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La manutenzione della bici: si può fare tutto da soli?

Bikelife, Manutenzione, Meccanica • di

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Per gli aspetti più tecnici delle operazioni di manutenzione sorge un interrogativo: vale la pena farsele da soli? Fino a che punto può spingersi un home mechanic appassionato? Esiste qualcosa che non possiamo toccare? In sostanza, ha davvero senso mettere mano alla propria bici, dedicando tempo ed energie anche alle manutenzioni più complicate?
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Sono tutte domande legittime, che possono nascere da diverse sensazioni. La prima è la “vergogna” della manutenzione. Spesso quando esco con i miei amici in bici da strada o in mtb, alcuni mi fanno domande riguardo a spurgo dei freni, sostituzione del pacco pignoni, regolazione del cambio e alle mie risposte sorgono dei commenti del tipo “la bici va toccata solo quando si rompe”, oppure “meno tocchi la bici meglio è”. Questa opinione, molto radicata, è in realtà sbagliata, poiché la manutenzione è da considerarsi un intervento preventivo, da mettere in pratica per tenere alla larga i problemi e non solo per risolverli. Controllare il cambio prima di ogni uscita permetterà di divertirsi al massimo, poiché si girerà con una bici silenziosa, rispondente e molto performante, così come tenere sotto controllo l’usura della catena consente di individuare il momento in cui va sostituita, salvando corone e pignoni da un’inutile usura, con un risparmio di tempo ma soprattutto di soldi. Per questo la manutenzione va pianificata, ovvero è meglio spendere dieci minuti tutti i giorni per controllare ciò che va bene, piuttosto che rimanere fermi perché si è rotto il deragliatore e il meccanico chiede una settimana di tempo per sostituirlo.
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L’altra sensazione molto diffusa è il terrore di rompere qualcosa. Conosco persone che sono straordinarie nei lavori di casa: imbiancano, smontano rubinetti e impianti idraulici, mettono mano ai lampadari e all’impianto elettrico, montano mobili, fanno tutto senza rivolgersi a un professionista. Eppure, quando dico loro “allora cambiamo i cuscinetti di sterzo?” iniziano a sudare freddo. La bicicletta viene vista come un oggetto fragilissimo, su cui si è autorizzati a mettere le mani solo dopo anni d’iniziazione segreta. Anche in questo caso, si deve riportare tutto su un piano più oggettivo. La ciclomeccanica non è difficile ma nemmeno semplice, poiché richiede attenzione, conoscenze meccaniche di base, un minimo di manualità e quella malizia che consente di capire il problema e trovare il modo di risolverlo. Ognuno dovrà agire secondo coscienza, ovvero mettere in pratica solo ciò che è in grado di fare. Se regolare il cambio è un’operazione a portata di tutti, meno lo è aprire una forcella o fresare la scatola di un movimento centrale, che sono operazioni che in primis necessitano di strumenti idonei e che, se non ve la sentite, è meglio far fare a una persona qualificata (e non tutti i proprietari di un negozio di biciclette sono “persone qualificate”). Ma ciò non toglie che la maggior parte delle operazioni effettuabili su una bicicletta siano alla portata di tutti, anche dei più digiuni di meccanica.
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Infine c’è l’ultima convinzione, cioè che la manutenzione, alla fine della fiera, sia inutile. Nel nostro mondo consumistico ci siamo abituati a utilizzare un oggetto finché dura, per poi sostituirlo con uno nuovo non appena si presentano dei problemi e questa cosa si riflette sulla bicicletta. Fa rumore la ruota libera? Compro un set di ruote nuovo. La forcella ha due anni di vita? Ne prendo una nuova, che la mia è il modello vecchio e tutti gli esperti mi dicono che non posso più usarla su certi terreni perchè ora va di moda un’altra tecnologia. Monto una tripla guarnitura? Devo assolutamente passare alla doppia, altrimenti tutti mi bruceranno in salita. La realtà non è così: tutti i componenti della bicicletta possono essere smontati, aperti, puliti, lubrificati, assemblati nuovamente e riportati a nuova vita, sostituendo solo ciò che è davvero usurato o danneggiato. Purtroppo troppo spesso ho ritrovato quest’atteggiamento nelle persone che mi hanno chiesto aiuto, che hanno preferito sostituire in toto il pezzo piuttosto che aprirlo e capire cosa non va. Invece la manutenzione ha proprio questo scopo: allungare la vita utile di un componente, far sì che duri 10 anni al massimo e non i 2 della garanzia di legge. Certo, è necessario un investimento in termini di tempo, ma il risparmio economico è impagabile.
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Insomma, la mia risposta è sì, vale la pena spendere tempo per manutenere la propria bici, poiché conoscendone ogni bullone, sapremo sempre cosa potrà darci e sapremo prevenire rotture e danni. Ovviamente effettuare operazioni di meccanica sulla bicicletta necessita di conoscenza, di comprensione delle procedure e dell’attrezzatura idonea e di qualità. Per questo ci saremo noi, con i nostri tutorial e con il libro di cui abbiamo curato l’edizione italiana (con un editing a livello tecnico), a spiegare a chi vorrà cimentarsi come fare e in che modo, che sia regolare un cambio o sostituire i cuscinetti della carro posteriore di una mtb full suspended. Perché, come diceva la persona che mi ha insegnato cos’è il lavoro e la sua importanza, “se vuoi che una cosa sia fatta come desideri, falla tu”.

