Fascinazione gravel bike: la rinascita della bicicletta

Fascinazione gravel bike: la rinascita della bicicletta

Immaginate di dover pedalare sul percorso della Parigi-Roubaix e la sua cinquantina di km di pavè più o meno sconnesso, oppure di voler intraprendere quello dell’Eroica con i suoi oltre 100 km di strade bianche, che bici scegliereste?
Una mountain bike? Una bici da corsa? Una bici da ciclocross? Una bici da cicloturismo?

Rispondere a questa domanda non è semplice perché l’evoluzione del mondo della bici ci ha portato a sviluppare soluzioni tecniche sempre più specifiche che si prestano a condizioni d’uso molto particolari ed estreme: la bici da corsa serve quindi a percorrere strade perfettamente asfaltate, le mtb servono a percorrere sentieri particolarmente accidentati, le bici da trekking servono a portare bagagli un po’ ovunque ma senza l’assillo della velocità.

Indice
Bici per lo sterrato
Quale bici scegliere

Bici per lo sterrato

Alfredo Binda
Afredo Binda, in sella alla sua “normalissima” bicicletta

Personalmente, se mi dovessi trovare a rispondere a questa domanda, sceglierei una bicicletta che sia discendente diretta di quelle utilizzate da Ganna, Girardengo e Guerra per fare la storia del ciclismo, in un periodo in cui le strade non erano certo asfaltate e le bici erano costruite per resistere a tutto.
E sarebbe quindi una bicicletta con un telaio da corsa, ma non troppo estremo, anzi, con una geometria tendenzialmente comoda in modo da poter stare anche molte ore in sella, ruote rigorosamente da 28” e copertoni maggiorati (magari anche di 40 mm di sezione) con un minimo di grip.

Bene, la buona notizia è che questo tipo di bicicletta esiste (ancora) e sta riscuotendo molto successo negli Stati Uniti dove sempre più persone stanno riscoprendo il piacere di pedalare sulle strade bianche in sella alle loro gravel bike (gravel=ghiaia).

La nascita di questa nuova moda deriva da un’esigenza concreta: negli USA, infatti, a causa degli elevati costi di manutenzione, la pressoché totalità delle strade secondarie non viene asfaltata e viene invece lasciata a se stessa. Questo fenomeno ha fatto in modo da spostare su queste strade tutti coloro che non desiderano condividere il manto stradale con il traffico motorizzato.

Panorama warbird

Da qui sono nate anche molte competizioni, come la Trans Iowa (una maratona in bicicletta da 500 km su strade sterrate da percorrere in 34 ore). All’aumentare della domanda, corrisponde ovviamente un aumento dell’offerta e molti marchi si sono quindi lanciati nella realizzazione di bici appositamente pensate per queste imprese. Niner, All-City e Salsa sono alcuni dei marchi più popolari che stanno sviluppando questo filone di prodotti, rincorsi a stretto contatto dai grandi Specialized e Trek che raramente si lasciano prendere alla sprovvista.

La gravel bike in Titanio di Decathlon
Anche Decathlon si è rivolta al mercato delle Gravel Bike

Le soluzioni proposte sono generalmente biciclette che ricordano le bici da ciclocross, ma con una geometria meno nervosa che privilegia il comfort e le lunghe percorrenze, quindi con tubi meno verticali, il carro posteriore più lungo e, soprattutto, con la scatola del movimento centrale più bassa (ché non bisogna mica saltare gli ostacoli) per avere un baricentro più basso e quindi una maggiore stabilità.

paris roubaix
Questa volta si montano copertoncini semi slick

I freni sono rigorosamente a disco, in modo da consentire frenate perfette anche in caso di acqua o fango e alcuni scelgono di montare dei manubri da “randonneur” per consentire una maggiore stabilità nella guida senza però rinunciare alle molteplici posizioni che un manubrio da corsa è in grado di offrire.

