Calcolare le misure della bici: sella, manubrio, pedivelle

Misure della bici da corsa

Dopo aver descritto la procedura di rilievo delle quote antropometriche e parlato di posizione in bici, è tempo di smanettare con la calcolatrice per ultimare il setup del nostro mezzo.

Indice
Calcolare l’altezza sella (metodo matematico)
Calcolare l’altezza sella (metodi empirici)
Calcolare lo svettamento sella
Calcolare l’arretramento sella
Calcolare la distanza sella-manubrio
Calcolare l’escursione manubrio
Calcolare lo scarto sella manubrio
Calcolare la lunghezza delle pedivelle
Calcolare la larghezza del manubrio
Riassumendo

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Calcolare l’altezza sella (metodo matematico) (A)

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L’altezza della sella è la quota più importante da calcolare. Da essa dipende l’efficienza biomeccanica della pedalata. E’ un parametro talmente preponderante che verrà trattato nello specifico in un approfondimento dedicato, dove valuteremo i vari casi e le loro conseguenze. Per ora iniziamo solo a vedere come calcolarla.
La formula matematica per il calcolo dell’altezza di sella è stata proposta alla fine degli anni ’80 dal ciclista francese Bernard Hinault:

Cavallo x 0.885

Calcolare l’altezza sella (metodi empirici)

Prima della formula matematica realizzata da Hinault era prassi comune di ciclisti e dei telaisti, calcolare l’altezza di sella con metodi empirici, che potevano dare un risultato soddisfacente ma che erano più frutto di buonsenso e di esperienza che basati su prove scientifiche.

Primo metodo: era molto semplice, il ciclista si posizionava sulla bicicletta con la sella abbassata. Si alzava sulle punte e la sella veniva alzata fino a toccare il bacino, in modo che il ciclista potesse toccare con le punte dei piedi a terra.

Secondo metodo: il ciclista veniva fatto sistemare in piedi a lato della bici e la sella veniva alzata fino a raggiungere il livello del fianco.

Terzo metodo: sembra basato su un sistema più scientifico, prevedeva che il ciclista salisse sulla bici, abbassasse il pedale destro nel punto morto inferiore della circonferenza e poi si alzasse sulla punta. La sella veniva così posizionata sotto il bacino garantendo al ciclista la massima escursione muscolare possibile durante il passaggio nel punto morto inferiore.

Vi invito a non usare questi metodi bensì a basarvi sulla formula matematica di Hinault. Nel caso potete usare questi metodi come verifica empirica della giusta regolazione. Ovviamente, vi ricordo, che queste formule vanno bene solo in caso di primo setup della bici ma per ottenere una posizione ottimale ci si deve rivolgere a un biomeccanico che abbia le seguenti caratteristiche:

  • Laureato in scienze motorie o fisioterapia
  • Competenza anatomica
  • Effettui una valutazione del corpo approfondita, effettui un’intervista preliminare per adattare la propria visita alle vostre esigenze;

Non fatevi tentare da software fantascientifici o dai guru, ciò che conta è conoscere come si muove il corpo del ciclista. Valutate le competenze del biomeccanico e non il suo passato da corridore o il software che usa. Se avete dolori in sella o problemi fisici, il requisito della laurea è ancora più importante, poiché un biomeccanico non laureato che effettua manipolazioni o correzioni anatomiche sta effettuando qualcosa che non gli compete. Andreste mai dal fabbro per farvi togliere una carie?

Calcolare lo svettamento sella (B)

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Per svettamento di sella s’intende in pratica quanto “sporge” la sella dall’innesto con il tubo piantone. Se una volta questa misura era facilmente rilevabile visto che il tubo orizzontale del telaio era effettivamente parallelo al terreno, ora con la tecnologia sloping le cose si complicano. Infatti per calcolare lo svettamento sella bisognerebbe riportare sul canotto l’orizzontale virtuale, ovvero l’altezza del manubrio. Essendo una cosa poco pratica e visto che la misura dello svettamento serve per calcolare l’arretramento della sella senza che venga poi effettivamente impostata sul mezzo, ci affidiamo ad Hinault, che dice:

Cavallo x 0.235

Calcolare l’arretramento sella (C)

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L’arretramento della sella indica la distanza tra il centro anatomico della sella e l’innesto sul tubo piantone. Si ricava piombando il primo a livello del secondo e misurando la luce tra i due punti. Essendo innestata sul tubo piantone che non è verticale bensì inclinato, questo valore varierà all’alzarsi o abbassarsi della sella. E’ poi possibile agire sugli steli della sella per aumentarlo o diminuirlo.

