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Danimarca in bici nelle terre di Thor

Danimarca, Itinerari • di

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Prefazione

“E’ un paese incantevole…”, inizia con queste parole l’inno nazionale Danese.
Paese dove l’attenzione ed il rispetto dell’ambiente fanno parte del quotidiano, dove il fascino della tradizione vichinga esercita ancora a pieno il suo richiamo..
Nomi ed usanze che si riflettono anche nel romanzo di Tolkien (Il signore degli anelli) per questa nuova avventura in sella alla bici nelle “Terre di Thor”, il dio del tuono tanto caro ai mitici vichinghi.
Il più piccolo dei paesi scandinavi, la Danimarca costituisce una meta ideale per gli amanti delle avventure a due ruote.

Privo di grandi montagne, paesaggio dolcemente ondulato, verdi campi e grandi boschi, la bici è un mezzo di trasporto e spostamento che fa parte del quotidiano vivere per i Danesi.
In questa nazione, i ciclisti possono contare su ampie possibilità di itinerari e percorsi ciclabili, ottimi per una visita “in sella”.

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La nostra attenzione si è concentrata sulla Sealandia, la più grande delle isole Danesi, dove si trova anche la capitale Copenaghen.
Ricca di siti d’interesse storico e di castelli famosi, come ad esempio Kronborg Slot il castello del famoso Amleto, ma anche spiagge, boschi e fiordi, insomma le premesse per l’avventura sono tutte presenti, a noi rudi navigatori su due ruote non resta che salpare…

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Itinerario


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Abbiamo pianificato un itinerario ad anello di sei giorni adatto per programmare una settimana di bici, con partenza e ritorno da Copenaghen che porterà le nostre ruote verso Nord per toccare le città di Helsingør (dove sorge il castello di Amleto) ed Hillerød (sede del castello di Frederiksborg), ancora su fino al mare del Nord fino al piccolo borgo di Hundested dove inizia l’Isenfjord (qui il paragone con Isengard della saga di Tolkien diventa evidente).
Costeggeremo quindi il Roskilde fjord per arrivare a Roskilde con il suo museo delle navi vichinghe ed infine a Copenaghen per una visita alla capitale.

Primo giorno
Punto di partenza: Copenaghen
Punto di Arrivo: Helsingør
Lunghezza totale : Km 48
Percorso : saliscendi
Difficoltà : facile

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La Danimarca, oltre che paese del verde, è anche paese del vento.
Per la Danimarca l’industria del vento è molto importante, dà impiego ad oltre 20.000 addetti e copre il 20% del fabbisogno elettrico della nazione.
Già avevamo notato il particolare arrivando in aereo, infatti uno dei più grandi impianti eolici del mondo si trova alle porte di Copenaghen, nel braccio di mare che separa la Danimarca dalla Svezia, l’Øresund, ed i mulini a vento oltre che alle pale eoliche, saranno compagni di viaggio che spesso incontreremo nel nostro lento peregrinare.
Questo “particolare” non è da trascurare quando si pianifica un viaggio poiché il vento può essere un ottimo alleato ma anche uno scomodo compagno da contrastare….

Iniziamo subito ad apprezzare la pianificazione urbana, pensata a misura di pedone e di ciclista.
Un tessuto cittadino con piste ciclabili dedicate, in sede separata dai percorsi stradali dove si può pedalare tranquillamente senza il rischio di essere travolti.
E’ possibile visitare comodamente la città in sella alla bici, grazie alle biciclette gratuite, ovvero al progetto “Bycykler” con la presenza di 1.000 bici messe a disposizione in oltre 125 punti di accesso dislocati in tutta la città.

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Funziona come per un carrello della spesa, basta inserire una moneta da 20 corone danesi ed il lucchetto si apre, quando si è terminato l’utilizzo basta riportarla nella rastrelliera più vicina, si richiude il lucchetto e si ottiene la restituzione della moneta, facile no ?
Lungo le numerose piste ciclabili, concediamo una piccola divagazione al nostro itinerario odierno per una visita alla famosa statua della sirenetta.

Personaggio di una conosciutissima fiaba dello scrittore Danese Hans Christian Andersen, trama poi ripresa anche dalla Disney per l’omonimo film, la sirenetta è diventata uno dei simboli di Copenaghen e della Danimarca.
La statua in bronzo che la raffigura si trova all’imboccatura del porto di Copenaghen, fu commissionata nel 1909 dal Carl Jacobsen il proprietario della birra Danese “Carlsberg”.
Si narra che Jacobsen, rimasto affascinato da una rappresentazione della fiaba di Andersen ad un balletto, s’innamorò della ballerina a tal punto che la volle come modella per realizzare la scultura di questo personaggio delle fiabe.

