MENU
viaggi girolibero

Il codice della strada per le bici e i ciclisti

Andare in bici, Bici, Bikelife • di

codice-della-strada-bici

Il codice della strada e le bici: un rapporto strano, ambiguo, a volte datato. Quelle norme in cui la bici viene chiamata “velocipede” sembrano provenire da un’epoca passata, in cui le automobili dominavano incontrastate la mobilità urbana ed extraurbana; e a volte è proprio così. Le parti del codice della strada che interessano i ciclisti sono confuse, scritte in modo frammentato, a volte contraddittorio. Non è facile a prima vista orientarsi in un mondo così diverso da quello semplice di chi la bici la usa veramente, andando comodamente da A a B, senza le artificiali complicazioni tipiche del linguaggio burocratico. Eppure, proprio in quest’epoca in cui la bici è sulla bocca di tutti, e sempre più persone scelgono di muoversi su due ruote a pedali, è necessario chiarire molti aspetti relativi alla conduzione delle bici secondo il codice della strada. Solo in questo modo, conoscendo bene le norme che già esistono, è possibile organizzarsi per fare pressione su parlamento e governo, che in questi mesi stanno lavorando al nuovo codice della strada.

Esistono già diverse raccolte di norme del codice della strada relative alle bici e ai ciclisti. Perché quindi pubblicarne una nuova? Le particolarità di questa raccolta, rispetto ad altre che sono già presenti online, sono tre:

-gli articoli non sono inseriti nell’ordine in cui sono presenti nel codice della strada, ma sono riordinati più logicamente in base a ciò che è più importante per i ciclisti: da che cos’è una bici secondo il CDS, alle norme relative alla circolazione, e quelle relative ai segnali orizzontali e verticali per i ciclisti.

-le norme scritte negli articoli principali del CDS sono integrate dalla presentazione del regolamento. In pratica, le norme del Codice della Strada fanno spesso riferimento agli articoli del relativo regolamento, dove molti argomenti sono precisati meglio. Il tutto è presentato in maniera coerente, su due colonne.

tutte le norme infine sono commentate, chiarendo le questioni quando il codice usa un linguaggio oscuro, operando dei richiami ad altre norme, o facendo riferimento alla giurisprudenza a noi nota nelle questioni controverse.

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, ci teniamo a precisare che questa raccolta vuole essere un invito alla collaborazione: se siete a conoscenza di casi di giurisprudenza diversi rispetto a quelli segnalati, fatecelo sapere, in modo che possiamo completare e tenere aggiornato questo lavoro sul codice della strada e le bici.

Con questo ebook cerchiamo di rispondere ad alcune delle domande che più spesso vengono poste riguardo al comportamento che i ciclisti devono tenere secondo il codice della strada. Ad esempio: è possibile pedalare ascoltando la musica con le cuffie? Si può pedalare in coppia lungo le strade extraurbane? E’ lecito circolare con bici elettriche il cui motore si attiva anche a pedali fermi? E’ obbligatorio avere le luci sulla bici, anche se si circola solo di giorno?

Ricordiamo infine che a volte, purtroppo, seguire le norme del codice della strada per le bici non equivale a tenere una condotta sicura. Basti pensare al recente caso del senso unico eccetto bici, che probabilmente non verrà ammesso dal nuovo CDS: l’esperienza di molte città europee (e italiane) ha dimostrato che questa misura migliora effettivamente la sicurezza di tutti, senza alcun lato negativo; eppure, procedere controsenso (non contromano) nelle strade ampie a senso unico è ancora vietato in molte città italiane (e sarà forse espressamente vietato dal nuovo CDS).