Questa misura influenza fortemente quella successiva, ovvero la distanza tra la sella e il manubrio. In realtà l’arretramento della sella condiziona anche l’efficienza della pedalata, l’escursione dei muscoli durante la rotazione e la gestione dei pesi. Quest’ultimo aspetto è fondamentale in una disciplina come la mountain bike, dove trovare il giusto baricentro è fondamentale per evitare ribaltamenti in salita o in discesa e per poter agire con il proprio peso sulla ruota posteriore, aumentando il grip senza compromettere la scorrevolezza.

L’arretramento della sella si calcola con la seguente formula matematica:

svettamento sella x [coseno ((inclinazione piantone/(180*3.14))]

Lo so, sembra peggiore del compito di matematica della maturità in realtà non è così difficile. Vediamo di descrivere i coefficienti.

Svettamento sella: lo abbiamo calcolato nel paragrafo precedente
Inclinazione tubo piantone: intende l’angolo descritto dal tubo piantone e dal terreno. Il ventaglio di opzioni di questo angolo varia tra i 71° e i 77° d’inclinazione. A un maggior valore dell’inclinazione corrisponde una posizione più aggressiva ed aerodinamica.

Senza che vi mettiate con goniometro e filo a piombo a misurare l’angolo del vostro piantone, utilizzate questa semplice legenda:
• Bici corsa: 75°
• Mtb: 73°
• Cicloturismo: 71°

Viene da sé che a valori d’inclinazione minori corrisponde minor arretramento.

Calcolare la distanza sella-manubrio (D)

Parte III f

Profondamente influenzato dall’arretramento della sella, che sposta il punto di appoggio delle tuberosità ischiatiche, questa misura modifica l’assetto che avremo sulla bici, donandoci un’impostazione più aerodinamica o più rilassata in base ai coefficiente scelti.
Come vedete dal disegno, la distanza sella manubrio si calcola piombando a livello del tubo orizzontale (o dell’orizzontale virtuale) il punto di appoggio anatomico sulla sella e il centro del manubrio.

Per calcolare questa misura possiamo utilizzare la seguente formula:

Busto x coefficiente aerodinamico

Per coefficiente aerodinamico s’intende un valore adimensionale che permette di ricavare una misura riferita al tipo di assetto che vogliamo mantenere sulla bicicletta.

I coefficienti possono essere così utilizzati:
• Bici da corsa: 1,11;
• Mtb: 1,09;
• Cicloturismo: 1,07.

Calcolare lo scarto sella manubrio (F)

Parte III h

Essendo il ciclista posizionato in maniera tridimensionale sul mezzo meccanico, una sola misura non basta per definire tutte le caratteristiche. Così, dopo aver calcolato la distanza tra la sella e il manubrio dobbiamo calcolarne la differenza in altezza, definita scarto. Il valore di scarto influenza direttamente l’angolazione della schiena una volta saliti in sella, per cui è importante calcolarlo con precisione, soprattutto se si ha in progetto di passarci parecchie ore.

Lo scarto s’identifica prendendo come punto di riferimento la posizione dell’appoggio ischiatico sulla sella, per cui avremo:
Scarto positivo: sella più alta del manubrio = maggiore aerodinamicità;
Scarto negativo: sella più bassa del manubrio = posizione più eretta.

