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Fontana Moneta e dintorni in bicicletta

Emilia Romagna, Italia, Itinerari • di

Partenza

Meta dell’escursione e punto di partenza, la vallata del torrente Sintria e più precisamente il Rifugio di Fontana Moneta. La località è posta a circa 38 km da Faenza a metà tra Marradi e Palazzuolo Sul Senio e si può raggiungere in auto partendo da Faenza e percorrendo la SS 302 in direzione di Marradi, dopo circa 29 km si trovano le indicazioni per San Martino in Gattara, Monte Romano e quelle per il rifugio di Fontana Moneta. Il rifugio costituisce una buona “base di partenza” per molte escursioni, si trova a 634 mslm, nel cuore dell’appennino Romagnolo ed è stato ricavato dal recupero di un complesso edilizio che risale al 1300. È gestito ed utilizzato dalla sezione Faentina della U.O.E.I. (Unione Operaia Escursionisti Italiani). La struttura è fornita di tutto, acqua, luce, gas, servizi igienici, docce con acqua calda, cucine e dispone di 31 posti letto distribuiti in 5 camerate. Bisogna precisare che non è accessibile a tutti, per poterlo utilizzare occorre essere soci dell’associazione (UOEI), ciò non toglie che possa essere una base di partenza per i vostri percorsi. L’itinerario proposto è un’autentica ed impegnativa sgroppata di 25 Km in MTB, tra luoghi storici per i ricordi legati alla resistenza ed alla guerra partigiana e panorami di bellezza straordinaria per i quali le sole parole non possono bastare.

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Itinerario
Punto di partenza e di Arrivo Rifugio di Fontana Moneta
Lunghezza totale : Km 25
Dislivello in salita : Mt 962
Difficoltà : Impegnativo

Mappa

Altimetria

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Traccia gps gps Mappa kml mappa

Come al solito, i rischi di una fase descrittiva sono molti, la cosa migliore è studiare in anticipo (indicazioni alla mano) una buona cartina per meglio comprendere i suggerimenti, essere esaustivi resta sempre uno scoglio difficile. Per chi fosse attrezzato con navigatore gps, è possibile scaricare il percorso. Dal rifugio di Fontana Moneta si esce ripercorrendo la strada d’accesso per circa 200 mt, alla sinistra della strada principale, si trova un sentiero sterrato ben evidente che s’inerpica con buona e sostenuta pendenza e marcato dal segnavia CAI 545. Lo imbocchiamo pronti a sostenere uno sforzo da “rampichino” per 600 metri, al termine dei quali ci troveremo ad un crocevia a 721 mslm che viene definito sulle cartografia della zona con il nome “la Torre” . Ignorando il sentiero che scende, continuiamo a salire tenendo la sinistra procedendo per altri 800 mt verso “Monte Toncone” (mslm 813).

Dove dormire

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Il segnavia CAI che seguiamo è sempre il 545 e prosegue in saliscendi lambendo “Case Poggereto” per passare all’interno del Castagneto ed ignorando il segnavia 545A che porterebbe fuori dal nostro percorso. Seguiamo il sentiero in discesa, non lunghissima ma impegnativa (600 mt circa) fino al guado sul torrente Sintria (mslm 680); ora arriva una risalita veramente tosta che in soli 640 mt ci riporta alla quota di 752 mslm sul crinale che si para innanzi e che ci porterà sullo spartiacque che domina Marradi e l’abitato di Gamberaldi, indicato dal segnavia CAI 505. Raggiunto (non senza la meritata dose d’imprecazioni) il crinale ed il segnavia, proseguiamo tenendo la sinistra in leggera salita, per percorrere il sentiero CAI 505 per circa 2,7 Km con saliscendi e scorci panoramici veramente notevoli e suggestivi, fino alla località “la Chiesuola”, dove incrociamo la strada che abbiamo percorso in auto per raggiungere il rifugio.

Si continua a ripercorrere il sentiero per altri 1.3 Km fino all’incrocio di Monte Romano dove giriamo a sinistra per la strada asfaltata che sale leggermente per poi scendere fino all’incrocio di Monte Romano (745 mslm) dove troviamo un locale per la ristorazione e due sentieri. Ignoriamo il sentiero sterrato che abbiamo sulla nostra sinistra per proseguire in discesa sulla strada asfaltata che si sviluppa alla nostra destra e reca le indicazioni “Cà di Malanca”. Dopo 1,4 Km di prevalente discesa si arriva a Montevecchio (667 mslm) e da qui inizia la risalita, sono 2,5 Km di sudore e fatica veramente impegnativi e ci portano a Cà di Malanca (720 mslm).