L’aggiornamento del codice della strada

Come accennato sopra, il Codice della strada sta seguendo in questi mesi un processo di aggiornamento, che dovrebbe portare all’approvazione del nuovo CDS nei primi mesi del 2016. A metà ottobre la camera dei deputati ha approvato la legge con la quale si delega al governo la competenza a legiferare in materia; ora anche il senato deve approvare la legge delega; una volta fatto questo, il governo avrà un anno di tempo per elaborare il nuovo Codice della Strada. La legge delega contiene alcuni princìpi ai quali il governo dovrebbe attenersi durante la sua opera. Fra gli aspetti più discussi ultimamente c’è stato appunto quello relativo al senso unico eccetto bici a cui abbiamo già accennato, con i senatori di Scelta Civica e il ministro Lupi decisi ad affossare la possibilità di inserire nel CDS italiano una norma già presente – con pieno successo – in altri paesi europei. Altra scelta a nostro avviso negativa è quella che renderà probabilmente illegali varie forme di car sharing come ad esempio Uber, riproponendo in Italia – nel 2015 – un modello di mobilità basato sul possesso di auto private abbandonato già da anni in altri paesi forse più civili. Più positive altre novità in discussione: la possibilità di parcheggiare legalmente le bici anche negli spazi riservati ai pedoni, e l’introduzione di servizi di taxi in bici. Come detto, tutti questi aspetti sono ancora in discussione, e c’è ancora la possibilità di cambiare in meglio la bozza del nuovo CDS. Per fare questo, è importante sapere bene quali sono le norme relative ai “velocipedi” in Italia oggi.

>> Scarica il documento completo <<





28 Risposte a Il codice della strada per le bici e i ciclisti

  1. Paola ha detto:

    Vieterei il trasporto di persone , anche a mezzo di seggiolini, e soprattutto di bambini.

    • Giulia ha detto:

      E se devo portare mio figlio a scuola e non ho un mezzo, l’autobus ritarda sempre e nessuno mi accompagna devo tenerlo a casa perché a lei non gusta che i bambini vengano trasportarti così? Si faccia curare

    • Monica ha detto:

      …aspetta ad avere un figlio e poi rimetti il tuo commento!

  2. claudio ha detto:

    abbiamo speso miglioni di euro ,per le piste ciclabili ,tanti girano fuori dalle piste,ma non ci sono mai vgili che multano queste persone.

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      1, milioni si scrive con la “l”

      2. Se si spendono soldi per fare piste ciclabili e poi i ciclisti non le usano, questo significa che chi le ha progettate e realizzate non aveva idea di cosa stesse facendo.

      • Paola Limone ha detto:

        ecco, esatto. E le piste il più delle volte sono mal asfaltate, sporche e finiscono nel nulla

      • Lorenzo ha detto:

        Siamo alla scuola media, a un corso on-line di italiano o su un blog? Correggere un errore, magari una svista, prima ancora di esporre il proprio pensiero mette chi ascolta sulla difensiva, e chi scrive su un piano di superiorità morale.
        Trovo molta arroganza e tracotanza in questo atteggiamento, tra l’altro già ravvisato altre volte nel soggetto in questione.
        Sono un ciclista amatoriale, prima ancora agonistico, e da sempre urbano. Amo la bici e tutto quello che ne fa parte.
        Mi dispiace che molto spesso chi non conosce questo mezzo ci accusi di aver atteggiamenti di questo tipo, arroganti e sprezzanti. Dispiace tantissimo che chi gestisce blog molto seguiti e parli pubblicamente di argomenti a me così sentiti e cari, oltre che importanti, tenga tali atteggiamenti, creando ulteriori barriere al dialogo.
        Saluti

        • Paolo Pinzuti ha detto:

          Susa, non ho capito.

        • Francesco ha detto:

          Non capisco cosa significa conoscenza del mezzo perché messa così forse esiste un motivo per esser sorpassato in curva a destra, non capisco il mezzo e quindi il perché sempre lo stesso genio mi abbia poi sorpassato mentre mi accingevo a sorpassare un auto che stava svoltando. Non capisco perché quando gli ho fatto notare il suo comportamento abbia risposto come se fosse stato un suo diritto far quello. Poi dato che era stato così gentile gli ho fatto capire cosa significa andare su una strada con un imbecille davanti a 15 km orari. Si gli ho fatto fare 20 minuti a 15 in discesa e li ho forse capito il mezzo. Si io sulle mie strade non posso sorpassare un ciclista ma nemmeno un ciclista maleducato può sorpassare me. E sinceramente capisco molto di più il vostro mezzo da quel episodio. Si non mi arrabbio più , aspetto sorpasso rallento… non puoi capire il gusto di questo perché non conosci il mezzo forse. Forse non conosci cosa significa vivere in una strada che sta nel passaggio preferito di ciclisti spesso maleducati. Comunque i vari gruppetti di ciclisti si arrabbiano quando stanno dietro un auto in discesa che va più piano di loro. Si quello lo capisco perché ogni giorno lo subisco. Ogni giorno aspetto persone che piacevolmente viaggiano affiancate in salita senza poter sorpassare in sicurezza , stanco di suonare il clacson e prendere insulti. Si ho smesso di arrabbiarmi per degli imbecilli davanti e son diventato io l’ imbecille. E forse non capisco il mezzo ma é piacevole vedere persone insultare dietro, ma poi cosA insultano, se non possono sorpassare non é colpa mia no. Non posso di certo mettere la macchina in fila indiana se potessi non ci sarebbero problemi. Non potendo si devono aspettare perché non ci si passa. Devono aspettare la fine della discesa . Andare piano a volte é piacevole ma forse non lo puoi capire perché non conosci il mezzo.