Lo scarto sella manubrio si calcola con la seguente formula:

[svettamento sella x (((seno (inclinazione piantone / (180*3.14)))]

– [escursione manubrio x seno 1.308]

Calcolare la lunghezza delle pedivelle (G)

Parte III i

La lunghezza delle pedivelle è solitamente un parametro che non viene mai toccato, neppure quando si compra una bici nuova si fa attenzione a questo valore. In realtà la misura delle pedivelle in commercio varia da un minimo di 165mm a un massimo di 180mm, anche se esistono pedivelle lunghe fino a 200mm ma che rimangono relegate nell’ambiente della biomeccanica e dei prototipi. Per comprendere la funzione di una pedivella, dobbiamo rappresentare la guarnitura al pari di una leva, come nel disegno seguente:

Parte III i2

La pedivella è una leva, con il fulcro (F) nell’asse del movimento centrale. Il raggio della corona sarà il braccio resistente (Br), mentre la lunghezza della leva sarà il braccio di leva (Bl). Quando applichiamo una forza (P) sul pedale, dobbiamo vincere la forza resistente (R) che si oppone al movimento. Se il prodotto di P x Bl (che si chiama momento e che chiameremo Mf) è superiore a R x Br (che chiamiamo Mr), riusciamo a vincere la forza resistente e a mettere in rotazione la guarnitura. E’ dunque facile comprendere che se aumentiamo il valore di Bl, proporzionalmente diminuirà il valore di P da applicare per vincere la forza resistente.

Quindi, scegliendo una pedivella di lunghezza maggiore, minore sarà lo sforzo che dovremo fare per pedalare. Ovviamente, trattandosi di un sistema di forze in costante equilibrio, scegliendo pedivelle più lunghe aumentiamo la forza applicata sul pedale ma diminuiamo la velocità di pedalata, poiché la circonferenza descritta dai pedali ha un raggio maggiore e impiega più tempo per essere percorsa.

In breve possiamo enunciare:
Pedivelle più lunghe: più forza applicata a scapito della velocità (e della frequenza di pedalata);
Pedivelle più corte: meno forza applicata a velocità e frequenza di pedalata maggiori;

Ora, la scelta tra più forza o più velocità è un aspetto soggettivo e dipende dalle scelte personali e dalle capacità tecniche di ognuno. Esiste però un metodo per conoscere la lunghezza delle pedivelle adatta a noi e per farlo dobbiamo utilizzare la lunghezza del nostro femore rilevata in precedenza. Infatti, in base alla lunghezza del femore si ha:

• Lunghezza inferiore o uguale a 300mm = pedivelle 165mm;
• Lunghezza compresa tra 301 e 400mm = pedivelle 170mm;
• Lunghezza compresa tra 401 e 480mm = pedivelle 175mm;
• Lunghezza superiore di 481mm = pedivelle 180mm;

Ovviamente questa comparazione deve tenere conto delle disciplina, poiché nella mtb di solito si usano pedivelle più corte per evitare il contatto con rocce o radici. Se osservate bene una mtb, a parità di dimensioni, avrà il movimento centrale più alto rispetto a una specialissima.

Calcolare la larghezza del manubrio (H)

La larghezza del manubrio varia dal tipo di disciplina, poiché un manubrio da mtb sarà sicuramente più largo rispetto a una piega da corsa. Il manubrio deve consentire una presa comoda e sicura, senza sbilanciare il ciclista né forzare le articolazioni clavicolari. Solitamente si utilizza una formula matematica molto semplice, che afferma

Larghezza manubrio = larghezza spalle

Visto che i manubri, soprattutto nel caso delle pieghe da corsa, sono disponibili in una gamma che copre dai 400mm ai 480mm, bisogna trovare la misura immediatamente più vicina alla nostra larghezza spalle.

Se si volesse prediligere una presa più ferma oppure la possibilità di avere un braccio di leva maggiore durante gli sprint o le salite ripide si può montare un manubrio di larghezza immediatamente superiore, come un 420mm nel mio caso.

Riassumendo

Parte III m

Vi ricordo che per trovare al meglio la propria posizione ci si deve rivolgere a un biomeccanico professionista (laureato in scienze motorie o fisioterapia), che abbia soprattutto competenze anatomiche e che conosca come si muova il corpo sulla bici. Un errore è dare troppo peso alla nomea del biomeccanico o al software che utilizza, senza andare a valutare invece le reali competenze tecniche. Le sole formule riportate in questo articolo hanno uno scopo indicativo e servono per dare la prima impostazione alla bici ma NON SONO ASSOLUTAMENTE ADEGUATE in caso di dolori.

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Per ulteriori informazioni guardate il video:

Articolo aggiornato ad Agosto 2019

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