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Asti e provincia in bicicletta

Italia, Itinerari, Piemonte • di

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Destinazione di una settimana di relax e di dolce far niente, le Langhe Astigiane sono state il teatro dei miei ciclogiri. Terre decisamente verdi e rigogliose, dove lo sguardo può spaziare tra declivi coltivati a vite e paesini arroccati sulla cima di colli arsi dal sole, che rinfrancano lo spirito tra una salita e l’altra.
La conformazione del terreno rende molto entusiasmante l’esperienza in bicicletta, soprattutto se si usa la bici da corsa oppure una bici da turismo e si opta per viaggiare su asfalto.

Astigiano in bicicletta: aspetti generali

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La zona battuta durante i miei giri è stata quella delle Langhe Astigiane, che da Nizza Monferrato raggiunge Alba e Roccaverano. Le salite non sono lunghissime ma sono molto frequenti e spesso caratterizzate da numerosi strappi impedalabili, che raggiungono il 20%. I paesaggi sono suggestivi, con pedalate lungo i colli rigogliosi di vigne ben tenute. Il traffico veicolare non è un problema (anche se gli automobilisti qui sfrecciano come pazzi, ti sorprassano a pochi centimetri di distanza e ti suonano a priori), poiché è molto facile individuare percorsi alternativi che consentono di evitare le statali più battute. Un problema abbastanza considerevole è lo stato delle strade, poiché la manutenzione è molto bassa, in molti punti l’asfalto è rotto e non è difficile incappare in buche “assassine”, che mettono a dura prova la tenuta di guida del ciclista e quella delle camere d’aria. Mettete in conto quindi qualche pizzicatura. Del tutto inesistente qualunque velleità di pista ciclabile, nemmeno per sbaglio, raffazzonata o incompleta: semplicemente non esistono. Ovviamente, data la conformazione del terreno, alle salite impervie si alternano lunghe discese che permettono di mollare i freni e di farsi schiaffeggiare dal vento. I tratti in piano sono davvero rari, per cui regolate bene il cambio, perché viene usato molto spesso. Anche i negozi e le officine ciclistiche sono rare. Ci sono negozi a Nizza Monferrato e a Castagnole Lanze che possono essere usato come base per acquisti di ricambi particolari.

Di seguito 5 itinerari dell’Astigiano da percorrere in bicicletta.

Itinerario 1: Canelli – Nizza – San Marzano Oliveto

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Una pedalata breve e veloce, ottima per sgranchire le gambe e prendere confidenza con il territorio. Si parte da Canelli e si percorre una lunga strada diritta fino a Nizza, dove si può fare una pausa nel centro storico, che è ben tenuto.
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Da Nizza si ritorna indietro fino a Calamandrana e si svolta verso San Marzano Oliveto. Da qui parte una lunga salita fino al centro del paesino arroccato su una collina.
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Prima di affrontare il tratto verso San Marzano, merita una sosta la chiesetta di campagna di San Giovanni delle Conche, proprio all’inizio della salita. Dal castello di San Marzano si gode un’ottima vista sulle colline coltivate a vigne della zona.
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Si ritorna indietro poi verso Clamandrana e da qui a Canelli.

Itinerario 2: Da Nizza a Roccaverano

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Con questa escursione raggiungiamo il punto più alto delle Langhe astigiane. Si parte dal centro di Nizza Monferrato e si prende la Provinciale per Canelli.
La strada è pianeggiante e facile e in pochi minuti si raggiunge Calamandrana. Da qui si svolta a destra per Frazione San Vito, dove parte una rampa impedalabile (almeno per me lo è stata) al 20%, che però conduce in costa a colline rigogliose coltivate a vigneti.
La strada prosegue sempre in costa, alternando tratti di brecciolino e di asfalto, dove in un silenzio irreale si può godere di una bella vista su Canelli.
Il tratto in salita, all’altezza di Cassinasco, si trasforma in una lunga discesa che porta alla cittadina di Bubbio. Da qui parte l’unico tratto in piano dell’intero giro, che in tre chilometri conduce a Monastero Bormida, una bella cittadina che merita una visita.
La piazzetta del Castello, con la chiesa, l’acciottolato e lo sfondo dei colli è una vista che riappacifica con il mondo. Passato un ponte in acciottolato la strada s’impenna per una decina di chilometri di tornanti tra radi casali e alberi mossi dal vento. In un silenzio irreale (e per me, il 10 Agosto alle 9:00 nebbia e 15 gradi centigradi) si raggiunge così Roccaverano, un piccolo paesino che ha il primato di essere il punto più alto delle Langhe Astigiane. La sola salita che conduce a Roccaverano è un premio soddisfacente per qualsiasi cicloturista. Per tornare verso Nizza si può ripercorrere la stessa strada fino a Cassinasco e poi svoltare a destra verso Rocchetta Palafea e Bricco Bossetto, dove un toboga di discese tra le vigne, in una strada che s’incunea tra i colli, conduce al centro di Calamandrana.

Itinerario 3: Ascesa a Rochetta Palafea

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Uscita non molto lunga ma che soddisfa appieno gli amanti delle salite. Da Canelli si torna verso Calamandrana. Prima di entrare nel centro della cittadina, si svolta a sinistra per frazione San Vito.
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Da qui si prosegue verso Bricco Bosetti, svoltando però a sinistra all’altezza del cartello “Rocchetta Palafea”, seguendo per la strada detta Regione Falsea. Da qui parte una lunga salita, che alterna tratti di falsopiano a strappi più consistenti. Come sempre il panorama è quello di declivi coltivati a vite, immersi nel silenzio più assoluto.
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Dopo qualche chilometro di salita si raggiunge il centro di Rocchetta Palafea, dalla cui torre si gode un incantevole panorama sull’intero astigiano.

Itinerario 4: Ascesa a Calosso

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Altro giro in salita che conduce a uno dei più bei punti panoramici dell’intero astigiano. Da Canelli si prende la provinciale in direzione Santo Stefano Belbo. All’ingresso del paese si trova un enorme (e alquanto esteticamente discutibile) monumento in corten che recita “un paese dove varrebbe la pena di viverci”.
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Santo Stefano infatti è il paese natale dello scrittore Cesare Pavese, dove si può visitare la casa natale, trasformata in museo (ci passeremo davanti nel prossimo itinerario).
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Seguendo la provinciale ci si dirige a Boglietto. Ignorando la prima deviazione per Calosso, si continua sulla provinciale fino alla seconda indicazione di svolta per la nostra destinazione.
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Da qui parte una lunga salita molto pedalabile, che presenta un dislivello costante ma privo dei classici strappi della zona, che permette di salire agilmente con il rapportino.
All’ingresso del paese merita una deviazione il punto panoramico di Crevacuore, dove dal sagrato di una chiesetta dedicata alla Santissima Trinità si gode di un panorama a 360° su declivi, vigne e sulle dolci colline astigiane. Si risale poi a Calosso, un paese che sembra addormentato ma che risulta molto caratteristico e curato.
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Merita una visita il punto più alto a Piazza Castello, dove si può godere del silenzio attorno e rifocillarsi. Si torna poi a Canelli dalla strada opposta a quella presa in salita.

Itinerario 5: Ascesa a Mango e Neive

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Itinerario molto bello, che consente di assaporare i tipici saliscendi di questo luogo. Si parte da Canelli e ci si dirige a Santo Stefano Belbo. Da qui si ignorano le indicazioni per Neive ma si prosegue per il centro.
Dopo aver superato la casa natale di Cesare Pavese, si raggiungre il centro città e si svolta a destra per Mango. Immediatamente al di fuori del centro parte una salita squisitamente astigiana: un ripido strappo iniziale e poi una serie di tornanti più morbidi permettono di dominare Santo Stefano.
Si prosegue sempre in salita in direzione di Valdivilla. Qui, poco prima dell’ingresso del paese, si trovano delle lapidi che commemorano i caduti delle divisioni partigiane Langhe, Bormida, Belbo e Rocca d’Arazzo.
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Leggere che alla mie età, Pietro Balbo era comandante di una brigata partigiana intenta a liberare l’Italia dal nazifasismo mentre io sono in giro a “pirlare” in bicicletta mi ha fatto pensare. Da qui la strada prosegue sempre in salita, fino a raggiungere l’abitato di Mango, dove troneggia un imponente castello medioevale (chiuso al pubblico a quanto pare).
Da Mango si prende in direzione di Neive, dove si giunge dopo nove chilometri d’intesa discesa, che consente di assaporare nell’altro senso ciò che si è appena pedalato. Neive è uno dei borghi più belli d’Italia e merita una visita.
Non bisogna dimenticarsi anche dell’appartata torre del monastero, immersa nella campagna, che consente una sosta rigeneratrice. Da Neive si prosegue lungo una provinciale anonima (che non dirà nulla al cicloturista) verso Castagnole Lanza e, sempre su provinciale, si torna a Santo Stefano Belbo e di qui a Canelli.

Che bicicletta usare

Dato che il 99% delle percorrenze viene effettuata su asfalto, le bici più consone sono quelle da corsa oppure da cicloturismo, con pneumatici scorrevoli e poco artigliati. Dato lo stato delle strade, per gli amici della bdc il mio consiglio è di montare copertoni da 700×25, in modo da aumentare l’assorbimento delle vibrazioni senza pregiudicare la scorrevolezza. Le mtb, per i giri qui descritti, risulterebbero troppo pesanti e poco pratiche.

Difficoltà

Nelle Langhe o si sale o si scende e pochi sono i tratti in pianura. Questo implica che serve un minimo di gamba per affrontare le ascese più belle, soprattutto perché lungo le vie dei colli la strada è un susseguirsi di strappi e di rampe al limite del pedalabile. Le percorrenze però non sono molto lunghe (i luoghi da vedere sono relativamente vicini tra loro), per cui l’impegno fisico è di livello medio. La disponibilità d’acqua è notevole, poiché in ogni paese c’è un bar dove poter riempire le borracce. Poche invece le fonti libere lungo il tragitto. Ne ho trovata una lungo la salita per Mango ma non era potabile. Io, per girare in Agosto, ero comunque equipaggiato con una borraccia con sali minerali, una borraccia termica piena d’acqua fredda per bagnarmi la testa in caso di grande caldo e 2 litri d’acqua nello zaino idrico. Non mi è capitato mai di avanzarne. Ricordatevi di portare con voi una buona lozione antizanzare, poiché abbondano.

Cosa mangiare

Essendo ospitato a casa di mio cognato non ho avuto modo di valutare appieno le prelibatezze del luogo (mio cognato è brianzolo quindi non autoctono). Se volete mangiare bene il mio consiglio è comunque di andare a Nizza, all’Osteria del Terzo Tempo, dove non potete non assaggiare i ravioli burro e salvia con nocciole delle Langhe e la vellutata estiva di zucchine e patate. Il vino ovviamente non manca, dal Barbera al Barolo fino al Moscato. Le cantine e le enoteche sono ovunque e c’è l’imbarazzo della scelta. Il mio consiglio è di andare presso le cantine sociali (quella di Nizza è tra le migliori) e acquistare il vino locale, magari meno conosciuto ma che è di ottimo livello con un costo davvero abbordabile.

Dove dormire nei dintorni di Asti

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Una risposta a Asti e provincia in bicicletta

  1. Fabio ha detto:

    Grazie del bel resoconto…sono di Asti e percorro anche io spesso le strade da te descritte e avendo una front “taglio” per le numerosi vigneti. Grazie ancora

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