In bici alla scoperta delle Outer Hebrides
MENU

In bici alla scoperta delle Outer Hebrides

Itinerari, Scozia • di

Le Outer Hebrides (o Ebridi Esterne), sono forse tra i posti più belli, selvaggi e stupendi dell’intero pianeta. Se ami la natura e il cicloturismo non puoi evitare di scoprirle con la tua bicicletta.
Le Outer Hebrides sono praticamente oltre 100 isole di cui una quindicina è attualmente abitata. Ciò che interessa il cicloturista è la Hebridean way lunga 185 mil (circa 300 km) che attraversa le isole di Barra, Eriskay, South Uist, Benbecula, North Uist, Berneray, Harris and Lewis.

Avendo già pedalando nelle Highlands scozzesi l’anno scorso sapevo quanto meravigliosa è la natura in Scozia però non ci sono parole per descrivere i paesaggi e l’emozione che provi esplorando le isole o facendo la discesa circondato dalla natura selvaggia.

Ho iniziato a pianificare il viaggio presto prenotando i voli già a gennaio per poter approfittare delle tariffe scontate. La Scozia come la Norvegia non ha molti collegamenti con l’aeroporto di Venezia – praticamente ci sono solo due compagne che offrono i voli per quella destinazione – Easyjet e Jet2. Considerando che lavoro nel settore turistico e quindi ho pochi giorni di vacanza a disposizione d’estate e prendendo in considerazione anche tutta la logistica e il fatto che viaggiavo da sola, ho deciso di noleggiare la bici sul posto evitando così l’inconveniente di dover trascinare la bici per mezza Europa.

Le isole hanno un clima decisamente particolare e soprattutto i venti sono molto forti. E’ un dettaglio essenziale che bisogna considerare quando si pianifica un viaggio del genere. Il vento nelle Outer Hebrides tira prevalentemente dal sud o sud ovest – chi ha già viaggiato su questo percorso mi ha consigliato di pedalare dal sud verso il nord approfittando così dal vento che spinge. Se uno viaggia con il carico il vento farà la differenza.

23.08.17 da Venezia a Glasgow via Edinburgo & 24.08.17 da Glasgow a Barra via Oban

Ci vogliono quasi due giorni per raggiungere le isole da Venezia. L’unico collegamento è per Edinburgo da dove poi si può prendere il treno per Glasgow e Oban. Ci sono degli aeroporto anche su alcune delle isole (in alcuni casi trattasi di aeroporti veramente piccoli!) e ci sono anche voli locali che collegano le isole con il terraferma. Per chi vuole però vivere tutta l’esperienza consiglio vivamente di viaggiare con i trasporti locali via terra/mare. Visto l’orario del volo di andata mi sono dovuta fermare a Glasgow per la prima notte prima di proseguire verso Oban il giorno successivo.

Viaggiare con le ferrovie scozzesi (Scotrail) conviene molto se prenoti in anticipo – risparmi fino a 25 sterline son compri con l’offerta speciale. In più, almeno per quanto ho visto io, i treni sono molto puntuali e il personale gentile. Una gran bella differenza per chi fa il pendolare tutti i giorni con Trenitalia! Arrivo a Oban prima di mezzogiorno e mi dirigo verso il posto dove ritirare la bici. La gente che lavora alla Oban Cycles è molto simpatica. Sistemiamo presto la bici così è perfetta per me, pago il dovuto e mi dirigo verso i negozi e il porto.

Regola numero uno in Scozia – non siamo in una grande città con negozi dietro ogni angolo e centri commerciali aperto fino alle 9 di sera. Si va verso le zone poco abitate. Si pedalerà in mezzo a nulla. Fai provviste di cibo dove puoi perché non sai dove trovi il prossimo negozio.

Oltre al pedalare, una parte dell’avventura consiste nel viaggiare sui traghetti – non tutte le isole sono collegate attraverso le strade rialzate e ovviamente ci vuole il traghetto per raggiungerle dal terraferma. La CalMac ferries è l’operatore locale della zona e se vuoi visitare più isole ti conviene acquistare il biglietto cumulativo Hopscotch che ti permette di risparmiare e combinare più percorsi e biglietti in un’unica soluzione. E le biciclette viaggiano gratis! Bisogna considerare che i traghetti sono operativi prevalentemente per turisti e per gente locale per cui pianifica bene il tuo itinerario perché spesso ci sono solo due corse al giorno quindi arriva per tempo al check-in!