La ballerina, molto pudica, acconsentì a prestare il proprio volto ma non se la sentì di posare nuda e fu la moglie dello scultore a fare da modella.
Con buona evidenza, i calendari e le veline non erano ancora di moda…
Purtroppo la visita alla sirenetta non è risultata così fiabesca come la immaginavamo, orde di turisti armati di macchine fotografiche, come locuste affamate affollano il luogo invadendo persino lo scoglio dove si trova la statua, non risulta difficile credere che, in passato, la scultura sia stata oggetto di atti di vandalismo.
Ripresa la bici, usciamo dalla capitale verso il parco di Dyrehaven.
Si tratta di una zona protetta dove si trova un piccolo castello usato dai reali di Danimarca per la caccia fino al 1740, l’Eremitage.
All’interno del parco il Dyrehavsbakken ovvero il più vecchio parco di divertimenti del mondo.
Dalla collina dove sorge il piccolo castello di caccia, la vista delle quercie secolari si fonde con l’azzurro del mare sullo stretto di Øresund e sulla vicina Svezia.
Incontriamo qui anche una birreria, a pretesto per una sosta e per lo scambio di convenevoli con i gentilissimi indigeni.

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Apprendiamo che la Danimarca è il paese della birra, con tradizioni che risalgono ai tempi dei vichinghi quando le fonti d’acqua erano ancora poco affidabili, la birra si consumava in grande quantità e questo retaggio del passato è ancora radicato nelle abitudini degli odierni danesi; oltre al grande birrificio Carlsberg ne sono infatti nati molti artigianali le cui birre sono di altissima qualità ed è normale vedere gruppi di amici che si radunano nei parchi, o lungo i canali della capitale, per scambiare quattro chiacchiere e consumare litri e litri di questa buona bevanda, rifiutare l’invito sarebbe sgarbato…

Prima che i fumi alcolici della birra abbiano la meglio sulla nostra lucidità, riprendiamo la bici per proseguire nel parco, accanto ad un meraviglioso campo da golf per uscire sulla strada litoranea che costeggia l’Øresund verso la piccola cittadina di Rungsted.
Rungstedlund è il luogo che ha dato i natali alla scrittrice Danese Karen Blixen le cui novelle sull’Africa hanno poi ispirato il film “La mia Africa”.
La sua abitazione oggi è un museo aperto al pubblico e nel vicino parco si trova la sua tomba, se avete tempo sostate anche solo per gustare il caffè del bar, ottimo.
La strada procede lungo il litorale per arrivare a Sletten, sede del più famoso museo d’arte moderna in Danimarca il “Louisiana”.

Una collezione di arte moderna con opere che provengono da tutto il mondo, sculture e dipinti, una visita curiosa e particolare che metterà a dura prova il vostro senso critico ed estetico.
Lentamente la patina di ruggine sul nostro inglese si assottiglia ed acquisiamo familiarità anche con qualche termine della lingua danese, sempre utile saper chiedere qualche informazione stradale e poter ringraziare, lingua un tantino ostica ma facciamo del nostro meglio ed i locali apprezzano….
Helsingør è la nostra meta odierna, una città che ha avuto i suoi fasti nel medio-evo quando fu costruito l’imponente castello-fortezza di Kronborg a presidio della navigazione in transito sulle acque dello stretto.
Il castello deve la sua fama all’opera del drammaturgo inglese William Shakespeare che ambientò qui “l’Amleto”.
Con lo sciabordio del mare che ci culla ed il fresco vento che accarezza i volti, lasciamo libera la mente di vagare spensierata in attesa della cena.

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Secondo giorno.
Punto di partenza: Helsingør
Punto di Arrivo: Hillerød
Lunghezza totale : Km 40
Percorso : saliscendi
Difficoltà : facile

Un meraviglioso sole a far da cornice sul nuovo giorno e si ricomincia a pedalare.
Usciti da Helsingør, ci addentriamo verso il lago Esrum (Esrum Sø) attraverso il bosco di Teglstrup ed incontriamo l’ennesimo campo da golf.
Siamo incuriositi dai numerosi campi che abbiamo incontrato lungo le strade percorse, tanto da chiedere alcune informazioni scoprendo che si tratta di uno sport molto popolare in Danimarca e per nulla di nicchia come accade invece in Italia.
I campi da golf sono oltre 150 in tutta la Danimarca, sempre curati e ben tenuti e vi si può accedere liberamente alla stregua di un parco pubblico in Italia.

