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5 cose da sapere sul Pinerolese

5 cose da sapere sul Pinerolese

Quando mi hanno proposto di raccontare il territorio del Pinerolese non potevo che esserne felice. È una zona del Piemonte che conosco bene perché, essendo vicina a Torino dove vivo, è sempre risultata una perfetta via di fuga dalla città per sane gite in bicicletta di uno o più giorni.

Ovviamente il motivo non è solo questo. Il vasto territorio, adagiato nel cuore delle Alpi Cozie sorprende per rilevanza storica e impatto naturalistico e, secondo me, un territorio mai abbastanza riconosciuto per tutto ciò che sa regalare ai visitatori. Ad evidenziarne l’importanza, si possono contare ben tre parchi naturali tutti di grande impatto, il Parco Val Troncea, il Parco Orsiera Rocciavrè e una parte del Gran Bosco di Salbertrand.

Pinerolese in bici ©Paolo Ciaberta
Pinerolese in bici ©Paolo Ciaberta

Ora finalmente, grazie ad UpSlowTour, il progetto ideato dall’Unione Montana del Pinerolese, viene offerta agli amanti della bici, una nuova e ambiziosa iniziativa volta a promuovere un turismo consapevole lento e sostenibile. Caratteristiche queste che risultano sempre più urgenti per sviluppare un turismo etico, che sappia valorizzare le risorse ambientali, gli aspetti storici, la biodiversità e le tradizioni popolari, ‘sfogliando’ le pagine del sito, fresco di restyling, risulta subito evidente che questo progetto va esattamente in questa direzione.

UpSlowTour è un bel portale, semplice da consultare ed esaustivo nelle svariate proposte di percorsi per ogni tipologia di bici, dall’ebike alla gravel, passando per itinerari certificati accessibili per le handbike, a cura dell’associazione B-free. Inoltre è possibile trovare le aziende che affittano bici, le strutture ricettive e tutto quello che serve per organizzare le escursioni in bici senza pensieri.

Pinerolese in bici ©Paolo Ciaberta
Pinerolese in bici, colonnina ©Paolo Ciaberta

1. Pinerolo

Il Pinerolese trova nel comune di Pinerolo il suo epicentro, luogo dove storia e natura si incontrano proprio allo sbocco di belle valli alpine come la Val Pellice e la Val Chisone. Dista circa 40 km dal centro di Torino ed è facilmente raggiungibile in auto, in treno e anche in bici lungo la ciclostrada Stupinigi-Pinerolo prevalentemente pianeggiante.

Pinerolo in bici ©Paolo Ciaberta
Pinerolo ©Paolo Ciaberta

Le dimensioni del centro storico permettono di visitarla perfettamente a piedi o in bicicletta. Ci si prenda il tempo di soffermarsi sui punti più interessanti come quello che fu l’arsenale della città fortificata, ossia l’attuale Palazzo del Comune, la piazza del Duomo con la sua imponente facciata e i begli affreschi interni, E ancora i numerosi edifici medievali e la quattrocentesca Casa del Senato, ancora oggi casa privata che spesso viene anche aperta al pubblico. La grande piazza Vittorio Veneto ospita ogni mercoledì e sabato un importante mercato che risulta essere il terzo mercato per grandezza del Piemonte (escludendo Torino) dove, girovagando tra le bancarelle, si possono trovare tutti i prodotti locali tra ortaggi, frutta, gastronomia e abbigliamento, nonché i prodotti del territorio come formaggi, salumi etc.

Chi invece vuole approfondire aspetti culturali e storici può approfittare dei numerosi musei come il Museo Storico dell’Arma di Cavalleria ed i vari Musei Civici.
Per chi lo desidera sono previste diverse visite guidate, a questo link potete consultare il calendario del 2024: Welcome Tour Pinerolo.

Arrivare a Pinerolo

Auto: La città di Pinerolo è collegata al capoluogo Torino dall’autostrada A55, dalla Provinciale SP23 del colle del Sestriere e dalla SP 589 dei Laghi di Avigliana, quest’ultima permette anche un interessante percorso panoramico della zona. Per chi preferisce non entrare in centro con l’auto è possibile lasciarla nel parcheggio della stazione Olimpica e prendere la navetta.

Treno: La città è servita dalla linea ferroviaria Torino-Pinerolo, con due fermate all’attivo, Pinerolo e Pinerolo Olimpica.

Bus: i bus della rete ferroviaria italiana partono dalla stazione Lingotto a Torino oppure si prende la linea ‘Arriva‘ dalle principali stazioni del capoluogo.

Bici: è scaricabile il link della traccia che da porta Susa arriva a Pinerolo. Il percorso è quasi totalmente su asfalto con qualche breve tratto su sterrata battuta.

