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Il bike fit per il triathlon

Bikelife, Biomeccanica, Salute • di

Il triathlon, rispetto alla bici da corsa e alla mtb, è una disciplina e un universo a sé stante. La combinazione di nuoto, ciclismo e corsa rende gli atleti che praticano questo sport dei veri “guerrieri” dell’attività fisica e questo si traduce anche nell’impostazione della posizione in sella. In questo articolo andremo a vedere come effettuare un bike fit per una bici da triathlon.

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Indice
Peculiarità della posizione da triathlon
Finestra biomeccanica del triatleta
Montaggio delle appendici
Scelta delle pedivelle nel triathlon
Bici da corsa vs triathlon
Regolamento del triathlon
Concludendo

Peculiarità della posizione da triathlon


Nel triathlon, sia esso del tipo sportivo propriamente detto (disciplina olimpica) o più estremo (tipo Iroman), vi sono delle caratteristiche decisamente standardizzate per quanto riguarda la postura:

Atteggiamento aerodinamico: nelle impostazioni più “race” i triathleti impongono atteggiamenti molto aggressivi alla propria colonna vertebrale, tanto che spesso questa è quasi parallela al terreno;
Spostamento del carico sulla ruota anteriore: grazie all’utilizzo delle appendici, il peso si sposta dalla ruota posteriore a quella anteriore, poiché lo scarico del busto avviene sui cuscini delle appendici, dove poggiano i gomiti;
Sella alta per sprigionare maggior potenza: l’altezza di sella viene impostata alla massima sostenibile, in modo a permettere di sprigionare la maggiore potenza e di ottenere una buona efficienza del gesto atletico;
Compromesso tra sostenibilità e aerodinamicità: nonostante la posizione decisamente aggressiva, la sostenibilità non viene meno, per cui l’atleta dovrà essere posizionato in un modo che il suo corpo riesce a gestire. Per cui è importante capire che una posizione meno aerodinamica è comunque più performante di una non sostenibile;
Uso di appendici: l’uso di appendici al manubrio è diffuso in tutte le specialità (con alcune regole da rispettare). In ogni caso la valutazione della posizione delle appendici va effettuata su tutti e tre i piani di visualizzazione.

Finestra biomeccanica del triatleta


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Il triathleta in sella, deve posizionarsi in modo che i vari segmenti ossei (grazie alle articolazioni), definiscano i seguenti angoli:

Altezza di sella: con pedivella al prolungamento del tubo piantone, l’angolo fra tibia e fermore deve essere compreso tra 138-143°;
Altezza manubrio: l’angolo formato da femore e busto (con gomiti sulle appendici) deve avvicinarsi ai 42° con pedale nel punto morto superiore e ai 102° con pedale nel punto morto inferiore;
Distanza sella manubrio: l’angolo tra busto e omero (sempre con gomiti sui cuscini delle appendici) deve essere compreso tra 80-90°;
Posizione appendici: l’angolo descritto da omero e avambraccio deve oscillare tra i 90° e i 100° e gli avambracci devono essere paralleli al terreno;
Arretramento sella: il ginocchio, in fase di spinta, deve essere allineato al perno del pedale secondo il metodo Kops;
Inclinazione della sella: per consentire comunque un momentaneo scivolamento in avanti che si traduce in maggior spinta con il ginocchio (avanzamento rispetto all’asse del pedale) e uno spostamento del peso sulla ruota anteriore (miglior raggiungimento delle appendici), la sella andrebbe inclinata tra 1-3° verso il basso. Inoltre, per via della retroversione di bacino, inclinare la sella verso il basso permette di alleviare la pressione su scroto e perineo;
Effetto respirazione: per non andare a inficiare la respirazione, quando il ginocchio è alla massima flessione (pedale nel punto morto superiore), l’angolo tra busto e coscia non deve essere mai inferiore ai 42° Angolo inferiori comportano problemi di espansione della gabbia toracica con decremento della capacità di ossigenazione del sangue.


