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Il lago di Garda e il Monte Baldo in bicicletta

Italia, Itinerari, Veneto • di

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Il lago di Garda è un territorio variegato che può essere vissuto in bici con diversi approcci: con tranquillità da cicloturista, per visitarne i borghi lungo le sue sponde o nell’entroterra; con lo spirito avventuroso dello sportivo amante della mtb, tra gli innumerevoli sentieri nella natura; o ancora con l’agonismo da cicloamatore al quale piace girare in bici da corsa, affrontando anche qualche salita più o meno difficile.

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Questo giro si snoda da Peschiera del Garda lungo il lago di Garda fino a Torri del Benaco, per poi affrontare la salita che i più conoscono come la Torri / Lumini, attraversando i borghi di Albisano e San Zeno di Montagna, il tutto in bici da corsa.

Mappa

Altimetria

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Traccia gps | Mappa kml

La partenza è da Peschiera del Garda, una delle più famose cittadine lungo le coste del lago e meta molto frequentata durante la stagione estiva. Visto che vogliamo goderci anche la brezza mattutina, frizzante, che il lago sa offrire, cominciamo a pedalare alle 8:30.

Inforcata la bicicletta, la direzione da seguire è quella della Gardesana orientale, seguendo le indicazioni per Lazise e Bardolino. La strada non presenta particolari difficoltà ed è l’ideale per riscaldare la gamba in vista delle successive salite. Il primo si affronta con una pedalata agile, incrociando qua e là qualche gruppo di appassionati, che sopratutto il sabato e la domenica popolano questa zona. Lungo la Gardesana incontriamo alcuni borghi storici del lago come Lazise, conosciuta fin dai tempi del Sacro Romano Impero quando divenne il primo comune libero d’Italia e in seguito anche cittadella fortificata e punto di scambio delle merci.

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Passata Lazise si affronta un breve strappo di qualche centinaio di metri e successivamente una discesa che porta nel comune di Bardolino e la frazione di Cisano, comune rinomato per la produzione di vino e olio. Dopo Bardolino si affronta un leggero tratto di falsopiano fino a Garda, altro comune lungo le sponde del lago. Qui inizia un tratto misto tra falsopiano e salita fino a Punta San Virgilio, considerato uno dei punti più panoramici sul lago di Garda. Si procede per Torri del Benaco lungo una strada panoramica, all’inizio in discesa e poi pianeggiante fino all’ingresso del paese. Da qui, in prossimità dell’unico semaforo, si lascia la strada principale per girare a destra e iniziare a salire.

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La scalata conduce in località Lumini. Non è difficile ma se si è in gruppo, in particolare d’estate, è consigliato percorrerla in fila indiana o al massimo affiancati per due data la carreggiata molto stretta. La salita è di 11,5 km circa, la pendenza media non è elevata, si tratta circa un 5%, quindi per i più allenati può essere affrontata a velocità sostenuta tra tornanti e qualche bel “drittone”; chi invece come me vuole prenderla, diciamo, con “filosofia”, può andare più lento e farsi accompagnare dalla maestosità del panorama che il lago di Garda sa regalare.

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Inerpicandosi lungo questi tornanti, il primo borgo incontrato è quello di Albisano, piccolo ma molto caratteristico; in cui è possibile tra l’altro rabboccare l’acqua presso una fontana. La salita riprende per un secondo tratto meno impegnativo, addentrandosi nel bosco da cui è circondata, fino al bivio per San Zeno di Montagna. Da qui mancano 2 km di ascesa per il paese, dove sostare giusto il tempo di un caffè. Con le batterie cariche la marcia riprende per l’ultimo tratto in direzione Prada, lungo un tratto veloce di sali e scendi per proseguire poi verso Lumini. Il tratto è molto panoramico e la salita meno impegnativa, e in più si attraversa un bel tratto di bosco che permette nelle giornate calde di avere un po’ di refrigerio.

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A questo punto la fatica è finita e la meta è raggiunta, ci troviamo a circa 750 metri di altitudine. La discesa da affrontare è lunga e tecnica (e occorre fare attenzione alle macchine) e dopo diversi tornanti abbastanza stretti si arriva al centro di Caprino Veronese, piccolo borgo ai piedi del Monte Baldo. Continuando sulla provinciale verso Affi, la strada è abbastanza scorrevole e si possono tenere andature abbastanza elevate, prestando sempre attenzione al traffico. Ad Affi all’altezza del primo semaforo, si svolta a destra per il centro storico, dove si trova una grande fontana d’acqua per riempire le borracce e prendersi qualche minuto di pausa.

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L’itinerario punta quindi al comune di Cavaion Veronese prima e a Bardolino poi, deviando sulla Gardesana e sul lungolago per far così ritorno a Peschiera del Garda. Un bel giro per chi ama allenarsi e scoprire il territorio in la bici da corsa, 80 chilometri circa leggeri ma piacevoli. Agli amanti delle ruote strette, forse interesserà sapere che a volte su queste strade è possibile incontrare alcuni “professionisti” italiani e stranieri che abitano in zona durante l’allenamento. A me è successo più di una volta, con delle campionesse olimpiche, ora tocca a voi.

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Si ringrazia Alessio Rigoni per le foto





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