2. Alpeggi in bicicletta

La Val Pellice ha il maggior numero di caseifici d’alpeggio in rapporto all’ estensione geografica, si pensi che il solo comune di Bobbio Pellice ha ben 10 alpeggi autorizzati a fare formaggio. Per una bella gita gustosa e gratificante molti di questi alpeggi sono sono raggiungibili in MTB. Tra i prodotti principali della zona segnaliamo il Dahu, prodotto da latte crudo in forme dalla caratteristica forma inclinata, su cui un Dahu starebbe in perfetto equilibrio. Tale caratteristica fornisce al formaggio non solo un aspetto estetico unico, ma fa sì che la stagionatura agisca in modo differenziato e permetta di assaporare diverse sfumature di gusto a seconda della dimensione della porzione che si sta degustando.

Formaggi del Pinerolese ©Paolo Ciaberta
Formaggi del Pinerolese ©Paolo Ciaberta

Il Tomino del Talucco è un formaggio a latte vaccino e caprino o in purezza di latte di capra, il sapore caratteristico, armonico e delicato è legato alle varietà stagionali della flora, risultando più intenso e fragrante con la stagionatura. Il Seirass del Fen, sotto il presidio Slow Food, è una ricotta d’alpeggio stagionata prodotta tra i 600 e 2200 metri. La tradizione di avvolgere la ricotta nel fieno nasceva dall’esigenza di proteggere le forme tondeggianti del Seirass nel loro trasporto dagli alpeggi a valle, tuttora è rimasta una caratteristica distintiva del prodotto che le conferisce un leggerissimo aroma di erba. Oggi viene prodotto anche in inverno con il latte di vacche che si nutrono di fieno locale.

3. Enogastronomia e presidi Slow Food

Sono molte le specialità gastronomiche offerte dal territorio, tutte preparate utilizzando i prodotti tipici dell’arco alpino. Piatti semplici della tradizione, gustosi e genuini, frutto di ciò che la natura offre nelle valli. La vicina Francia inoltre, ha favorito contaminazioni con la cucina transalpina, dando origine a piatti raffinati, che da sempre caratterizzano la cucina piemontese. Che si scelga un agriturismo o un ristorante, un rifugio o una trattoria la qualità del cibo è sempre messa al primo posto proprio perché si sa che ormai la scoperta di un territorio passa anche per la gola.

Gastronomia del Pinerolese ©Paolo Ciaberta
Gastronomia del Pinerolese ©Paolo Ciaberta

La Mustardela delle valli Valdesi è una specie di salume dalla forma di salsicciotto color melanzana, dalla consistenza pastosa e morbida ha un sapore speziato e vagamente agrodolce. Si mangia semplicemente lessa, accompagnata dalle patate o dalla polenta. Non ci sono documenti sulla sua origine, ma con ogni probabilità questo sanguinaccio è legato alla tradizione occitana. La Calhëtta è un piatto antico della cucina della Val Germanasca e Chisone e come tutti i prodotti popolari varia nella sua composizione da famiglia a famiglia. È da sempre preparato con ingredienti poveri: patate, cipolle e lardo, oltre che con burro e salvia. Le calhëtte possono essere condite con sugo di selvaggina, funghi o erbe. Il nome deriva dalla forma che si dà agli gnocchi, che ricorda il fuso che veniva utilizzato per filare la lana.

I dolci

Il dolce tipico è la Torta Zurigo, la base è una cialda di frolla al cacao, la farcitura è un tripudio di crema chantilly con all’interno torrone e cioccolato. Il tutto viene ricoperto da scagliette di cioccolato amaro e rifinita con le ciliegine conservate sotto alcool e ricoperte di glassa. Come gustosa decorazione finale un invitante dischetto di cioccolato bianco con impresso l’esclusivo logo a conferma dell’originalità del prodotto.

Il panettone basso del pasticcere Pietro Ferrua e sua moglie Regina risale al 1922. La coppia, nella bottega in via del Duomo, infornò per la prima volta questo dolce piemontese ricoprendolo con una delicata glassa alle nocciole. Poco dopo nacque lo storico marchio Galup che diffuse questo dolce prima in tutto il Piemonte, e poi, grazie alle campagne pubblicitarie con protagonista l’attore torinese Macario, in tutta Italia. Ancora oggi, a Pinerolo nel periodo natalizio, si può sentire il profumo del panettone che riempie l’aria della città.

I vini

I vini del Pinerolese ©Paolo Ciaberta
I vini del Pinerolese ©Paolo Ciaberta

Non potevano mancare i vini territoriali. Già nel 1200 venivano prodotti il Nebbiolo e il pregiato Doux d’Henry, chiamato così in onore del Re di Francia Enrico IV che lo apprezzò molto durante una sua visita nella zona. Sotto la denominazione rosso pinerolese si trovano inoltre i vini Barbera, Bonarda, Freisa, e Ramìe. Quest’ultimo può essere prodotto esclusivamente con uve provenienti da vigneti situati nel territorio comunale di Pomaretto e di Perosa Argentina.

4. Terra di ciclismo

La rete di percorsi ciclabili del Pinerolese va incontro alle più disparate esigenze dei ciclisti. Si può scegliere tra pianura, collina e montagna con centinaia di km di tracciati. La pianura è adatta a tutti, la collina a chi si vuole confrontare con salite non troppo impegnative. In montagna invece ci sono percorsi per i più esperti. Per ognuna di queste possibilità è possibile affidarsi a guide cicloturistiche riconosciute dalla Regione Piemonte che sapranno rendere la giornata piacevole e spensierata, oltre a fornire anche preziose informazioni sul territorio che si attraversa.

Brevi escursioni in bicicletta da Pinerolo

Escursioni in bici ne Pinerolese  ©Paolo Ciaberta
Escursioni in bici nel Pinerolese ©Paolo Ciaberta

Con una breve gita di 3 km circa è possibile raggiungere il Castello di Miradolo dove si può godere di una meravigliosa vista sul Monviso. La Fondazione Cosso, che gestisce il castello, organizza mostre, concerti, visite guidate tematiche, laboratori, approfondimenti e attività per ogni fascia d’età, tutto l’anno, nelle quattro stagioni.

Piscina Arte Aperta è un museo diffuso di arte contemporanea che si snoda tra le piazze e vie del paese che dista 9km da Pinerolo. Il progetto nasce per iniziativa del pittore piscinese Antonio Panino con l’intento di rappresentare in modo esaustivo le varie anime della scena artistica piemontese di fine millennio.

Con una pedalata di 10 km è possibile visitare il bioparco Zoom, uno zoo progettato seguendo la filosofia che da alcuni anni regola la realizzazione di nuovi parchi faunistici, Zoom infatti offre un’esperienza immersiva a diretto contatto con gli animali, i quali non sono ospitati in gabbie ma in contesti ispirati ai loro habitat naturali.

Pinerolo e il Giro d’Italia

La città di Pinerolo è indissolubilmente legata alla storia del ciclismo sportivo, è stata più volte sede di partenza e di arrivo delle tappe del Giro d’Italia. La prima volta fu addirittura alla prima edizione nel 1909, quando venne attraversata dai corridori durante la tappa Genova-Torino di 356 km.

Pinerolo è entrata nella storia del ciclismo con la tappa del Giro che ha segnato un’epoca, tappa su cui si sono scritti romanzi ed innumerevoli articoli con un protagonista solo, Fausto Coppi. Parliamo della Cuneo-Pinerolo del 1949 dove il campionissimo ha fermato per sempre un momento passato alla storia. 192 km di fuga solitaria, 5 colli valicati con discese mozzafiato e impervi sterrati. Fu un’impresa epica che lasciò il mondo del ciclismo stupefatto e che regalò un nuovo entusiasmo all’Italia che si stava rialzando dalle macerie della seconda guerra mondiale. Al termine di quella tappa il Fausto nazionale trovò riposo e ristoro nell’Albergo Regina in centro città. La folla accalcata lo costrinse ad entrare dal retro per poter raggiungere la sua camera dove bevve un brodo caldo, da quel momento l’albergo venne soprannominato ‘il ristorante di Coppi’. La storia dice che anche Dino Buzzati fu ospite quella sera e nella notte pinerolese compose una pagina di giornalismo destinata a passare alla storia.

Il Tour de France

Ma il grande ciclismo da queste parti non è solo ‘storia’. Infatti, il 2 Luglio 2024 da qui partirà la quarta tappa della corsa più importante al mondo, il Tour de France. Per la prima volta nella sua lunga e prestigiosa storia, la Grand Boucle partirà dall’Italia e Pinerolo sarà l’ultima fatica prima che la corsa entri in Francia. La tappa è la Pinerolo-Valloire. Dopo una lunga salita verso Sestriere, dove lo stesso Campionissimo trionfò nel 1952, la carovana sconfinerà in Francia transitando per il Monginevro, scaleranno il passo del Lautaret per poi affrontare i 2.642 metri del Galibier. Sarà la prima occasione per i favoriti di mettersi alla prova in alta montagna. La frazione si chiuderà a Valloire dopo 138 km.

Chi desidera assistere all’evento può rivolgersi all’Ufficio del Turismo di Pinerolo, Via del Duomo 1, 10064 Pinerolo (TO) +39 0121795589
mail – [email protected]
FB – @ufficioturisticopinerolo

Cicloturismo d’alta quota

Escursioni in bici ne Pinerolese  ©Paolo Ciaberta
Escursioni in bici nel Pinerolese ©Paolo Ciaberta

L’1 e il 2 giugno 2024 si terrà a Luserna S. Giovanni la seconda edizione del Festival Alpibike, il primo evento in Piemonte dedicato al cicloturismo d’alta quota, dedicato a chi ama l’Outdoor e le due ruote in montagna. Un’area espositiva, presentazioni di ospiti e progetti per la valorizzazione del territorio alpino piemontese, escursioni organizzate per Gravel, MTB ed ebike, workshop. E per rifocillarsi a fine giornata, non manca una ricca offerta di specialità locali da gustare in perfetto stile cicloturistico: brindando in compagnia con un’ottima birra fresca.

Tour guidati

Pedalare con una guida cicloturistica locale consente di viaggiare senza preoccupazioni. Innanzitutto perché sa dare consigli tecnici sulla bicicletta evitando i principali contrattempi, saprà inoltre fornire nozioni storiche e territoriali preziose per la scoperta del territorio. Quando si viaggia in zone poco conosciute la guida non è solo un accompagnatore ma diventa la chiave per arrivare al cuore di un territorio. È possibile richiedere dei tour personalizzati su tutto il Pinerolese scrivendo alla mail [email protected]

Escursioni in bici nel Pinerolese  ©Paolo Ciaberta
Escursioni in bici nel Pinerolese ©Paolo Ciaberta

B Free cicloturismo inclusivo

L’associazione B Free, in collaborazione con il Comune di Pinerolo, promuove tour in bicicletta studiati per garantire percorribilità e accessibilità a tutte le persone con disabilità motorie. In questo modo si aumenta la fruibilità del territorio a tutte le persone che utilizzano mezzi di mobilità alternativi come l’handbike, l’uniciclo, il ruotino elettronico e le carrozzine.

Noleggio bici
Per il noleggio di biciclette potete fare riferimento a questo link: noleggio bici a Pinerolo

5. Storia e tradizioni dei Valdesi

La Val Pellice, la Val Germanasca e la Bassa Val Chisone sono segnate dalla storia dei Valdesi. Le origini della Chiesa valdese risalgono al Medioevo, quando venne fondata da Pietro Valdo. Le fonti storiche ci dicono che fosse un mercante di tessuti di Lione deciso a donare ai poveri tutte le sue ricchezze e vivere di elemosine. I “Poveri di Lione”, come veniva chiamata la piccola comunità al seguito di Valdo, furono uno dei numerosi movimenti nati nel corso del Medioevo. Predicavano il ritorno della chiesa alla povertà e l’abbandono della politica a cui erano dediti i papi dell’epoca. L’intolleranza della Chiesa di Roma, che combatteva l’eresia con l’Inquisizione, costrinse i valdesi a rifugiarsi in zone rurali delle valli del Pinerolese. Oggi poco meno della metà dei valdesi italiani sono concentrati nelle cosiddette “valli valdesi”. In alcuni comuni costituiscono la maggioranza, rendendo questo territorio l’unico luogo in Italia a popolazione protestante. Con le loro chiese, istituzioni culturali, pubblicazioni, tradizioni storiche e legami internazionali i valdesi costituiscono in Italia una realtà ben caratterizzata, con un forte senso della propria identità.

L’anello della Val Angrogna

L’anello della Val Angrogna in 35 km ripercorre molti dei luoghi della tradizione valdese. Nella borgata Ciabàs sorge uno dei templi più antichi della valle risalente al 1555. Nella piazza principale di San Lorenzo (piazza Roma) troviamo la Péira dè la reizoùn (la “Pietra della ragione”). Si tratta di una grossa pietra su cui venivano ricondotti alla ragione i piccoli malfattori della zona. Poco più in là, vicino alla fontana in pietra di Luserna, la Pèira de i debi (la “Pietra dei debiti”), antica gogna per debitori insolventi.

Ad un centinaio di metri dalla frazione Oddino si trova una caverna dove si pensa che i valdesi del posto svolgessero i loro culti per evitare la persecuzione cattolica. La cavità, collocata in una zona boscosa è accessibile dall’esterno tramite una angusta spaccatura tra masse rocciose affioranti nel folto della vegetazione.

[Contenuto realizzato in collaborazione con UpSlowTour]

Commenti

  1. Avatar Massimo ha detto:

    [Grazie per la segnalazione: abbiamo corretto – Bikeitalia.it]

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