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Bici da supermercato: vale la pena acquistarle?

Bici, Bicicletta, Bikelife • di

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Settimana scorsa stavo facendo la spesa con mia moglie quando mi è capitata sott’occhi la promozione di una city bike e una mtb in superofferta a 99€ l’una. Incuriosito ho preso in mano le biciclette, ho provato a salirci in sella, ho dato un’occhiata alla trasmissione, alla scorrevolezza dei mozzi e alla qualità dei freni, fino a quando mia moglie non s’è (ragionevolmente) spazientita. Di ritorno a casa ho pensato se valga la pena d’investire meno di 100€ per possedere una bicicletta e ho deciso d’informarmi. Questo articolo ha l’obiettivo di rispondere all’annosa questione: vale la pena acquistare una bici al supermercato?

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Anatomia di una bicicletta da supermercato

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Nonostante l’ampiezza delle offerte, che coprono quasi l’intero panorama delle biciclette disponibili, da quelle per turismo alle mtb, passando per city bike e biciclette per bambini, i mezzi proposti dalla grande distribuzione sono accumunati dalle medesime tecnologie, che possiamo qui riassumere:

Telaio in acciaio: solitamente le biciclette sono realizzate con un tubazioni in acciaio saldato, di norma un acciaio del tipo Hi Ten oppure acciai dolci. Questi ultimi sono effettivamente pesanti e a parte questi impieghi non trovano consenso nel resto dell’industria ciclistica;
Serie sterzo filettata: il classico sistema con forcella filettata da 1″, ormai in disuso. Viene utilizzato per abbassare i costi progettuali, poiché passare alle serie sterzo ahead da 11/8″ richiederebbe un aggiornamento dei progetti. Raramente si trovano biciclette con serie sterzo ahead a così basso prezzo. Il gioco di sterzo viene realizzato usando gabbiette di sfere o sfere libere tenute in posizione da un bagno di grasso;
Movimento centrale a perno quadro: la maggior parte delle biciclette propone un movimento centrale con perno quadro e pedivelle calettate con interferenza. Di norma i movimenti sono del tipo a calotte regolabile, raramente si trovano movimenti centrali a cartuccia. Sulle biciclette da donna o da città si può trovare anche il sistema di fissaggio delle pedivelle con le chiavelle. Il movimento è realizzato con sfere in bagno di grasso;
Mozzi a coni e sfere: i mozzi sono realizzati in alluminio, con le piste di scorrimento ottenute tramite stampaggio (quelli di alta gamma, come gli Shimano, sono realizzati tramite rettifica a macchina e sono di un altro pianeta rispetto a questi). Il perno del mozzo è filettato e privo dello sgancio rapido, poiché il fissaggio si effettua solo tramite dado e controdado da serrare sui forcellini;
Ruote: cerchi in alluminio e raggi in acciaio a unico diametro, con copertoni per camera d’aria;
Comandi cambio: i più diffusi sono le manopole, denominate Revoshift, che permettono di cambiare rapporto facendo ruotare una manopola.
Pedali: flat, di plastica stampata su perno in acciaio, con catarifrangenti sui lati.

Cosa aspettarsi da una bici acquistata al supermercato

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Avrete notato anche voi che la dotazione tecnologica di queste biciclette si attesta a un livello base, per permettere di vendere a un prezzo decisamente allettante. Molti lettori che si stanno avvicinando al mondo delle biciclette ci scrivono per chiedere consiglio sull’eventuale acquisto di una bicicletta del genere, spesso attratti dal prezzo. Vediamo nel dettaglio cosa davvero ci si può aspettare da una bicicletta acquistata al supermercato:

Pesantezza: avendo telai in acciaio dolce, raggi di diametro costante e componenti di primo prezzo, una bicicletta del genere risulta pesante da pedalare. Infatti è un sintomo comune salirci sopra e notare di fare molta fatica (più di quanto ci si aspetti). Questa situazione può scoraggiare i meno entusiasti, facendo pensare di non essere portati ad andare in bici;
Scorrevolezza: a un prezzo così conveniente non è possibile certo pretendere una cura certosina nel montaggio (spesso effettuato in catena di montaggio e in paesi dell’Est asiatico). I mozzi, le piste della serie sterzo e del movimento centrale possono essere montati con grasso insufficiente (a volte anche senza), aumentando quindi la pesantezza generale della bici poiché la scorrevolezza risulta molto limitata, velocizzando al contempo l’usura dei componenti stessi;
Difficoltà di manutenzione: utilizzando queste tecnologie, alcune di esse ormai abbandonate dalle case ciclistiche, effettuare la manutenzione diviene scomodo e poco pratico, dovendo utilizzare attrezzi di difficile reperibilità, poiché caduti in disuso;
Mancanza di supporto tecnico: come fate a sapere se la bicicletta che volete acquistare è adatta all’uso fuoristrada, tiene bene le discese o anche solo se sia della vostra taglia? In realtà non potete, poiché le uniche persone a cui rivolgersi sono i commessi del supermercato che oltre a confermarvi il prezzo di vendita difficilmente sapranno dirvi di più. Diverso invece è rivolgersi a un negoziante (qualificato e di fiducia), che sappia supportarvi al meglio nella scelta del mezzo più adatto;
Mancanza di regolazione: le bici per la grande distribuzione sono premontate, ovvero con tutti i componenti installati ma non regolati. Essendo vendute in un supermercato non ci sarà nessuno in grado di effettuare la regolazione dei freni, dei cambi e delle altezze di sella e svettamento manubrio, per cui dovrete effettuarle voi. Difficilmente troverete un meccanico disposto a regolare una bici che avete acquistato in un supermercato invece che da lui (oltre a essere una cosa poco rispettosa nei suoi confronti e del suo lavoro). Ho visto alcune biciclette con il manubrio montato al contrario per ragioni di spazio venir vendute esattamente in quel modo, senza che venisse effettuato l’allineamento.

Vale la pena acquistare una bici al supermercato?

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La risposta è: dipende da cosa intendete fare. Se il vostro desiderio è acquistare una bicicletta da usare raramente, magari da lasciare come secondo mezzo presso la casa delle vacanze o da parcheggiare la mattina in stazione per poi riprenderla la sera, allora può anche andar bene, visto che l’investimento in termini monetari è quasi banale. Vi ricordo però che questi mezzi sono realizzati partendo dal presupposto che la bicicletta sia solo un giocattolo, uno svago della domenica e non un mezzo di trasporto serio, a volte l’unico che avrebbe ragione di essere posseduto. Quindi quando acquistate una bici da supermercato sappiate che state pagando 99€ per un bene che presso un negozio paghereste tre o quattro volte di più e quindi non potete certo pretendere le medesime performance o qualità. Inoltre dovete tenere conto del fatto che sarà davvero difficile rivendere una bici da supermercato usata, qualora voi decideste di passare a un modello superiore o perché vi siete trovati male e avete deciso di sospenderne l’utilizzo. Sarà già difficile liberare posto in garage regalandola a qualche amico. Invece le bici di qualità hanno un buon indice di rivendita.

Se invece vi state avvicinando al mondo della bicicletta, avete intenzione di vedere come vi sentite e siete incuriositi da questo modo di viaggiare, sia perché volete dedicarvi al bike to work o avete capito che è tempo di rimettervi in forma, il mio consiglio è di puntare a una bici di qualità superiore, investendo cifre intorno ai 200-300€ e di acquistarla presso un negoziante qualificato, che possa effettuare le regolazioni e la messa in sella, oltre che aiutarvi nella scelta della taglia e offrirvi una garanzia sul suo lavoro. Non c’è nulla di più sconfortante del salire in sella con entusiasmo e voglia di fare e di vedere i propri desideri abbattutti dai limiti tecnici del mezzo. Ricordate sempre che, come disse Armstrong in un’intervista, “non è solo questione della bicicletta” ma che comunque sul mezzo dovrete esserci voi e dovrete farlo nel migliore dei modi, poiché il ciclismo presuppone un binomio perfetto tra il ciclista e la sua bici. Se sarà in grado di rispondere al meglio in ogni situazione, finirete per amarla e questo, lasciatemelo dire, vale più dell’investimento di denaro che c’è dietro.