          • Roberto ha detto:

            Buon giorno un commento per le piste ciclabili, ci sono ma aimè sono spesso frequentate da maratoneti e persone che passeggiano . Tutti sanno piu o meno come guidare una macchina senza invadere la corsia opposta e frenare la macchina di fronte ad un altra, ma se ne fregano di fronte ad un pedone o un ciclista. Poi i pedoni che svolgono un attività fisica sulle piste ciclabili non esiste regola tutti fanno come si pare invadendo gli spazi dei ciclisti , causando un caos. Italia in dietro 40 anni.

    • gianni zaninetti ha detto:

      Dove ci sono i ciclisti le usano, però distinguiamo i ciclisti e le piste. Quelli che si allenano e viaggiano a 40/45 km/h non possono usare le ciclabili dove si incontrano famiglie con i bambini e che molte volte sono occupate da auto in sosta, quindi non è così semplice giudicare quali e quanti ne facciano uso. L’importante è da parte di tutti usare il buon senso e rispettare sempre il mezzo meno veloce!.

  3. Montanari ha detto:

    il caos è totale. Basta pensare a come vengono trattati i disabili con mezzi di locomozione appositi che vanno a max 10 km/ora ed i ciclisti che vanno da 25 a 40 su strada.

  4. Antonio ha detto:

    Articolo 182 – Circolazione dei velocipedi

    1. I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro.

    Credo, che il problema principale che crea discordia tra automobilisti e ciclisti nasca soprattutto in quelle situazioni in cui i primi si ritrovano i secondi in branco su una strada statale/provinciale a lucidare il paraurti della macchina che li precede…….

    I Primi: Ci vuole confisca immediata di biciclette e macchina più ritiro di patente, dopo tutto, se uno disgraziatamente cade e lo ritroviamo sotto le ruote ci becchiamo una condanna per omicidio colposo e molto probabilmente salutiamo macchina e patente (ma questi il giorno proprio non hanno niente da fare che andarsene in bicicletta?!?!?! Andate a lavorare!!!!!)
    I Secondi: Abbiamo la passione per la bicicletta, non andiamo a fare passeggiate ma ci alleniamo e non possiamo farlo certo sulle ciclabili, lo facciamo appena abbiamo un po’ di tempo libero, ammettiamo che spesso capita di fregarsene un pó del codice della strada ed imitare i 44 gatti, in fila x 3 col resto di due, ma alla fine non facciamo niente di male, promuoviamo l’ecologia e lo sport……

    Piú o meno credo che queste siano le opinioni comuni ed il mio personale pensiero é che il giro d’Italia, basta e avanza una volta l’anno con chiusura della circolazione, il resto dei giorni chi usa bicicletta in gruppo non osservando il CdS crea solo pericolo e intralcio al traffico.
    Le scuole di ciclismo per esistere dovrebbero avere come requisito minimo una pista di allenamento(altro che ciclabile) in area messa a disposizione dal comune, vincolandone la manutenzione in modo da far contenti entrambi e riducendo incidenti e vittime.

  5. Giovanni ha detto:

    Vedo spesso ciclisti che attraversano sulle pedonali a bordo delle loro biciclette e non a piedi conducendole a mano. Se si fa loro osservare che ciò costituisce infrazione al codice della strada, o cadono dalle nuvole e dicono che non lo sapevano o ti insultano e dicono che loro, in quanto ciclisti possono legittimamente farlo perché non è vero che il codice della strada lo vieta.
    Forse bisognerebbe fare più informazione da parte delle associazioni e più controllo da parte dei vigili. Spesso diventano pericolosi perché arrivano sulle pedonali ben più veloci dei veri pedoni.

    • MONICA ha detto:

      Purtroppo anche io vedo giornalmente ciclisti che non rispettano il CdS e ti insultano. E parlo da ciclista. È triste che molti di questi sono padri e madri di famiglia… che insegnamenti possono dare ai loro figli.

  6. T.j. ha detto:

    Come dovremo ricordare tutti….il codice della strada va da TUTTI rispettato ….vedi cellulari …limiti di velocita…divieto di sosta etc.
    Buon giorno.

  7. Daniele ha detto:

    spesso gli automobilisti non comprendono esattamente cosa voglia dire andare in bicicletta (da corsa nel mio caso)

    non si rendono conto che con una ruota da 23 mm se mi infilo tra una mattonella e l’altra del pavé o in una rotaia del tram rompo sicuramente la ruota e magari qualcos’altro
    non si rendono conto che quella che per una macchina è un piccolo avvallamento nel manto stradale per me è quasi un canyon non avendo le sospensioni
    non si rendono conto che spesso al di là della linea bianca c’è solo qualche centimetro prima di finire in un fosso o contro un guardrail
    non si rendono conto che farmi il pelo a 80 km/h è molto pericoloso perchè è facile che la bicicletta si sposti lateralmente involontariamente di qualche centimetro a causa della conformazione del manto stradale, del vento, della pedalata e anche a causa dell stesso spostamento d’aria provocato dalle macchine che passano a alte velocità

    chi va in bicicletta oltre alla fatica e alle intemperie spesso si becca anche insulti, un po’ di rispetto non sarebbe male e basterebbe farsi un giro in bicicletta per capirlo

  8. mario ha detto:

    Vorrei segnalare a quel fenomeno di Antonio che io sono anni che vado a lavorare in bicicletta 13 km al giorno estate inverno freddo pioggia caldo e nebbia fenomeno

    • Enzo ha detto:

      Quanti passi carrai hanno accesso alla strada transitando sulla pista ciclabile, quanti di questi passi carrai hanno buona la visibilità sulla pista ciclabile prima di invadere con circa mezza vettura la pista all’oggetto?
      Ogni passo c arraio con visibilita precaria o nulla dovrebbe essere fornito di uno specchio idoneo a questa necessità, ma chi lo installa e paga le spese?
      Il Comune pensa soltanto a costruire le piste e gli specchi? sicuramente l’utente del passo carraio è a conoscenza che non spetta a lui l’installazione e qualora volesse farlo deve chiedere autorizzazione al Comune per uso di suolo publico.
      Il sottosritto ha avuto la pessima esperienza di picchiare contro una vettura che usciva da un passo carraio con visibilità ZERO, la vettura è uscita dal carraio di circa cm 130 quanto è bastato per infilare la mia ruota anteriore sul suo passo ruota anteriore, ho carambolato sono finito a terra mi son rotto una spalla ho danneggiiato la bici ed è finita con un concorso di colpa. Avete idea in un allenamento da 80 a 120 Km. quanti passi carrai incontro, se per ogni passo carraio dovessi quasi fermarmi o transitare dalla parte opposta al mio senso di marcia (quando possibbile)
      per essere in quasi sicurezza certamente mi darebbero per disperso.
      In considerazione di quanto narrato per me le piste ciclabili possono chiuderle o non farle anche perchè nei miei percorsi le ciclabili rappresentano meno dell 8% delle distanze che percorro, se non vado errato c’è una disposizione di legge che per chi viaggia alla velocità di 27 Km/h c’è esonero del percorrere le piste ciclabili.
      Cari signori, io vado in bici dall’età di quattorci anni in 56 anni di bici se mi dessero un cent per ogni passo carraio ………..

      • "aquilasolitaria" ha detto:

        Capisco il ciclista e capisco l’automobilista ed i guai dei passi carrabili, per entrambi.- Che fare ? Forse scrivere al sindaco del comune per delucidazioni in merito.- Mi cadono le braccia nel vedere le pericolosità delle incongruenze della segnaletica col CdS e non ho fiato nemmeno per protestare.-

  9. Raffaella ha detto:

    Buona sera ,volevo avere una delucidazione:secondo voi,in una strada a senso unico con una pista ciclabile contromano,un ciclista può correre nel senso di marcia occupando la pista ciclabile dunque in contromano sulla pista ciclabile ?

