MENU

Malta e Gozo in bicicletta

Itinerari, Malta • di

malta-cicloturismo

Le isole portano sempre con sé quel senso di unicità, di peculiarità e al tempo stesso di minestrone culturale che non riesci mai a trovare del tutto sul continente. E Malta, l’isola di tutti per eccellenza, non fa certo eccezione: abitata, colonizzata e sfruttata da chiunque in lungo e in largo durante i suoi tumultuosi secoli, ha conservato qualche traccia di ogni epoca, e nei suoi 30 km di lunghezza racchiude una serie di tesori a portata di pedale che sarebbe un peccato lasciare al turismo distratto e arrogante degli yacht e dei quad.

Con le sue case color sabbia, la sua vegetazione bassa che a fatica strappa un posto all’aridità petrosa e il blu intenso dei suoi mari, Malta è la summa stessa del Mediterraneo: ci si trova un condensato di Grecia, Sicilia e Tunisia, della Spagna arabica e delle coste libiche, il tutto condito da una spruzzata di stile londinese, a imperituro ricordo dell’ex protettorato.

malta-gozo-bici-1

L’isola è abitata fin dalla preistoria, come testimoniano i monumentali templi megalitici di Ħaġar Qim, ad oggi considerati le più antiche testimonianze architettoniche d’Europa – datati tra il 3500 e il 3000 a.C., circa 500 anni prima delle prime Piramidi egizie. Fu poi colonia romana, e i ricchi patrizi vi avviarono un fiorente commercio e produzione di miele (Malta deriva proprio da melita, suo antico nome); nei secoli successivi conobbe poi dominazioni islamiche, templari e inglesi – solo per dirne qualcuna. Qualche residuo di tanti conflitti e attriti lo ritroviamo nei toponimi, che spaziano in maniera brusca e curiosa da Mdina a Pembroke, da Bugibba a Saint Peter’s Pool, da Birkirkara a Saint Julian, quasi fosse una partita a Risiko tra musulmani e cristiani.

E così, l’unico modo per scoprire tanti particolarismi e tante sfumature d’Oriente e d’Occidente si rivela ancora una volta la pazienza: la pazienza di chi sa scoprire una terra col ritmo lento e pacato del pedalatore.
E qui subentra l’ennesima – quasi doverosa, trattandosi di un’isola – contraddizione: Malta avrebbe, e ha, tutte le carte in regola per essere una meta cicloturistica d’eccezione – distanze ridotte, panorami eccezionali, dislivelli poco impegnativi, strade affascinanti. Eppure, tra i suoi abitanti sono diffusi gli stessi luoghi comuni italiani sulla pericolosità delle sue strade. Traffico diffuso, poche infrastrutture, mancanza di cultura della ciclabilità e una cattiva condotta al volante sarebbero tra i deterrenti per l’utilizzo della bicicletta.

malta-gozo-bici-3

Questi luoghi comuni vanno però ridimensionati alla luce del fatto che si tratta di un Paese mediterraneo: anzi, per certi lati si notano bike-lane extraurbane che congiungono una città all’altra (le distanze sono più o meno le stesse che separano un quartiere di Roma all’altro) e, una volta superato lo shock da guida a sinistra, altro souvenir del protettorato inglese, la guida dei maltesi non è così malvagia come dicono – di sicuro è molto più facile andare in bici qui che in Italia.

Inoltre, sono a disposizione sull’isola vari noleggi e tour operator che propongono giri guidati dei posti più belli, per quanto il noleggio automobili abbia costi così ridotti che resta l’opzione preferita dai turisti. Insomma, basta volerlo, e ne vale davvero la pena.

malta-gozo-bici-6

Ed ecco un paio di itinerari cicloturistici che con una gamba mediamente allenata (60/70 km in una giornata) permettono di vedere un po’ tutta l’isola.

Tour 1: l’anello delle coste Maltesi

distanza: 77 km
dislivello in ascesa: 969 m
fondo stradale: asfalto

Mappa

Altimetria

Traccia gps | Mappa kml

Questo giro propone il perimetro quasi completo delle coste maltesi, con partenza e arrivo dalla capitale La Valletta (ma è ovviamente personalizzabile a seconda del luogo di soggiorno), e meno di 80 km offre una panoramica di alcuni dei posti più belli dell’isola.

