Salute

Attività sessuale e performance nel ciclismo

Attività sessuale e performance nel ciclismo

Attività sessuale e performance nel ciclismo. È uno dei miti più duri a morire: quello dell’influenza dell’attività sessuale sulla successiva prestazione sportiva in bicicletta. Cercando su PubMed ho visto che esistono 361 studi scientifici che hanno indagato questo aspetto. In questo articolo voglio cercare di far luce sul rapporto tra ciclismo, attività sessuale e performance.

Il mito del “niente sesso prima della gara”

Il mito del “niente sesso prima della gara” ha origini antichissime, che si possono tracciare nell’Antica Roma. Gli antichi erano convinti che la forza maschile risiedesse nello sperma, per cui la sua dispersione prima di una battaglia, di un duello o di un combattimento avrebbe ridotto la forza e il vigore. Ai gladiatori era vietata l’attività sessuale nei giorni precedenti al combattimento, appunto per paura che ciò causasse una perdita delle capacità di sopravvivere nell’Arena.

Attività sessuale e focus sulla prestazione

Attività sessuale

Partiamo da uno tra i più autorevoli studi su questo tema: “The influence of sexual activity on athletic performance: a systematic review and meta-analyses” (Nature, 2022). L’attività sessuale, praticata tra i 30 minuti e le 24 ore precedenti la prestazione in bicicletta, aiuta a ridurre i pensieri negativi, l’ansia di stato (cioè gli stati ansiogeni legati alla paura di competere) e a migliorare l’umore in generale. Questo perché durante l’attività sessuale il cervello secerne delle molecole, dette neurotrasmettitori, che hanno un’influenza positiva sull’organismo. Tra queste le endorfine (innalzamento della soglia del dolore), dopamina (aumento della motivazione) e serotonina (innalzamento del tono dell’umore).

Forza e attività sessuale

Il testosterone è un ormone anabolico, prodotto dagli organi sessuali (anche nella donna, dove poi viene convertito in estrogeni). È un ormone prettamente correlato alla forza e alla massa muscolare. L’attività sessuale non provoca una riduzione dei livelli di testosterone libero nel sangue. Vi è molta variabilità individuale ma in alcuni soggetti l’attività sessuale provoca anche un innalzamento dei valori di testosterone nel sangue. In ogni caso, gli studi hanno evidenziato come la forza muscolare (analizzata con un dinamometro) non soffrisse di alcuna riduzione nelle ore successive all’atto sessuale.

Attenzione: alcuni studi hanno rilevato una riduzione dei livelli di testosterone quando l’attività sessuale è “solitaria” e non in coppia. Per cui non tutti gli orgasmi possono essere utili ai fini della prestazione.

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Quando il sesso fa male alla prestazione?

Vi sono dei casi in cui però fare sesso può produrre una riduzione della performance in bicicletta:

  • Quando viene vissuta in modo ansiogeno, provocando ansia e sentimenti negativi, che poi vanno a impattare sul dialogo mentale successivo durante la pedalata;
  • Quando compromette il sonno, poiché viene effettuata molto tardi oppure perché provoca un ritardo nell’addormentamento, che compromette la freschezza determinata da una notte di sonno ristoratore;
  • Quando il pensiero ruminante legato all’attività sessuale svolta produce distrazione mentale, che dovrebbe invece essere rivolta completamente alla prestazione.

Quindi?

Il sesso svolto prima di un allenamento, di una competizione o di una gara non ha effetti negativi fisiologicamente misurabili sulla performance. Non possiede nemmeno un magico effetto “booster” sulla prestazione. È un’attività fisiologica che va vissuta all’interno della propria vita di atleta con serenità. Se ci fa stare bene, possiamo attuale. Se pensiamo che possa ridurre la nostra concentrazione sulla prestazione, possiamo astenerci. La scelta sta a noi.

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