Meccanica in viaggio: il kit del cicloturista per aggiustare la bici

Premessa: mi piace tantissimo il concetto di officina mobile, l’idea di portare in viaggio con me tutti gli attrezzi necessari per la manutenzione ordinaria e straordinaria della mia bicicletta. Essere in grado di smontare e rimontare ogni singolo pezzo senza dipendere da nessuno.

L’autosufficienza meccanica.

Ovviamente è un discorso che non ha molto senso in viaggi brevi, visto che la manutenzione programmata la si può fare tranquillamente tra le mura di casa. Ma nel nostro caso, in viaggio da 5 anni consecutivi, la bicicletta e quelle 4 borse che ci trasciniamo sono la nostra camera da letto, la nostra cucina, e quindi anche la nostra officina.

Meccanica in viaggio emergenza

La cassetta degli attrezzi che descriverò è quindi il risultato di 5 anni di ottimizzazione e di ricerca, nel tentativo di minimizzare il più possibile il peso e l’ingombro seppur portando con me tutto il necessario. Anche la scelta di alcuni componenti della bicicletta è stata fatta in base alla facilità di smontaggio o agli attrezzi che ho a disposizione.

1 – Pompetta e nastro shelter.

La pompetta sembra un oggetto banale, ma in realtà sto ancora cercando quella perfetta per viaggiare e la scelta non è così scontata. 5 anni fa avevo una pompetta della Shimano Pro a 2 vie, di quelle che pompano aria in entrambi i versi. Troppo sofisticata per resistere alle intemperie ed alle sollecitazioni di un viaggio impegnativo, e dopo circa un anno ha cominciato a perdere aria. In Cina l’abbiamo cambiata con una di quelle pompette che portano tutti i motociclisti tibetani sulle stradine disastrate di montagna, e paradossalmente nonostante la plastica di bassa qualità è stata quella che ha resistito più di tutte.

In Australia ho deciso di prendere una delle pompette più acclamate, la Lezyne Micro Floor Drive HV. Ogni tanto dovevo aprirla per lubrificare le guarnizioni ma nel complesso penso ancora che sia la miglior pompa in circolazione, fino a che non ha cominciato a perdere aria dal piccolo manometro. Per continuare ad usarla dovevo cambiare tutto il tubicino, letteralmente introvabile in Messico, dove mi trovavo al momento, anche attraverso il distributore ufficiale di Lezyne per l’America Latina! Mi piace molto l’idea di poter controllare la pressione dei copertoni, ma forse il manometro è un punto debole che può rompersi troppo facilmente. La pompetta che ho ora è la Mammoth Flip di Blackburn. Il manico e l’appoggio per il piede sono molto comodi, ed anche se c’è un po’ troppa plastica per i miei gusti, per il momento si sta rivelando semplice e funzionale.

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Tip: un consiglio soprattutto se si pedala fuoristrada, è di resistere alla tentazione di portare la pompetta attaccata fuori al telaio della bicicletta. La polvere, lo sporco e la pioggia ne riducono la vita drasticamente. Metterla nelle borse prenderà un po’ di spazio, ma ringrazierete quando dovrete pompare aria nei copertoni. Arrotolato al corpo della pompetta c’è del nastro shelter di Effetto Mariposa, che uso per proteggere il telaio dallo sfregamento delle borse da bikepacking.

2 – Kit forature

Da circa un paio di anni viaggiamo con un setup tubeless, ma il kit per le forature è sempre d’obbligo. Le toppe possono essere utili anche per riparare un copertone dall’interno, e nel caso in cui ci sia qualche problema con il liquido si può sempre mettere una camera d’aria per proseguire. Le leve per togliere i copertoni sono di Park Tool, le migliori. D’obbligo anche l’adattatore per la valvola Presta, così da poter usare il compressore d’aria di qualsiasi benzinaio o gommista lungo la strada.

3 – Forcellino deragliatore e fibbia borse

In attesa che l’UDH (Universal Derailleur Hanger) prenda piede sul mercato, conviene sempre portarsi un forcellino del deragliatore di ricambio. È diverso per ogni telaio, quindi una volta in viaggio è letteralmente introvabile.

