Diari

Da Mairano a Capo Nord in bicicletta: un diario di viaggio e di emozioni

Mi chiamo Alessandro Sguerzo e il 13 giugno 2023 sono partito per un viaggio in bicicletta in solitaria di 56 giorni: 5.213 km da Mairano (BS) a Capo Nord. Un viaggione che era rimasto nel cassetto dei sogni per molto tempo e che finalmente sono riuscito a realizzare nel modo e con i tempi che ho sempre voluto.

Raccontarlo tutto è impossibile, ma ecco alcuni dei momenti più significativi del mio diario di viaggio.

Dal diario di viaggio: giorno 8 – 802 km

È già passata una settimana da che sono partito per il mio viaggio in bicicletta in solitaria verso Capo Nord. Il più importante, il più sognato e il più lungo, almeno finora.

Ho risalito la sponda Bresciana del Lago di Garda facendo tappa a Riva del Garda per poi dirigermi sulla Ciclabile dell’Adige verso Trento e infine Bolzano. Da qui è partita la tappa più dura: il Passo del Brennero. 150 km con una salita interminabile e poi una bella discesona che mi ha portato fino a Innsbruck. 

Non è durata nemmeno 24 ore l’Austria che già era tempo di attraversare un altro confine. Sono arrivato in Germania. Ho pernottato a Bad Tölz, una cittadina a 50 km da Monaco di Baviera. L’indomani a mezzogiorno sono arrivato nella capitale Bavarese e qui mi sono fermato per un giorno e mezzo, non l’avevo mai vista e l’ho visitata tutta. 

Sono ripartito lunedì verso Ingolstadt ed ora sono a scrivere queste righe a Norimberga. Mi stanno piacendo molto la Germania e i Tedeschi. Sono un popolo molto ospitale. Vedono le bandierine sulla bici, capiscono che vengo dall’Italia e addirittura si sforzano a parlare qualche parola di Italiano per salutarmi e chiedermi cosa sto facendo e dove sto andando. Hanno molto rispetto per la bicicletta sulla strada.

Per ora il 90% del tragitto in Germania è stato su piste ciclabili. Ci sono sempre. Laddove non le trovo, non le vedo o non c’è e capita che devo pedalare in strada, le auto mi sorpassano come se fossi un altro veicolo, ovvero si spostano nell’altra corsia quando non arriva nessuno dal senso opposto. E altro che 1,5 m! Mi lasciano almeno tre metri e finché sono dietro restano TUTTI a 10 metri di distanza. Il viaggio è ancora lungo. Sono solo all’inizio. Finora è stato tutto facile. La testa c’è. Le gambe anche. Si continua!

crediti di Alessandro Sguerzo
crediti di Alessandro Sguerzo

Dal diario di viaggio: giorno 14 – 1364 km

Sono partito prima delle 8:00 da Norimberga. Quando non devo smontare la tenda e rimettere tutto nelle borse faccio molto prima la mattina. Stanotte ho dormito in un albergo a causa di una svista nella pianificazione dei campeggi. Quello che mi ero segnato in realtà non accettava le tende ma era solo un’area sosta per i camper. Poco male, ho presto rimediato.

Mi sono diretto a nord verso Lipsia. Oltre 300 km di strade e stradine in aperta campagna sfiorando il confine con la Repubblica Ceca. Pochissime le auto in strada e ancor meno le persone in giro. Alcuni luoghi avevano quel non so che di città fantasma. Tre tappe abbastanza monotone, se non fosse per il continuo sali – scendi dalla Turingia. È proprio cambiata la fisionomia del paesaggio. La differenza con la Baviera è lampante. Qui una volta era la Germania dell’Est. 

Sono arrivato quindi a Lipsia sotto qualche goccia di pioggia e risolto rapidamente un piccolo problema tecnico alla bicicletta sostituendo il pacco pignoni. D’altronde sono già scattati i primi 1000 km del viaggio! Mi sono concesso un paio d’ore abbondanti per visitare Lipsia. È una città molto particolare. Sembra di essere in Europa dell’est nonostante sia ancora Germania e anche come prezzi è la città più economica del Paese. 

Sono quindi arrivato a Berlino con due tappe pianeggianti. Le montagne ormai sono finite. Il nord della Germania è tutto piatto. Berlino è una città molto complessa. Dura. Difficile. Ho avuto un giorno e mezzo per visitarla e penso di non averla capita fino in fondo. Domattina me ne vado con un sapore dolce-amaro in bocca ma sicuramente in futuro avrò l’occasione di rivederla e approfondire meglio.