In questi angoli di verde, pieni di prati rasati e laghetti, pare di pedalare nel paese delle fiabe.
Arriviamo a Gurre dove le rovine di un castello ci richiamano ai fasti del medio-evo.
Gurre era una fortezza del XII secolo che ha ospitato molti re danesi durante il periodo estivo, oggi poco più di un rudere ai margini della foresta di Kronberg, dove spingiamo le nostre ruote addentrandoci nel folto.
In questi luoghi dai nomi inconsueti, ci sentiamo come la compagnia dell’anello nelle terre di mezzo, anzi nelle terre di Thor per tenere fede agli eroi delle saghe.
Qua e là, nel bosco, spuntano case isolate con il tetto di paglia, guglie di legno scolpito come la prua delle navi vichinghe ed iscrizioni runiche dal sapore antico, aspettiamo lo spuntare dei Troll…
Boschi di faggi ed abeti circondano il nostro orizzonte in ogni direzione ed inizia a cadere qualche goccia d’acqua.

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Un’altra caratteristica del clima danese, oltre al vento, è la variabilità delle condizioni meteo, le piogge non sono inusuali in Danimarca.
Durante l’arco della giornata può piovere spesso, magari per periodi di breve durata, per poi smettere e magari ricominciare.
La pioggia, si sa, è scomoda compagna del ciclista ma secondo la filosofia danese non occorre preoccuparsi, non dura molto, ci pensa il vento a portarla via, in effetti i danesi fanno spallucce, alzano il bavero e procedono senza battere ciglio.
Capita l’antifona ed adeguatamente attrezzati con un comodo giubbino, si prosegue verso le sponde del lago Esrum fino all’abitato di Fredensborg dove sorge l’omonimo castello attuale residenza dei principi ereditari.
Il castello, in presenza dei reali (come nel nostro caso), non è visitabile ma si può approfittare per una passeggiata nei bellissimi giardini in stile barocco, inoltre le sponde del lago si prestano meravigliosamente per una sosta ristoratrice.

Dalle sponde del lago, un breve tratto di strada ci separa da Hillerød dove, nonostante un plumbeo cielo, il castello di Frederisksborg ci appare come sospeso sul complesso di laghi ove sorge.
Costruito tra il 1602 ed il 1620 per volontà del Re Cristiano IV, distrutto nel 1859 da un grande incendio e ricostruito grazie all’intervento dell’onnipresente re della birra Jacobsen, pregevole esempio di architettura rinascimentale ospita oggi il museo di storia Danese ed è visitabile.
Corre l’obbligo di continuare ad apprezzare la preparazione e la disponibilità di questa nazione verso il popolo a due ruote, sin qui chilometri di piste ciclabili, asfaltate o sterrate ma sempre ben tenute e dedicate ai ciclisti.
Automobilisti sempre attenti, poiché a loro volta sono stati e sono anche ciclisti, strade non congestionate dal traffico, sorrisi e buonumore nonostante l’umido.
Queste sono le migliori “cartoline” che un ciclista conserva volentieri nel suo album dei ricordi, abbiamo molto da imparare…
Intanto, il quotidiano pedalare è volato, non resta che sedersi a tavola per l’odierna razione di Øl (la birra !)

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Terzo giorno.
Punto di partenza: Hillerød
Punto di Arrivo: Hundested
Lunghezza totale : Km 45
Percorso : saliscendi
Difficoltà : facile

Continuiamo la nostra marcia verso il mare del Nord, un mattino premonitore di nuova pioggia sembra attenderci al varco ma ormai sappiamo che non occorre scoraggiarsi.
Coperte borse e ciclista, ripartiamo per meglio apprezzare il castello con il primo raggio di sole ed il suo parco ricco di giochi d’acqua.
Il nostro percorso odierno si sviluppa lungo il torrente Pø, verso il lago Arre (Arre Sø), il lago più grande della regione.

