretta di mano e ci siamo ritrovati concessionari per l’Italia dei loro prodotti» ricorda Franceschini. «Certo, qui non abbiamo il loro centro studi per la customizzazione, prendiamo in carico situazioni standard. Possiamo però ordinare e vendere un gran numero di mezzi per diversi tipi di disabilità. Con carrozzine integrate, separabili, tandem con affiancamento per disabilità psicomotorie, bici per trasporto anziani…».

Il risciò Chat Var Raam si è aggiudicato l’Eurobike Gold Award 2019. Per la qualità e il design, ma anche perché consente il trasporto di persone che dialogano (chattano, appunto) tra loro in pieno relax, mentre il guidatore pedala, agevolato da un mezzo facile ed ergonomico.

Non solo meccanica

Aspassobike nasce come azienda, nel 2020, dopo 3 anni di crescita in Protec Ambiente. La priorità di Franceschini non è il profitto a tutti i costi. Aspassobike però dà lavoro a 4 persone, fatturati e ordini sono in crescita, investe in nuove idee. «Il nostro è un progetto di mobilità sociale, sostenibile, ecologico. Aiutiamo le persone a provare un piacere che a loro era negato: il vento in faccia è un diritto di tutti» afferma Franceschini. «In Italia non c’è la stessa attenzione verso i ciclisti, la stessa sicurezza che troviamo Olanda. Là la bici ha la precedenza su tutto. Eppure anche da noi è in atto un cambio di mentalità. La popolazione cresce, deve muoversi. È impensabile che ogni persona utilizzi un’auto». Poi c’è un mutato atteggiamento verso la disabilità. «Non è più una vergogna. Anni fa i disabili quasi non uscivano di casa. Oggi una fetta significativa della popolazione rivendica diritti, esce, cerca una vita più gratificante. E la bici può aiutare».

Aspassobike

Utilizzare un mezzo su due ruote su misura migliora anche le dinamiche familiari, consentendo di condividere bei momenti a contatto con la natura, spostamenti quotidiani prima impossibili.

Un modello di business in evoluzione

Aspassobike vende mezzi a privati, enti pubblici, associazioni, ma anche a noleggi e aziende che si occupano di mobilità sostenibile e turismo, in cerca di soluzioni per allargare il loro parco clienti e offrire un servizio davvero inclusivo. Quello dei disabili e famiglie, degli anziani con problemi di mobilità e un target crescente, che chiede proposte, offerte, soluzioni.

Aspassobike

Il costo dei mezzi è elevato, dagli 8-10mila euro in su. «Devono essere facili da usare, con caratteristiche tecniche importanti, garantire prestazioni di alto livello, trasportare carichi ingenti, avere batterie con lunga durata e batterie supplementari».

Una maggiore diffusione di questi mezzi potrebbe abbassarne il prezzo? «No. L’azienda olandese produce oltre 10mila pezzi l’anno, i costi sono già ottimizzati. E non si può diminuire la qualità realizzando prodotti inaffidabili. Quello che può migliorare è la nomenclatura. Ora solo alcune Asl dimostrano sensibilità considerando le bici speciali un presidio assimilabile alle carrozzine. Ma anche per questi mezzi la cifra “passata” dagli enti è inferiore ai 4mila euro. Il resto pesa sulle famiglie».

Difficile produrre da zero

In Italia ci sono molti produttori di bici di alta qualità. Qualcuno potrebbe sviluppare o ampliare la produzione dedicata ai veicoli speciali? «Non è facile raggiungere livello tecnico e volumi dei produttori già attivi all’estero. Da noi si parte da zero. In Europa, l’innovazione è continua: si impara dagli errori, dall’esperienza, dai feedback dei clienti. Ed escono modelli sempre nuovi».

L’interazione con le famiglie è una parte importante dell’attività di Aspassobike, delicata, complessa ma gratificante. «Un mondo che conoscevo poco si è rivelato bello e pieno di bella gente. Non sapevo quanti si danno da fare per aiutare gli altri. Ho imparato tanto dai disabili. Vedendo le cose dal loro punto di vista, prendi coscienza di tanti aspetti della vita quotidiana che creano barriere, di tutti quegli ostacoli che vanno rimossi. Anche in questo, In Italia, siamo a un cambio di rotta, per fortuna».

Dall’amicizia all’impresa

Uno dei primi clienti di Aspassobike è stato Roberto Dalla Pellegrina, in cerca di un tandem speciale per fare sport e andare all’avventura con suo figlio Riccardo, 22 anni. Dalla sua passione e dal valore dell’esperienza che stanno costruendo loro e altre famiglie, è nata PedalAbile, un’Aps (Associazione di promozione sociale), che si impegna per far provare “il vento in faccia” a ospiti di cooperative e centri diurni.

Evento Insuperabile Pedalabile Aspassobike

Con Franceschini sono nati una solida amicizia e un accordo commerciale: PedalAbile gestisce alcune bici ricevute in comodato d’uso gratuito, che trasporta dove sono richieste per la prova, con un furgone ricevuto da un benefattore, e fa da rivenditore tra l’azienda e nuovi acquirenti. Poi testa sul campo i mezzi, in impegnative performance atletiche lungo la Penisola, come “Insuperabile”, la staffetta dell’inclusione.
Aspassobike sponsorizza anche eventi in collaborazione con Villag4all, azienda di innovazione turistica, specializzata in ospitalità accessibile, e iniziative di bici e mototerapia

Gli sviluppi del noleggio

Il modello di business di Aspasso bike si evolve. Crea parchi bici per Comuni, fornisce i noleggi che organizzano escursioni e esperienze inclusive. Con alcuni c’è già un rapporto di partnership, come DoctorBike di Roma e YouMobility di Foligno.
«Stiamo progettando l’apertura di nostri punti noleggio, in collaborazione con Medimec, un’azienda di Fidenza che vende e noleggia supporti e ausili per disabili. Le nostre bici completeranno il loro catalogo».

Franceschini non si pente di nulla, a parte l’eccesso di fiducia in alcune persone, e guarda avanti. Un consiglio a chi vuole avviare un’attività in questo settore: «Le potenzialità sono grosse, c’è spazio per creare imprese che migliorino la vita delle persone e collaborino con ospedali, centri ortopedici e fisioterapici. E in ambito turistico. Non solo noleggiatori, ma anche hotel, villaggi, Comuni».
Una via può essere avviare una collaborazione commerciale con chi ha già creato un mercato e un dialogo con enti e istituzioni, muovendosi passo dopo passo, con investimenti progressivi.

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