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Entroterra del Lago di Garda, ospiti dell’Hotel Dolci Colli

Italia, Itinerari, Lombardia, Veneto • di

Un itinerario che si snoda lungo due regioni e tre diverse province attraversando scorci incantevoli, borghi medievali rimasti intatti e luoghi che hanno segnato la storia del nostro Paese.Garda_1

Un itinerario che si snoda lungo due regioni (Lombardia e Veneto) e tre diverse province (Verona, Mantova e Brescia) e attraversa scorci incantevoli, borghi medievali rimasti intatti e luoghi che hanno segnato la storia del nostro paese, teatri di battaglie fondamentali del Risorgimento. Il tutto a due passi dal Lago di Garda.

L’Itinerario delle colline moreniche e dei vigneti del Lugana

L’itinerario che state per leggere non doveva esistere. Perlomeno non come l’avevo progettato, poiché per un weekend sul lago di Garda avevo in mente una semplice “sgambata” mattutina lungo la riva veronese. Aver fatto al conoscenza di Luca, il titolare dell’Hotel Dolci Colli presso cui alloggiavo, anch’egli appassionato di ciclismo, mi ha permesso di cambiare completamente tracciato, seguendone uno da lui proposto.

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Mappa

Altimetria

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Traccia gps | Mappa kml

E’ mattina presto, è dicembre e la nebbia della notte si è appena diradata, ma sono rimaste l’umidità e il freddo pungente. Dal centro di Peschiera ancora addormentata si sale verso la frazione di Dolci e da qui si scende fino a raggiungere la ciclabile che corre lungo il fiume Mincio. Una bruma leggera sale dal fiume mentre le ruote corrono lungo la strada deserta.

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Si passa dalla diga che blocca le acque del fiume e regola il livello del lago di Garda e ci si immette in una ciclabile immersa nei campi e ricolma del fogliame autunnale. La nebbia all’orizzonte colora il panorama di azzurro e grigio mentre il freddo punge sulle mani e sul viso.

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Al termine della ciclabile si raggiunge Borghetto, uno dei borghi più belli d’Italia. La torre Viscontea controlla le case arroccate sul Mincio mentre dall’alto il Castello è ancora immerso nella nube d’umidità del mattino. L’atmosfera è già natalizia ma ancora silenziosa e sonnolenta.

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Lasciato alle spalle Borghetto la strada comincia a salire ed esplode in mezzo ai campi arati di fresco, mentre continui saliscendi si alternano impedendo di tenere il ritmo. Sono le colline moreniche che portano all’ingresso della provincia di Mantova, che brillano nel tiepido sole del mattino.

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Un’ulteriore salita conduce all’abitato di Castellaro Lagusello, altro borgo antico rimasto immutato nel tempo. Il silenzio della campagna e del lago vicino è spezzato soltanto dal rumore delle nostre ruote sull’acciottolato.
Giusto il tempo di un caffé e di un fugassì (tipica focaccia dolce fatta con strutto di maiale) e il percorso continua con un saliscendi senza tregua, dove leggeri strapetti si alternano a veloci discese immerse nella campagna.

Passato il paesino di Pozzolengo si sconfina nella provincia di Brescia e la strada ricomincia a salire verso Solferino. Il nome sicuramente ricorderà ai più i giorni di scuola e le lezioni di storia: qui infatti si combattè un’importantissima battaglia risorgimentale.
Le truppe franco-piemontesi stavano inseguendo l’esercito austriaco in rotta dopo la disfatta di Magenta quando quest’ultimo fece dietro-front e ingaggiò battaglia. Lo scontro fu talmente feroce che i piemontesi, pur avendo battuto gli austroungarici, riportarono perdite enormi e rimasero bloccati a Solferino.

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Fu in questa occasione che Dunant, filantropo svizzero, fondò la Croce Rossa Internazionale, colpito dall’immane carneficina che aveva coinvolto entrambi gli eserciti.

Il sole ormai è alto nel cielo terso e la salita che conduce alla Torre che domina il paesaggio è corta ma ripida, di quelle che spingono i polmoni in gola e fanno scoppiare il cuore.

