Viaggiare

Donne in bici: viaggi in solitaria alla scoperta del mondo

Viaggiare in bici da sole, in terre lontane, in completa autonomia e libertà. Una tendenza che si sta sviluppando sempre più anche nel mondo femminile e di cui hanno parlato durante un evento il 30 gennaio 2024 all’Eroica Caffè di Padova, tre cicloturiste appena tornate da lunghi viaggi in solitaria in continenti diversi, cercando di fornire spunti di ispirazione, sogni e coraggio.

tsumago Giappone in bici crediti Caterina Zanirato
Tsumago Giappone in bici crediti Caterina Zanirato

Viaggiare in bici da sole

Si tratta di Giulia Baroncini, Elisa Vottero e di me, Caterina Zanirato, appassionate viaggiatrici in bicicletta. In tre abbiamo condiviso con tutti i presenti le nostre esperienze uniche di pedalate solitarie attraverso terre lontane come Giappone, India e Stati Uniti.

Evento Eroica Padova Zanirato
Consigli per viaggiare in bici da sole: Giulia Baroncini, Caterina Zanirato, Elisa Vottero all’Eroica Caffè Padova

Paura e timori esistono per tutti, noi tre abbiamo invitato tutte coloro che vogliono provare a cimentarsi in questa esperienza a superarli, con coraggio e una preparazione intelligente pre-partenza. Troppe volte, infatti, i limiti esistono solo se ce li si autoimpone. E un’attenta pianificazione unita allo spirito d’avventura possono aprire le porte ad esperienze uniche e di conoscenza profonda di culture, cuori e anime diverse.

Eroica Cafè Padova Zanirato

La bicicletta come strumento di emancipazione

Europa e Stati Uniti (Giulia Baroncini)

“Io credo che la bicicletta sia il miglior strumento di emancipazione per una donna”, spiega Giulia Baroncini, appena rientrata da un viaggio che l’ha vista partire dalla sua terra natale, il Polesine, per raggiungere Chicago. Prendendo spunto dal viaggio effettuato da Luigi Masetti, padre del cicloturismo, nel 1893, ha attraversato tutta l’Europa raggiungendo Londra per poi volare negli Stati Uniti e pedalare fino a Chicago.

Giulia Baroncini

“Da sempre la bici ha svolto questo ruolo, basti pensare all’importanza e al significato che ha avuto Alfonsina Strada, la prima ciclista donna per l’emancipazione. E ancora oggi, anche se il numero di cicliste donne sta aumentando, siamo viste come quelle più vulnerabili in viaggio. Più donne saremo in bici, più si innescherà una reazione a catena per sfatare miti e stereotipi di genere. Il risultato? Sarà normale che una donna possa viaggiare in bici e, perché no, da sola”, racconta Giulia.

E conclude: Consiglio a tutte di seguire le proprie idee e i propri sogni: se una cosa si vuole fare, la si può fare, senza troppi dubbi e paure”.

L’incontro con culture diverse

L’India (Elisa Vottero)

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Della stessa idea, Elisa Vottero che ha attraversato la regione del Rajasthan, in India, in bicicletta. Si è scontrata con una cultura molto diversa e difficile, che unisce situazioni di estrema povertà a colori incredibili, modi di fare invadenti a una profonda spiritualità: un viaggio forte, che l’ha affascinata al punto da volerci tornare già a fine anno.

“Non sono una professionista e tanto meno ho dei super poteri. Ho iniziato a pedalare per caso e nei miei viaggi ho sempre detto ‘Proviamo, alla peggio prendo un treno e torno a casa’. Semplicemente ho una grande voglia di guardare negli occhi persone di culture diverse. Questo mi spinge ad andare, anche se magari non sono preparatissima in termini di meccanica della bicicletta”.

Consigli per chi vuole partire in bici da sola ma ancora non l’ha fatto? Il mio consiglio, per tutte le persone che possano essere affascinate dal viaggio in solitaria, è quello di provarci. Mi dico sempre, se ce l’ha fanno gli altri perché non posso farcela Io? E se ce l’ho fatta io, se ce l’abbiamo fatta noi, possono farlo tutti”.

Il Giappone (Caterina Zanirato)

E veniamo alla mia esperienza. Io ho attraversato il Giappone in bici, partendo da Tokyo e arrivando a Kyoto attraverso la Nakasendo road, strada storica che passa attraverso la catena montuosa delle Alpi giapponesi.

Ho trovato un paese sicuro e avanzatissimo in termini di rispetto per i ciclisti, ma difficile dal punto di vista della lingua e della comunicazione. “Credo che paure e timori passino nel momento stesso in cui si parte”, come ho spiegato durante l’incontro.

Giappone in bici crediti di Caterina Zanirato 2

Ovvio che ogni viaggio, soprattutto se da sola, richiede attenzione e studio di culture, usanze. Bisogna conoscere i modi di approcciarsi con le donne di quel popolo e su questo va calibrato il proprio comportamento. Ma tutte le ansie che arrivano durante i preparativi, come possibili imprevisti meccanici o di logistica, vengono superate nel momento stesso in cui si inizia a pedalare.

Quello che ci spaventa è immaginare cosa succederà nel futuro. Nel presente si agisce con consapevolezza e si vivono gioie e dolori momento per momento. Gli imprevisti arriveranno, ma non saranno quelli che abbiamo previsto e che ci spaventano. Saranno la parte più bella del viaggio, perché permetteranno davvero di conoscere un popolo e una cultura, di farsi aiutare e dialogare con le persone del posto. So pochissimo di meccanica e – sarà la buona stella del viaggiatore – ma ogni volta che ho avuto bisogno ho sempre trovato persone splendide pronte ad aiutarmi con cui è nato un rapporto di amicizia.

Leggi anche: Non ho paura di viaggiare in bici da sola

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