Una tappa di trasferimento, con continui saliscendi nella verde campagna danese, ormai il sole ha preso il posto del cupo cielo del mattino e la vista del lago Arre in località Ramlos, ci stimola la fame.
Approfittiamo di un provvidenziale mini market sul percorso per imbandire il nostro desco e tocchiamo con mano che in Danimarca, al confronto con altri paesi europei, i prezzi sono più elevati, comunque con un panino ed una bibita si riesce a contenere il costo della merenda.
Sfruttiamo questo momento di relax per un “bagno di sole” in riva al lago.
La pista ciclabile asfaltata procede lungo le sponde del lago per poi immettersi sulla strada principale e ci porta ad Asserbo e si tuffa nuovamente nei boschi dove troviamo le rovine del monastero di Absalon, edificio eretto dalla famiglia del monaco fondatore di Copenaghen.
Altra nota interessante sul percorso è il mulino di Melb, ben conservato e visitabile anche all’interno.
Un modo per apprezzare l’ingegnosità del’uomo nello sfruttare questa forza della natura, quel vento che, a volte, è anche alleato del ciclista.
Infine al mare del Nord dove, adocchiata una tranquilla e sabbiosa spiaggetta, sfidiamo le gelide acque da veri vichinghi !

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Manca poco alla nostra quotidiana destinazione, risaliamo la scogliera verso Kikhavn per la casa museo di Knud Rasmussen, esploratore polare Danese (che viveva qui a Kikhavn).
Una casa sulla scogliera con vista sul fiordo di Isen e di Roskilde.
Rapiti dal sole che si specchia nel mare, da questo connubio di cielo, terra e mare, ci sentiamo come gabbiani mentre le nostre ruote corrono verso il porto di Hundested, centro di commercio fin dal XIV secolo oggi piccolo porticciolo ma un tempo vi attraccavano navi da tutta Europa.
Ed anche per stasera, che birra sia…

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Quarto giorno.
Punto di partenza: Hundested
Punto di Arrivo: Skuldelev
Lunghezza totale : Km 40
Percorso : saliscendi
Difficoltà : facile

I repentini cambi di tempo oramai ci lasciano indifferenti, organizzato il bagaglio per ogni tipo di situazione ci avviamo al traghetto di Sølager verso l’ingresso del Roskilde Fjord.
Questo piccolo traghetto salpa solamente se ci sono passeggeri e consente di raggiungere il lembo di terra dove sorge il bosco di Nordskoven.

La piccola imbarcazione ondeggia sulle acque mentre il sole occhieggia da dietro le nubi che corrono in cielo, noi come vichinghi in attesa dello sbarco su una nuova terra ci sentiamo pronti alle conquiste.
Nel bosco, un percorso sterrato ci riporta in mezzo alle verdi foreste danesi, un incanto di colori, uno stormir di fronde, la nostra colonna sonora sono le voci degli alberi che sembrano parlare tra loro nel “vecchio ventese”.
In questa landa i vichinghi hanno lasciato la loro impronta, ogni piccola abitazione sembra uscire dalla notte dei tempi, ogni persona che incontriamo pare avere i tratti somatici che contraddistinguono questi uomini del mare.
Dopo aver superato una quercia millenaria, arriviamo al castello di Jœgerpris, l’ennesima residenza estiva dei reali danesi, costruita nel XVIII secolo, oggi asilo per bambini e museo la cui interessante visita suggeriamo.
Una sosta per un caffè danese, lungo e forte come nordica tradizione impone, una carica fin troppo tosta per questa nostra breve giornata ma non abbiamo trovato la birra.

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Ripresa la nostra “rotta” sulle sponde del fiordo arriviamo a Frederikssund in anticipo sulla nostre previsioni e ne approfittiamo per una piccola visita dei dintorni.
Questo punto del fiordo è particolarmente stretto e consentiva una zona di sbarramento che i vichinghi utilizzarono come diga o scudo protettivo.
Qui venivano ancorate e zavorrate una serie di navi che servivano da barriera contro le incursioni di navi nemiche che potevano penetrare nel fiordo e minacciare l’entroterra.
È proprio qui che, in tempi recenti, gli archeologi hanno rinvenuto una serie d’imbarcazioni risalenti all’epoca vichinga.

Queste imbarcazioni sono oggi conservate nel museo di Roskilde che sarà nostra meta nella giornata successiva e questa visita nel fiordo, per così dire, stimola il nostro appetito per domani.
Parlando di appetiti, dobbiamo pensare a quello di oggi ed allo stomaco, è ora del sempre lieto rito del panino, anche oggi è andata liscia ed asciutta ringraziando Odino.