27 Risposte a Bici da supermercato: vale la pena acquistarle?

  1. Giovanni ha detto:

    Spezzo una lancia a favore delle bici da supermercato: poco più di un anno fa, convinco la mia ragazza a diventare “ciclista” e lei, non volendo spendere molto, decide di orientarsi su una specie di MTB rosa da supermercato al prezzo fantasmagorico di 79 €. Spartanissima, con ruotacce di plastica e un comando del cambio a “frizione” anche per il deragliatore posteriore. Mi ci metto di impegno e comincio a cambiarne qualche pezzo un po’ alla volta: prima aggiungo dei parafanghi, un portapacchi, un cestino e delle luci, poi, dovendole prendere per me, le cambio i copertone con dei Marathon e infine sostituisco il cambio con un economico Revoshift indicizzato (comunque migliore del coso a frizione). Avrò speso sì è no altri 60-70 €, mi sono divertito a smanettarci su e, pur non essendo assolutamente paragonabile a una bici “seria”, lei continua a usarla quasi quotidianamente per andarci al lavoro e in giro.

    • Sandro ha detto:

      Proprio ieri un mio cliente mi ha posto la stessa domanda, vale la pena o no?
      Appunto dipende dall’uso e sopratutto al budget che si ha a disposizione, poi gli ho consigliato di portarmela per tutti i controlli del caso senza spennarlo e non avere dispiaceri iniziali tali da farlo pentire dell’acquisto e mi è sembrato il miglior servizio che potessi rendergli.
      I supermercati vendono e vendono parecchio, ci sarà un perchè.
      Comunque se desideriamo un ciclismo di massa, servono anche biciclette di massa, gli addetti ai lavori dovrebbero incoraggiare il pubblico, non riempirlo di dubbi, per il grande acquisto c’è sempre tempo.
      Per il “bagno di grasso”…. non ho visto nessun cuscinetto Hi-tech e Hi-cost lavorare a secco, ma sbaglio io sicuramente.

      • Omar Gatti ha detto:

        Ciao Sandro,
        il tuo servizio è molto onesto (sei un negoziante?), poiché non tutti sono così gentili da mettere mano e sistemare biciclette che un cliente preferisce acquistare al supermercato piuttosto che da lui.
        Le biciclette del supermercato vendono tanto perché è opinione comune che la bici sia uno svago e per moltissimi spendere più di 99€ per una bicicletta è pari a una bestemmia (quando ho raccontato di aver comprato la bici nuova, il commento del mio collega fu: “mille euro per fare fatica? Sei tutto scemo”).
        Il nostro obiettivo non era riempire di dubbi bensì chiarire una cosa: se vuoi una bici per uno svago saltuario, allora puoi anche accontentarti ma se il tuo obiettivo è vivere il ciclismo al meglio, con gioia e poca frustrazione, allora vai da un negoziante e fatti consigliare.
        Per quello che riguarda i cuscinetti: quelli industriali sigillati ovviamente non hanno bisogno del bagno di grasso per lavorare, poiché sono lubrificati all’interno (finché dura). Le sfere dei giochi sterzo e del centrale delle bici del supermercato dovrebbero essere immerse nel grasso e non sempre è così. Ho provato a smontare un centrale e a trovare le sfere letteralmente sbriciolate dall’usura.

        Buone pedalate e grazie per la tua testimonianza

        Omar

        • Antonello ha detto:

          Un meccanico che aggiusta solo le bici che ha venduto, merita solo di chiudere e per espiare ai danni fatti alla mobilità dolce deve essere condannato al pendolarismo su SUV ;-)

          • Omar Gatti ha detto:

            Ciao Antonello,
            purtroppo non sempre essere titolari di un negozio di biciclette corrisponde a essere anche sostenitori della mobilità dolce. Ricordo che il vecchio meccanico del mio paese ti degnava di uno sguardo solo se la tua bici montava il Super Record. Per tutto il resto c’era il garzone.

            Buone pedalate

            Omar

          • Alessio ha detto:

            Ahahahah giustissimo!!!

      • Giuseppe ha detto:

        grande Sandro….un meccanico di biciclette appassionato. Il tuo modo di pensare ti rende un grande onore e rende giustizia ad un mezzo di locomozione democratico per definizione e come tale deve poter essere accessibile a tutti i compratori. Condivido tutto quello che scrivi.

        GIuseppe

    • Sergio ha detto:

      Salve a tutti, volevo ricordare a tutti che in discese ripide, percorse a alte velocità,(ho toccato i 70 km/h) con la mia mtb CUBE, oppure in sterrati BRUTTI e ripidi, con le mtb da 100-200 euro nuove, non dovete neanche pensarle! Una caduta per rottura di qualche componente sarebbe CATASTROFICA, fratture,trauma cranico e cicatrici eterne , anche in viso.
      Se volete sprecare i vostri soldi compratele, ma l’unico uso è asfalto
      a basse velocità. Una BUONA MTB, usata di 4-5 anni la pagate 300
      euro e avrete un GIOIELLINO, veloce,LEGGERA,pedalabile e SICURA IN OGNI CONDIZIONE

    • Tony ha detto:

      Salve, anche io ho comprato 4 anni fa una mountain-bike al supermercato al prezzo di 150 euro e per tutto questo tempo non mi ha mai dato un problema. Con questa mountain-bike sono passato in ogni dove e non ho mai avuto un problema meccanico o di foratura. La prossima la ricomprerei dove l’ho presa.