  10. Jessica ha detto:

    Io vedo sempre di più persone che non sanno guidare, parcheggiare, non rispettano alcun codice né con le auto, ne con le moto, ne con le bici ne a piedi! Com’è che io sto a ciò che mi hanno insegnato a scuola guida e alle leggi, perché un motivo ce se le hanno fatte e devo sempre rischiare io per colpa degli altri. Una bici che mi prende in pieno lo scooter quando ero giovane perché guardava in giro… con la macchina mai fatto incidenti patate presa a 18 anni e a 31 anni mi becca da dietro in pieno una betoniera a pieno carico in una corsia con stretta e divieto di sorpasso per mezzi pensanti. Il tipo un ragazzino oh scusa non ti avevo vista! Danni permanenti alla schiena e mesi di riabilitazione. Poi becco vecchi di continuo che non guardano mai ne a piedi ne con veicoli che a una certa età non dovrebbero più avere la patente ma tanto fanno danni in bici come quel coglione che in bici mi è passato contromano e mi ha tagliato la strada che mi stavo immettendo in corsia! E ha avuto anche il coraggio di offendermi e ridire al che gli ho detto ignorante torna a scuola guida e leggiti i codici della strada. Assurdo!!! La testa deve stare sul collo e gli occhi devono guardare ogni minimo pericolo quando si va in giro, no che tutti fanno quel cazzo che vogliono…

  11. andrea ha detto:

    letto tutto quanto posso dire che è a dir poco assurdo ragionare in questi termini. L’utilizzo della bici in una città sta aumentando fortemente. Chi decide di utilizzare la bicicletta in città lo fa per diversi motivi. Traffico, inquinamento comodità… Mi fa veramente schifo sentire gente che utilizza l’auto e si lamenta del comportamento dei ciclisti. E fa ancora più schifo il comportamento del governo nel prendere misure in tal senso. Secondo loro dovremmo scendere dalla bici ogni volta che attraversiamo un semaforo o cercare dove sono le piste ciclabili?? Va bene da domani torniamo tutti in auto e poi vedete che belle code chilometriche che vi subite! Ne un politico e nemmeno chi ha commentato negativamente i ciclisti ne hanno mai utilizzata una. Ricapitoliamo, sti imbecilli usano l’auto anche per andare al cesso e poi rompono i maroni a chi va in bici. La mia proposta è di non fare nulla contro i ciclisti ma di raddoppiare la tassa automobilistica così da disincentivare l’utilizzo dell’auto nelle città. E riguardo le precedenze un auto, che inquina inutilmente dovrebbe dare la precedenza sempre e comunque ad i pedoni e ai ciclisti nei centri urbani. L’inquinamento acustico e tossico è delle auto e delle moto. Bisogna supertassare questi mezzi e multarli all’impossibile anche riguardo l’utilizzo. Se una persona va da un punto A ad un punto B in auto o in moto e non puo dimostrare la necessità impellente dell’utilizzo dovrebbe essere multato sempre

  12. LUIGI ha detto:

    Son un ciclista con tesseramento ACSI AMATORE ,partecipo alla gare in circuito e faccio alcune Granfondo durante l’anno.Ieri mattina durante il mio abbituale allenamento con Bici da Corsa sono stato fermato dalla Polizia Locale di un paese in provincia di Milano che mi voleva multare perche’ il mezzo di trasporto non aveva la luce anteriore e posteriore, non avevo i cartarinfrangenti alle ruote e i piedi non erano liberi perche’ agganciati ai pedalini .
    Ho risposto che essendo un tesserato come altre migliaia di cilclisti il mezzo non necessita di tutti gli accorgimenti che loro pretendevano che avessi.
    Hanno risposto che a loro non interessa perche’ il loro lavoro e quello di controllare e tutelare chi tarnsita sulle starde. OK mi hanno fatto la predica e lasciato libero ma mi chiedo se esiste nel codice della strada un articolo che in deroga autorizza il sottoscritto e molti altri ciclisti agonistici a circolare senza avere problemi.Chiedo a chi legge di farmi sapere perche’ vorrei diffondere la risposta certa anche ad amici.
    GRAZIE LUIGI

