Eurovelo 2: il percorso delle capitali
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Eurovelo 2: il percorso delle capitali

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Eurovelo 2 offre la possibilità di attraversare l’Europa da Ovest ad Est, mantenendosi sempre nel nord del continente; è quindi parente stretto di EV4, EV6 e EV8, che scorrono lungo la stessa direttrice, ma più a sud.

Partendo da Galway, in Irlanda, si attraversano in circa 4000 km sette diversi Stati: Irlanda, Regno Unito, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Bielorussia, Russia, con l’arrivo a Mosca; tranne che per i Paesi Bassi, si passa sempre per le capitali degli stati appena nominati; da qui il nome ufficiale del percorso.
Come per tutti i percorsi Eurovelo, EV2 unisce culture differenti; questo vale anche per la “cultura ciclistica”, e man mano che si pedala verso est si potrà notare una minore abitudine all’accoglienza di ciclisti.

Le tracce gps fornite sono dettagliate e accurate fino alla Germania compresa. Per quanto riguarda Polonia, Bielorussia e Russia non è stato possibile reperire informazioni utili per fornire una traccia gps sicura. EV2 in questi paesi sembra essere più un progetto che una realtà. Le tracce per questi paesi sono state create automaticamente da BikeRouteToaster a partire dalle informazioni presenti sul sito ufficiale di Eurovelo.

Mappa


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Traccia gps gps Mappa kml mappa

ATTENZIONE: i percorsi Eurovelo sono ancora in gran parte solo sulla carta. Spesso non ci sono piste ciclabili separate, e neanche cartelli indicatori. Inoltre, la situazione sul terreno cambia continuamente: le amministrazioni locali possono decidere di far passare il percorso per una strada parallela a quella da noi segnata, magari perché lì decidono di realizzare una nuova pista ciclabile. La traccia gps è da considerarsi solo come un punto di riferimento generico per avere un’idea del percorso e delle distanze. Per pedalare lungo i percorsi Eurovelo è necessario un certo spirito di avventura, adattabilità ed esperienza.

Irlanda: 215 km

Punto di partenza di EV2 è la città di Galway, tipica città irlandese dalla storia molto antica, per la quale passa anche EV1 nel suo viaggio lungo la costa atlantica.
Lungo la tratta per Dublino è stata recentemente (2009) aperta una autostrada, quindi le strade che si seguono in bici hanno solo traffico locale. Inoltre, proprio in questi mesi è al vaglio un progetto per creare una pista ciclabile che colleghi le due città, anche se probabilmente ci vorrà ancora qualche tempo prima che essa venga effettivamente costruita.

Si pedala quindi lungo strade statali che attraversano minuscoli villaggi, quasi sempre in pianura o con pendenze comunque molto contenute. Dopo una novantina di chilometri si incontra Athlone, un villaggio un po’ più grande della media, con una bella fortezza medievale, recentemente restaurata, che domina il fiume Shannon. Può essere consigliabile fermarsi qui per la notte, perché per i successivi chilometri, fino a Dublino, si tornano ad attraversare posti in cui può essere difficile trovare una sistemazione.
Prima di prendere il traghetto per il Regno Unito, è sicuramente consigliabile fermarsi a visitare la capitale della Repubblica d’Irlanda, con il suo centro storico, i mercatini e il castello.

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Informazioni generali sul cicloturismo nella Repubblica d’Irlanda
Traghetto Dublino-Holyhead

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Galles: 370 km

Sbarcati a Holyhead, si segue il Percorso Ciclistico Nazionale numero 8, noto come Lon Las Cymru. Per i primi 45 km si pedala lungo due isole nella campagna gallese; i villaggi che si attraversano sono numerosi, ma il più famoso è senza dubbio Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch, il nome di luogo più lungo d’Europa e fra i più lunghi al mondo (e si traduce come: “Chiesa di Santa Maria nella valletta del nocciolo bianco, vicino alle rapide e alla chiesa di San Tysilio nei pressi della caverna rossa”).

Un ponte porta finalmente sulla terraferma, nella città universitaria di Bangor. Il percorso continua, un po’ tortuoso per aggirare le montagne finché è possibile, e cioè fino alla città di Porthmadog (104 km). Il resto del percorso gallese ha infatti un profilo altimetrico più movimentato, con 5 salite importanti, alternate da discese e tratti “mangia-e-bevi”.

Poco dopo aver superato il villaggio di Glasbury (279 km) si deve abbandonare il Percorso numero 8 per prendere il numero 42, in direzione di Hay-onWye: è qui che inizia la salita più difficile (8 km di lunghezza, con pendenza media del 6 per cento). Il fascino esercitato dai luoghi attraversati compensa ampiamente delle fatiche: sono state proprio queste montagne ad impedire per lunghi secoli ai vari conquistatori della Gran Bretagna (Romani, Angli, Sassoni, Vichinghi, Normanni) di soggiogare completamente il Galles, che per questo ha mantenuto le caratteristiche peculiari così evidenti lungo il percorso. Infatti, una volta scollinato, usciti dalla zona più impervia, si incontra subito una città di fondazione romana, Abergavenny (320 km).
Si è ormai in vista di Chepstow, da cui un ponte porta in Inghilterra.

