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Gravel bike: la scelta del manubrio

Bdc, Bikelife, Gravel • di

Quando si parla di gravel bike (e più in grande di cicloturismo su diversi terreni) un ampio spettro si apre per quanto riguarda la scelta dei manubri. Infatti oltre alla classica piega da corsa, è possibile installare una serie di diverse pieghe, con fogge e angoli particolari, che aumentano la confidenza e la guidabilità del mezzo nei tratti in fuoristrada. In questo articolo andremo ad analizzare le diverse proposte, cercando di definirne i criteri di scelta.

Indice
Manubri per gravel bike
Piega da corsa classica
Piega “Cowbell”
Piega “Cowchipper”
Piega “Woodchipper”
Misure del manubrio
Concludendo

Manubri per gravel bike


Manubrio_1

Nel mondo delle gravel bike, nonostante la sua anima fuoristrada, si deve sempre tenere presente che il manubrio sarà una piega da corsa o un componente con una forma simile. Questo perché la geometria stessa della bici è pensata come una bici da corsa/ciclocross e la sua naturale predisposizione consente il montaggio della piega. Montare un manubrio da mtb di tipo flat è certamente possibile ma secondo me si rischia di rovinare l’estetica e si complicano le cose a livello di componentistica. Rispetto a una bici da corsa, dove solitamente possiamo scegliere tra poche combinazioni di forma e l’unica vera scelta sta nel materiale di fabbricazione, per le gravel bike le proposte si ampliano. Molte case produttrici infatti propongono delle curve con ergonomie differenti, in funzione del grado di sollecitazioni e del livello di impegno in fuoristrada.

Analizziamo ora nel dettaglio le diverse tipologie di manubrio, cercando di indicare in quale contesto d’utilizzo siano da preferire.

Piega da corsa classica


Manubrio_2

Si tratta della tradizionale piega da corsa, che può essere classica (o belga), ergonomica oppure compatta. La scelta di questo componente è consigliata a chi utilizza la gravel bike come bici da allenamento per l’inverno o per ampliare il proprio raggio “d’azione”, pur rimanendo focalizzato su una guida su strada. Inoltre anche se si fa parecchio sterrato durante gli allenamenti ma il target della propria guida sono le granfondo, è sempre meglio montare una piega pensata per le bici da corsa.

Piega “Cowbell”


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La Cowbell è una piega da corsa con un design tradizionale ma con curvature differenti che consentono di aumentare il controllo e la guidabilità del mezzo su brecciolino e sterrato. Le curvature verticali infatti presentano un angolo di 12° più aperto rispetto alle classiche pieghe da corsa, che permette di aumentare la distanza tra l’attacco manubrio e il punto di appoggio delle mani, con un miglioramento della stabilità sullo sconnesso. La forma anatomica della Cowbell si traduce in un drop (l’altezza tra la parte centrale e il termine della curvatura) di 120mm e un reach (la distanza tra la parte centrale e l’asse della curvatura, ovvero la lunghezza della piega) di 76mm. E’ un’ottima soluzione per chi voglia esplorare strade non asfaltate ma anche percorrere parecchi chilometri su strada. E’ inoltre adatta per effettuare una sorta di transizione dalla piega da corsa a pieghe pensate per l’utilizzo fuoristrada.

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Piega “Cowchipper”


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Una particolare piega pensata per offrire confort e guidabilità sia nell’uso stradale che su sterrato e brecciolino. Infatti le due curvature hanno un’angolazione di 24° ciascuna rispetto alla parte centrale della piega e questo sposta verso l’esterno l’appoggio delle mani, offrendo quindi maggiore stabilità e una presa più salda nei tratti sconnessi. La speciale foggia aumenta anche lo spazio tra le curvature (che supera i 120mm) e permette di alloggiare borse a manubrio in stile bikepacking. In questo caso il drop è di 116mm e il reach di 96mm. E’ la soluzione adatta ai cicloturisti che vogliono usare la gravel per viaggiare su superfici miste, dall’asfalto allo sterrato sconnesso e hanno bisogno di comfort e guidabilità, oltre alla possibilità di montare una borsa a manubrio.

Piega “Woodchipper”


Manubrio_5

Una piega che non ha paragoni sul mercato e che offre le stesse caratteristiche di un manubrio flat da mtb, pur mantenendo le tre posizioni tipiche delle pieghe da corsa (sulla parte orizzontale, sui paramani delle leve, sulle curvature). Il manubrio Woodchipper ha infatti una conformazione particolare. Le curvature sono angolate con una gradazione di 38° ciascuna e la parte diritta di queste ultime è ulteriormente angolata verso l’esterno di 26°. Questa speciale sagomatura aumenta notevolmente la larghezza della piega stessa, consentendo di avere, quando le mani sono sulla parte terminale delle curvature, una distanza dall’attacco e un controllo come quello donato da un manubrio flat per mtb. In questo caso il drop è di 100mm e il reach di 80mm.

Manubrio_6

La Woodchipper è una piega particolare che va provata e utilizzata per qualche uscita prima di “amarla” oppure sostituirla. Il grande spazio tra le curvature consente di montare borse a manubrio molto ampie oppure i sostegni da bikepacking per fissare il sacco a pelo a manubrio. Le leve dei freni risultano inclinate e ciò impone una certa dose di pratica preliminare prima di imparare a usare bene la piega. Questa soluzione è consigliata ai cicloturisti che faranno viaggi lunghi a maggioranza di sterrato e a chi desidera partecipare alle gare gravel qui in Italia oppure alle leggendarie maratone su brecciolino del Nordamerica.

Misure del manubrio


Quando si acquista una piega da corsa (di qualunque tipo e foggia) bisogna sempre ricordarsi di controllarne le dimensioni, nello specifico: la larghezza totale, il reach, il drop e il diametro di attacco.
La prima corrisponde alla distanza tra alla larghezza delle spalle, misurata frontalmente e indica la misura che corre tra gli acronomi della spalla. La piega da corsa deve essere sempre larga quanto le spalle.
Il reach (o lunghezza della piega) avrà effetto sulla nostra posizione in sella. Una piega troppo corta tenderà a farci stare troppo eretti sulla sella e ci obbligherà ad allungare l’attacco manubrio mentre una troppo lunga ci costringerà a “sdraiarci” sul tubo orizzontale per poter raggiungere le leve del freno.

Manubrio_7

Il drop invece solitamente si sceglie in base alle preferenze di guida e alla posizione in sella. Una piega compatta consente di stare più eretti, una con un drop elevato fa sì che ci si debba allungare sul tubo orizzontale per afferrare le curvature.

Manubrio_8

Il diametro d’attacco indica la dimensione della parte centrale della piega. Solitamente le pieghe (a meno di non usare quelle in alluminio delle bici d’epoca) hanno un diametro da 31,8mm ma iniziano a essere proposte anche in ambito gravel pieghe da 35mm, che aumentano la rigidezza strutturale. Qualunque sia il diametro da voi scelto, dovete controllare che sia lo stesso dell’attacco manubrio, altrimenti non potrete montare la piega.

Concludendo


Manubrio_9

Abbiamo visto come l’avvento delle gravel bike abbia dato vita a una serie di nuove pieghe pensate per regalare confort, guidabilità e stabilità nelle pedalate in off-road. Ora non vi resta che scegliere il manubrio adatto al vostro tipo di guida e alle vostre aspettative, poiché (non mi stancherò mai di ripeterlo) ogni componente della bici deve adattarsi a voi e alle vostre necessità e mai il contrario.





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