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Quinto giorno.
Punto di partenza: Skuldelev
Punto di Arrivo: Roskilde
Lunghezza totale : Km 51
Percorso : qualche salita
Difficoltà : medio

Una giornata ricca di cose da vedere, per contrappasso al breve trasferimento di ieri.
Una giornata ricca di vento, ostinata, tenace forza della natura contro cui inizia la nostra “pugna” odierna, lo avremmo preferito come alleato…
La prima tappa è la cittadina di Sønderby con il castello di Selsø (Selsø Slot), una residenza del 16° secolo dove si può ammirare come trascorreva la vita di una famiglia danese di 200 anni fa.
Senza acqua corrente, senza elettricità, veramente impressionante l’ampio locale della cucina.
Poi la verde campagna danese a fare da cornice, i laghi e gli immancabili campi da golf scorrono al lato della nostra strada e sotto le nostre ruote verso Lejre fino al Research Centre.
Si tratta di un area di grande interesse naturalistico e storico.

Lejre è un centro di archeologia sperimentale, dove è stato ricostruito un villaggio della fine dell’età del Ferro e all’inizio del periodo vichingo (tra il 500 e il 900 d.C.).
Nel centro di Lejre i visitatori scoprono la storia della Danimarca con ricostruzione delle loro attività. Il centro permette di capire cos’era la vita dei vichinghi e la loro società all’epoca dell’età del Ferro.
Il programma può iniziare con la visita del sito archeologico dove si scopre il paesaggio ma si può concretamente partecipare ad una serie di attività “edificanti” ed interessanti, tutto dipende del vostro interesse e dal tempo disponibile.
 Forgiare
 Fare un fuoco e tagliare il legno
 Macinare farina per confezionare panini
 Tirare con l’arco
 Lanciare lance
 Fare balli e sacrifici rituali nel bosco sacrificale
 Utilizzare vecchi attrezzi di lavoro
 E tante altre cose.
Anche noi vichinghi per un giorno ed ovviamente, abbiamo scelto il percorso del malto e la degustazione della birra vichinga !

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Ora dobbiamo soddisfare l’aspettativa creata dalla storia delle navi nel fiordo, il vento non demorde ma abbiamo preso una direzione favorevole al suo “soffio” ed entro breve raggiungiamo Roskilde per la visita al museo della navi vichinghe.
Al tempo dei Vichinghi, intorno all’anno 1000, Roskilde era la capitale della Danimarca. La città, affacciata su una baia era un facile bersaglio per gli attacchi nemici, e per prevenire incursioni i vichinghi di Roskilde schierarono nell’insenatura cinque maestose navi. Quasi mille anni più tardi, nel 1962, queste navi furono ritrovate ed il museo in loro onore fu inaugurato.

Si possono ammirare gli scheletri delle le 5 navi recuperate, filmati (anche in lingua italiana) e mostre sui danesi e i loro violenti e creativi antenati.
Proprio accanto al Museo delle Navi Vichinghe, un piccolo porticciolo con le ricostruzioni in scala reale di diversi tipi di navi vichinghe e l’opportunità di fare parte dell’equipaggio per un’escursione nel fiordo.
Quindi, avendo ancora qualche energia da spendere, alla voga….

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Sesto giorno.
Punto di partenza: Roskilde
Punto di Arrivo: Copenaghen
Lunghezza totale : Km 46
Percorso : pianeggiante
Difficoltà : facile

Come sempre, è arrivato l’ultimo giorno di bici.
Prima del tratto finale che ci condurrà alla capitale per il tour cittadino, nelle nostre menti scatta l’amarcord delle immagini vissute nei giorni precedenti che si fonda con il panorama odierno e corre accanto a noi come in un film al rallentatore.
Oramai la campagna lascia spazio alle abitazione ed approfittiamo di un tratto in treno per saggiare la preparazione danese verso i ciclisti anche con questo mezzo di trasporto.
Accesso facilitato alla stazione, sottopassi organizzati con ascensori in modo da non dover trasportare la bici a mano sulle scalinate.