Il maggiore centro urbano di Malta prende il nome dal Generale e Gran Maestro La Valette, eroe della resistenza agli ottomani, ed è una vera e propria città lillipuziana: appena 1 km per 600 metri, tutti asserragliati nella baia che patì i bombardamenti turchi nel Grande Assedio del 1565, e ancora oggi conserva immutati il suo fascino e la sua eleganza. Lasciamo la città attraverso i suoi ricchi sobborghi di velisti e Ferrari, prima Sliema e Paceville, poi Saint Julian e Pembroke, e andiamo a scoprire i panorami dorati della costa settentrionale: già giunti a Bugibba, troviamo paesaggi più spontanei, porticcioli di pescatori e più tranquillità.

malta-gozo-bici-5

Felici della tranquillità ritrovata, non possiamo che insistere e deviare per l’interno: è tempo di conoscere un po’ di Malta vera, quella rurale, arida e punteggiata di fichi d’India. La strada per Medina, antica capitale durante la dominazione araba, ha molti tratti con corsia dedicata ai ciclisti, e con essa spuntano anche le prime salite – sull’isola ce ne sono poche!

Medina, o Mdina secondo la traslitterazione araba, è arroccata su un cumulo di pietre gialle, e dalle sue terrazze si vede praticamente ogni sponda dell’isola. I suoi vicoli color sabbia conservano un’atmosfera genuina e inquietante, e l’antico centro merita senz’altro una pausa a base di catacombe, affreschi, chiese e magari un paio di pastizzi, i deliziosi fagottini di pasta sfoglia fritta tipici di Malta.

Ripartiti da Medina, ci attende il tratto più spettacolare del percorso: bisogna guadagnarsi però il punto più alto dell’isola con qualche saliscendi per stradine secondarie e sentieri petrosi, scanditi solo dai muretti a secco e dalla vegetazione mediterranea. La “vetta” in questione può vantare una quota di 200 metri sul livello del mare, e si chiama Dingli Cliffs: oltre a essere l’Irlanda d’Africa, con scogliere degne del Connemara e colori propri di Marrakesh, quei 200 metri li perde tutti di botto, a picco nelle onde.

malta-gozo-bici-4

Quasi superfluo dire che il tratto costiero da qui in poi è una delle strade più belle del Mediterraneo, e per un po’ non ci resta che goderci il vento in faccia e l’orizzonte che si perde nel blu.
La tappa successiva è a una manciata di chilometri (qui ogni cosa è a una manciata di chilometri) un sito archeologico di Ħaġar Qim, che ospita templi e tombe ipogee di età antichissima. Da qui evitiamo il traffico delle strade attorno all’aeroporto per risalire alla Valletta lungo la costa orientale e la bella Baia di Marsaloxx, per villaggi di pescatori e spiagge incantevoli.

Tour 2: il Popeye Village e Gozo

distanza: 62 km
dislivello in ascesa: 1314 m
fondo stradale: asfalto/piccoli tratti di sterrato

Mappa

Altimetria

Traccia gps | Mappa kml

Questo tour tocca tutti i punti di interesse lasciati fuori dall’altro, e ha come partenza e arrivo il porto turistico di Bugibba, nell’affascinante Baia di Saint Paul. Da qui seguiamo la costiera verso ovest, passando varie frazioni sul mare, per poi affrontare l’unica, vera salita del percorso, quella che ci permette di superare le alture prima di Mellieha: sporadiche bike-lane mettono in sicurezza la nostra pedalata tra una rotatoria e l’altra (occhio al verso in cui imboccarle, la guida è sempre a sinistra!), prima di lanciarci in discesa su sterrati verso il Popeye Village: in questa baia dalle acque cristalline e dagli scogli aguzzi nel 1980 è stato costruito il set cinematografico di un film di Robin Williams, Popeye (in Italia “Braccio di Ferro”), e dopo le riprese si decise di tenere la struttura come attività turistica e parco divertimenti per bambini.