Per quanto le gravel bike siano state progettate appositamente per un uso su strade leggermente sconnesse, nulla vieta ovviamente di utilizzarle anche su strade asfaltate per ritrovarsi infine ad avere sotto il culo un mezzo non troppo schizzinoso, che sia in grado, insomma, di abbandonare alla bisogna il levigatissimo manto stradale per gettarsi su stradine di campagna o su ciclovie più o meno curate mantenendo però una velocità di crociera soddisfacente.

Dettaglio di una bici gravel

Il trucco sta nella scelta delle gomme che si utilizzano e l’optimum lo si raggiunge in abbinamento con una mountain bike da 29″ (le ruote da 29″ per MTB alla fine sono ruote da 28″ con il copertone maggiorato che aggiunge un altro pollice), in questo modo si ha la possibilità alla bisogna di montare ruote da strada o da fuori strada a seconda del mood del momento, semplicemente agendo sullo sgancio rapido della ruota.

Quale Gravel Bike scegliere


Proprio quest’ultimo punto rappresenta, a mio avviso, il grande valore di questa tipologia di bici che le consentirà di conquistare sempre più fette di mercato in futuro: avete presente la scenetta tipica davanti al negoziante? Quella che inizia e si sviluppa più o meno così:
Buongiorno, vorrei una bicicletta”
“Buongiorno a lei, cosa ci deve fare?”
“Mah, qualche passeggiata, un po’ di sport, magari un’escursione sulla pista ciclabile in valle lungo il fiume, se capita anche un giro con gli amici”.

La Gravel Wilier Jaroon

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Questo è il momento in cui oggi il negoziante generalmente punta il dito verso una mountain bike entry level, dotata di un pessimo ammortizzatore all’anteriore che non servirà mai a nulla, ma che incide molto sul peso e sul prezzo e che viene spacciato come la panacea ad ogni male.

canyon-grail-bici-gravel
Canyon Grail


Con l’arrivo nei negozi di questa nuova tipologia di bici, il negoziante in questo frangente potrebbe iniziare a puntare il dito verso una gravel bike evidenziando come, questo tipo di bici, da circa un centinaio di anni a questa parte, faccia esattamente quanto richiesto dall’acquirente.

La Gravel Bergamont Grandurance

Non solo, ma voglio anche spingermi oltre: non appena sarà passata la sbornia delle biciclette a scatto fisso in città, prevedo che sempre più ciclisti vorranno tornare alla ruota libera, alle marce e a un mezzo di trasporto che sappia affrontare pavè, sanpietrini e manto stradale sconnesso senza battere ciglio. Un mezzo di trasporto da usare in settimana e nel fine settimana.

Dettaglio Niner RLT9 avanti

Qualcuno potrebbe obbiettare che le gomme maggiorate delle bici gravel possono comportare un aumento di attrito e una diminuzione della velocità, a loro faccio presente che negli anni ’90 lo standard di gomme usate dai professionisti aveva una sezione di 21 mm, nel decennio successivo lo standard è diventato i 23 mm, adesso Nibali e compagnia pedalante al Tour montano copertoni da 25 mm. Se tanto mi dà tanto.

Insomma, sono sempre più convinto che, dopo l’ultimo trend di estrema specializzazione, il mondo della bici stia tornando ai fondamentali, avendo messo a punto uno strumento poliedrico in grado di soddisfare le esigenze di pressoché tutti i pedalatori con un’anima sportiva.

Commenti

58 Commenti su "Fascinazione gravel bike: la rinascita della bicicletta"

  1. marco ha detto:

    Ciao a tutti, ciao Paolo,
    articolo molto interessante!
    mi sono innamorato della BMC GF02 DISC, che ne dite??? Utilizzo: fare tanti km sia in città che su sterrato, magari anche un po’ di asfalto ma con molta calma… vorrei sapere se la conoscete o qualcuno l’ha provata?
    Grazie mille!
    ciao
    marco