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Da Solferino poi si ridiscende verso il borgo sonnacchioso e isolato di Madonna della Scoperta, dove si dice sia apparsa la Vergine.
Si prosegue poi, lungo una strada lievemente più trafficata, verso San Martino della Battaglia, dove le ossa dei caduti della battaglia di Solferino riposano in un mausoleo.

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Curiosamente sulla facciata di ogni casolare incontrato sul percorso è esposta una targa in marmo che ricorda i movimenti delle truppe nelle varie ore della battaglia, che si era estesa lungo un fronte di ben 15km.

Da San Martino si lambisce l’autostrada e si entra a Desenzano, per poi virare verso Peschiera entrando nel territorio del Lugana, uno dei vini più prestigiosi di questa terra fortunata, che riesce a produrre olio, limoni e arance a una sola ora di auto da Milano.
La strada corre veloce tra vitigni e casolari, il profumo della terra che si scalda al sole è intenso e riempie le narici. Al termine del tratto immerso nei vigneti si raggiunge il santuario del Frassino di Peschiera, dove anche qui si dice sia apparsa la Vergine, proprio lungo le sponde di un laghetto che è stato riqualificato dopo anni di abbandono.
Dal Santuario si ridiscende al lago di Garda e al centro della città fortificata di Peschiera. Non rimane dunque che tergersi il sudore dalla fronte e godersi il sole che ci ha regalato un’inaspettata giornata di primavera in pieno Dicembre.

Informazioni generali

Il percorso si dipana su strade secondarie e poco trafficate per una lunghezza di circa 55-60km. Il livello di difficoltà è medio, ci sono alcuni strappetti e soprattutto dei saliscendi spaccagambe ma niente d’insormontabile. In realtà il tracciato è molto versatile, poiché può essere usato dagli “stradini” come ottimo allenamento lontano dal traffico della Gardesana e dai cicloturisti per scoprire bellezze spesso offuscate dal turismo lagunare. Inoltre la presenza di numerose trattorie e osterie sul percorso, che propongono prodotti tipici come il salame dop di Pozzolengo, permette di dividere il tracciato in due e quindi di diluire l’impegno fisico.

Raggiungere Peschiera del Garda

Peschiera del Garda è facilmente raggiungibile in automobile dall’autostrada A4 da Venezia o Milano (ricordate che il casello è sempre ingolfato per via delle auto che vanno ai numerosi parchi divertimenti della zona).

Dove alloggiare

FacciataDolci_1-250x200Io e mia moglie eravamo alloggiati presso l’Hotel Dolci Colli di Peschiera del Garda. La struttura si trova in una posizione poco fuori il centro di Peschiera del Garda, su una collina a ridosso della frazione di Dolci. L’hotel offre numerosi servizi ai ciclisti, come l’assistenza meccanica, una stanza dedicata dove rilassarsi, la possibilità di usare la lavanderia, la collaborazione con un negozio di biciclette e il supporto nella pianificazione delle uscite. Inoltre si trova a due passi da Peschiera e dalla ciclabile che costeggia il fiume Mincio. I responsabili del bike hotel Luca e Alan sono persone simpaticissime e l’atmosfera è molto famigliare. Inoltre a fianco alla struttura si trova l’Osteria dei Dolci, sempre degli stessi proprietari, dove si può mangiare bene (e tanto) in un’atmosfera intima e rilassata.

Che bici usare

La bici migliore è quella da corsa, visto che il tracciato si snoda al 99% su asfalto. Si può anche utilizzare una bici da cicloturismo. Esiste una variante su sterrato della maggior parte del tracciato, che rende possibile anche l’utilizzo della mtb.

Concludendo

L’itinerario delle colline moreniche e del vino Lugana, che si dipana nell’entroterra del Garda unisce storia, divertimento e paesaggi spettacolari ed è un’ottima alternativa al traffico (di auto e di ciclisti su strada) che riempie la Gardesana, la provinciale che costeggia il lago di Garda.

 

Hotel Dolci Colli – Offerta Bike

 

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