Le batterie si sono ricaricate. Si riparte in direzione Amburgo!

Dal diario di viaggio: giorno 22 – 2079 km

Lasciata a Berlino, con due tappe intermedie raggiungo prima Amburgo e il giorno dopo Lubecca. Queste sono due fra le città della Germania che mi sono piaciute di più, in special modo Lubecca. È una città molto a nord della Germania e ha poco dei tratti delle città tedesche a cui ero abituato ma raccoglie le influenze dei paesi vicini. Non sembra di stare in Germania. 

L’indomani copro gli ultimi chilometri che mi separano dall’isola di Fehmarn e dopo aver attraversato il paese da sud a nord in 15 giorni, compresi i due giorni di sosta a Monaco e Berlino, è tempo di salutare la Germania e prendere il traghetto che da Puttgarden mi porta fino in Danimarca.

Pedalare in Danimarca è splendido! Ho subito notato che la gente si sposta tantissimo in bicicletta e le ciclabili sono sicure e sono ovunque. Nelle rotonde sono i ciclisti ad avere la precedenza sulle auto! Arrivo a Copenaghen con mezza giornata d’anticipo praticamente senza mai lasciare la pista ciclabile, aiutato da un vento a favore che mi fa risparmiare un po’ di fatica. Stavolta ho due giorni pieni per visitare la capitale ma prima  devo sistemare un guasto alla bicicletta. Appena entrato in Danimarca si è rotta la molla del freno posteriore e da qualche giorno è inutilizzabile. Recupero il pezzo e provvedo al montaggio. Parcheggio la bicicletta in stanza e proseguo a piedi alla scoperta della capitale danese. 

È meraviglioso essere arrivato fino a qua in bicicletta. Sono veramente lontano da casa. Me ne accorgo quando una signora guardando le bandierine dice: Che bandiera è questa? Non la conosceva. Che bandiera è?? Ah sì! Italia! Non sono ancora arrivato a metà del viaggio ma ora la situazione comincia a farsi interessante. La Scandinavia è lì che mi aspetta e io non vedo l’ora. Domani entro in Svezia.

crediti di Alessandro Sguerzo
crediti di Alessandro Sguerzo

Dal diario di viaggio: giorno 30 – 2763 km

È già passato un mese dalla partenza, ma la tenacia e la determinazione sono le stesse del primo giorno. La stessa voglia bruciante di completare un viaggio che è rimasto per troppo tempo un sogno nel cassetto e che pianifico concretamente da un anno.

Sbarcato ad Helsingborg porto a termine le prime due tappe in Svezia non senza difficoltà soprattutto per il forte vento laterale che a tratti fa sbandare la bicicletta e mi rende quasi impossibile anche solo staccare una mano dal manubrio per bere. Se fossi stato a casa dopo un allenamento con delle condizioni del genere probabilmente il giorno dopo sarei rimasto nel letto tutto il giorno, senza muovere un muscolo, distrutto. Ma l’allenamento che ho adesso non è come quello di un mese fa. Ho molta più resistenza, anche se il vento non smette un attimo di soffiare. Non molla un colpo. Neanche di notte. Montare la tenda in queste condizioni non è il lavoro più semplice del mondo. Servirebbero due persone per non far volare via tutto. Ma alla fine, in qualche modo, da solo ci riesco. Sempre.

Attraverso diversi paesini e paeselli con poca personalità, tanto che mi sembrano tutti uguali, e arrivo a Göteborg, seconda città della Svezia per dimensioni dopo Stoccolma. Purtroppo neanche questa città riesce ad emozionarmi. Sarà che la vera bellezza della Svezia non è senz’altro racchiusa nelle città ma in quello che la natura ha da offrire, sarà che ho visto solo una minima parte del paese, il Sud, o sarà che ho in mente solo una cosa adesso. La Norvegia! 

E finalmente eccomi. Passo il confine in una finestra di cielo sereno senza vento ed ora sono a Oslo. Questa non è che la porta d’ingresso della Norvegia. Da qui in poi non si scherza più. Da qui in poi la faccenda si fa seria. Il mio sogno è ancora lontano ma giorno dopo giorno si fa sempre più vicino e io sono pronto a pedalarlo tutto fino in fondo.