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Mappe e guida del percorso in Galles3
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Inghilterra: 425 km

Il percorso inglese è quasi completamente pianeggiante, con al massimo qualche collinetta facilmente superabile.
Si entra in territorio inglese all’altezza della città di Bristol, nota agli appassionati di musica come la capitale del trip-hop reso famoso da gruppi come Portishead e Massive Attack agli inizi degli anni Novanta.

Dopo circa 45 km si raggiunge la magnifica città di Bath, così chiamata perché luogo da cui sboccano acque termali; è una meta di pellegrinaggio sin dai tempi più antichi, e il museo delle terme ne spiega benissimo la storia, con anche un affascinante percorso sotteraneo per vedere i resti dell’epoca romana.
Si continua a pedalare in un paesaggio che sembra lo stereotipo della tranquilla campagna inglese, rimanendo per lunghi tratti lungo un percorso ciclo-pedonale parallelo al fiume Avon. Anche quando si pedala su strade aperte alla normale circolazione, il traffico è normalmente scarso: anche qui, come in Irlanda, un’autostrada (la M4) toglie la maggior parte del traffico di scorrimento.

L’arrivo a Reading (165 km), città che ospita un importante festival musicale in agosto, segnala che si è ormai in vista di Londra. Prima però si incontrano Eton, con il college dove studiano i rampolli delle più ricche famiglie britanniche, e subito dopo Windsor, dove vale sicuramente la pena fermarsi per visitare il castello, residenza estiva della famiglia reale.

Si pedala ora per lunghi tratti lungo il fiume Tamigi, che maschera un po’ il fatto che ci si sta addentrando sempre più nella periferia londinese. Londra non ha certo bisogno di presentazioni, e in ogni momento dell’anno vi si arrivi, si troverà sempre qualcosa di interessante da fare. Si tratta di una città con molto traffico, ed è quindi necessario prestare attenzione; molte strade sono comunque dotate di piste ciclabili, e gli automobilisti sono abituati alla presenza di ciclisti lungo la strada.

Il percorso porta a Greenwich, e prima di riattraversare il Tamigi è consigliabile fare un giro per le strade e i parchi di questa famosa cittadina. Ci si allontana dalla capitale del Regno Unito verso nord, piegando poi verso est per raggiungere, attraverso la campagna dell’Essex, il porto di Harwich. Da qui, un traghetto porta in Olanda.

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La Rete Ciclistica Nazionale in UK
Traghetto Harwich – Hook of Holland

Paesi Bassi: 280 km bandiera-paesi-bassi

Si sbarca in Olanda nel porto di Hook of Holland, dirigendosi inizialmente verso nord, lungo la costa, per aggirare il centro dell’Aja. L’Aja, pur non essendo la capitale dei Paesi Bassi, è sede del governo e di molte altre istituzioni dello Stato neerlandese, oltre che della Corte Internazionale di Giustizia; si può fare una deviazione di una decina di km per visitarne il centro storico e per osservare come funziona l’infrastruttura ciclistica in una città medio-grande; è possibile anche attraversarla per riprendere EV2 più avanti.

Nelle campagne fra L’Aja e Utrecht si pedala pochi metri sotto il livello del mare, sempre lungo piste ciclabili o stradine poco trafficate. Il centro di Utrecht (105 km), con i suoi canali, è molto piacevole, e ha mantenuto molte delle caratteristiche originarie; qui furono firmati i trattati che posero fine alla guerra di successione spagnola nel 1713.

Lasciata Utrecht, si torna a pedalare in campagna, attraversando numerosi villaggi e foreste. Nel 2010 è stata segnalata la presenza di lupi in Olanda per la prima volta dopo secoli, ma bisognerebbe essere molto fortunati per avvistarne qualcuno. Il percorso mantiente invariate le sue caratteristiche fino al confine con la Germania

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Pedalare in Olanda

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Germania: 850 km BandieraGERMANIA

Entrati in Germania, il paesaggio non cambia sostanzialmente, almeno nella prima parte. Anche qui si pedala in pianura fra campi, brevi tratti in mezzo a boschi, e piccole città.
La prima meta importante è Münster (95 km), città universitaria con un’altissima densità di biciclette; la Promenade è una sorta di “raccordo anulare” riservato a bici e pedoni che circonda il centro storico; quest’ultimo si è conservato meglio di altri dai danni della guerra, e presenta un susseguirsi di chiese e palazzi antichi. Da Münster passa anche il percorso Eurovelo 3, quindi volendo si può deviare verso sud o nord. Se si continua su EV2 invece si esce dalla città verso est, continuando a pedalare su strade di campagna che, anche se un po’ tortuose, garantiscono una presenza minima di traffico.