  2. Giovanni ha detto:

    Ciao Francesco, per un viaggio di 30000 km circa, in programma per l’anno prossimo, ho comprato una Specialized Awol Elite. Il modello 2015, colore canna di fucile, lo trovi a 1100/1200 € compresa di parafanghi in acciaio e portapacchi Tubus anteriore e posteriore, la trasmissione è Sora 3×9. Il modello 2016, solo in bianco metallizzato, (che arriverà a gennaio), lo troverai a € 1250/1350, compresa di parafanghi in alluminio, portapacchi tubus posteriore e l’ormai celebre Specialized “pizza rack” anteriore, trasmissione Tiagra 2×10. Il telaio è identico, solo che il modello 2015 è fatto con tubi Reynolds 520, il telaio 2016 non ne sono sicuro. La Awol è una bici molto divertente e reattiva, nel traffico urbano (e io sono di Palermo, quindi anche traffico mooooolto indisciplinato) è uno spasso, sulle lunghe distanze è come una coperta confortevole, sulle strade bianche, assorbe una discreta quantità di vibrazioni (con ruote da due pollici Balloon è super morbida). Sono felicissimo dell’acquisto e non tornerei indietro.

    1. enrico ha detto:

      Una elite a 1100??!?
      Dove l’hai trovata??

      1. GIOVANNI ha detto:

        Ciao, da Cicli Franceschi di Lucca.

  3. Francesco ha detto:

    Devo acquistare la bici della vita!
    Vado con una corsa da 40 anni…ne ho 60.
    Ora vorrei una bici da touring meglio se all , anche se Sara la strada il terreno principale. Vorrei un mezzo comodo, seduto da mattina a sera….faro’ il giro delle varie regioni italiane e per l’Europa….. (il sogno farmi il Cile). Con borse da viaggio. Meglio una gravel o una kona sutra o una trekking 520? Dovrà bastarmi per tutta la vita…spero ancora lunga.
    Grazie del consiglio

  4. Paukzen ha detto:

    Bellissimo articolo e molto interessanti anche i commenti.
    Sono tornato oggi da un tour di 1000 km circa utilizzando una MTB (ciclabili asfaltate e sterrati abbastanza semplici). Di giri di più giorni (con tenda) ne faccio appena posso. Il pbm della MTB è ovviamente la lentezza e la pesantezza. Però la MTB la uso spesso nei we da vera MTB e non ci rinuncerei mai. Ho poi una bici da corsa che alla fine è quella che utilizzo di più e una bella single speed per la città. Insomma: troppe bici!!! Un’altra per il cicloturismo no!
    Però queste gravel mi stanno interessando molto con l’idea di vendere la bdc e usare questo tipo di bici per entrambi gli usi: come bici da corsa (non faccio gare ma visto che esco con gente con la bdc non vorrei essere troppo penalizzato) e come bici da cicloturismo.
    Non ci sono gravel predisposte per portapacchi?
    Detto tutto ciò, qual’è secondo voi il compromesso migliore bici da corsa / bici cicloescursionismo?
    Domanda da un 1.000.000 di dollari?
    Grazie a tutti

  5. giuseppe ha detto:

    Ciao,
    mi piacciono le bici a 360°. Vado su strada e faccio enduro, sto costruendo una fixed e faccio (quando posso) vacanze in bici. Adesso però mi manca proprio quella per un bel tour e mi sono innamorato della Specy Awol ma nessuno ne parla. Ne hai sentito parlare da qualcuno che l’ha provata? Cosa ne pensi per giri all round?
    grazie
    giuseppe

  6. Domenico zenone ha detto:

    Davvero interessante l’articolo! Io 3 anni fa non conoscendo l’esistenza delle gravel bike e volendo una bici tuttofare ho sistemato una cannondale badboy7 cambiando il manubrio con una bella piega, copertoni scwalbe hurricane, pedali da MTB a sgancio e una sella comoda della stp. Nonostante le ruote da 26″, freni v brake e guarnitura un po’ da supermercato (shimano acera) mi diverto molto e anche dal punto di vista estetico (anche l’occhio vuole la sua parte) non è affatto. Devo dire che leggendo l’articolo mi è venuta voglia di prendermi una bella salsa vaya o Fargo, però il prezzo è ancora un po’ proibitivo per me, la mia cannondale assetata come ho detto sopra l’ho fatta con meno di 700 euro tutto compreso e inoltre mi spiacerebbe separarmene. Mi piacerebbe avere un tuo parere sulla mia bici.

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