Le carrozze in cui si possono imbarcare le bici si trovano, in genere, al centro dei convogli e sono ben segnalate da un pannello di colore azzurro con il logo della bici.
Le uniche pecche notate sono, lo scalino di accesso alla vettura, non al livello del suolo ma rialzato e la vettura non proprio ampia quindi i gruppi numerosi sarebbero un tantino in difficoltà.
Sono dettagli, considerata la preparazione media delle nostre stazioni…
Entro breve raggiungiamo la nostra meta ed iniziamo il tour di Copenaghen.

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Le cose da vedere sono molte, una giornata non basta di certo e decidiamo di dividere la visita in due sezioni.
Una visita dedicata alle cose raggiungibili solo con la bici, la parte centrale con i quartieri più interni per poi lasciare il resto, la parte che si affaccia sul mare ed i canali ad una romantica ed istruttiva gita in battello.
In questo modo potremo avere una visione abbastanza ampia del quadro d’insieme di questa interessantissima città.
Dalla Radhuspladsen, la piazza centrale dove si trova il municipio, procediamo lungo lo Strøget ed il quartiere latino, è l’anima ciclo pedonale e centro commerciale della città e ferve di attività, di voci da bar e di colori.
Ampi spiazzi con artisti di strada ad animare, addirittura i risciò per trasportare i turisti in bici.
L’occhio ci cade sul museo dell’erotismo ma oggi non abbiamo tempo…

Procediamo fino ad arrivare a Charlottenborg, un palazzo del XVII secolo che ospita l’accademia delle belle arti.
Annotiamo sulla nostra destra il porto canale di Nyhavn da dove salpano i battelli per l’escursione sui canali.
Il canale di Nyhanv è un mix di atmosfera marinaresca e signorile, case e caffè bohemien dove i danesi della capitale amano riunirsi per scambiare convenevoli annaffiandole con robuste e generose razioni di birra.
Continuiamo verso il centro fino al Royal Garden per visitare l’ultimo maniero di questa nostra “cavalcata” nelle terre vichinghe, il castello di Rosenborg, uno dei più bei palazzi storici di tutta Copenaghen.
Costruito in tipico stile rinascimentale Olandese, fu voluto da Cristiano IV, il castello fu ultimato nel 1606 ma nei secoli successivi fu ulteriormente ampliato, anche se fu usato come residenza reale solo per ottanta anni fino al 1720.

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Dal 1833 il castello e i suoi giardini sono aperti al pubblico.
Soprattutto i famosi giardini “Kongens Have” i giardini del Re, oggi sono una delle mete preferite dagli abitanti della città che lo popolano per le passeggiate e per i pic nic.
Nel castello sono conservati i gioielli della Corona che comprendono un arco di tempo di circa 400 anni dal 1500 sino al 1900, uno sfarzo di visita.
Gran finale con i giardini Tivoli, un parco proprio nel cuore della città con una combinazione di attrazioni, spettacoli, parco divertimenti (montagne russe, giostre di ogni tipo e dimensioni) nonché giardini in fiore.
Inaugurato nel 1843, con tutte le sue luci e colori è il luogo più indicato per concludere la nostra parte ciclistica.

Berlino-CopenaghenOra una navigazione romantica fuori e dentro i canali interni della capitale, questo tour permette di vedere alcuni aspetti particolari della vita dei danesi ed alcuni luoghi e monumenti con una visione dal mare che resta senza dubbio più suggestiva.
La Sirenetta, la residenza reale di Amalienborg, il nuovo Teatro dell’Opera, Christiania, il vecchio porto militare di Holmen, il quartiere di Christianshavn, il museo Marittimo, le “case galleggianti”.
Curioso apprendere che alcuni, in luogo di un’abitazione vera e propria, preferiscano acquistare una grande arca ed ormeggiarla nei canali del porto per vivere perennemente a bordo.
A quanto pare una casa galleggiante costa meno, così come costa meno avere una barca invece dell’auto….
La nostra gita si conclude qui con un’altrettanto romantica cenetta a lume di candela, in un ristorante italiano, dopo giorni di salse e condimenti, il richiamo del suolo patrio e della sua buona cucina era diventato troppo forte!

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Riepilogo e suggerimenti

Moneta
La Danimarca non ha aderito al circuito monetario dell’euro pertanto è preferibile cambiare valuta prima della partenza.
Un euro corrisponde a circa 7.45 corone danesi (DKK).

Carta di credito
In tutti i locali è possibile pagare con bancomat o carta di credito ma ricordate che serve sempre il PIN.
La commissione, in caso di pagamento con carta di credito, è abbastanza “salata” (circa il 3-4 %).