Ci vogliono ben cinque ore per arrivare da Oban all’isola di Barra (porto di Castlebay). I traghetti sono ben attrezzati, c’è un bar e un lounge dove si può riposare, leggere, guardare la TV e perfino dormire. Cinque ore sono tante per cui bisogna portare tanta pazienza. Il tempo regge quando partiamo da Oban però man mano che ci avviciniamo al mare aperto cominicia a piovere e far freddo per cui è ora di farsi un pisolino.

Mappa

Altimetria

Traccia gps e Mappa kml

Finalmente arriviamo a Castlebay alle 6 di sera – mentre attracchiamo si può ammirare il castello di Kisimul. Ci sono alcuni ciclisti sul traghetto quindi scambiamo qualche parola prima di scendere e partire per le nostre destinazioni. La maggior parte della gente si ferma per la notte a Castlebay, io però decido di attraversare l’isola e arrivare fino a Eoligarry dove c’è il primo campeggio. E’ una buona idea visto che grazie al cielo smette di piovere e i paesaggi serali sono veramente spettacolari. Passo vicino all’aeroporto più piccolo del pianeta (quello di Barra) dove gli aerei atteranno sulla spiaggia. La vista è incredibile.

Solo un paio d’ore di pedalata prima di arrivare al campeggio Croft 2. Il gestore è molto simpatico, i servizi puliti e i turisti sul posto simpatici e chiacchieroni. Quando la tenda è sistemata ormai piove a dirotto e non smetterà fino alla mattina del giorno dopo. Le giornate qui sono lunghe e alle 22.30 è ancora chiaro per cui facciamo qualche chiacchierata prima di recarsi tutti quanti a dormire.

La pioggia finisce verso le 6 e pare che sarà una giornata soleggiante – considerando la distanza da percorrere oggi è una buona notizia. Alle 7.30 sono pronta e mi dirigo nuovamente verso l’aeroporto di Barra e successivamente verso il porto di Ardmhor. Ciò che mi dà il benvenuto per strada è talmente inaspettato che letteralmente mi metto a piangere dall’emozione. Le isole, essendo esposte all’ovest verso l’oceano hanno un clima molto particolare e imprevedibile, con frequenti cambiamenti tra pioggia e sole. Ciò significa che non sai mai cosa trovi dietro la curva. Nel mio caso era un arcobaleno più stupendo che io abbia mai visto nella mia vita. E’ veramente un miracolo della natura e mi è scesa qualche lacrima dalla felicità. La foto sotto spiega chiaramente questa esperienza.

Al porto si trovano i distributori automatici con gli snack e bibite calde – considerando la temperature di 11-12 gradi e il vento freddo una cioccolata calda era proprio quello che ci voleva prima di salire sul ferry. Qua incontro alcuni ciclisti del giorno prima e l’ora passa veloce prima di arrivare sull’isola di Eriskay dove ci salutiamo di nuovo. Non ci sono molti paesaggi interessanti per cui mi fermo solo una volta in un unico bar per mangiare gli scones (sono delle pastine locali) prima di arrivare alla strada rialzata che ci collega con la prossima isola.

L’isola di South Uist è conosciuta per le sue spiagge stupendi – ciò che non ti dicono però è che la Hebridean way non ci passa vicino e quindi devi fare varie deviazioni e quindi aggiungere chilometri per arrivarci. Ci impiego diverse ore per arrivare alla parte nord dell’isola nonostante il percorso principale non sia eccessivamente lungo. Per fortuna è prevalentemente pianura se facciamo il paragone con le Highlands o l’isola di Harris e con il vento dal sud che mi spinge riesco a percorrere diversi km oggi. Il tempo è instabile con pioggia e sole alternati per cui mi tocca spesso dovermi fermare per mettere su o togliere la giacca anti-pioggia. Ma manteniamo la calma – siamo in Scozia per cui la pioggia è la nostra miglior amica.

Ciò che non puoi assolutamente saltare sono le spiagge della costa ovest dell’isola – io punto sulla spiaggia vicino a Homore come la spiaggia più bella. Suggerisco anche di fare la deviazione per il negozio Hebridean Jewellery shop – non per i gioielli ma per i paesaggi soprattutto se c’è la marea bassa.

