Ciclismo e selle con il buco: a cosa servono e come sceglierle

Selle con il buco: uno degli argomenti più dibattuti, più confusi e meno chiari del mondo del ciclismo. Cerchiamo di fare chiarezza.

Indice

Selle con il buco: a cosa servono?
Cosa significa stare bene in sella
Selle con il buco: quando servono e quando no
Selle con il buco: quando sceglierle

Selle con il buco: a cosa servono?

Le selle con il buco sono state progettate e sponsorizzate per scaricare la parte genitale e soprattutto quella prostatica negli uomini. Non avete idea di quanti ciclisti si rivolgono a noi per chiederci quale sia la miglior sella “antiprostata”. Partiamo dal fatto che le selle “antiprostata” non esistono poiché la prostata ce l’avete già (a meno che non siate donne, no in quel caso non ce l’avete). Al massimo si chiamano selle “antiprostatite”. Inoltre il fatto che non vi sia, a meno di predispozione genetica (e forse vi verrebbe comunque), correlazione tra ciclismo e prostatite (infiammazione della prostata, che ha origine batterica, spesso per batteri della flora intestinale che migrano e colonizzano le vie seminali) è un’evidenza scientifica consolidata.

Per cui le selle con il buco non hanno il compito di salvaguardare dalla prostatite, poiché tale patologia non ha correlazione con il ciclismo. Le selle con il buco servono per scaricare la pressione frontale, ovvero quella concentrata nella zona perineale, soprattutto nelle posizioni più aggressive. Maggiore è il dislivello sella-manubrio e maggiore sarà la flessione del tronco del ciclista, che dovrà piegarsi in avanti notevolmente per poter raggiungere le leve. Questa condizione manda in antiversione il bacino, con conseguente rotazione in avanti di tutta la pelvi e un maggior carico sulla parte genitale. Il buco è pensato per dare più agio alla zona genitale e ridurre quindi l’incidenza di patologie da compressione.

Cosa significa stare bene in sella?

Cosa significa stare bene in sella? Vuol dire avere un corretto supporto ma soprattutto una corretta distribuzione delle pressioni. Più che il valore di pressione (che dipende dal peso, dal carico, dalla cadenza, dall’intensità di pedalata) è importante controllare la distribuzione delle pressioni. Capire quanta pressione il ciclista pone sulla tuberosità destra e sinistra e quanta sulla parte frontale di sella e per quanto tempo viene mantenuta.

Sella buco - Valutare la posizione in sella
Valutare la posizione in sella

Il dolore o il fastidio in sella è un problema molto comune nei ciclisti. In uno studio, presentato al convegno mondiale di urologia, dal titolo “Effect of oscillation on perineal pressure in cyclists: Implications for Micro-Trauma“, dei soggetti sani sono stati sottoposti a un test di appoggio in sella in 3 diverse condizioni:

. Pressione costante;
. Pressione con sobbalzi sulla sella;
. Pressione con sobbalzi in sella e reggisella ammortizzato;

Si è visto che l’incidenza dell’addormentamento era maggiore nel caso in cui la pressione era di minore entità ma erano aumentati i sobbalzi. Per questo é fondamentale valutare la distribuzione della pressione con un sensore apposito per capire come cambia il movimento del bacino a diverse intensità e frequenze di pedalata.

I micro-traumi sulla sella possono condurre più facilmente ad addormentamento rispetto a una pressione mantenuta costante nel tempo, per cui è importante individuare a quale intensità e cadenza un ciclista inizia a sobbalzare sulla sella.

 

 

Selle con il buco: quando servono e quando no

Nelle due foto si vede la mappa delle pressioni in sella, rilevata con un apposito sensore del quale siamo dotati, di un ciclista venuto da noi per un bike fit (ci occupiamo di messe in sella dal 2015 nei nostri studi di Monza e Bergamo). A sinistra una sella piatta, a destra una con buco, entrambe di larghezza 148mm. Nel primo caso l’appoggio centrale provocava sofferenza al ciclista a livello perineale, con incapacità a proseguire la pedalata. Sostituita la sella con una con il buco, il problema é stato risolto. Le due misurazioni sono durate 10 minuti cadauna, con incrementale da 100w a 250w.

Selle buco - Valutare la posizione in sella
Pressione sulla sella

Questo significa che le selle con il buco vanno sempre meglio di quelle piatte?

NO.

Significa che ogni caso è a sé e produce moltissime variabili individuali. Il buco infatti aiuta lo scarico del perineo ma non modifica la pressione totale, che si scarica sui lati. Se ciò non é gradito potrebbe portare a peggioramenti dell’appoggio. Inoltre in alcune donne che usano selle maschili con il buco è stata notata l’apparizione di problemi intimi, poiché i genitali “sprofondavano” nel buco. (fonte: “A field-based approach for examining bicycle seat design effects on seat pressure and perceived stability“). Inoltre la sella con il buco tende ad aumentare la pressione sulle ossa ischiatiche (guardate valori di pressione max delle immagini) e questo non sempre è gradito.

Le selle con il buco possono essere la soluzione nel caso in cui non si riescano a risolvere i problemi di appoggio con la regolazione della sella (che di solito risolve l’80% dei problemi). È fondamentale peró rilevare la pressione e la sua distribuzione.

Selle con il buco: quando sceglierle

Perché scegliere una sella con il buco? Ecco alcuni casi:

  • Avete una storia famiglia di prostatite o voi stessi ne avete sofferto
  • La pressione anteriore è molto elevata per via di una posizione di sella aggressiva e soffrite di addormentamento perineale;

In tutti gli altri casi invece non è per forza necessario usare una sella con il buco. Ricordatevi sempre una delle massime più importanti della biomeccanica, citata dal mio collega della Federciclismo Spagnola con il quale collaboro: “La sella conta per il 20%, l’80% lo fa come la posizioni”

Vi ricordo che per trovare al meglio la propria posizione ci si deve rivolgere a un biomeccanico professionista (laureato in Scienze Motorie o Fisioterapia), che abbia soprattutto competenze anatomiche e che conosca come si muova il corpo sulla bici. Un errore è dare troppo peso alla nomea del biomeccanico o al software che utilizza, senza andare a valutare invece le reali competenze tecniche.

Se volete avviare una vostra attività come biomeccanico, Bikeitalia ha realizzato il “Masterclass in biomeccanica del ciclismo“, un corso di 21 ore di formazione online e 8 ore frontali con 4 docenti, 2 libri di testo e più di 300 slide. Il corso è aperto solo ai laureati ed è attualmente il corso di formazione in biomeccanica più professionalizzante in Italia.

Per ulteriori informazioni guardate il video:

Corso correlato

Allenati con Bikeitalia: Pacchetto Pro
119 / mese
Acquista
Allenati con Bikeitalia: Pacchetto Base
145 / 3 mesi
Acquista
Lascia un commento

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi il meglio della settimana via mail.

Iscriviti