La piccola fibbia invece è un ricambio per le borse da bikepacking. L’ideale è avere il “Field Repair Buckle” di Sea To Summit, che permette di cambiare qualsiasi fibbia senza bisogno di scucire e ricucire le borse.

4 – Pasticche dei freni e carta vetrata

Il numero di pasticche di ricambio nella borsa può variare nel tempo, di solito cerco di averne 3 o 4 paia con me per le due biciclette. Il tipo di pasticche dipende da quello che si trova nei negozi di bici lungo la strada. Le nostre pinze sono TRP Spike, ed usano le classiche pasticche di Shimano. Le B01S si trovano letteralmente ovunque, ma essendo organiche durano veramente poco, soprattutto fuori strada e con il peso delle borse. Io preferisco le semimetalliche, arrivano a durare circa 4000 km, anche se dopo due-tre cicli di pasticche è il caso di cambiare anche i dischi che si consumano più velocemente.

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Quando puliamo le bici un po’ più a fondo mi piace pulire anche la superficie delle pasticche e dei dischi con la carta vetrata per avere di nuovo il grip di quando era tutto nuovo e per togliere lo sporco che contamina il sistema frenante.

5 – Raggi di ricambio

Fermo restando che con delle ruote costruite a prova di bomba i raggi non dovrebbero rompersi, le pietre degli sterrati ed il peso delle borse a volte non perdonano. Io porto 10 raggi per ogni evenienza, e la cosa buona è che tutte le ruote usano la stessa misura di raggi, anteriore, posteriore, lato cassetta e lato dischi. Merito dei cerchi asimmetrici di WTB (Asym i35).

6 – Nastri e toppe varie

Il nastro isolante da elettricista è versatile e sempre utilissimo per mille applicazioni diverse. Oltre a quello porto anche un po’ di duct tape, e del fantastico e prezioso Tenacious Tape di Gear Aid dagli Stati Uniti, perfetto da applicare anche su stoffa e tessuti. Poi c’è il kit di riparazione Thermarest per i tappetini che usiamo per dormire, anche se ho notato che con il tempo e con il caldo si scioglie l’adesivo e non è più efficace come prima. Infine ho tre o quattro pezzi di vari tessuti in PVC per riparare buchi delle borse eccetera. Prima portavo anche la colla per PVC, ma con il tempo il tubetto si è solidificato completamente diventando inutilizzabile. È comunque una colla che si trova un po’ ovunque.

7 – Indicatore di usura catena

Anche se ormai l’esperienza è sufficiente per sapere quanto si è consumata e quando è ora di cambiarla, uso l’indicatore di usura di Shimano per controllare periodicamente la catena. Rispetto agli strumenti di altre marche come Park Tool ecc, è piccolino, pesa poco, ed è anche il più accurato.

8 – Fascette idrauliche

Per le riparazioni più difficili e che richiedono un po’ più di resistenza alle sollecitazioni, le fascette idrauliche possono rivelarsi una buona soluzione. Io inoltre le uso anche sulla forcella, dove il portabottiglie è attaccato con i classici tre fori, mentre la piccola borsa da 4-5 litri è attaccata proprio con tre fascette idrauliche. In questo caso la Outpost Cage di Blackburn è perfetta per lo scopo.

9 – Multitool

Dopo aver usato vari multitool, ritengo il Big Switch di Blackburn uno dei migliori in circolazione. Non è un multitool convenzionale tipo coltellino svizzero, notoriamente complicati da usare anche per montare un portabottiglie, ma lo definirei un multitool modulare, con un manico e con varie doppie punte, utilizzabili da entrambe le estremità del manico per avere più leva o per arrivare anche nei punti meno raggiungibili.

Ovviamente ha anche un accessorio smagliacatena che funziona da chiave per i raggi e per svitare la valvola tubeless. Ma la cosa più bella è che le punte usano l’attacco standard da ¼ di pollice dei trapani, quindi il multitool si può virtualmente espandere con qualsiasi tipo di punta si abbia bisogno. La mia sella Brooks Cambium C17 All Weather per esempio ha bisogno di una Torx 15 per essere smontata (a volte scricchiola nell’interfaccia tra il corpo plastica ed il telaietto di acciaio, quindi la smonto per pulirla) e per pochi centesimi e grammi ho comprato una punta apposta. Ho anche varie punte per svitare i dadi esagonali.

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Tip: se avete usato le fascette idrauliche almeno una volta con un cacciavite piatto, vi sarete resi conto che sono scomodissime da usare e da stringere a dovere senza spanare la testa o storcere un cacciavite debole o della misura sbagliata. Guarda caso la testa è esagonale, quindi si può usare una chiave molto più comodamente e con molta più leva. A seconda della misura della fascetta, la testa di solito è da 8 mm.

La punta per dadi da 9 mm invece mi serve per smontare l’asse dei pedali Raceface Aeffect. Ogni sei mesi o 5.000 km cominciano a scricchiolare e fare tanto rumore a causa dello sporco che si accumula dentro e del grasso che si asciuga. Quindi periodicamente li apro, pulisco e reingrasso.

Per completare il kit e visto che la brugola più grande del Big Switch arriva solo alla misura 8 mm, ho cannibalizzato il vecchio multitool che avevo prima (il Topeak Mini 18) che ha un semplicissimo e geniale adattatore per brugola da 8 a 10 mm. Necessario per il bullone autoestraente che serve a smontare la mia guarnitura. Oltre a questo manca anche una minuscola brugola da 2 mm per le viti di fine corsa del deragliatore XT (il Big Switch arriva a 2.5 mm), ma quelle rarissime volte che devo toccare il fine corsa è sufficiente usare un paio di piccole pinze (vedere punto 18).

10 – Fiber Fix Spoke

Il Fiber Fix Spoke serve a sostituire un raggio in emergenza e rapidamente. È praticamente un cordino in kevlar con un sistema di tensionatura che permette di allineare temporaneamente la ruota. L’unico caso in cui non si può usare è se il raggio si rompe proprio a filo dell’uscita del nipplo. In quel caso non si può svitare fuori la filettatura del vecchio raggio e non si può quindi sostituire con il Fiber Fix Spoke. In tutti gli altri casi è un’ottima soluzione per portare a termine la giornata prima di cambiare il raggio con calma.

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11 – Jim Stein Mini Tool

Avete presente gli attrezzi che servono per smontare la cassetta da una ruota posteriore? Il minimo indispensabile è una chiave a frusta con un pezzo di catena, l’adattatore per l’anello di bloccaggio Shimano, ed una chiave dalla leva discreta. Un peso ed ingombro notevole. Con questo mini attrezzo si può fare a meno di tutto ciò! Ne esistono diversi tipi, all’inizio del viaggio avevo l’olandese NTB2, ma questo in particolare di Jim Stein funziona anche con il mozzo Thru Axle.

Il funzionamento è uguale per tutti, va montata la ruota con l’attrezzo inserito nel lockring e posizionato tra il mozzo ed il dropout; girando la ruota una sporgenza va a sbattere contro il telaio bloccando la cassetta ed andando in effetti a svitare o avvitare l’anello a seconda del verso in cui si gira la ruota. Per smontare si può spingere sui pedali con la marcia più leggera inserita per aumentare la forza esercitata, per rimontare invece basta afferrare la ruota e girarla al contrario rispetto al senso di marcia. Lo ritengo uno degli attrezzi basici da viaggio, non solo per cambiare il pacco pignoni quando è consumato, ma è necessario ad esempio anche per sostituire un raggio rotto. Si raccomanda comunque di usarlo con cautela e con l’accortezza di non rovinare il telaio, ovviamente meglio se d’acciaio per evitare danni.

12 – Viti, cappuccetti vari e tubicino in gomma

Lo so, sono fin troppe le viti M5 che mi porto dietro… Di tutti i tipi, con la testa a brugola, a bottone, senza testa, lunghe, corte e chi più ne ha più ne metta. In realtà la bici già porta da sé le sue viti di ricambio, basta “riempire” tutti i fori filettati inutilizzati del telaio per avere a disposizione qualche vite extra.