Lo spettacolo delle casette colorate dà davvero l’impressione di pedalare in un cartone animato.
Risaliamo la costa per strade secondarie, a volte dal fondo sconnesso e sassoso, fino all’imbarco per Gozo, Cirkewwa: una traversata di circa 15 minuti (ovviamente le bici sono ammesse!) collega le due isole con partenze frequenti.

malta-gozo-bici-7

Gozo è un’isola selvaggia e incontaminata, ha a malapena 30000 abitanti – che si sentono prima di tutto di Gozo e poi maltesi – e conta un solo furto d’auto negli ultimi trent’anni. Le sue strade sono ancor meno trafficate di Malta, e questo la rende perfetta per pedalare.

Dal porto d’arrivo, Mgarr, possiamo proseguire lungo la brulla costa meridionale, per antiche torri di avvistamento, fino a raggiungere l’antica capitale, Vittoria, e di lì verso Santa Lucia e Saint Lawrenz: l’estremità occidentale dell’isola conserva uno dei monumenti naturalistici più iconici di Malta, l’incredibile Azure Window: un enorme arco di roccia sul mare, proteso verso le distese marine in un paesaggio fatto di pietro lunari.

Da qui ci guadagniamo la costa nord attraverso stradine tortuose che ricordano l’entroterra sardo, fino ad arrivare alle belle spiagge di Marsalford e Ramla Bay, certamente meno affollate e più praticabili della gettonatissima Blue Lagoon di Comino. Da queste parti, inoltre, è possibile visitare la cosiddetta Grotta di Calipso, luogo associato a una delle ultime tappe delle peregrinazioni di Odisseo, dove secondo la tradizione ancora oggi risuona nella brezza marina la voce di Omero.

malta-gozo-bici-8

Ciclismo urbano a Malta

Per dare un’idea più oggettiva e meno tarata dalla percezione apocalittica di chi si sposta in bici a Roma ogni giorno, siamo andati a intervistare un ciclista urbano residente a Malta, David: lui che viene dalla Spagna, ha vissuto a Bruxelles e la bici la usa ogni giorno per andare a lavoro ha senz’altro una visione più lucida di come vanno le cose qui.

Quando si parla della bici come mezzo di trasporto per spostarsi a Malta, il primo e più diffuso luogo comune è quello che l’isola “non è adatta alle bici”. I maltesi guidano male, le strade sono pericolose, non ci sono gli spazi per pedalare… qual è la tua opinione a riguardo?

Sì, è vero che a volte è difficile spostarsi a Malta in bici, ma una volta che impari come sono le strade, dove è più sicuro andare, come si guida qui (nel modo di guidare e nel fatto che qui si guida a sinistra), non mi sembra straordinariamente diverso da pedalare nelle periferie di grandi città come Roma. Poi, io qua ho trovato di tutto, ma ultimamente vedo che i guidatori rispettano i ciclisti ogni giorno di più.
Alcune strade non sono affatto adatte alla bicicletta, ma ne considero altre più adatte. Comunque, a meno che non sia per andare al lavoro (‘commuting’), se vado in giro preferisco andare in campagna, nelle zone rurali, dove non ci sono strade asfaltate o dove le strade hanno traffico molto leggero: qui pedalare è davvero piacevole. Le zone rurali di Malta e tutta Gozo sono fantastiche. In ogni caso, riconosco che ci sono alcuni punti da evitare assolutamente, principalmente dove ci sono delle ‘junction’ (intersezioni).

Malta è un’isola dalla bassa densità demografica e dalle distanze ravvicinate. Non ci sono grandi dislivelli, e tutto pare a portata di pedale. Perché secondo te la bicicletta non è il mezzo di trasporto più usato?

Malta è piccola, e questo cambia tutto. La densità demografica è la più alta dell’UE e questo ha anche come conseguenza che ci siano molte macchine in un territorio assai piccolo. La cultura qui è quella della macchina: ho conosciuto famiglie di 4 persone con 4 macchine e questo mi sembra assurdo! Poi, il sistema di trasporto pubblico (qui esiste solo l’autobus) è migliorato un poco negli ultimi mesi ma comunque non è il migliore in termini di costi e di tempo, quindi molte persone preferiscono usare la macchina.
Anche la questione delle alte temperature e l’alta umidità non invitano le persone che non sono molto sportive a lasciare la macchina (o semplicemente andare a piedi!), Inoltre, secondo me, si deve anche alla mentalità propria di isola piccola, è una cosa che mi sorprende ancora: siccome il paese è piccolo e isolato dal continente, vi è una realtà diversa riguardo le distanze. La gente che vive qui da una vita, pensa che certe distanze fra città siano molto più lunghe di quanto siano in realtà. Questo sorprende quando la distanza più lunga che sono riuscito a fare in bici qui è di quasi 50 km!

Girando l’isola ho notato numerose bike-lane, soprattutto sulle strade extraurbane (dalle parti di Medina e tra Bugibba e Cirkewwa). Esiste una rete ciclabile ramificata o si tratta di esempi isolati?

Direi che gli esempi di bike-lane a Malta sono isolati nel senso che ce ne sono poche e a volte addirittura si limitano ad essere parte del marciapiede. Comunque ci sono delle ‘routes’ numerate e segnate sia a Gozo che a Malta, che attraversano il paese e le principali città e attrazioni turistiche. Ad ogni modo, quando si gira un po’ l’isola si capisce rapidamente dove andare e quali sono le parti migliori per godersi questo paese in bici.

Sull’isola esistono movimenti come la Critical Mass o coordinamenti di cittadini per la sicurezza stradale, come Salvaiciclisti?

Vi è almeno una organizzazione, BagMalta, oltre a quelle organizzazioni locali di ciclisti semi-professionisti, che si organizza tramite le rete sociali e fa lavori di lobby, tenta di migliorare la legislazione, spinge le autorità a migliorare lo stato delle strade e fa attività di sensibilizzazione per promuovere la sicurezza dei ciclisti, ma purtroppo non penso che vi siano movimenti come quelli qui.

Quali sono le principali differenze in tema di mobilità tra Malta e la Spagna, tuo Paese natale? E quali i punti in comune?

È difficile fare paragoni. Tutta Malta è grande come una città media spagnola… e considero che i mezzi pubblici spagnoli funzionano in generale molto bene, soprattutto nelle conurbazioni, e che le infrastrutture spagnole hanno il livello di paesi molto più ricchi e popolati. E riguardo l’uso della bici penso che in Spagna ci siano molte città totalmente adatte per la bici, come ad esempio Siviglia, e altre come Madrid che hanno fatto grandi sforzi per promuoverne l’utilizzo. Durante gli ultimi mesi ho vissuto a Bruxelles, e pure lì è comune sentire che ci sono problemi di mobilità… io però mi sono trovato molto bene lì come commuter usando la bici e i mezzi pubblici. Ma ancora ci vuole molto a tutti questi posti per arrivare ai livelli che ho visto nei Paesi Bassi, ma sicuramente se il Belgio o la Spagna avessero le risorse limitate come Malta e ricevessero affluenze di turisti così sproporzionati, le difficoltà in quelli paesi sarebbero maggiori.
Le differenze le trovo nelle leggi. Per esempio, qui non esiste la ‘presumed liability’ quando una macchina investe un ciclista. Secondo me, la responsabilità per difetto -presumed liability- (a chi ricade la carica della prova) non deve essere per l’utente più debole delle strade, ma per quello più forte. In Spagna, a priori, la responsabilità è della macchina a meno che il ciclista sia stato negligente o abbia la colpa dell’incidente. Qua a Malta è al contrario. Poi, in Spagna l’uso del casco è obbligatorio in strade extraurbane, mentre qui a Malta non è affatto obbligatorio.

Qual è il tratto di strada che preferisci sull’isola? Quale consiglieresti a un cicloturista che vuole scoprire Malta?

Ce ne sono molte! È difficile sceglierne una, ma credo che la mia preferita sia la zona dei Chadwick Lakes e Mdina (con una salita molto impegnativa), poi salire a Dingli e scendere facendo tutta la costa sud attraverso le Dingli Cliffs fino ad oltrepassare i templi di Ħaġar Qim e Mnajdra, e infine, arrivare alla Blue Grotto. Comunque, per me, il posto migliore per fare cicloturismo in tutto il paese è l’isola sorella di Malta: Gozo.





Comments are closed.