“Cosa ci spinge ad andare in bici?”

“Cosa ci spinge ad andare in bici?”. Abbiamo posto questa domanda a numerosi campioni del ciclismo (e non solo) presenti all’evento “Beat Yesterday”, organizzato da Garmin a Milano. Durante questo evento, Garmin ha premiato delle persone comuni che, nei rispettivi campi, sono riuscite a migliorarsi e a raggiungere i propri obiettivi.

Persone comuni che avevano un traguardo in testa e che l’hanno raggiunto nonostante tutte le difficoltà di partenza e gli imprevisti incrociati lungo il cammino.

Cosa ci spinge ad andare in bici

All’evento sono interventi numerosi campioni del ciclismo attuale e del passato, ai quali abbiamo posto una semplice domanda: “Cosa ci spinge ad andare in bici?”. Volevamo conoscere cosa muovesse questi sportivi a salire in sella alla propria bici giorno dopo giorno. Perché, anche se è difficile da immaginare, tutti questi campioni sono delle persone che, in un momento della loro vita, si sono innamorate della bicicletta e delle sensazione che essa sa regalare. E che per salirci sopra ogni giorno hanno bisogno di una motivazione che sia ben più forte dei soli obblighi agonistici.

Le persone intervistate

  • Cristina Nuti: triatleta che ha affrontato e chiuso il proprio Iroman mentre lottava contro la sclerosi multipla – “Io ho sempre amato la bici: rubavo anche la bicicletta da uomo a mio cugino. Poi quando mi è stato detto qualche tempo fa, quando erano anni che non la usavo: ‘Vedrai Cristina, la bici è un diavolo tentatore, quando la provi non la molli più!’. Non posso fare altro che confermare questa cosa, anche perché la bici dà modo di vedere più panorami, di apprezzare il profumo dell’aria. Quando si sta in sella è una sensazione incredibile: da provare”.

  • Filippo Ganna: detentore del record dell’ora“La bici è uno sport diverso, è qualcosa che ti rimarrà, un insegnamento. Non è facile però quando arrivano i risultati ti resta tanto nel cuore”.

  • Norma Gimondi: figlia del campione Felice Gimondi, avvocata e componente della Giunta del Coni – “Andare in bicicletta mi fa star bene: non mi aiuta soltanto a livello di testa, a liberarmi dei pensieri, ma anche fisicamente mi fa sentire meglio. Quindi secondo me la bicicletta è uno strumento di salute”;

  • Elia Viviani: medaglia d’oro olimpica su pista, che ha definito la bicicletta come “la bici è uno sport bello perché ti porta in posti dove probabilmente a piedi non arrivi: insomma, la bici ti porta ovunque. I posti che mi fa incontrare la bici sono qualcosa di fantastico. E poi è uno sport che ti tiene in forma, che ti occupa del tempo e che ti insegna cos’è il sacrificio e la fatica che bisogna fare per arrivare a raggiungere dei traguardi”;

  • Marco Aurelio Fontana: medaglia di bronzo olimpica nel cross-country – “La bici è divertimento: è uno strumento ludico, divertirsi con la bici per me è la prima cosa. Poi ti fa stare in forma, a contatto con la natura e ha mille sfaccettature: è uno sport divertente che possono fare tutti”;

  • Sabrina Schillaci: ultracyclist – “La bicicletta è molto meditativa: ti devi concentrare e svuotare la mente. Questa cosa ti aiuta realmente a sgomberare la mente dai problemi quotidiani: per cui è proprio una sorta di mindfulness. Io ho 54 anni anni e sono orgogliosa della mia età: con la bici si diventa forti mentalmente, capaci di affrontare qualsiasi cosa”.

  • Simone Moro: alpinista e scrittore – “Io ho mangiato pane e bici in famiglia perché mio papà è stato un ciclista, è stato anche campione italiano amatori nel 1972: quando si parla di bicicletta io mi inchino, perché mi ricordo quanto il papà si è spaccato la schiena e quanto lo ha fatto cercando di non sottrarre tempo alla famiglia e ai figli. I ciclisti hanno anche una longevità sportiva che denota quanto salutare sia la bicicletta. Il pensiero va a Davide Rebellin che aveva dimostrato quanto mantenersi in salute e motivato può portare un individuo ad ‘abbattere il suo ieri’ e avere un oggi strabiliante – perché andare a questi livelli, come i suoi, fino a 51 anni lo aveva fatto diventare un’icona. Quindi per non mollare bisogna, come ha fatto lui, essere sempre sul pezzo, soprattutto con la testa: perché l’hardware si muove se il software lo comanda e soprattutto se non trova alibi per scappare da quelle che non devono essere vissute solo come fatiche ma come gioie”.

  • Vincenzo Nibali: vincitore del Giro D’Italia e del Tour de France – “La differenza con altri sport è che puoi percorrere tantissimi chilometri, pedalando in montagna o su una litoranea, visitando tantissimi posti, senza la monotonia di essere sempre dentro una palestra o in un campo sportivo”.

Come potrete vedere dal video, ogni campione ha risposto a modo proprio a questa domanda. Eppure, ascoltando con cura, si nota l’esistenza di un filo rosso conduttore a tutte le risposte. Un filo rosso che unisce la bicicletta, ciò che permette di fare, ciò che consente di vivere e ciò che permette di affrontare.

Buona visione!

Scriveteci nei commenti qual è la cosa che vi spinge ad andare in bici.

Commenti

5 Commenti su "“Cosa ci spinge ad andare in bici?”"

  1. Gianluca ha detto:

    Andare in bicicletta ti insegna a vivere. Da solo ti confronti con te stesso, in gruppo con gli altri, ma comunque ti aiuta a migliorare. È bello anche pensare che pedalando fai parte di una comunità in cui esprimerti e condividere con altri le proprie passioni.

  2. Francesco ha detto:

    la crescita e la salute globale più che sono o non sono ci sono nel dinamismo evolutivo, la bicicletta aiuta ad esserci ,educa all’iniziativa ed alla curiosita come possibilità&necessità di conoscenza di…nuovo di sé stessi e di altro da sé , la bici aiuta a tenere in equilibrio controllo e scoperta,certezza e dubbio;epiù c’è la bicicletta più ci siamo, anche come modello di capacità di cura individuale e collettiva
    grazie

  3. Daniela Caplani ha detto:

    Volare
    in gara col vento
    in mezzo agli scuri abeti
    e sentire in petto il cuore
    che batte più forte.

  4. gaetano ha detto:

    con la bici puoi fare gite viaggi agonismo, puoi scegliere di fare lo sforzo e la fatica che ti piace, vedi panorami e senti profumi, sei all’aria e al sole, puoi farlo da solo o in compagnia, puoi fermarti passeggiare ripartire, e puoi pensare.

  5. Renato ha detto:

    la bici e un estezione del corpo che permette di curare le tue mancaze fisiche e metali. ti libera e da poteza alla tua forza muscolare di superare limiti di velocita ipesabili . io con il mio velomobile ( bici carenata a tre ruote) ho goduto viaggiado di notte e superado limiti di velocita delle auto per trovarmi al alba a 100km da casa a osservare un tramoto sul mare . in pieno inverno senza sentire freddo e vestito estivo . poi che gusto si prova nel fare le discese che prima si e fatta in salita e la soddisfazione di essere arrivato in vetta e avere passato dal altra parte .

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