Saluto l’isola di S. Uist e prendo la strada rialzata per Benbecula. Questa isola è un vero incubo per i ciclisti – oltre al fatto che non c’è nulla vedere, c’è anche il traffico. Tanto traffico. È veramente irritante e ti rovina l’esperienza. L’unica cosa buona è che ci sono i negozi – si consiglia vivamente di fare le provviste qui perché il prossimo cibo lo trovi solo sull’isola di Harris.

Finalmente arrivo sull’isola di North Uist – ancora qualche km e raggiungo il Campeggio Moorcroft. Circondata dalle colline e campi con le pecore e i pony sono in mezzo a nulla e mi sento come se fosse un paradiso. Il campeggio è ben attrezzato, c’è la cucina, lavatrici, l’asciugacappelli e il wi-fi gratuito. Non credo di aver mai visto un campeggio con così tanti servizi – ottima decisione fermarsi qui.

26.08.17 Carinish (North Uist) – Berneray a Leverburgh con il ferry – Tarbert (South Harris)

Di notte si possono vedere le stelle – è un’esperienza incredibile per chi vive nelle zone molto abitate dove l’inquinamento luminoso non permette di vedere bene il cielo. Quando mi sveglio la mattina mi danno il benvenuto i pony guardandomi da oltre il recinto. E’ incredibile quanto si è vicini alla natura qui.

Parto presto visto che devo tener conto dell’orario del traghetto. L’isola di North Uist ha più colline, inoltre c’è meno vento oggi per cui proseguo più lentamente. Ciascuna delle isole è molto diversa per quanto riguarda i paesaggi – North Uist è prevalentemente tutta colline e campi, pieni di pecore e bestiame tipico della zona (Highland cattle) che ti guardano senza emozione quando passi. Decido di fare una deviazione per la riserva naturale Barlanald vicino a Hougharry, dove si trovano le spiagge di sabbia, le dune e la costa rocciosa. E’ anche un paradiso per gli appassionati dell’osservazione degli uccelli.

Una volta fatta la sosta alla riserva si riprende la pedalata verso il porto a Berneray. I paesaggi adesso sembrano più simili a quelli delle Highlands scozzesi – colline maestose e distanti, qualche laghetto e bosco di qua e di là. A causa della visita alla riserva purtroppo perdo il mio traghetto arrivando con 20 min di ritardo. Ora mi tocca aspettare il prossimo collegamento per oltre due ore. Per fortuna le rocce situate vicino alla costa sono un’ottima location per una pausa – sono in Scozia e so che nessuno ruberà le borse o la bici mentre riposo.

Alle 13.30 finalmente sono sul traghetto per raggiungere l’isola di South Harris. Anche questa volta incontro altri cicloturisti – Steve di Dundee e una coppia di Edinburgo con cui pedaleremo tutti insieme oggi. Il tragitto dura meno di un’ora e alla fine siamo a Leverburgh sull’isola di Harris dove possiamo fare le provviste. Questa parte dell’itinerario credo sia la più spettacolare e mozzafiato. L’erba verdissima in abbondanza, lunghi tratti di spiagge sabbiose, il mare blu e cristallino – mentre facciamo la salita e poi scendiamo con gli altri non possiamo che fare numerosi soste per scattare le foto. Non c’è nessun posto sul pianeta come questa isola!

C’è un campeggio vicino alla spiagga a Seilebost però decido di spingere per qualche ora in più e seguire gli altri fino a Tarbert. Passiamo vicino alla famosissima e bellissima spiaggia di Luskentyre prima di iniziare la salita verso Tarbert. La salita è abbastanza tosta e iniziano a sentirsi i muscoli quindi i rapporti corti sono la nostra salvezza. Quando raggiungiamo la cima la natura ci premia con una vista mozzafiato sulle colline e sulla baia.