Sul crinale si trovano diversi sentieri che possono fuorviare, in sostanza sino a questo momento le indicazioni CAI 505 ci hanno sostenuto ma ora occorre abbandonarle per imboccare una discesa che inizia dal crinale dove ci troviamo, e si sviluppa sulla nostra sinistra indicato dai pannelli recanti la scritta “Il Poggiolo”. Si tratta di una discesa veloce alla quale prestare particolare attenzione poiché, dopo 670 mt, presenta una deviazione sulla destra (indicazione Il Poggiolo) che occorre necessariamente prendere, il rischio è quello di trovarsi su un sentiero molto “tecnico”, uno spaccaossa più adatto agli amanti della downhill. Anche il sentiero indicato è impegnativo ma divertente e meno “ostico”, conduce nel bel mezzo di un castagneto e fino ad un nuovo guado sul torrente Sintria ed all’agriturismo “Il Poggiolo” (404 mslm).

In questa particolare stagione, il letto di foglie del castagneto è molto suggestivo, poetico come un tappeto srotolato al nostro passaggio ma altrettanto “bastardo e traditore” quindi attenzione alle buche ed ai rami che possono nascondersi sotto al manto, le rotture del cambio e le cadute sono meno poetiche. Al termine della discesa, la presenza dell’agriturismo consente di alimentarsi e reidratarsi in caso di necessità. Riguadagnato il comodo e largo sentiero principale, teniamo la sinistra e procediamo in salita seguendo nuovamente le indicazioni per Monte Romano e “La presiola”. Dopo 4 km di salita, alla destra del sentiero principale, marcato dal segnavia CAI 543 e con pannelli indicanti “La Presiola” si sviluppa la nostra nuova deviazione che ci riporterà al punto di partenza.

Non fatevi illusioni, mancano altri 5 Km di saliscendi, a tratti impegnativi, per riguadagnare nuovamente il bivio “la Torre” percorso all’inizio e quindi la meta non è ancora raggiunta, ma passeremo tra altri spettacolari castagneti e sul percorso vi sono due fonti per dissetarsi.
Il divertimento, come pure la fatica, sono assicurati anche per oggi.

PANORAMI5

Riepilogo e suggerimenti

Il percorso non è adatto a tutti, occorre una buona dose di allenamento e pratica con la MTB, insomma roba da bikers veri. Lungo il percorso non mancano le possibilità di ristoro per bere ed alimentarsi (Monte Romano – Il Poggiolo). Si tratta di un percorso con tratti tecnici impegnativi e quindi adatto solo alle MTB, meglio se ammortizzate. Non mancano le possibilità per progettare escursioni anche più brevi ed approfittare di valide alternative per il rientro, Il percorso può essere adeguato per un rientro anticipato, sia nella località “La chiesuola” sia sul passaggio per “Monte Romano”. Le condizioni del terreno influenzano fortemente la percorrenza e quindi non si può considerare adatto a tutte le stagioni, il crinale 505 risulta veramente impraticabile in presenza di fango.

SENTIERO POGGERETO

Storia e informazioni

Fontana Moneta, un nome composto e curioso. Per la parola fontana, alcuni eminenti studiosi invocano il latino “fons numi” richiamando la memoria popolare di una fonte d’acqua molto antica, alimentata dal torrente Sintria ed ancora oggi presente, una mano santa per il ciclista assetato. Per quanto riguarda la parola “Moneta” ricerche di toponomastica avrebbero individuato una libera interpretazione dal dialettale “moneda” o “munida” ovvero difesa. In questa località esisteva in effetti un castello. Comprato da Pagano di Pietro Pagani da Susinana, nel 1238 per la cospicua somma di 235 lire (alla faccia dell’inflazione). Il castello ebbe diverse vicissitudini e passaggi di mano, ed oggi non ne esiste più alcuna traccia. Sembra fosse ubicato sulla vetta di un’altura, di fronte alla chiesa dove oggi è stata posta una croce di legno. La chiesa di Fontana Moneta, dedicata a S.Andrea Apostolo viene ricordata in documenti del 1143 come dipendente dalla chiesa mater della vallata del Lamone, la chiesa di S.Giovanni Battista in Ottavo (la Pieve Tho di Brisighella). Data l’influenza dello stato pontificio, la chiesa viene citata nella “Descriptio Romandiole” del cardinale Anglic e si pensa avesse un importante ruolo già prima del 1100 come centro religioso del luogo. Abbandonata per lungo tempo è stata recuperate e, come detto, trasformata in rifugio UOEI.

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Gastronomia

Con tutti i castagneti presenti, non si può non prendere in considerazione la gastronomia basata sui “marroni”. Del resto, Marradi è la terra del “Marron Buono” e la qualità dei marroni di Marradi è riconosciuta a livello internazionale. Un ottimo esempio è la “torta di Marroni di Marradi”, dolce preparato con il passato di marroni e da non confondersi con il “castagnaccio”. E’ possibile degustare tale prelibatezza durante la storica e famosa “Sagra delle Castagne”, che si tiene a Marradi nel mese d’ottobre e raggiungibile da Faenza anche con il suggestivo treno a vapore. Ma ci sono anche altri prelibati prodotti del sottobosco, il fungo porcino e l’ovulo da accompagnare come condimento alle minestre, la tagliatella al Fungo Porcino è certamente da provare. Da alcuni decenni la gastronomia locale, accanto ai tradizionali funghi, ha affiancato la cacciagione ed in particolare il cinghiale, accompagnato dalla riscoperta della polenta.

Colori





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