  2. Alessandro ha detto:

    Io ne ho preso una City Bike circa 6 mesi in un supermercato, dopo 2 settimane ho cambiato i freni e il pedale sx che si era inchiodato. Si è svitato il dado de pignone, I freni e altre cose si stanno arruginendo, nonostante sia al coperto. La carena che copre la catena è di plastica, ma non sarebbe un problema se non toccasse sui pedali. Anche il destro si sta inchiodando. quindi secondo il mio modesto parere non ne vale la pena. Ciao.

  3. Marce ha detto:

    Tre anni fa mi hanno rubato una vecchia buona bici e per sostituirla con il minimo esborso ho acquistato una citybike al Carrefour in offerta a 89.90 €, consapevole che fosse una porcheria.
    In parte mi sono dovuto ricredere!
    Telaio in alluminio, ruote da 28″, cambio a 6v e poco altro.
    A parte alcuni inconvenienti di poco conto, si è rivelata più che dignitosa e, tutto sommato, resistente.
    Ho sostituito solo la sella con una più ergonomica da 12 € ed il tubo reggisella con uno più lungo (sono alto 1,90).
    Da oltre un anno la sottopongo a 2/3 uscite settimanali di circa un’ora e mezza e 30km, su strada misto asfalto/sterrato.
    Unico guasto: si è rotta la ruota libera, sostituita in pochi minuti a 15 €.
    Certo, mi piacerebbe una nuova mtb da 29″, ma per una appena discreta ci vogliono 7/800 €…
    Temo che le mie velleità dovranno aspettare, ma, in alternativa, sto valutando una Esperia 29″ con freni a disco e forcella bloccabile dell’Auchan a circa 250 € :-)

  4. Diego ha detto:

    piccolo off-topic di curiosità ciclistica :)
    la foto della ragazza in bici nel supermercato è un simpatico premio della manifestazione triestina Rampigada Santa (cronoscalata ludica di Scala Santa, la regina delle salite triestine), il cui scopo è dimostrare che andare a Trieste in bici, pur con tutte le salite, si può.
    Per i curiosi: http://www.spiz.it

    Uno dei premi era appunto una spesa gratis… però con limite di tempo e rigorosamente in bici :)

  5. Sandro ha detto:

    Salve Omar.
    Scrivere un articolo e dare la possibilità a noi affezionati lettori di commentarlo, richiede un particolare tipo di coraggio che apprezzo.
    Non volevo imporre la mia visione della cosa e se l’effetto suscitato è stato questo, me ne dispiaccio.
    Bello è vedere un confronto costruttivo e pro-ciclismo a tutto tondo, pragmatico il suo, romantico il mio magari, ma non per questo discordanti anzi, ci stanno cuore e metallo tra quei due copertoni.
    Il mio obiettivo di vivere il ciclismo al meglio, con gioia e poca frustrazione è ritrovare l’auto impolverata e con la batteria scarica e accanto la
    biciclettaccia che cigola un: ” su, andiamo!” e non pensarci più.

    Leggo del premio spesa di Trieste e son cose che fanno piacere.
    Tante buone cose a tutti.

  6. Nico ha detto:

    Se ci sai fare con la meccanica e sei disposto a spenderci su un’altra 30ina di euro e non pretendi molto.. vale la pena (per una bici da città): i freni meccanici ormai sono quasi sempre i V Brakes che, se regolati bene, sono decentemente morbidi, potenti e modulabili. Discorso analogo per il cambio: anche i cambi più economici svolgono il loro lavoro se ben regolati e, con i giusti lubrificanti dove ci vuole, sono anche maneggevoli.
    Con massimo 30 euro e qualche ora di regolazioni e prove, si ottiene un mezzo accettabile.
    MA
    – evitate i freni ad archetto: quelli economici non valgono davvero niente!!
    – per uno scalmanato preadolescente che salta su e giù da scalini e sterrati è meglio puntare su bici di qualità superiore
    – per persone dal peso “importante” meglio puntare a qualità superiore, soprattutto in caso di bici pieghevole
    Ho visto casi di saldature nei telai veramente di scarsa qualità!

    • walter ha detto:

      Dato il problema furti credo che la bici supereconomica revisionata da un meccanico in città sia la cosa migliore. Se invece dovete fare più di dieci km al giorno e avete un parcheggio sicuro spendete trecento euro per dei mozzi super. tutto il resto può anche essere mediocre ma il mozzo è quello che ti consente di ridurre la fatica in modo sostanziale rispetto alle bici normali e incomparabilmente rispetto alle bici del bikesharing di milano.

  7. luca ha detto:

    Volevo rispondere sulla pagina FB ma non trovo più l’articolo.
    Tutto vero e sacrosanto, direi ovvio, perchè a 99 euro che ti aspetti. Poi però penso che marthaler ha girato il mondo con una bici che con gli standard di oggi..quanto varrebbe? ;)
    Mai avuto una bici del genere e non mi ci sarei avvicinato nemmeno quando ho iniziato.
    Sulla pagina FB avevo letto commenti sulle bici di decathlon. Be’ io, prima che me la rubassero, avevo iniziato con una bici decathlon da circa 300 euro. Io credo che entro quella gamma di prezzo a parità di spesa siano un po’ superiori alle bici “di marca”.
    Ho preso pochi mesi fa una bici europea, listino quasi mille euro. Dopo 780 km ho problemi al mozzo anteriore (credo sia da cambiare) che la btwin non mi aveva mia dato…

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Luca,
      grazie per la tua testimonianza. le bici della Decathlon vengo erroneamente considerate bici da supermercato ma non è così (almeno non totalmente), poiché Btwin è un marchio, ha delle esigenze e un mercato a cui rivolgersi. E non vinci una bici della decathlon con i punti del benzinaio, tanto per intenderci. Abbiamo in progetto un reportage sulle bici della decathlon per rispondere a questa ormai annosa questione: sono anch’esse bici da supermercato?

      Buone pedalate

      Omar

  8. Vincenzo ha detto:

    Queste ragionevoli risposte possono capirle solo chi le ha provate e superate e attualmente si trova con una bici perfetta alla sua esigenza.
    La cifra da spendere non esiste… poi non capisco delle risposte tipo “sei pazzo ” quando poi ci sono persone che spendono cifre per scooter da tenere nei box per la stagione estiva.
    Saranno loro i pazzi, visto che ci pagano anche tassa e assicurazione?

  9. Giovanni ha detto:

    Spezzo anche io una lancia per le bici Decathlon che assolutamente non considero da supermercato. Anzi hanno un rapporto qualità prezzo ottimo davvero. Io ne posseggo 3 da circa 15 anni e sono soddisfattissimo.
    La mia attuale bici da viaggio invece l’ho presa di marca solo perchè decathlon non fa bici da viaggio, gravel o simili.
    Dove lavoro c’è parcheggiata una riverside 700 in acciaio degli anni 90 che mi fa assolutamente impazzire e che, se decathlon rifacesse bici in acciaio, comprerei subito (il collega non la vende).
    Segnalo anche che in periodo di saldi le bici decathlon scendono davvero di prezzo e online si trovano a prezzi spesso incredibili.

  10. Gianluca ha detto:

    Queste biciclette in media,sono migliorate in fatto di telai,alluminio o acciaio che sia.. ma a livello di componenti sono di scarsa qualita’. togliendo almeno la parte centrale dei pedali,posso consigliarle per uso limitato e pochi chilometri,e per risparmiare qualcosa nel portafogli

    • gianni ha detto:

      Ciao Gianluca, possiedo una Btwin Rockrider 500, e ad oggi in 3 anni ho percorso già 13000Km, tra cui oggi giorno casa lavoro, la via francigena, la parigi-londra e spesso su sterrati facili. Pagata 250 euro, e gli unici interventi che ho fatto sono stati cambiare movimento centrale dopo 9000km e cambiare pastiglie dei freni, per il resto va alla grande.
      Ciao

  11. Fausto ha detto:

    Buongiorno Omar e buongiorno a tutti gli appassionati di biciclette,
    ho avurto la mia prima MTB alla fine degli anni 80, era una Bianchi che costava quasi 500’000 lire e per più di cinque anni mi ha portato in giro a scoprire sentieri che fino ad allora si percorrevano solo a piedi, in moto o col trattore.. ghiaia, terra, fango, neve erano le sue strade ordinarie, con l’incoscenza dei miei allora 15 anni ho collaudato tutte le scale di casa mia e di quelle del mio paesino, ovviamente la forcella ammortizzata era fantascienza..
    Mio padre e la sua passione per la meccanica mi hanno insegnato a fare manutenzione per rimediare ai guasti che potevano succedere, e ne sono capitati diversi.
    Avessi avuto una MTB da centro commerciale, come ad esempio hanno avuto alcuni miei amici, probabilmente ne avrei distrutta una ogni due mesi.. invece che farla durare sei anni (dopo di ché l’ho passata come mezzo cittadino per andare all’università).
    Per quanto riguarda le MTB economiche, mi preme ricordare due esempi in particolare: il primo quando ad un mio amico ne avevano regalato una per spendere poco e dopo due giorni le pedivelle gli sono “rimaste in mano” .. la seconda ad un altro amico la cui MTB aveva le viti di regolazione di freni e dei cambi in plastica.. alla prima frenata un pò decisa queste viti si sono sfilettate e i freni ovviamente non funzionavano più. Ok, magari questi sono casi estremi e sicuramente quelle bici non erano per niente adatte ad un uso “montanaro”.
    Credo che chiunque voglia acquistare una bici, di qualsiasi tipo, la prende in base alle proprie esigenze, ed è giustissimo così, penso tuttavia che quando il basso prezzo sia collegato ad una qualità discutibile a tal punto da inficiarne la sicurezza di utilizzo, su questo punto ci siano da fare le giuste valutazioni.
    Concludo salutando tutti e augurando a tutti dei magnifici giri in sella! :-)

  12. Federico ha detto:

    Ho letto con attenzione 6/7 commenti a questo articolo e mi è sinceramente bastato.
    Chiariamo le cose in maniera seria .
    In un paese civile come la Germania le bici come tutto il resto devono essere omologate dal TUV per poter essere vendute , perché al di là della soddisfazione nell uso di un bene ci deve essere una sicurezza di utilizzo alla base della vendita, soprattutto se di parla di un mezzo su cui viaggia una persona.
    Una bici da due soldi venduta senza alcuna preconsegna non è ovviamente una cosa sicura e dovrebbe esserne vietata la vendita.
    Non è una questione di spocchia antidemocratica ma di sicurezza. Una bici che non frena o con manubrio lento, forcella girata in senso opposto o pedali montati dall acquirente nel senso errato (succede anche questo) è un pericolo per chi la usa e per gli altri.
    In più il fatto che le regolazioni non vengano fatte dal venditore lo esonera da problemi sulla responsabilità riguardo al buon funzionamento del mezzo infatti ne diventa responsabile chi ci mette le mani, quindi o l acquirente o il malaugurato meccanico che per 20 euro ci mette le mani , ed è per questo che si stenta a trovarne uno anche in tempi di crisi che voglia fare questo lavoro.
    Quindi anche in questo casa, povera Italia .

  13. A.D. ha detto:

    Io uso con regolarità una MTB Bottecchia di media gamma del 1992, pagata nuova 600.000 lire (una bella cifra!). Con la giusta manutenzione e qualche miglioria, come il passaggio dai freni cantilever ai V-Brake (ma perché questi ultimi frenano meglio, non perché i vecchi si fossero rotti!), e dopo 24 anni fa ancora il suo dovere in modo eccellente! I soldi meglio spesi in vita mia!

  14. Luca ha detto:

    Ragazzi!!! 99 euro prima di Prodi erano quasi 200.000 lire con cui ci si comprava una signora bicicletta. Ora ci si compra un primo prezzo (noi) mentre lui e gli altri europarlamentari girano su bici galattiche (pagate da noi).

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Luca, non per voler smontare la tua nostalgia, ma i telai sono fatti in Cina/Taiwan, la componentistica è giapponese e i prezzi a livello internazionale sono standardizzati. Una bicicletta comprata in Germania, in Spagna o in Italia ha lo stesso prezzo. I prezzi delle biciclette sono sempre stati uguali dentro la comunità europea, altrimenti si sarebbero avuti effetti di dumping tra negozianti e distributori dei vari paesi.

      Non credo che Prodi c’entri molto con questa cosa.

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