Dal diario di viaggio: giorno 36 – 3350 km

Mi trovo a Trondheim in questo momento. Ho deciso di passare qui il mio giorno di riposo settimanale. Non mi sento stanco ora e non sentivo nemmeno il bisogno di fermarmi ma mi sono imposto sin dall’inizio un giorno di stop a settimana per riuscire a godere appieno del viaggio in ogni istante, senza mai esserne sopraffatto e per non essere mai stanco. È un momento di stacco e di riposo anche per la mente, non solo per il fisico, siccome da oltre un mese i miei occhi vedono ogni giorno, tutti i giorni, cose nuove. Cose diverse. Cose che non avevo mai visto prima. Non è una corsa a tappe e nemmeno una gara di velocità. Non c’è nessuna medaglia là in cima se arrivi 1, 2 o 10 giorni prima. 

È solamente il viaggio di un sognatore che lo ha pensato così fin dall’inizio, concedendosi soste, esplorando e scoprendo una parte di mondo che finora non aveva ancora avuto la fortuna di apprezzare. Avere il tempo di poter fare questo è la mia ricchezza più grande in questo momento. 

La Norvegia mi sta piacendo da impazzire! Si fa sempre più bella. Ogni giorno di più. Paesaggi mozzafiato. Vallate con prati verdissimi. Cascate. Case col tetto di torba, vento e pioggia. Non può essere sudore quello che ti riga la faccia, sono lacrime di gioia.

Dal diario di viaggio: giorno 44 – 4107 km

Non ho più visto il cielo sereno da quando sono partito da Trondheim. È sempre stato nuvoloso, umido e ha anche piovuto più di una volta. Ho superato dislivelli considerevoli seppur arrivando a quote modeste, al massimo 700 metri, e un po’ di freddino ha cominciato a farsi sentire. Queste sono esattamente le condizioni che speravo di trovare qui in Norvegia. Non può essere facile arrivare a Capo Nord. Non può esserci sempre il sole. Le difficoltà e le bellezze del viaggio sono anche queste. La pioggia. Il freddo. La fatica. La salita. Le discese gelate sotto la pioggia. Uscire dalla comfort zone. 

crediti di Alessandro Sguerzo
crediti di Alessandro Sguerzo

Se sono a casa e devo allenarmi in bicicletta e piove l’allenamento salta. Non esco. Non me la prendo la pioggia. Qui invece è diverso. Uscire dalla comfort zone. E sono sempre stato abituato ad andare in bicicletta d’estate. A ottobre già la mollavo. Non avevo nemmeno i vestiti invernali per poter andare in bicicletta. Per poter affrontare questo viaggio ho dovuto comprare delle attrezzature nuove, dei vestiti nuovi, forzarmi ad uscire in giornate fredde, in giornate piovose, per testare i materiali e per capire come fare e sapete una cosa: ce la sto facendo. Ovvio che preferisco il sole. Cento volte preferisco il sole! Ma un po’ di pioggia e un po’ di freddo non sono senz’altro la fine del mondo. Per uscire dalla tenda e cominciare la giornata con la pioggia battente già dalla mattina ci vuole uno sforzo in più ma è proprio questa forza di volontà che mi ha dato la consapevolezza che se ce la posso fare in queste condizioni ce la posso fare sempre. 

Sono fermo a Bodø per un giorno. Non c’è molto da fare in città, quindi passerò gran parte della giornata in camera pianificando la parte finale del viaggio. Domani prendo il traghetto per le Lofoten. Ho già visto il meteo, migliorerà. E meno male! Sarebbe un peccato non poter vedere quelle montagne perché coperte dalle nuvole… Denti stretti fino alla fine. Mancano solo gli ultimi 1000 km!

Dal diario di viaggio: giorno 54 – 5076 km

Paesaggi che sembrano usciti dalla penna di un disegnatore di favole. Mare con acque cristalline e spiagge bianchissime. Montagne. Casette in legno di tutti i colori. Stoccafisso e rane pescatrici appesi all’aria a seccare.

Le Lofoten sono meravigliose!

crediti di Alessandro Sguerzo
crediti di Alessandro Sguerzo

Specialmente la parte sud. Quella che appena arrivato con il traghetto da Bodø, gratuito per noi ciclisti, ho avuto la fortuna di vedere con un cielo azzurro e un sole spettacolari. 

Appena attraccato a Moskenes dieci minuti di bicicletta e sono all’imbocco del sentiero panoramico Reinebringen. Ci tenevo tantissimo a farlo sperando in un tempo sereno e non potevo essere più fortunato. Sole pieno e cielo azzurro. Questa giornata con queste condizioni meteo erano un tassello molto importante del mio viaggio. Mi incammino sul sentiero sistemato nel 2019. Prima, ho letto, era una salita ripidissima, adesso è una scala tutta a gradini e gradoni. La vista dalla cima è impagabile. Da togliere il fiato tanto è bella. Una cosa mai vista prima. Scendo veloce, inforco la bici e mi fermo a un campeggio a soli 30 km da li. 

Solitamente in un’ora e un quarto / un’ora e mezza riesco a coprire quella distanza… Ci credete che ci ho messo 3 ore? Ci sarebbe stato da fermarsi ogni 100 metri a fare una foto tanto era bello quello che vedevo e io di fretta non ne volevo avere. La mattina dopo mi sveglio e sento le gambe durissime, piene di contratture nei quadricipiti e nei polpacci. Fare le scale, soprattutto in discesa, e pedalare sono due esercizi completamente diversi e nonostante i quattromila e passa chilometri già nelle gambe il movimento nuovo me le ha spezzate. Cerco di sciogliere. Cammino, massaggio, allungo piano. Mi metto in viaggio… non girano. Mi fermo ogni 10 km a camminare e riparto. Non girano!! È mezzogiorno passato e ho fatto solo 50 km in 4 ore. Qui meglio non forzare per non rischiare infortuni più seri. 

Decido di dividere la tappa in due giornate pedalando solo la mattina e cercando di recuperare al pomeriggio. Non è per niente bello pedalare così. Ma se questo è stato il prezzo da pagare per un’esperienza del genere apro il portafogli con un sorriso. Lo rifarei altre 100 volte quel trekking. Rimpianti zero. Ritorno al 100% della forma soltanto al quarto giorno. Le Lofoten ormai sono alle mie spalle e sono tornato nella Norvegia continentale, dove ancora il sole e il caldo sono protagonisti. Massime fino ai 24 gradi e minime di 16 gradi nel nord della Norvegia ben oltre il circolo polare artico. Assurdo! Per due notti non mi è servito nemmeno il sacco a pelo per coprirmi, bastava solo il sacco lenzuolo.

Passando per il Lyngenfjord e le Alpi di Lyngen arrivo ad Alta, quindi ad Olderfjord. 

Ormai Nordkapp è vicino. Chissà cosa succederà quando arriverò lassù. Come dico sempre quando viaggio in bicicletta: Qui si vive un giorno alla volta. Potrebbe essere che arrivi in silenzio così come potrebbe essere che mi rompa le corde vocali da tanto che grido. Non mi è mai piaciuto pensare troppo al finale. So solo che adesso sono qui, sto bene, sono in forma e riposato. Il resto è tutta un’avventura ancora da scrivere.  

I numeri e le considerazioni su questo percorso

  • Partenza 13 Giugno 2023 da Mairano e arrivo 7 Agosto 2023 a Nordkapp;
  • 56 giornate totali di viaggio: 50 giornate in sella alla bicicletta;
  • 6 giornate di stop a Monaco, Berlino, Copenaghen, Oslo, Trondheim, Bodø;
  • 6 paesi attraversati;
  • 42 notti in tenda in campeggio | 1 notte in tenda in libera | 13 notti in hotel;
  • 5213 km totali: 146 km la tappa più lunga | 28 km la tappa più corta | 104 km la media giornaliera;
  • 1 catena cambiata perché allungata, 1 pacco pignoni cambiato perché usurato, 1 V-Brake rotto, 5 paia di pattini freno consumati, 0 forature
  • 1 caduta.

È stato tutto perfetto dall’inizio alla fine. Ho portato a termine il viaggio nel modo in cui l’avevo sempre sognato: partendo da casa mia con la bicicletta, facendo tappe non troppo lunghe che mi lasciassero anche il tempo di fare una sosta nei luoghi che attraversavo, fermandomi nelle capitali europee e nelle grandi città per un’intera giornata per visitarle e scoprirle.

Arrivo a Capo nord, crediti di Alessandro Sguerzo
Arrivo a Capo nord, crediti di Alessandro Sguerzo

Ma soprattutto: senza fretta. I sogni si sa, devono essere giganteschi. Se lo avessi fatto in un altro modo non sarebbe stato il mio viaggio. Farlo partendo da Oslo e pedalando solo la Norvegia, per me non avrebbe avuto senso. Pedalare per 200 km al giorno cercando di accorciare i tempi mi avrebbe solo reso stanco e schiavo della bicicletta senza farmi godere di nulla così come non sarebbe stato logico fare anche il viaggio di ritorno in bici.

Capo Nord per me ha sempre rappresentato un importante punto di arrivo, non un giro di boa. In realtà definirla una splendida esperienza di viaggio mi sembra riduttivo: sono stati due mesi intensi di vita vissuta viaggiando. Immagini, luoghi e persone che porterò sempre con me e ricorderò per tutta la vita. Sono i viaggi che fanno le persone, non il contrario

[Alessandro Sguerzo]

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