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In bici da Locorotondo a Martina Franca

Italia, Itinerari, Puglia, Valle d'Itria • di

Locorotondo: ovvero, luogo rotondo. Niente di più semplice. Da qualunque percorso si arrivi lo si nota subito. Schiere di case, dal profilo quasi nordico, che a livelli concentrici si organizzano e si strutturano intorno ad un punto focale: la Chiesa Madre di San Giorgio Martire, che imponente si staglia sul colle ad oltre 400 metri sul livello del mare. Con la sua cupola e l’autorevole campanile sembra dominare la vallata circostante e tutte le 46 e più contrade che modellano ed abbelliscono il territorio di questo comune che conta quasi 15.000 abitanti.

Chiesa di San Giorgio Martire

Chiesa di San Giorgio Martire, Locorotondo

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Locorotondo, come tutta la Valle d’Itria, sorge sul ramo sud-orientale di quell’altopiano collinare chiamato Murgia, dal latino, roccia aguzza. Popolato sin dai tempi remoti, si hanno però solo intorno all’anno 1000 le prime notizie dell’abitato, quando viene ricordato come feudo benedettino del monastero di Santo Stefano.

Scalinata dei Templari, Locorotondo

Scalinata dei Templari, Locorotondo

Scalinata dei Templari, Locorotondo

Scalinata dei Templari, Locorotondo

Entriamo in punta di piedi. Da Porta Lecce, detta anche Porta Nuova, ingresso “secondario” posto ad ovest del piccolo e meravigliosamente ingarbugliato centro storico. Perdersi forse è impossibile, ma se non si vuole ritornare costantemente sui proprio passi, bisogna farsi guidare da un forte senso dell’orientamento, o da una buona guida. Ancora meglio è chiedere indicazioni ai gentili ed accoglienti abitanti che vivono e conoscono intimamente il cuore del paese.

Passo dopo passo, percorrendo le varie viuzze che una dopo l’altra si aprono al nostro sguardo, ed addentrandoci nei tanti slarghi che accolgono il nostro cammino, ci si rende conto del tesoro gelosamente custodito: Locorotondo stessa. Una vera e propria bomboniera elegantemente bardata da archi sospesi, balconi fioriti, suggestivi terrazzini, splendide cupole, portoni adornati, nobili fregi, minute chiesette, prestigiosi palazzi, piazzette accoglienti, bianco di calce… E dalle cummerse, tetti a due spioventi fortemente inclinati in senso verticale, composti da chiancarelle, sottili lastre in pietra calcarea tipiche anche nella costruzione dei coni dei trulli.

Dopo aver visitato la bellissima Chiesa della Madonna della Greca ed aver percorso via Dottor Guarnieri, via Morelli, piazza Vittorio Emanuele, usciamo dal centro storico attraverso Porta Napoli, che ricorda quella che un tempo era l’ingresso principale della cittadina. Ci catapultiamo sul belvedere, ed in discesa arriviamo sino alla Scalinata dei Templari, altro punto panoramico di sicuro effetto.

Piazza Vittorio Emanuele, Locorotondo

Piazza Vittorio Emanuele, Locorotondo, Locorotondo

Madonna della Greca

Madonna della Greca, Locorotondo

Palazzo Morelli

Palazzo Morelli, Locorotondo

Palazzo Morelli

Palazzo Morelli, Locorotondo

Usciamo da Locorotondo passando per la solare piazza Aldo Moro, sede anche del palazzo comunale. Davvero pochi chilometri ci separano da Martina Franca: appena 6. I primi 2 in costante discesa, i successivi 3 dolcemente in piano. Ma gli ultimi 700 metri sono per cuori forti: siete quindi avvisati.

piazza Aldo Moro

piazza Aldo Moro

Da via Martina Franca, SS172, ci buttiamo a destra su via Serra che subito dopo diventa contrada Serra di Sotto o contrada Cerrosa e successivamente contrada Groffoleo o strada Cupa Rampone. Entriamo nel comune di Martina Franca percorrendo per un breve tratto strada Micela, poi pieghiamo a sinistra su strada Spartacavalluzzo e poi via Carmine.

L’itinerario percorso, segnalato anche come ciclabile, è completamente asfaltato. La sede stradale è ampia, ma non troppo. Si incontra qualche automobile, ma anche molti pedalatori. Il percorso corre parallelo alla SS172, che quindi lo svuota dai flussi veicolari intensi, e fiancheggia un’affascinante tratto delle Ferrovie Sud Est, incrociandolo più volte in un alternarsi di sottopassi, ponticelli, e passaggi a livello. Tutto intorno, ad accompagnare ed ammorbidire l’andatura, il magico spettacolo della Valle d’Itria: trulli, muretti a secco, macchie di verde, olivi e frutteti.

Come vi ho anticipato l’ultimo tratto del percorso riserva delle insidie altimetriche. Poche centinaia di metri. Ma non demordete, perché alla fine nasconde anche una bella sorpresa sicuramente gradita a tutti gli amanti dell’universo ciclabile: “Una Bici sull’Orto”, una singolare cartolina da portare a casa in fotografia, ma anche e soprattutto un piccolo e prezioso progetto socio-culturale realizzato dal Centro Diurno di Martina Franca. Pedalate per credere…
martina franca
martina franca
martina franca
martina franca





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