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Adventure Cycling: perché il ciclismo ha bisogno di più avventura

Bikelife, Cicloturismo, News, Trail e Divide • di

Non è una granfondo o una marathon ,perché non c’è cronometro e non ci sono avversari da battere. Non è nemmeno una passeggiata in compagnia, perché si attraversano posti impervi e ci si deve organizzare in totale autonomia. E’ l‘adventure cycling, un nuovo modo di vivere la bici. Con questo articolo andiamo a scoprire i dettagli di questa nuova concezione di ciclismo.

Il concetto di adventure cycling

Questo tipo di ciclismo, che predilige l’avventura e la scoperta del territorio, coniugando comunque la possibilità di divertirsi a quella di muoversi in un contesto comunque impegnativo, è nato negli USA, con i Trail e con le Divide. Famosa è la Tour Divide, uno degli eventi più impegnativi al mondo, che attraversa “in verticale” gli Stati Uniti.

Piano piano il fenomeno si è spostato in Italia e ha trovato terreno fertile, grazie alle innumerevoli bellezze naturalistiche del nostro paese. Nell’adventure cycling non conta arrivare prima ma solo arrivare, dopo aver attraversato percorsi molto lunghi (dai 300 ai 1000km). Infatti questo tipo di eventi non ha vincitori ma solo “finisher”, ciclisti che hanno completato la traccia e sono arrivati al suo capolinea. Ci si muove in totale autonomia, sia per mangiare che per dormire, si devono avere con sé luci, casco, abbigliamento, sacco a pelo e gps per seguira l traccia. E’ vietato il supporto esterno e anche il fatto di pedalare in gruppo è mal visto. L’asdventure cycling è una sfida contro sè stessi e i propri limiti.

Come funzionano gli eventi

I trail o le Divide presenti in Italia funzionano in questo modo: ci si iscrive sul sito, si paga la quota d’iscrizione e si manda il certificato medico agonistico (obbligatorio). Dopodiché si attende l’arrivo via mail della traccia GPS, che andrà caricata sul proprio navigatore e seguita al momento dell’evento. Infine si raggiunge il luogo stabilito per la partenza, si parte e si pedala fino alla fine, in totale autonomia.

Gli eventi sono diversi e sfaccettati. Si va da eventi di una giornata, come la Martesana Van Vlandeeren, la Coppa Asteria o i Muretti Madness a eventi più lunghi, come l’Italy Divide, Il Lazio Trail, il South Tyrol Trail o Il Veneto Gravel o uno dei più importanti in Italia per numero di partecipanti, il Tuscany Trail. Ci sono eventi pensati per le mtb, come i trail, ed altri dedicati al Gravel, come il Brescia Gravel (di cui Bikeitalia è media partner officiale).

Bici e attrezzatura


aida

Per partecipare a un evento di adventure cycling solitamente ci si deve dotare di una mtb o di una gravel. Moltissimi i ciclisti che partecipano con bici in acciaio, spesso su misura. Dato che si pedalerà in qualunque condizione atmosferica è meglio dotarsi di coperture artigliate che diano grip anche sul bagnato.

La stragrande maggioranza dei partecipanti utilizza borse da bikepacking, soprattutto sottosella e nel telaio. Tra i materiali “obbligatori” è importante dotarsi di un antivento che faccia anche da antipioggia, crema solare, casco, guanti, luci potenti anteriori e posteriori (spesso di pedala anche di notte e nei boschi), sacco a pelo o sacco lenzuolo, coperta termica e GPS con powerbank.

Perché farlo

Perché partecipare a un evento di adventure cycling? Per tanti motivi. Il primo è per vedere di spingere in là il proprio limite, per capire se ce la si può fare a pedalare di notte, sotto il sole o con la pioggia e per più giorni. Il secondo è per l’atmosfera, perché tutti quelli che partecipano sono li per divertirsi e sono spesso dei veri “matti” che hanno viaggiato in lungo e in largo e hanno sempre una storia da raccontare. Il terzo motivo è perché è bello, ogni tanto, concedersi una pausa dalla vita frenetica e provare a pedalare nell’avventura, per tornare a vivere veramente.






2 Risposte a Adventure Cycling: perché il ciclismo ha bisogno di più avventura

  1. velobicide ha detto:

    Sfidare se stessi, andare oltre il limite, sondare le profondità dell’IO solitario, ecc…ecc…
    Ma che bella idea!!!
    Vuoi mettere pedalare insieme a persone simpatiche, assaporare il territorio, parlare con la gente dei posti attraversati, fermarsi per un bel pranzo o cena, condividere con la consapevolezza di essere in un momento ideale, ecc..ecc…
    Queste sono le differenze tra un puro esercizio fisico ed un modo di vedere la vita.
    ciao.

  2. Piero ha detto:

    Altro che puro esercizio fisico: ci si riempie gli occhi, la mente e l’anima di una infinita’ di posti, paesaggi, sensazioni ed emozioni che resteranno indelebili in noi; ho fatto parecchi viaggi con borsoni, massima calma, visitando luoghi, chiese e musei…. e continuò a farli; il Cycling avventure non è né meglio né peggio, solo diverso… certamente regala sensazioni forti… a ciascuno la propria scelta

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