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Montaggio delle appendici


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Il montaggio delle appendici consente di spostare il peso del corpo in avanti e di inclinare la schiena, abbattendo il volume frontale e diminuendo la resistenza all’aria. Per consentire un maggior spostamento verso il manubrio, la distanza sella manubrio usata sulla bici da corsa può essere aumentata fino a 3cm.
Come già detto, con i gomiti sui cuscini di appoggio e le mani sulle appendici, l’angolo tra omero e ulna deve essere compreso tra 90°-100°. Angoli più chiusi spostano pericolosamente il peso sulla ruota anteriore, con rischio di ribaltamento.

Infine, le appendici dovrebbero essere montate in modo tale da consentire la presa comoda.
Con le mani sulle appendici ci dovrebbe essere un contatto tra i due pollici. Un maggior o minor contatto è sinonimo di un’incorretta distanza di montaggio.
Il regolamento FITri (Federazione Italiana Triathlon) impone che gli avambracci siano orizzontali e paralleli al terreno. Inclinare verso l’alto le appendici obbligherà il ciclista a continui aggiustamenti sulla sella dovuti alla spinta verso la ruota posteriore mentre un’inclinazione verso il basso darà l’impressione al ciclista di cadere oltre il manubrio.

Scelta delle pedivelle nel triathlon


2015 IRONMAN WORLD CHAMPIONSHIP

Quali pedivelle utilizzare per una bici da triathlon? In linea di massima si può usare il metodo Hausalter. In realtà è stato studiato il rapporto tra frequenza di pedalata e lunghezza di pedivella specificatamente nel triathlon. Studi scientifici condotti da Lippitcot e Wilkins nel 2012, hanno dimostrato come pedalare a un’elevata cadenza di pedalata (>90 rpm) è funzionale al mantenimento di una posizione più aerodinamica. La miglior ossigenazione dei tessuti migliora la deplezione del lattato e riduce l’affaticamento, in funzione della l’utilizzatore di pedivelle più corte permette quindi il mantenimento di rpm più alti. Il bike fit deve ovviamente adattarsi alla lunghezza diversa delle pedivelle.

Bici da corsa vs triathlon


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Nonostante il denominatore comune dell’efficienza di pedalata e dell’aerodinamicità, bici da corsa e triathlon si differenziano in alcuni fattori fondamentali:

La sella è lievemente più alta in bici da corsa, per massimizzare l’espressione di potenza. Nel triathlon (dato che poi si dovrà correre), l’altezza di sella non è così estremizzata, al fine di consentire alle gambe di girare bene senza accumulare eccessivo lattato nei muscoli;
L’angolo del busto è più chiuso nel triathlon e questo fa sì che il controllo del fattore respirazione sia ancora più importante;
Lo spostamento in avanti del corpo nel triathlon impegna il triathleta nella gestione della frenata, poiché è più facile perdere il controllo o il ribaltamento;
Nel triathlon si tende a pedalare quasi sempre in punta di sella, per spostare avanti il ginocchio rispetto al pedale quando si vuole ottenere maggior propulsione;
Il lavoro isometrico dei muscoli del collo e delle braccia nella bici da corsa è più elevato, poiché questi muscoli devono sostenere l’intero peso della parte superiore. Grazie all’appoggio sui cuscini delle appendici, lo scarico del peso è migliore nel triathlon e quindi i muscoli lavorano meno in contrazione isometrica.

Viste le sostanziali differenze è importante che il triathleta che si avvicina a questo sport dopo aver provato la bici da corsa, effettui un periodo di allenamento volto esclusivamente all’apprendimento della posizione.

Regolamento del triathlon


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Prima di effettuare un bike fit per il triathlon è bene ricordare che da regolamento:
• La bici non deve pesare meno di 6,8kg
• La lunghezza massima della bici deve essere 185cm e la larghezza massima di 50cm;
• Nelle gare in scia le appendici non devono sporgere oltre le leve freno e non possono avere comandi cambio/freno;
• Nelle gare senza scia le appendici non devono sporgere oltre la ruota anteriore. Le appendici possono montare comandi cambio ma non freno;
• L’UCI stabilisce per le cronometro che le appendici non si trovino più avanti di 70-80cm rispetto all’asse del movimento centrale.

Concludendo


Abbiamo visto come effettuare un bike fit per una bici da triathlon, in modo da ottimizzare la posizione e permettere di raggiungere la miglior performance e di salvaguardare le articolazioni per la successiva fase di corsa, dove queste ultime verranno sollecitate non poco.







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