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La scelta della handbike

Bici, Bikelife, Handbike • di

La scelta di una nuova bicicletta non è mai un fatto banale. A condizionarla possono esserci fattori di varia natura: la moda del momento, la disponibilità economica, l’estetica del mezzo, la bravura e la simpatia del negoziante cui ci si affida, solo per citarne alcuni. Ma fare una scelta oculata, basata sulle reali necessità e sulle proprie caratteristiche fisiche, è necessario per non doversi pentire in un futuro più o meno prossimo. Lo stesso discorso, forse in modo ancor più accentuato, deve essere fatto per la scelta dell’handbike, che deve essere adatto perfettamente all’atleta, alle sua capacità residue e alle sue limitazioni.

A differenza dei ciclisti “tradizionali”, per gli handbikers, la scelta può risultare per certi versi più semplice. Sono infatti “pochi” i negozi cui rivolgersi per l’acquisto di un mezzo ed i modelli limitati. Tuttavia molti sono gli aspetti ed i particolari tecnici da non sottovalutare; cercheremo di analizzarli qui di seguito.

1. Perché voglio acquistare una handbike

Non ci dilungheremo molto su questo aspetto, perché già trattato nella prima puntata, ma bisogna ricordare che i mezzi possono presentare caratteristiche molto diverse tra loro, in funzione di quale sia l’uso che ne intendiamo fare. Una persona senza ambizioni di competizione, ma che desidera usarla per muoversi all’aperto, con la famiglia, su percorsi misti, è inutile che cerchi di acquistare l’ultimo modello di handbike in carbonio, superleggero e performante; molto meglio un mezzo più comodo, che gli permetta di osservare il paesaggio mentre pedala, di non subire ogni minima sconnessione del percorso e di essere visibile sulla carreggiata. Esiste poi una categoria di mezzi, destinati all’utilizzo off-road, una sorta di MTB delle handbike. Si tratta di mezzi con rapporti adatti ad affrontare ripide salite, con coperture tassellate, baricentro alto per non rimanere bloccati dalle asperità del terreno, freni a disco (invece che a pattino) e schienale poco inclinato con imbottiture rinforzate per ammortizzare tutte le vibrazioni.
Anche l’avvento delle fat bike non poteva passare inosservato e si iniziano a vedere i primi “contagi” per coloro che intendono usare il loro mezzo in comodità, su ogni tipo di superficie e con (magari) l’ausilio di una pedalata assistita.

Un modello di handbike offroad e una "hand-fat-bike"

Un modello di handbike offroad e una “hand-fat-bike”

2. Qual è il mio budget?

Purtroppo questo è un aspetto fortemente condizionante. Dal punto di vista sanitario esiste la possibilità per l’atleta disabile, di farsi rimborsare, almeno parzialmente, l’acquisto di una handbike.
Il nomenclatore tariffario, lo strumento che regola il rimborso per ausili e dispositivi di vario tipo, permette al medico prescrittore (fisiatra o simile) di ricondurre l’handbike al codice 12.24.21.130. Il problema è che non tutta la spesa per l’handbike viene coperta dal rimborso, ma solo una cifra attorno ai 900 €, di conseguenza estremamente risibile rispetto alla spesa reale. Cambia tutto invece nel caso in cui l’atleta “goda” di copertura INAIL a causa di un infortunio o incidente subito sul lavoro; in questo caso la copertura per l’acquisto è totale, pur rimanendo l’obbligo di ricevere una prescrizione da un medico che ne ritenga utile, ai fini riabilitativi, possesso e ed utilizzo.
I prezzi delle handbike, come già scritto nel primo articolo, variano pertanto da un minimo di 2.500 ad un massimo di 15.000 € circa (ma anche oltre) e prima di pensare di acquistare uno dei mezzi più evoluti, sarebbe bene poterne sperimentare la pratica per capire le proprie reali esigenze. Per questo motivo il consiglio è di chiedere alle società sportive che ne siano dotate, di poter provare uno dei mezzi “muletto” a loro disposizione.

3. Che componenti devo scegliere per la mia handbike

Poiché la sicurezza è uno dei primi elementi da tenere in considerazione, le scelte vanno prese in funzione di quella e la stabilità deve quindi essere il primo requisito per il nostro mezzo.

Ruote: Se un’atleta è alle “prime armi” sarebbe preferibile scegliere delle ruote posteriori con una leggera scampanatura che garantiscano una sicurezza nelle situazioni a rischio ribaltamento come curve strette, presenza di cordoli di marciapiedi o, addirittura, collisioni con gli avversari durante una gara. Ruote lenticolari o con profili aerodinamici accentuati, incidono sulla aerodinamicità del mezzo, ma anche sulla spesa; valutare con attenzione se realmente siano necessari oppure solo uno “sfizio modaiolo” per imitare i professionisti. La misura più frequente per le ruote (sopratutto anteriori visto che le posteriori vengono scelte anche di dimensioni ridotte per alleggerire i pesi) è da 26″.

Handbike con ruote uguali (sopra) e in configurazione con ruote posteriori di dimensioni ridotta (sotto)

Handbike con ruote uguali (sopra) e in configurazione con ruote posteriori di dimensioni ridotta (sotto)

Freni: I freni devo garantire un’immediata risposta che consenta un controllo massimo della handbike in qualunque situazione. Per tale motivo, nel caso di atleti con una ridotta mobilità della mano e uno scarso controllo dei muscoli dell’avambraccio, è fortemente consigliabile il freno a contropedale, rispetto al tradizionale a leva; questo accorgimento permetterà di non lasciare la presa della manopola della pedivella per cercare la leva di frenata e mantenere quindi un controllo ottimale del mezzo. Poiché il freno anteriore è l’unico a disposizione, è importantissimo scegliere il pattino adatto alle condizioni meteorologiche da affrontare in gara e non sottoporlo ad eccessive sollecitazioni che ne compromettano la funzionalità; per questo motivo alcuni ciclisti hanno iniziato a passare al freno a disco per avere una risposta più omogenea indipendentemente da temperatura o umidità, soprattutto nell’uso non competitivo.

Dettaglio dei freni della handbike di Alex Zanardi

Dettaglio dei freni della handbike di Alex Zanardi

Manopole: Le manopole molto spesso sono sagomate per essere ergonomiche e adatte alla mano dell’atleta che, nel caso presenti una presa ottimale, non necessita di accorgimenti specifici. Diverso il caso di atleti con lesioni alte del midollo spinale che ne compromettano la funzionalità delle dita della mano per i quali bisogna trovare accorgimenti che permettano di mantenere la presa ed il controllo dello sterzo, anche nelle situazioni di gara più concitate. Le soluzioni sono molteplici e spesso molto artigianali; c’è chi blocca la mano alla pedivella con delle speciali cinghie che si fissano ai guanti da ciclista, chi con staffe specifiche e chi utilizza del velcro per mantenere la posizione corretta. È evidente però che una mano bloccata, non potrà essere usata per cambiare i rapporti durante la marcia o non potrà azionare il freno se non usando il contropedale.

Manopola con presa adattata (sinistra) e classica (destra)

Manopola con presa adattata (sinistra) e classica (destra)

Leve del cambio e deragliatore: se l’atleta non presenta limitazioni funzionali della mano, le leve o i pulsanti dei rapporti (anteriori e posteriori) vengono messi a piacimento, dove si ritiene siano più comodi da raggiungere. Se invece esistono limitazioni e le mani si preferisce tenerle sulle manopole con sistemi di fissaggio allora è necessario dotarsi di un sistema di cambio dei rapporti che possa essere azionato con il mento. In questo caso l’elettronica ha aiutato moltissimo gli handbiker costretti ad usare il mento per selezionare la marcia; la forza che essi devono usare ora infatti è molto limitata e basta esercitare una minima pressione sui pulsanti per ottenere una cambiata rapida, sicura e precisa.

Staffe di appoggio dei piedi: Sono una parte fondamentale della handbike e devono essere tarate perfettamente sulla lunghezza degli arti inferiori del ciclista. Infatti, una staffa troppo corta porterebbe ad una flessione eccessiva del ginocchio durante le curve con conseguente rischio di andare a toccare con la pedivella il ginocchio o la coscia dell’arto in flessione e non poter proseguire la pedalata durante le curve o l’esecuzione di un sorpasso. Viceversa, una pedivella troppo lunga potrebbe non dare sufficiente supporto al piede, con il rischio (pericolosissimo) di fuoriuscite involontarie durante la marcia e di andare incontro a traumi anche di elevata entità come fratture o distorsioni di ginocchio e/o caviglia. Spesso gli atleti preferiscono fissare con delle cinghie i piedi alle staffe per non incorrere in questo rischio, accettando però la possibilità di rimanere agganciati al mezzo anche in caso di ribaltamento.

Due diverse modalità di posizionamento delle gambe

Due diverse modalità di posizionamento delle gambe

Lunghezza delle pedivelle: la lunghezza è un elemento che viene preso in considerazione solo da poco tempo. Pedivelle lunghe permettono un ottimo braccio di leva e quindi una facilitazione nella spinta. Allo stesso tempo però, obbligano l’atleta ad escursioni articolari accentuate, che nell’arco di una gara potrebbero anche incidere in maniera negativa sull’insorgenza di traumi da sovraccarico. Pedivelle lunghe sono inoltre svantaggiose nelle curve in quanto obbligano ad arrestare il movimento della pedalata per evitare che vadano a toccare contro il corpo (o addirittura l’asfalto) provocando involontarie sbandate. Di contro, una pedivella di lunghezza ridotta consente una pedalata più efficace sui lunghi rettilinei, un minor dispendio di energie a causa dei limitati movimenti degli arti superiori, ma uno svantaggio notevole in fase di accelerazione e una maggior “suscettibilità” del mezzo in fase di guida rendendola una scelta più adatta ad handbikers esperti.

La lunghezza della pedivella influenza la tecnica di sterzata. Il gomito sfiora l’asfalto e la manopola passa a contatto con il corpo.

La lunghezza della pedivella influenza la tecnica di sterzata. Il gomito sfiora l’asfalto e la manopola passa a contatto con il corpo.

Concludendo

È bene ricordare che il parere di un atleta esperto o di un negoziante specializzato possono essere utili come base di partenza, ma bisogna poi trovare le soluzioni che più siano adatte alla propria situazione e capacità. La pratica dell’handcycling, ma dello sport in generale, deve essere per prima cosa divertimento e benessere fisico e psicologico e non occorre di certo inseguire ad ogni costo le mode o gli ultimi accorgimenti tecnologici per raggiungerli.






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