Puglia

La Murgia dei Trulli per un viaggio in bici autunnale

La Murgia dei Trulli per un viaggio in bici autunnale

Ogni volta che si fa un viaggio in bici è sempre tutto una scoperta. Sfruttando la possibilità di spostarsi in treno con la bici, in autunno regaliamoci un piccolo viaggio di 4 giorni nella Murgia dei Trulli.

Il tepore del sole e le temperature piacevoli sono compagni fidati per un itinerario facile alla scoperta di questa zona della Puglia.

L’itinerario nella Murgia dei Trulli

Primo giorno: Monopoli-Polignano-Conversano

Puglia Murgia crediti Daniela Scianaro

Partiamo al mattino da Monopoli, sempre bella e vivace sia d’estate che d’inverno, anche grazie ai tanti pescherecci che animano il porticciolo nel cuore della città.

Per scaldare le gambe facciamo prima un tratto di strada costiera verso Polignano (decidete voi se più conosciuta per gli spettacolari tuffi del Redbull Cliff Diving o per aver dato i natali a Domenico Modugno). Sostiamo per visitare il Museo di Arte Contemporanea Pino Pascali.

Volgiamo le spalle al mare e iniziamo a salire su un vero e proprio gradino. Da qui, guardandoci indietro, si riesce a intravedere l’alternanza di due dei paesaggi che compongono la Murgia dei Trulli: la piana degli ulivi che scorre parallela al mare, e quella più ondulata dell’altopiano della Valle d’Itria.

Mentre raggiungiamo Conversano mi tornano in mente le parole di chi aveva ha definito l’ingegnosa architettura a secco come “una delle più clamorose manifestazioni della capacità contadina di piegare uno dei frammenti più impervi e repulsivi della pietraia pugliese ai propri scopi produttivi, mediante spirito di iniziativa e ampia profusione di lavoro”.

Puglia Murgia crediti Daniela Scianaro
I muretti a secco nella Murgia (crediti Daniela Scianaro)

E cosi è. Mentre la costa si è da tempo piegata agli eccessi di un tossico turismo balneare, questa parte dell’entroterra resta ancora autenticamente legata al mondo rurale, seppur in chiave moderna. Conversano ci accoglie con il suo bel castello normanno, testimone del glorioso passato feudale, dove il paese era al centro di una delle contee più importanti di tutta la Puglia. Da non perdere la cattedrale, in stile romanico pugliese, davvero sorprendente per un centro abitato di relative dimensioni.

Secondo giorno: Conversano – Castellana Grotte – Putignano – Noci

Di questa tappa la campagna è regina indiscussa: l’alternanza di vigneti, uliveti e residui di boschi, assieme alla presenza di una fitta rete di muretti a secco disegnano il mosaico agrario di questa zona.

Le masserie, ancora tanto vissute e tanto produttive, tengono in mano il testimone di quella che era la ricca proprietà fondiaria di un tempo. Nelle contrade non ci si sente mai soli: sono piene di operosi contadini con cui è bello salutarsi e chiacchierare.

Pausa caffè nel centro di Castellana (in realtà chi non le avesse mai visitate può fare una sosta più lunga per vedere le famose Grotte). Successiva tappa è Putignano, famosa in Puglia per il suo carnevale, con un centro storico vivace e colorato.

Da Putignano a Noci la strada è quasi un rettilineo, si riesce quasi ad intravedere la destinazione, ma la prospettiva è parecchio ingannevole visto che si scende brutalmente e si sale altrettanto brutalmente.

Affrontiamo la salita nella convinzione che una birra all’arrivo è indubbiamente meritata! Particolarità del centro storico di Noci sono le “Gnostre” (da claustrum, chiostro). Si tratta di piccoli atri su cui si affacciano le abitazioni circostanti, o meglio dei vicoli chiusi, in quanto originariamente erano delle vie vere e proprie. Queste strade vennero chiuse per far posto alle nuove abitazioni in seguito all’incremento demografico del XVIII secolo, tagliando di fatto la viabilità e creando quindi questi spazi che sono semi-pubblici e semi-privati allo stesso tempo.

Terzo giorno: Noci – Alberobello – Locorotondo – Cisternino

Puglia Murgia Alberobello crediti Daniela Scianaro
Alberobello vista dalla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese (crediti Daniela Scianaro)

Prima fermata di oggi è la chiesa di Santa Maria del Barsento, sintesi perfetta di tutte le stratificazioni storiche della zona. Abitata già dall’età del bronzo e successivamente da Messapi, Romani e Bizantini questa chiesa deve la fortuna alla sua posizione invidiabile, posta sul promontorio che domina tutta la vallata, nonché crocevia tra Adriatico e Jonio.

Salutata questa chiesa in calce bianca puntiamo ad un altro luogo che più iconico non si può: Alberobello. Sito Unesco dal 1996 e reso celebre dai suoi quasi 1500 trulli (tecnicamente definiti “architettura spontanea”) è una delle super mete turistiche della Puglia.

Per non essere fagocitati dal turismo di massa, scendiamo dalla bici e facciamo due passi solo nel rione Aia Piccola – privo di caffè e negozi di souvenir– per entrare in qualche trullo e respirare la vita contadina dell’epoca.

Alberobello non ha una storia così antica come si potrebbe pensare. Nasce in realtà solo sul finire del XIV secolo per volontà dei Conti di Conversano, che affidarono la gestione del territorio ad alcuni contadini. Qui l’ingegno operoso! Siccome la legge del Regno di Napoli prevedeva il pagamento di un tributo per ogni nuovo villaggio edificato, i contadini architettarono un piccolo stratagemma per non pagare quelle tasse: costruire piccoli ripari temporanei -per persone, utensili e animali- facili da costruire e altrettanto facili da demolire in caso di ispezioni: i trulli.

Lasciamo Alberobello e zigzagando nelle contrade arriviamo a Locorotondo. Il centro storico è pieno di piccoli locali dove fare una bella sosta-pranzo ammirando tutta la Valle d’Itria dall’alto della strada che cinge l’antico nucleo. Il nome dialettale “u curdùnn” richiama proprio la caratteristica forma del centro storico, fatto da piccole case bianche disposte su anelli concentrici. Si pedala dritti verso Cisternino per una cena godereccia (e Cisternino in questo senso non delude mai!) e pernottare.

Quarto giorno: Cisternino – Ceglie Messapica – Ostuni

Rendiamo onore agli amici del Coordinamento dal basso della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese che da tempo lottano contro le lentezze istituzionali decidendo di pedalare fino a Ceglie sul tracciato più “morbido” della ciclovia.

In effetti è un tratto ciclopedonale tanto amato anche da chi semplicemente vuole fare una camminata fuori paese, perché è bello, sicuro. Ti permette di sbirciare nei giardini di campagna, di stare in mezzo alla natura a due passi dal paese, di pedalare su antichi ponti dell’acquedotto, tra querceti ed alberi di corbezzolo.

Puglia Murgia crediti Daniela Scianaro

Questa lunga via verde (quasi 500 km dalla Campania a Leuca), sperando che venga presto realizzata, “rischia” di diventare un meraviglioso itinerario storico culturale dove la storia e l’archeologia industriale gridano vendetta. E quindi incrociamo le dita!

Arriviamo a Ceglie per una pausa mangereccia come poche, aprendo un aspro dibattito “panino cegliese vs. biscotto cegliese”. Nel pomeriggio ci spostiamo verso Ostuni. Lasciamo la bici in piazza per salire a piedi verso la cattedrale perché, anche qui, le viuzze sono molto strette e piene di turisti.

Ci affacciamo sul belvedere di Ostuni che guarda verso l’Adriatico, avendo sotto gli occhi un altro grande patrimonio naturale: la piana degli ulivi monumentali. Più di 200.000 alberi con un’età di oltre 3000 anni, disseminati tra i tanti tratturi e muretti a secco che attraversano la piana, e mai uguali tra loro, ci fanno venire voglia di ammirarne qualcuno da vicino nel tratto di strada che va verso la stazione dove poi prendiamo il treno per ritornare a casa.

A parte il tratto ciclopedonale dell’AQP si pedala su strade a poco traffico. Tutta la zona è meta da tempo di cicloturisti da tutto il mondo. Anche se non c’è un bollino bike friendly, molte sono le strutture che ben volentieri ospitano cicloturisti, offrendo un cortile o un atrio sicuro per parcheggiare la bici, basta chiedere in anticipo.

Si parte da Monopoli e si torna da Ostuni sfruttando i potenti mezzi delle FS, ovvero le carrozze bici sui treni regionali. Anche gli altri comuni sono serviti da linee ferroviarie locali, dove è possibile salire con la bici, ma non sempre, quindi meglio informarsi prima. Chi ha un giorno in più può pedalare da Ostuni a Monopoli lungo un pezzo di via Francigena a ritroso in mezzo alle spettacolari sculture viventi che sono gli ulivi millenari.

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