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Acquisti online di biciclette e accessori: quali diritti per i consumatori?

Dopo aver esaminato i diritti alla garanzia in caso di vizi di una bicicletta acquistata presso un rivenditore, non possiamo non soffermarci sul commercio online. Soprattutto, dopo le feste e con la possibilità, o meno, di cambiare e restituire la merce acquistata. Tema importante ed interessante, anche considerati i prezzi delle moderne “fuoriserie”.

Un acquisto di una bicicletta online, nuova così come usata, è sempre un atto di fiducia nei confronti del venditore: l’acquirente non tocca di propria mano la merce, non può provarla e si limita, nella maggior parte dei casi, a visionare alcune foto, a porre domande e, se fortunato, a scambiare quattro chiacchiere con qualche conoscente che ha lo stesso modello.

L’inghippo, però, è sempre dietro l’angolo e gli inconvenienti non sono semplici da risolvere.
Ferme le garanzie attribuite ai consumatori, le vendite online sono oggetto di particolare attenzione da parte del legislatore.

Già prima dello sviluppo di internet esistevano le vendite a distanza: si ordinava da un catalogo cartaceo per telefono o compilando l’apposito modulo e alcune settimane dopo arrivava un pacchetto con la merce, sperando che quanto ordinato andasse bene, come misura e qualità.

Tecnicamente, i contratti conclusi online, sono definiti dall’art. 45, 1° comma, lettera g) Codice del consumo come “contratti a distanza”. La loro caratteristica è che tali contratti sono conclusi:

  • tra il professionista e il consumatore;
  • nell’ambito dell’attività imprenditoriale del professionista;
  • senza la presenza fisica e simultanea del professionista e del consumatore;
  • mediante l’uso di mezzi di comunicazione a distanza.

Il diritto di recesso

Premesso che il consiglio è quello di cercare un dialogo con il venditore per cercare di risolvere il problema, il consumatore non soddisfatto della merce ricevuta, ha un peculiare diritto che non sussiste, salvo apposite pattuizioni, nei contratti tradizionali: il diritto di recesso di cui all’art. 52 Codice del consumo.

L’acquirente consumatore può liberarsi dalle obbligazioni contrattuali e restituire la merce senza dover fornire alcuna motivazione, entro quattordici giorni da quando ha ricevuto il possesso fisico dei beni acquistati. Nel caso il professionista non fornisca all’acquirente le informazioni necessarie sul suo diritto di recesso, o fornisca tali informazioni in modo incompleto, il termine per recedere aumenta a ben dodici mesi.

Il Codice del consumo regola anche le modalità per esercitare il diritto di recesso: ampia libertà per il consumatore, il quale potrà utilizzare i formulari forniti dal venditore o qualsiasi altro mezzo (posta elettronica, sms o WhatsApp ad esempio). Il consiglio è di inviare una dichiarazione almeno in forma testuale, onde poter avere una prova in caso di problemi con il venditore. Difatti, in caso di divergenze, è il consumatore a dover provare di aver esercitato validamente il recesso.

Le eccezioni al diritto di recesso

Attenzione, non tutti i contratti di compravendita possono essere oggetto di recesso. Il Codice del consumo prevede diverse eccezioni, come la fornitura di beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati.

Tale eccezione è decisamente importante per quanto riguarda le biciclette: la nostra bici confezionata ad hoc, secondo specifiche da noi decise (lunghezze di pedivelle e attacco manubrio, forcella già accorciata e tutto quanto non standard), potrebbe non essere oggetto del diritto di recesso.

Di conseguenza, avremmo solo i diritti alla garanzia previsti dal Codice civile e dal Codice del consumo, ma non la possibilità di restituire la merce nel caso non ci piaccia.

L’esercizio del diritto di recesso

Con l’esercizio del diritto di recesso, il contratto non ha più effetto tra le parti ed il consumatore è tenuto a restituire la merce acquistata. Il venditore, invece, è tenuto a restituire quanto pagato dal consumatore. Per quanto riguarda le spese di consegna e restituzione, dipende dall’accordo delle parti. Alcuni venditori forniscono consegna e /o restituzione gratuite, altri invece a partire da un determinato importo, altri ancora prevedono un pagamento supplementare.

La legge lascia ampia libertà al professionista, vincolando quest’ultimo, però, a fornire al consumatore informazioni precise sui costi accessori prima della conclusione del contratto.

I diritti del consumatore in caso di acquisti all’estero

Concludiamo la breve panoramica sui diritti dei consumatori nelle vendite a distanza con nota di carattere internazionale: il Codice del consumo prevede espressamente che i diritti dei consumatori valgano anche in caso di contratti di compravendita sottoposti al diritto di uno Stato membro della UE. Dunque, un acquisto presso un produttore / venditore tedesco non priverebbe un consumatore residente in Italia dalle tutele previste dal Codice del consumo.

Diverso, invece, se applicabile fosse il diritto inglese o di uno stato non facente parte dell’Unione Europea.

(L’articolo vuole offrire solo un breve riepilogo dei diritti del consumatore in caso di problemi e non costituisce alcun parere legale vincolante – l’autore non si assume alcuna responsabilità per le informazioni in esso contenute)

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