  13. Annamaria ha detto:

    Ognuno porta avanti le sue ragioni vedo. io sono motociclista, automobilista e ciclista, vedo sulla strada una mancanza disarmante di buonsenso su tutti i fronti, non merita nessuno di avere ragione. Le leggi servono per evitare anarchia e il resto dovrebbe farlo il BUONSENSO, merce decisamente rara, pretendono tutti di avere ragione a prescindere.
    Cosa mi è capitato? motociclisti come me che mi chiudono in curva perché pensano di essere in pista, ciclisti come me che pensano di essere costantemente alla Vuelta e automobilisti come me che ignorano che se fai i limiti non ha senso sorpassare strombazzando, magari dare le precedenze etc etc….. facendo parte di tutte le categorie mi attendo semplicemente alle regole e al rispetto (ma soprattutto noto le voragini comportamentali )
    Sarebbe semplice andare d’accordo, rispettando “l’esistenza” dell’altro senza avere la presunzione di possedere la strada solo per se.
    Conosco molto bene il problema ciclabili e capisco e concordo che in allenamento (bici da corsa) sia impensabile starci, ma la bici da passeggio, magari con seggiolino, è per la sua sicurezza stare sulla ciclabile e i comuni negli ultimi anni hanno investito molto sulla cura delle stesse; se così non fosse, cittadini, scrivete al vostro comune di appartenenza per sollecitare il mantenimento in buono stato delle ciclabili (dopotutto i “governanti” dovrebbero essere al servizio delle esigenze del cittadino).
    Purtroppo ieri sera ho discusso con un ragazzo con la bici da passeggio, breve discesa con pista ciclabile NUOVA e molto ampia vuota, davanti a me un lui tutto a sinistra che zigzagava e la sua signora a destra…sapendo che è zona residenziale facevo già i 40 (la discesina è al termine di una sovra canale pertanto se non vuoi rischiare un frontale in cima al ponte devi andare piano per forza…punto cieco )metto freccia per sorpassare e noto che il lui in questione ignorandomi scarta ancora più a sinistra occupando tutta la strada, per fargli notare che stavo dietro do un colpetto di clacson per evitare che mi entri in auto (colpetto proprio…io detesto usare il clacson se non in casi di pericolo imminente) questo inizia ad insultarmi e a sbraitare.
    Nella totale buonafede, lo sorpasso e mi fermo in cerca di chiarimento, gli chiedo perché mi insulta dato che ho segnalato solo il fatto che stavo arrivando e che lui stava pericolosamente scartando a sinistra. Questo lui mi chiede “ma che problema hai? questo è l’orario delle famiglie e devi stare dietro, sei arrogante se usi il clacson” (cito testualmente le sue parole….ero scioccata)capendo che non ha senso discutere con uno che ha lasciato i neuroni a casa, faccio notare che la ciclabile era vuota e me ne vado…ma la parte della pazza isterica l’ho fatta io solo perché non volevo investirlo. Riassumendo signori miei…il buonsenso è merce rara, ognuno dovrebbe comportarsi bene perché il suolo pubblico appartiene a tutti e tutti dobbiamo essere rispettosi e rispettare. Sono a favore dei diritti di tutti i mezzi ma i cafoni arroganti stanno in tutte le categorie. e sono loro il problema

  14. roberto ha detto:

    Si possono decurtare punti della patente auto per inflazioni fatte in bici? Avete qualcosa che lo attesti, grazie.

  15. Stefano ha detto:

    La mia personalissima opinione di appartenente ad entrambe le parti é che il codice della strada va rispettato da tutti gli utenti, compresi ciclisti a cui mi rifarei sulla patente x ogni infrazione grave, come passare col rosso, o viaggiare in gregge su strade provinciali. Poi però aprirei un capitolo a parte x le pene degli automobilisti che oltre ad essere irrispettosiirrispettosi de cds attentano letteralmente e il più delle volte volontariamente alla vita dei ciclisti, tipo alle rotonde non consentendo di svoltare a sinistra con sorpassi al limite del millimetro e con strombazzamenti vari ed insulti, forse perché non si ritiene possibile che una bici sia cmque un mezzo che ci precede,che quindi deve avere la possibilità di svoltare indisturbato nelle rotonde, o anche in una semplice corsia in cui si voglia svoltare a sinistra. X non parlare in ogni caso dei sorpassi al limite o dei sorpassi con immediata svolta a destra, a me pare follia pura, ma può essere che sbaglio.

  16. Alessio ha detto:

    Purtroppo dove ce da trarne profitto il governo ci mette sempre lo zampino e dire che la bicicletta era considerato un mezzo povero e che tutti potevano averne una.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *