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La Catalogna in bicicletta

Itinerari, Spagna • di

La Catalogna ci stava aspettando e finalmente arriva agosto. Siamo in 5 e per arrivare ad Olot, nell’entroterra catalano alle pendici dei Pirenei, facciamo un lungo viaggio in macchina da Rovereto (quasi 1.100 Km, con fermata a Luano in Liguria per dormire). Ci siamo documentati sul percorso, ma non abbiamo prenotato nulla: partiamo alla ventura e al destino nonostante sia il mese d’agosto!

Arriviamo che è sera ad Olot, troviamo subito un posto dove dormire in un hostal (con mezza stella!) nella parte alta della città che ci sembra deserta e squallida. La titolare dell’albergo molto gentile ci dice che possiamo lasciare la macchina nel garage per tutta la durata del nostro tour in bici: perfetto, ne siamo felici!

Mappa

Altimetria

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Traccia gps | Mappa kml

Mattina, decidiamo prima di partire per il tour, di andare alla scoperta di Olot e dintorni e scopriamo con meraviglia una cittadina viva piena di simpatici e frizzanti locali e poco distante il Parco Naturale di Garrotxa, noto come Campo Vulcanico di Olot. All’interno di un’area di circa 12 ettari, che si estende in circa 11 comuni della Comarca di Garrotxa, vi sono circa una quarantina di vulcani attualmente non più attivi, l’ultima eruzione risale a circa 11.000 anni fa! Tuttavia la regione è ancora sismicamente attiva: il terremoto del 1428 ha provocato gravi danni e morti a sud di Barcellona. Il Parco, il più grande della penisola Iberica, merita una visita, è molto suggestivo e ci si riesce ad avvicinare a quella che un tempo era la bocca di eruzione del vulcano. Interessante anche l’intervento di abbellimento realizzato all’interno.

Un vulcano nel parque de la Garrotxa

Un vulcano nel parque de la Garrotxa

Inizia il vero viaggio: bici e bagagli pronti, entusiasmo alle stelle. Imbocchiamo immediatamente e senza problemi la prima Via Verde Ruta del Carrilet (che parte da Ripoll e va fino al mare). Le Vias Verdes sono vecchie linee ferroviarie abbandonate e recuperate per soli ciclisti ed escursionisti, neppure i ciclomotori possono circolare; queste vie sono sinonimo di sicurezza e rispetto dell’ambiente, sono per la maggior parte degli sterrati ben battuti e segnalati che spesso si incrociano e si fondono con strade a uso agricolo.

L'inizio della via verde ad Olot

L’inizio della via verde ad Olot

La prima tappa che ci aspetta è Olot-Anglés (44 km): i nostri pneumatici fremono di gioia su questi sterrati e le nostre bici fendono l’aria che inizia a riscaldarsi con i primi raggi di sole.

Subito fuori Olot ci fermiamo lungo il percorso al Parco della Pedra Tosca, che in catalano significa “pietra ruvida”. Questo luogo è molto particolare e merita una sosta, vi si alternano rocce di basalto (elemento naturale) a piastre di acciaio corten che creano linee verticali spezzate e serpentine guidando il visitatore alla scoperta di un sito unico in cui i confini tra paesaggio e architettura coesistono in perfetto equilibrio.

Parco della Pedra Tosca

Parco della Pedra Tosca

Si riprende a pedalare il percorso si estende tra campi di mais, boschi di eucalipti, campi coltivati, la strada ha pure una leggera pendenza e ce ne accorgiamo quando percorriamo la lunga discesa che ci porta ad Anglès e qui raggiunto il centro siamo subito accolti dalla tipica accoglienza catalana: un gruppo di signori anziani che ci fanno mille domande e ci consigliano una sistemazione per la notte.

Seconda tappa Anglés-Girona-St.Feliu de Guixols (65 Km) niente Vias Verdes perché ci sono dei lavori in corso ma in un’ora raggiungiamo comunque Girona. Città turistica molto bella, ha un aeroporto con diversi collegamenti aerei low cost verso l’Italia. Monumenti, strette viuzze, molti edifici in cui si riconoscono le tracce della corrente artistica Noucentisme (il liberty catalano) nata nei primi del 900 in alternativa al modernismo. Giretto per la parte alta della Cattedrale e alla tipiche Case Penjades, case pendenti perché sembrano pendere sull’acqua e alle cui pareti si alternano i colori dall’ambra al pesca e al melograno.

Girona

Girona

Da Girona possiamo riprendere una della Vias Verdes che ci porterà a St. Feliu de Guixols è rilassante percorrere queste vie senza preoccuparsi del traffico e quindi ci godiamo queste lunghe strade sterrate scambiandoci commenti e impressioni su questo viaggio che è appena agli inizi.

Arriviamo sulla costa, a St. Feliu de Guixols, che ci accoglie con una luce e un’atmosfera spettacolare. Non vogliamo perdere tempo alla ricerca di un posto per dormire e subito ci dirigiamo verso un gruppetto di vecchietti che stanno parlando serenamente tra di loro.

Via Verde nei pressi Callella de Palafrugell

Via Verde nei pressi Callella de Palafrugell

Chiediamo se lì nelle vicinanze c’è un Hotel, uno dei vecchietti il più cachondo (simpatico) ci risponde “Hoteles en St. Feliu? No hay hoteles aquì” (Hotel qui a St. Feliu non ce ne sono). Ci guardiamo stupiti perché abbiamo letto che è un posto turistico, poi scoppiamo a ridere e rimaniamo mezzora a parlare con loro che erano in vena di scherzi. Noi sappiamo lo spagnolo, ma qui in Catalogna si parla principalmente in catalano. Un consiglio: imparate due parole in catalano e chiedete cortesemente di parlare spagnolo se lo sapete (avrete il tappeto rosso steso a terra!) altrimenti con l’italiano per le informazioni di base ci si capisce. Alla fine comunque troviamo un’ottima sistemazione al Hostal Noray, ci lasciano portare le bici in camera (al 4° piano senza ascensore!). Cena con tapas (tipici stuzzichini sfiziosi caldi o freddi) e cervezas (birra).

La via Verde tra Girona e St. Feliu

La via Verde tra Girona e St. Feliu

Una colorata cena di “tapas”

Una colorata cena di “tapas”

Terza tappa St. Peliu de Guixols-Palamòs-Calella de Palafrugell-Begur-Pals-Torella-Estratrit (84 km). Sarà una giornata intensa. Iniziamo con dei problemi meccanici che vengono subito risolti e poi cominciamo a salire piccoli strappi che si fanno sentire con le bici cariche. Qui il percorso non è ben segnalato e ci dobbiamo fermare più volte a verificare sulla nostra cartina. Superiamo Platja d’Aro che ci appare troppo turistica e “patinata” e ci fermiamo a Palamòs, cittadina incastonata lungo la Costa Brava. Da qui riprendiamo la Via Verde che ci porta a Callella de Palafrugell; qui ci aspetta un tratto con una pendenza impegnativa ma veniamo ripagati dai panorami che solo la Costa Brava sa dare. Breve sosta a Begur piccolo paesino su una collina, che ci offre una vista su cale e spiaggette. Scesi da Begur ci aspetta un tratto pianeggiante, passiamo da Pals piccolo borgo in pietra meraviglioso, una delle più belle sorprese del viaggio. Giriamo un po’ tra i vicoli stretti e silenziosi e poi ci lanciamo con le nostre bici tra le campagne e chiese medioevali. Estratrit ci aspetta.

Tratto di pista ciclabile lungo la Costa Brava

Tratto di pista ciclabile lungo la Costa Brava

Quarta tappa Estratrit-L’Escala-San Pere Pescador-Roses-Cadaqués (78 km). Da Estratrit a Roses si susseguono paesaggi agresti e viste panoramiche verso la costa. Sia Roses che San Pere Pescador sono luoghi molto turistici, le spiagge di riferimento della zona. Il percorso è bello vario, tra la costa e i campi, qualche chilometro all’interno.
Dopo una lunga (8 Km) e impegnativa salita (circa 400 metri di dislivello) e una divertente discesa, peccato la strada trafficata, arriviamo a Cadaqués. Prima però di lanciarci in discesa godiamo del panorama verso il Puerto de la Selva: magnifico con il sole che sta tramontando.

Arrivati a Cadaqués abbiamo voglia di andare subito in spiaggia e cominciamo subito ad assaporare l’atmosfera particolare che offre questo luogo, che definirei “aristocratico-naturalista” nel senso che è un posto di classe ma non snob. A 50 metri dal centro e dal mare troviamo alloggio al Hostal Cristina, una struttura appena ristrutturata che gode di una posizione magnifica con l’aspetto di un hotel 4 stelle ma ad un prezzo super economico. Decidiamo di fermarci 3 giorni qui a Cadaqués.

Qui possiamo continuare a pedalare ma goderci il mare. Il giorno successivo ci facciamo un giro nei dintorni di questo luogo incantato: andiamo al Faro de Nem al Cap de Creus (9 Km da Cadaquès), ci rilassiamo in spiaggia e visitiamo la Casa-museo di Salvador Dalì dove l’artista trascorreva parecchio tempo. La luce tersa di questo paese fa comprendere perché questo posto attragga tanti artisti.

L’ultimo giorno riusciamo a fare anche un giro in mtb (noi abbiamo delle mtb attrezzate per il viaggio), accompagnati da una guida locale, Juan Manuel, che ci fa scoprire un angolo selvaggio di Costa Brava. Risalendo da Cadaqués la strada asfaltata fino al bivio per El Port de la Selva, si gira a sinistra, verso il Mas de la Perafita. Da qui un saliscendi di strade sterrate con panorami a perdita d’occhio ci riporta alla base passando per il faro a sud del porto di Cadaqués. Lasciare Cadaqués non è semplice, ci è rimasta nel cuore e nell’anima ma rientriamo in pullman a Olot carichi di ricordi e pronti per una nuova avventura!

Verso Cap de Creus

Verso Cap de Creus

Il faro a sud di Cadaqués

Il faro a sud di Cadaqués

SCHEDA TECNICA
• Punto di partenza: Olot
• Punto di arrivo: Cadaqués
• Lunghezza totale: 271 km di Tour + 18 Km giro al Faro di Nem (Cadaquès)
• Durata Tour in bici: 4 giorni
• Difficoltà: medio
• Dislivello massimo: 400 metri
• Fondo: 30% sterrato su ciclabili (Vias Verdes) 70% strade poco trafficate eccetto l’avvicinamento a Cadaqués.

INFORMAZIONI UTILI

• Ci sono Info Point ma non effettuano servizio di prenotazione.

• Periodo ottimale da marzo ad ottobre e anche ad agosto non è mai troppo caldo soprattutto lungo la costa.

• Lungo le Vias Verdes ci sono le vecchie Stazioni convertire in Bar o Punti Informativi, sono comunque sempre dotati di Servizi Igienici in alcuni casi anche di docce.

• Prezzo medio a persona in Hostal e B&B circa 30-40 euro in camera doppia (in alta stagione), costo medio di una cena 15 euro.

• Cibi da provare: alioli (salsa a base di aglio e olio d’oliva dal sapore forte, servita sul pane come antipasto o aperitivo), chopitos (piccoli calamari fritti) da non confondere con i chupitos (bicchierini di superalcolici), patatas bravas, polpo alla catalana e i piccantissimi peperoncini verdi.





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