Per le operazioni che non vorrete effettuare da soli, il mio consiglio è di girare per negozi fino a che non incontrerete una persona di fiducia, un meccanico competente e capace, alla quale affidare il vostro mezzo per le manutenzioni più complicate. Persone così sono rare per cui, se avrete la fortuna di trovarle, non fatevele scappare e non state lì a discutere su tempistiche o prezzi. Mani esperte sono merce rara e lo sono ancora di più le teste pensanti che sanno come venire a capo di problemi che altri non riescono a risolvere.

E voi, dunque, cosa ne pensate? Vale la pena smanettare sulla vostra bicicletta? Lo fate già?





3 Risposte a La manutenzione della bici: si può fare tutto da soli?

  1. pietro ha detto:

    Ciao OMAR , rispondo alla tua domanda , secondo mè non c’è soddisfazione più grande che riparare la propria bicicletta in autonomia senza andare dal meccanico , inoltre si risparmiano anche dei soldi che non è cattiva cosa .Naturalmente bisogna avere un minimo di manualità e avere un buon background di ciclomeccanica per poter fare almeno le riparazioni di base . Comunque i tuoi articoli sono formidabili e molto istruttivi continua così !!

  2. Marco ha detto:

    Sono assolutamente per la manutenzione autonoma. Consiglio di fare esperienza con un” ferro vecchio” provando a rimetterlo in strada, senza tanti fronzoli ma anche solo una buona lubrificata a tutti i cuscinetti. Buon lavoro anzi BUON DIVERTIMENTO.

  3. Francesco ha detto:

    Innanzitutto GRAZIE per aver utilizzato il tuo tempo per preparare e postare questi tutorial che ho trovato chiari ed estremamente funzionali). Sono uno che (e mi son ritrovato nel tuo scritto) ripara, modifica, integra di tutto ma la bici no! Ho paura di far danni ma se per l’automobile le mani “ce le ficco” (nonostante le differenti velocità e masse in gioco) per la bici avevo (ho?) una sorta di “paura reverenziale” che mi costringeva a portar il mezzo dai (cosidetti) meccanici che pur prendendomi i soldi buoni facevano il lavoro male quindi, vagola vagola nei vari siti, ho trovato i tuoi tutorial che oltre ad esser scritti in maniera chiara non sono “accademici” e questo m’ha spinto a provare risolvendo il problema e quindi facendomi maturare la convinzione che le mani “le posso ficcare” anche nella bici. Grazie e……..manutenzione autonoma sempre!

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