A circa 180 km dall’inizio del tratto tedesco di EV2, quando si è nel cuore del Nord Reno – Westfalia, comincia un tratto di circa 300 km che non è più completamente pianeggiante; si tratta comunque di collinette con pendenze minime (max 4%), e l’allenamento fatto fin dalla partenza in Irlanda permetterà di superarle senza problemi. Anche in questo tratto EV2 evita accuratamente di passare per grandi città; alcuni dei paesi che si attraversano, come ad esempio Höxter, conservano più intatte degli altri nel loro centro le tipiche case di legno, con i piani inferiori più stretti dei superiori. Al km 395, appena entrati nel Land Sassonia – Anhalt, si incrocia EV13, altro percorso che attraversa l’Europa da nord a sud.

Raggiunta la cittadina di Wittemberg (610 km) si piega decisamente verso nord in direzione di Berlino, pedalando per qualche decina di chilometri lungo lo stesso percorso di EV7. La capitale tedesca (730 km) non ha certo bisogno di presentazioni; gli amanti dell’architettura in particolare potranno trovarvi una particolarissima commistione fra edifici antichi e modernissimi, in dialogo con i resti dell’architettura di stampo sovietico.

Una pedalata nel Tiergarten verso il Parlamento e la Porta di Brandeburgo è d’obbligo, e se i resti del triste muro che divideva Berlino in due non sono poi così interessanti, al contrario il museo del muro, al Checkpoint Charlie, è una testimonianza imperdibile della lotta per la libertà condotta da molti cittadini tedeschi fino al novembre 1989.
Uscendo da Berlino verso est si entra in una regione boscosa punteggiata da numerosi laghi; gli ultimi 120 km verso la frontiera polacca sono quindi particolarmente piacevoli.

Link utili
Portale turistico tedesco
Informazioni generali sul cicloturismo in Germania

Polonia: 905 km bandiera-polonia

Per quanto riguarda Polonia, Bielorussia e Russia non è stato possibile reperire informazioni utili per fornire una traccia gps dettagliata e accurata. EV2 in questi paesi sembra essere più un progetto che una realtà. La traccia allegata è stata creata automaticamente da BikeRouteToaster a partire dalle informazioni presenti sul sito ufficiale di Eurovelo.

Si attraversa il fiume Oder per entrare in Polonia. Queste regioni erano parte della Germania fino alla Seconda Guerra Mondiale, quindi lo stacco culturale, almeno dal punto di vista architettonico, non è all’inizio molto forte. Il tratto polacco di EV2 è completamente pianeggiante, e tranne per i veloci attraversamenti di alcune città, si svolge tutto lungo campi coltivati intervallati da foreste, presenti qui in quantità maggiore che in Germania.

La prima grande città che si attraversa è Poznan (270 km), la cui piazza del mercato presenta le casette color pastello tipiche di queste regioni a cavallo fra mondo tedesco e mondo slavo. Altri 300 chilometri di pianura portano a Varsavia (605 km), la capitale polacca; chiunque abbia visto Il Pianista di Roman Polanski sarà rimasto impressionato dalla sistematica e assoluta distruzione compiuta dalle truppe naziste che si preparavano a ritirarsi nel 1945; molti palazzi e chiese furono comunque ricostruiti secondo i progetti originari nei decenni successivi, e oggi Varsavia è una città culturalmente ricca, capitale di un paese dinamico.
Dopo 300 km, un lungo tratto in una fitta foresta annuncia l’arrivo in Bielorussia.

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Portale turistico polacco
Informazioni generali sul cicloturismo in Polonia

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Bielorussia: 630 km bandiera-bielorussa

Uscendo dalla Polonia, si lascia anche l’Unione Europea e l’area di Schengen: per entrare in Bielorussia quindi è necessario il passaporto. La Bielorussia ha anche il triste primato di essere l’ultima dittatura d’Europa, e Lukashenko vi regna usando il pugno di ferro. I turisti non hanno molto da temere comunque, e non vi sono particolari raccomandazioni da farsi, oltre alla normale prudenza che si deve esercitare ovunque si viaggi. Anche qui il percorso è pianeggiante e tipicamente rurale.
La capitale Minsk ha una storia molto antica e diversi monumenti interessanti, alcuni tipicamente stalinisti nello stile.

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Viaggiare sicuri
Portale turistico bielorusso

Russia: 480 km Russia_flag

La prima città russa che si incontra pedalando verso est è Smolensk, anche questa famosa per essere stata distrutta più volte; il centro storico è comunque stato ricostruito; la cattedrale dell’ascensione, di forma quasi cubica, è sicuramente l’edificio che può sembrare più interessante ai nostri occhi.

Il percorso russo è solo leggermente più movimentato, dal punto di vista altimetrico, di quanto affrontato in Polonia e Bielorussia, e anche qui le pendenze sono sempre minime.
Fra campi coltivati, villaggi e foreste si arriva alla capitale russa, Mosca, una delle città più affascinanti d’Europa; la soddisfazione di entrare nella Piazza Rossa, con il Cremlino sullo sfondo, dopo aver pedalato per 4000 km deve essere veramente tanta.

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