Ora ci rimane solo la discesa verso Tarbert dove è consigliato fare le provviste visto che il giorno dopo è domenica e in Scozia tutti tassativamente saranno chiusi. Sarebbe bello se anche in Italia fosse così. Non ci sono campeggi qui per cui con Steve decidiamo di fare il free camping su un campo vicino al mare mentre l’altra coppia procede avanti ancora per qualche chilometro alla ricerca di un posto migliore. In Scozia puoi mettere la tenda dove vuoi, basta che mantieni la distanza dalla strada e non infastidisci i proprietari. E’ stata una giornata lunga per cui il sonno viene presto. Purtroppo compaiono anche i moscerini fastidiosi tipici della Scozia (the midges!) che ci pungono senza pietà per tutta la sera.

27.08.17 da Tarbert (South Harris) a Ravenspoint hostel a Kershader (Lewis)

Oggi è la giornata più impegnativa di tutto il viaggio – è arrivato il momento di salire sulla collina grande (la cosiddetta “big hill”). Rapporti corti, tanto lavoro muscolare, pendenza anche da 12%. Il tempo peggiora e inizia a piovigginare per cui oggi è solo la questione di arrivare alla prossima sosta. Dopo la lunga salita ora finalmente si scende verso i laghi e qualche collina ancora prima che il percorso diventi più pianeggiante.

A Balallan ci dividiamo – Steve prosegue verso il nord mentre io mi dirigo verso il lago Loch Eireasort e il paesino di Kershader dove arrivo dopo qualche salita e circa 12 km di distanza, con le condizioni meteo sempre peggiori. Adesso piove a dirotto e c’è un vento laterale molto forte che rende la bici poco sicura e parecchio traballante. Per stasera sto in un ostello – considerando il tempo è un’idea migliore piuttosto che stare in tenda con il vento sempre più intenso e la pioggia incessante. L’ostello Ravenspoint è ben attrezzato e molto accogliente. il lago di Eireasort è conosciuto per la sua fauna e soprattutto gli uccelli predatori. Purtroppo a causa delle condizioni meteo non ne vedo neanche uno. La fatica degli ultimi giorni inizia a farsi sentire e dormo dieci ore di fila.

28.08.17 da Kershader a Callanish Standing Stones a Stornoway (Lewis)

Verso le 8 inizia a schiarirsi. Pioviggina ancora e il vento contro è parecchio forte – ci metto quasi due ore a ritornare a Balallan e riprendere l’itinerario principale verso Callanish e il famoso circolo megalitico di pietre (Callanish standing stones). La strada passa prevalentemente tra le colline quindi ci sono continue salite e discese però molto più leggere rispetto al giorno prima. Per fortuna il vento dal sud ovest adesso mi aiuta. Fino all’incrocio a Leurbost la strada è piuttosto trafficata. Incontro un cicloturista olandese con cui ci incroceremo più volte durante la giornata. Ora si svolta a sinistra e purtroppo questa parte del percorso è piuttosto difficile con il vento che tira contro e ci vuole tanto impegno e resistenza muscolare per arrivare alla fine alle pietre. Per fortuna la vista ricompensa lo sforzo.

Si ritiene che i cerchi risalgano a oltre 3000 anni a. C. Ci sono diversi siti da visitare – Calanais I, Callanish II & III. Sono in ottimo stato e se vi piace Stonehenge anche queste pietre vi piaceranno! Gli archeologi non hanno ancora scoperto il significato di queste pietre, si suppone che fossero erette per scopi religiosi. Si rimane senza fiato a pensare di avere davanti un monumento che ha più di 5000 mila anni. Il paesaggio circostante è incredibili e il vento è talmente forte che non si riesce neanche a stare in piedi. Vicino al sito Calanais I si trova il centro visitatori e il ristorante dove mi fermo per la meritata zuppa di lenticchie, gli scones e una tazza di tè.

Mi fermo in zona per un paio d’ore prima di proseguire verso Stornoway – questa volta con il vento che mi spinge e mi permette di riposare le gambe. Ad Achmore giro a destra per proseguire su una stradina di campagna in mezzo ai campi, piccoli laghi e turbine eoliche.

Inserire 28.08.17 Lewis en route from callanish to castlebay

ll percorso verso Stornoway – il paese più grande sulle isole, è praticamente solo in discesa. E’ uno shock per la mente e i sensi vedere all’improvviso così tanta gente e tanto traffico dopo esser stati circondati per diversi giorni dalla natura selvaggia. Per qualche motivo trovarsi lì mi sembra sbagliato e non riesco a trattenere l’irritazione. Mollo le borse e la tenda al campeggio Laxdale park – è ben attrezzato anche quello. E’ arrivato il momento di recarsi al supermercato – anche qui chiamato Coop, per comprare il cibo. E’ un duro risveglio ritornare alla civiltà e non riesco a credere che la mia vacanza è quasi finita – mi sento abbastanza triste quella sera.