Telefono
Come sempre per chiamare l’Italia occorre effettuare prima il +39 (0039)
Per chiamare i numeri della selezione telefonica danese occorre effettuare prima il +45 (0045)

Elettricità
Se dovete portare con voi apparecchi elettrici, assicuratevi che abbiano l’eurospina a due spinotti rotondi oppure dotatevi di adattatore.

Percorso
Il percorso è davvero adatto a tutti, anche alle famiglie con bambini, benché il vento onnipresente suggerisca un minimo d’allenamento, si possono pianificare tappe più brevi utilizzando anche i collegamenti treno e bus.
La campagna danese è piuttosto vasta, pertanto suggeriamo di provvedere a preparare in anticipo i panini e le bibite da portare con sé lungo il percorso poiché non sempre è agevole incontrare un market oppure un bar.
Si può considerare adatto ad ogni tipo di bici, molti i tratti sterrati che comunque sono sempre agevoli e ben tenuti.

Alcuni (brevi e davvero rari) saliscendi suggeriscono l’utilizzo di una bici da turismo con cambio a 18 rapporti, se invece preferite cercare le bici a nolo qui in Danimarca, non stupitevi di trovare cambi a 7 rapporti.
Le piste ciclabili coprono “quasi” interamente il percorso, ma non ci sono problemi sulle strade che possono considerarsi molto sicure, prive di un traffico congestionato grazie anche alla buona educazione degli automobilisti che sono, come detto, in primo luogo ciclisti alla guida e quindi sempre attenti alle esigenze delle due ruote.

Le condizioni climatiche sono sempre molto variabili, vento e pioggia sono compagni quotidiani ma non occorre scoraggiarsi, basta prevedere di portare con sé una copertura impermeabile per bagagli e ciclista.
In più di un’occasione abbiamo visitato luoghi al chiuso lasciando le bici incustodite con estrema fiducia nel prossimo, comunque un lucchetto per la chiusura delle bici non è da scordare.
Tutti i luoghi di visita sono comunque forniti di armadietti per riporre i bagagli in un luogo sicuro, protetto e sorvegliato.

Gastronomia
La parte gastronomica è sempre una parentesi importantissima per la scoperta di un paese, è sempre piacevole abbinare il tour gastronomico a quello culturale.
Vero che per noi italiani, abituati ad una delle cucine (scusate l’impeto d’orgoglio) migliori del mondo, diventa difficile essere soddisfatti.
La cucina danese pone molta attenzione alle produzioni biologiche ed alla qualità dei cibi ma, spesso, manca di una tradizione gastronomica degna di tal nome e trae ispirazione dalla cucina internazionale (molto spesso da quella italiana).

Carne e pesce sono molto gustosi ma è abbondante l’uso dei fritti e delle salse (povero fegato del ciclista), inoltre occorre fare l’abitudine agli orari di apertura e chiusura dei locali di ristorazione.
Con i nostri canonici orari serali abbiamo rischiato spesso di trovare i locali già chiusi, perciò se volete andare a cena, incominciate ad avviarvi prima delle 19.00.
Altra caratteristica danese è la lentezza del servizio, beninteso non si tratta di una scortesia ma di una consuetudine, perciò se avete premura, contrattate in anticipo le pietanze che potete ottenere entro tempi rapidi o ragionevoli.

Lo Smørrebrød rappresenta la pietanza più “tradizionale” del pasto danese.
Si tratta di una fetta di pane (in genere di segale) accompagnata da salumi, formaggi, pesce, verdure.
In quasi tutti i ristoranti si possono scegliere tra diverse varianti ma si tratta di una pietanza del mezzodì, piuttosto difficile da trovare al pasto della sera.
Va tenuto presente che la Danimarca ha prezzi considerevolmente elevati ed è piuttosto facile arrivare ad una spesa di 35-40 euro a pasto per persona, quindi attenzione ai prezzi sul menù.

Ufficio Turismo
www.visitdenmark.com

Roadbook

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3 Risposte a Danimarca in bici nelle terre di Thor

  1. Michele ha detto:

    Ciao! in che periodo avete fatto questo viaggio?

  2. Roberto ha detto:

    Agosto

  3. […] la viabilità urbana, l’esempio viene innanzitutto da chi regge le sorti della Nazione: la Danimarca, dove chi ha il sangue blu rinuncia all’auto blu, rappresenta sicuramente un modello cui […]

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