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Ciclisti affiancati, in gruppo o in fila indiana: cosa dice il Cds

Andare in bici, Bici, Bikelife • di

Uno degli argomenti più dibattutti in tema di convivenza in strada tra automobilisti e ciclisti riguarda la possibilità di questi ultimi di circolare su un’unica fila (o come si dice più spesso in “fila indiana”), affiancati in due o più bici. Non è raro infatti le domeniche imbattersi in gruppi di ciclisti che pedalano in coppia scambiando quattro chiacchiere, comportamento che infastidisce non poco gli automobilisti più frettolosi i quali non potendo sorpassare rapidamente si arrabbiano e invocano multe salate. Di seguito vediamo cosa dice il Codice della Strada e un precedente legislativo rilevante.

Indice
Ciclisti affiancati o in fila: cosa dice il Cds
Ciclisti affiancati anche nei centri abitati: il precedente

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Ciclisti affiancati o in fila: cosa dice il Cds

In merito alla circolazione delle biciclette in un’unica o più file, il Codice della Strada si esprime attraverso l’articolo 148, che recita:

1. I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro.

Intanto abbiamo due certezze:
• In qualunque contesto, urbano o interurbano, i ciclisti non possono mai circolare affiancati in numero superiore a due, a prescindere dalle condizioni e dall’età.
• Fuori dai centri abitati, i ciclisti non possono mai circolare affiancati, nemmeno in due.

All’interno dei centri abitati, invece, abbiamo visto che i ciclisti sono tenuti a pedalare in un’unica fila “in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano“. Ma quali sono queste condizioni? Un momento della giornata con pochissimo traffico può fare eccezione? E una strada particolarmente ampia?

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Ciclisti affiancati anche nei centri abitati: il precedente

I casi in cui le condizioni della circolazione richiedano di pedalare in fila indiana, come abbiamo visto, potrebbero essere soggetti a una diversa interpretazione che non è tardata ad arrivare. Con una sentenza del 2009 definita “storica”, il Giudice di Pace di Taggia (Imperia) ha annullato una multa di 23 euro inflitta a due ciclisti sorpresi a pedalare appaiati in località Santo Stefano al mare, con la motivazione che le condizioni della circolazione, in quel momento, permettevano di farlo, contrariamente all’opinione comune.
Il cavillo sollevato dal difensore dei due ciclisti, l’avvocato Mario Leone di Imperia, ha fatto leva proprio sulla poca chiarezza del Codice della Strada secondo cui se esistono delle condizioni che richiedono di pedalare in fila all’interno dei centri urbani, esistono anche delle condizioni che non lo richiedono, come quella domenica mattina di fine estate.

6 Risposte a Ciclisti affiancati, in gruppo o in fila indiana: cosa dice il Cds

  1. velobicide ha detto:

    E’ inutile nascondersi dietro al dito, i ciclisti affiancati rompono le scatole. Le rompono anche a noi ciclisti quando siamo automobilisti. Non è solo la presunta frettolosità che anima l’automobilista a renderli antipatici; la tracotanza la sfacciataggine e la volgarità con cui rispondono al clacson che li avvisa che sta sopraggiungendo un’auto rendono bene l’idea di come percepiscano i diritti e i doveri. Tutti poi sembrano dimenticarsi la pericolosità di questi comportamenti, poi, ma soltanto poi ci stracciamo le vesti, facciamo dibattiti, proliferano convegni ed in tutti i casi si colpevolizza l’automobilista partendo dall’assunto che il/i ciclisti hanno sempre ragione. Un antico proverbio recita: “la ragione si dà ai matti”; vorrà ben dire qualcosa.

  2. Ciclista Sdraiato ha detto:

    Io preferisco: “Chi ha buon senso lo usi”. Tranquilli, che vale anche per me
    Buon Natale a tutti, ciclisti e non :-)

  3. Gian Giacomo ha detto:

    Concordo con “chi ha buon senso lo adoperi”, e prendersela a prescindere con una “categoria” di cui tra l’altro, per ammissione, si fa parte … non mi pare segnale di gran buon senso. Civiltà ed educazione soprattutto e da parte di tutti gli utenti della strada e non solo di quella (anche delle ciclabili e del “fuori strada”), e si eviterebbero tanti incidenti. Buon Natale a tutti.

  4. roberto ha detto:

    mah due mtb affiancate, distanti mettiamo 50cm l’una dall’altra, occupano più o meno 2m, due in bdc siamo sui 88cm abbondando più 50cm di distanza…un suv è largo 2m, un’utilitaria tra 1,6-1,8m……senza contare un ciclista va a quanto? dai diciamo 35-40kmh, per un’automobilista abbastanza facile da superare. E poi, quest’urgenza di stare col clacson a suonare, anche quando sei da solo…cosa abbastanza pericolosa perchè non te lo aspetti, con rischio anche caduta.

  5. roberto ha detto:

    ma poi, il vero pericolo sono i ciclisti? non chi supera i limiti di velocità, anche di 40kmh… non chi passa a 50 cm di distanza dai ciclisti, non chi fa sorpassi alquanto azzardati…
    e poi, quando succede un’incidente, si dice sempre automobile investe ciclista/pedone, non automobilista investe ciclista/pedone… questo come se l’automobile andasse da sola e la colpa non fosse di chi la guida

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