29.08.17 Stornoway – traghetto a Ullapool –Inverness / 30.08.17 Inverness – Edinburgo – Venezia

Passo la mattinata a fare qualche pedalata in zona adocchiando qualche spiaggia da fotografare prima di indirizzarmi verso il centro per dare un occhiata al negozio “By Rosie” per comprare qualche regalino fatto di lana Harris Tweed. Faccio uno stop anche presso il famoso affumicatoio della zona per prendere il salmone da portare a casa – il salmone qui ha un profumo e un sapore che non trovi da nessun altra parte! A mezzogiorno bisogna purtroppo consegnare la bici dal corriere locale Woody’s prima di indirizzarsi verso il porto dove alle 14 si parte per Ullapool. Anche questo traghetto ha tutti i comfort però mi è difficile godermi la vista sul mare sapendo che la vacanza ormai è finita. Da Ullapool dopo un’ora di corriera raggiungo Inverness e l’ostello Syha che sinceramente potrebbe tranquillamente passare per un hotel – consigliatissimo! Il giorno dopo si parte la mattina presto con il treno verso Edinburgo – mi fa piacere rivedere la città anche se solo per un paio d’ore prima di prendere il tram per la’eroporto da dove ho il volo per Venezia.

La Hebridean way in realtà arriva fino a Butt of Lewis – la parte dell’isola di Lewis più al nord, però la maggior parte dei cicloturisti sconsiglia quest’ultima tappa come poco interessante e che poi richiede il rientro su una strada molto trafficata verso Stornoway. C’è tanta fauna selvatica da scoprire nelle isole quindi per chi ha tempo e possibilità si consiglia di pianificare una vacanza di almeno due settimane. Ciascuna delle isole è molto diversa a livello paesaggistico – a me personalmente sono piaciute di più Barra e South Harris seguite da North Uist. La strada in fin dei conti è una sola per cui non servono tracce GPS o mappe dettagliate – a meno che uno non voglia fermarsi per più settimane e andare oltre l’itinerario principale. il GPS funziona bene, la copertura telefonica però è piuttosto scarsa – chi cerca il segnale 4G per poter navigare rimarrà deluso. Nei campeggi o centri visitatori il wi-fi di solito è disponibile per cui non si rimane comunque staccati dal mondo.

Gli automobilisti scozzesi sono molto rispettosi nei confronti dei ciclisti – se la legge dice un metro e mezzo di distanza mentre sorpassi loro passano a un metro e ottanta o due. Nessuno perde pazienza quando bisogna rallentare perché c’è una bici e nessuno ti fa il clacson per farti sparire dalla strada – in Italia purtroppo tutto ciò ce lo possiamo solo sognare. Si consiglia di pianificare il viaggio in anticipo – non solo per il discorso degli sconti o offerte ma anche perché non c’è molta scelta per quanto riguarda i posti dove dormire inclusi i campeggi – a meno che uno non voglia fare il free camping. Giugno e luglio sono i mesi che di solito si considera come migliori per visitare le isole – io ho viaggiato a fine agosto e non me ne pento anche perché ormai è la stagione media per cui – meno turisti. Le temperature sono tra i 11 e 15 gradi ma considerando il vento le percepisci più come 8 -10 gradi. Stranamente non c’è nessuna differenza tra giorno e notte e le temperature rimangono praticamente uguali. Essendo Scozia non si può evitare la pioggia però se sei fortunato e ti capita un paio di giornate soleggiate i paesaggi e la natura ti regaleranno emozioni uniche. Per me le Outer Hebrides sono tra le destinazioni più straordinarie del pianeta e scoprirle pedalando è decisamente il modo migliore!

Libri

santiago-bici-libro francigena-bici-libro danubio-ciclabile-libro loira-ciclabile-libro

Articoli correlati

Una risposta a In bici alla scoperta delle Outer Hebrides

  1. Jess ha detto:

    Moscerini a parte credo che questo sia un dei viaggi pi belli che si possano fare. Grazie per avercelo raccontato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *