Guida all'abbigliamento per il ciclista (dalla A alla Z)
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Guida all’abbigliamento per il ciclista (dalla A alla Z)

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se anche a voi, come me, quando guardate le proposte di abbigliamento per ciclismo viene il mal di testa, leggete quanto segue. Fonte: chainreactioncycles.com

se anche a voi, come me, quando guardate le proposte di abbigliamento per ciclismo viene il mal di testa, leggete quanto segue. Fonte: chainreactioncycles.com

Avrei voluto mettere un sottotitolo a questo articolo: come sopravvivere nella giungla delle proposte di abbigliamento per il ciclista, sia esso “stradista”, biker, cicloturista o ciclista urbano (altresì detto “commuter”, che fa più figo). I prodotti sul mercato sono innumerevoli, un sacco di proposte, di alternative su alternative, capi antivento, antipioggia, antisudore, antiqualsiasicosa. Il tutto condito da un sacco di termini, usati dalle aziende per differenziare i propri prodotti da quelli concorrenti. E voi? Sapete districarvi tra questa boscaglia di offerte, di sigle, di parlar tecnico? Se ogni volta che spulciate un sito di abbigliamento non riuscite a capire la differenza tra un capo in Goretex e uno in Softshell, benvenuti, questo articolo fa per voi.

A

Antipioggia: i capi antipioggia sono pensati per essere impermeabili, utilizzando delle membrane esterne idrorepellenti. Essendo capi rivolti alla pratica sportiva, devono essere traspiranti, ovvero capaci di eliminare il sudore senza far trapelare l’acqua. Questo è possibile poiché le molecole del sudore sono più piccole di quelle della pioggia. Un capo viene definito antipioggia (o waterproof) se resiste a 1000mm di acqua senza infiltrazioni.
Antivento: i capi antivento sono pensati per essere usati in inverno, con temperature basse ma senza pioggia. Infatti sono progettati per ridurre al minimo l’esposizione all’aria e presentano una membrana esterna protettiva (ma non per questo impermeabile!) e una interna che dona calore al ciclista. Fate attenzione perché un capo antivento può non proteggere dalla pioggia.

B

Base layer: con questa dicitura si indica solitamente il primo strato di vestiario, quello che noi chiamiamo “l’intimo”. Quindi calze, maglie termiche, canottiere antivento, capi traspiranti che vanno direttamente a contatto con la pelle. E’ una terminologia molto frequente nei siti anglosassoni.

C

Catarifrangenti: i capi catarifrangenti vengono utilizzati soprattutto dai ciclisti urbani per essere visibili anche a grande distanza. Questi capi sono infatti rivestiti di una lamina che riflette la luce diretta, come quella dei fari di un’automobile, per esempio. Vi sono due tipologie di capi catarifrangenti. La prima è la più semplice, dove su un capo “normale” vengono inserite strisce di materiale riflettente. Nella seconda il capo è completamente rivestito di una lamina catarifrangente, che può essere gialla o arancione. E’ una tecnologia simile a quella dei capi di sicurezza per il personale che lavora sulla strada.
Climacool: tecnologia proposta da Adidas, è usata per capi molto traspiranti e freschi da indossare durante i mesi caldi. Il tessuto sintetico dei capi Climacool è progettato per favorire al massimo l’evaporazione del sudore prodotto durante l’attività sportiva, grazie alla ventilazione forzata attraverso fori e cuciture.
Climalite: altra tecnologia proposta dall’azienda tedesca Adidas, si compone di un tessuto sintetico misto a cotone che asciuga molto velocemente, favorendo così l’evaporazione del sudore prodotto durante un’uscita in bici. Essendo capi molto leggeri vanno indossati solo in estate.
Coolmax: tecnologia proposta dalla azienda Advansa. Questo tipo di fibra sintetica, assicura l’azienda, favorisce l’eliminazione del sudore che viene assorbito da un primo strato base e da questo trasferito a quello esterno, dove viene poi fatto evaporare. In questo modo la temperatura corporea rimane sempre bilanciata, poiché il sudore viene eliminato in modo forzato. Come si sarà capito è un tessuto adatto ai mesi caldi.
Cordura: la cordura è un materiale sintetico, brevettato dalla Dupont nel 1929. Si tratta di un composto a base di nylon, unito a cotone o fibre naturali. E’ elastico, resistente all’abrasione e debolmente impermeabile. Oltre a fabbricarci le borse per biciclette, con la cordura vengono realizzati molti capi destinati ai ciclisti urbani, poiché è facile coniugare esigenze tecniche, vestibilità e un minimo di stile. Il marchio ora è proprietà dell’azienda Invista.

D

Drytech: tecnologia sviluppata dall’azienda svizzera Mammuth, specializzata nel trekking e nell’alpinismo. Si tratta di una fibra a tre strati. Il primo, quello a contatto con la pelle, è molto assorbente per asciugare la pelle dal sudore ed evitare che si raffreddi sotto l’azione del vento. Lo strato mediano ha il compito di donare resistenza al capo mentre il terzo, formato da una sottile membrana, garantisce l’impermeabilità. Sono capi destinati a un uso intensivo in condizioni meteo disagiate, spesso proposti per un uso off-road.

G

Goretex: si tratta di un tessuto sintetico dalle alte capacità impermeabili e traspiranti. Inventato negli Stati Uniti dagli imprenditori tessili Gore (da qui il nome), è composto da PTFE espanso meccanicamente. Ogni millimetro quadrato di tessuto Goretex è composto da nove miliardi di fori. Ogni foro è 20.000 volte più piccolo del diametro di una goccia d’acqua, ma é grande abbastanza per permettere il passaggio di una goccia di sudore. I capi in Goretex sono pensati per essere usati in uscite off-road con fango, oppure per cicloturisti che devono affrontare lunghe percorrenze sotto la pioggia.

H

Hardshell: tessuto che punta tutto sull’impermeabilità, da utilizzare nelle condizioni più gravose. Vi sono due tipologie di hardshell: a due o a tre strati. In entrambi i casi è presente un tessuto esterno sintetico dalle alte qualità impermeabili. Nella tipologia a doppio strati, il layer interno è saldato al tessuto sintetico esterno. Nella versione a tre, tra questi due è interposta un’ulteriore lamina che ha lo scopo di rafforzare l’effetto idrorepellente del tessuto. Di solito si tratta di capi come giacche o pantaloni per uso invernale oppure in condizioni di pioggia intensa.
Hyvent: materiale traspirante a base di poliuretano, che offre un’elevata eliminazione del sudore. Si può trovare nei capi estivi.

K

Kevlar: materiale leggero e molto resistente brevettato da Dupont negli anni ’70. Resiste in modo eccellente all’abrasione, alla fiamma, alla trazione e all’usura. Oltre a indumenti protettivi speciali, è introdotto in alcuni capi per aumentarne la resistenza e la durata.

L

Lycra: nome commerciale dell’Elastam, è una fibra sintetica a base di poliuretano. Si utilizza soprattutto nei capi tecnici estivi, è leggera, molto resistente all’abrasione, elastica e ha una vestibilità attillata che si adatta alla corporatura del ciclista.

M

Merino: fibra naturale che si ottiene dal vello delle pecore merino, diffuse soprattutto in medioriente. A differenza della lana comune, la merino è resistente all’abrasione e all’usura ed è più leggera. Per questo è possibile trovarla anche in capi estivi, denominati fresco lana. I capi in merino (solitamente unita a fibre sintetiche) sono caldi, traspiranti e inodore, eliminando lo sgradevole aspetto dei capi sintetici, in altre parole la puzza di sudore della quale s’impregna il tessuto. E’ usata soprattutto per intimo tecnico invernale.

P

Pile: l pile è un tessuto di concezione recente. Infatti, è stato sintetizzato nel 1979 da una ditta americana, la Malden Mills. E’ ottenuto mescolando tra loro poliammide, poliestere, elastane e acrilico, sottoponendolo poi a una particolare lavorazione, che lo rende voluminoso. I vantaggi del pile sono il calore trasmesso, è lavabile in lavatrice e non si restringe, asciuga in fretta se bagnato ed è economico. Di contro ha il difetto di non essere impermeabile né di offrire riparo dal vento.

S

Softshell: leggendo le descrizioni tecniche di questo materiale sembra di aver trovato il capo perfetto per l’inverno del ciclista: traspirante, impermeabile, morbido, leggero e antivento. Sono formato da tessuti sintetici, “coperti” da una lamina impermeabile. Offrono un’ottima protezione contro il vento mentre sono utili in caso di pioggia debole o comunque non intensa, poiché non raggiungono il grado d’impermeabilità di una giacca in hardshell.

T

Thinsulate: tecnologia proposta dall’azienda 3M, è pensata per I capi invernali da utilizzate in condizioni di freddo intenso. Infatti si tratta di un tessuto sintetico sottile e fitto, che isola il corpo e dona calore. Capi interamente in Thinsulate sono rari, poiché offrirebbero una grande quantità di calore comportando però sudorazione e poca traspirazione. Solitamente la tecnologia Thinsulate è incorporata in capi invernali impermeabili o antivento, oppure i prodotti specifici come guanti, cappelli o scaldacollo, dove vengono uniti al pile.
Traspirante: Un capo è traspirante quando lascia passare il sudore prodotto dal nostro corpo durante l’attività sportiva. Quando pratichiamo sport, il nostro corpo produce energia, che si traduce in un aumento della temperatura. Per mantenere i valori della temperatura corporea adeguati (l’ipertermia è una condizione grave che può condurre ai famosi colpi di calore) il nostro corpo produce sudore, che ha appunto un’azione termoregolatrice. Il sudore però, soprattutto nei capi invernali, può venire a contatto con il vento o con il freddo, causando i classici malanni di stagione. Un capo traspirante deve assorbire il sudore e veicolarlo verso l’esterno, dove verrà forzato a evaporare. In quetso modo il ciclista rimarrà asciutto e la sua temperatura corporea sarà costante.

V

Vibram: Vibram è una sigla che sta per Vitale Bramani, imprenditore milanese appassionato di alpinismo. Negli anni ’30, stanco delle calzature chiodate usate all’epoca, che erano pesanti e poco protettive, mise a punto una mescola adatta al trekking in montagna. Infatti una suola in Vibram è resistente all’abrasione, antistatica, impermeabile e offre un assorbimento eccellente delle vibrazioni. Per questo viene utilizzata nella realizzazione delle suole delle scarpe per mtb, soprattuto per le discipline gravity. Infatti nella mtb è facile trovarsi a dover scendere di sella e “spallare” la bici anche per lunghi tratti.

W

Windstopper: leggasi antivento.

X

X-static: fibra nata dal connubio di tessuti sintetici tradizionali e fibra d’argento, è traspirante e inodore. E’ una tecnologia applicata nei capi intimi per ciclismo, soprattutto per quelli termici, che soffrono spesso la formazione di cattivi odori.

Libri

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Una risposta a Guida all’abbigliamento per il ciclista (dalla A alla Z)

  1. […] e dall’acqua. Hanno una lamina esterna in materiale idrorepellente (solitamente goretex), con un rivestimento specifico che le rende una sorta di guscio caldo insensibile all’azione del vento. La tomaia interna è […]

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