Oltre alle viti ho anche diversi dadi autobloccanti, rondelle grandi, rondelle piccole, rondelle spaccate, spaziatori di varie misure, lockring delle valvole Presta, terminali dei cavi di freno e cambio, terminali delle guaine, e pin di ricambio dei pedali flat. Un sacco di roba insomma, spesso sono la ferramenta mobile di qualche viaggiatore disperato che ha bisogno proprio di quella rondella per andare avanti.

Il tubicino in gomma serve per sparare il liquido antiforatura nei copertoni tubeless attraverso la valvola. Volevo portarmi anche una siringa apposta, ma in realtà le bottigliette del liquido spesso hanno già il beccuccio, e comunque una normale siringa la si trova in qualsiasi farmacia sperduta nei villaggi. Basta avere l’accortezza di togliere l’ago.

13 – Spazzolino, grasso al silicone e frena filetti

Lo spazzolino in viaggio ha un lungo ciclo di vita. Prima serve per lavarsi i denti, dopo qualche mese passa a pulire i piatti, ed infine termina la sua carriera a strofinare via il grasso in eccesso dalla catena! Ottimo esempio di riciclo e riuso.

Il grasso al silicone serve per la pompetta d’aria, con il tempo la guarnizione del pistone si secca ed è bene mantenerla lubrificata. Stessa cosa per la pompa del fornello della cucina a benzina, in questo caso il pistone ha un cappuccio di cuoio che va mantenuto ingrassato. Il tubetto di grasso è proprio di Primus, che è la marca del nostro fornello multi combustibile.

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Rompere una vite del portapacchi non è mai piacevole. A noi successe in Tagikistan: vite troncata di netto nel foro filettato. Arrivati in un villaggio chiesi all’uomo tuttofare se aveva un trapano con la punta fina per rimuoverla, ma si presentò con un trapano di quelli manuali e con una punta da un cm. Alla fine per attaccare il portapacchi costruimmo una staffa di metallo ricavata dal cardine di una porta ed attaccata al Quick Release della ruota per ovviare alla vite troncata ed al foro filettato ormai inutilizzabile. Le vibrazioni tendono ad allentare viti e dadi, ed una vite lenta si muove sempre di più fino a spezzarsi con le sollecitazioni e sotto il peso delle borse. Da quella volta cerco di usare dove possibile le rondelle spaccate, dadi autobloccanti o il frenafiletti blu di Loctite.

14 – Chiave esagonale, cavi e maglie rapide

Forse potrei evitare di portare la chiave da 8 e 10 mm visto che ho già il multitool per i dadi (vedi punto 9), ma tutto sommato è comoda per raggiungere dadi in posizioni strane, e poi ce l’ho con me dal lontano 2011, è un po’ arrugginita ma ci sono affezionato.

I cavi dei freni e del cambio sono fondamentali in caso di rotture, ma a volte lo sporco si accumula dentro la guaina, ed è necessaro sfilare il cavo, “lavare” l’interno della guaina ed eventualmente cambiare il cavo se è rovinato. Le varie maglie rapide di ricambio danno tranquillità in caso di rottura della catena. Nel mio caso sono da 11 velocità, e purtroppo non si possono più aprire a mano come quelle da 7-8-9 velocità, vedere il punto 16 a riguardo.

15 – Valvole Presta Tubeless

Semplicemente due valvole Presta di ricambio. Se c’è una perdita d’aria dalla valvola può essere necessario cambiarla perché magari si è rovinata la guarnizione in gomma all’interno del cerchio. Oppure dopo molto tempo il liquido antiforatura tende ad ostruire la valvola ed è buona idea cambiare direttamente il valve core all’interno.

16 – Mini pinze per maglia rapida

All’epoca delle catene a 7, 8 e 9 velocità, era possibile aprire la maglia rapida semplicemente con le mani. Con l’avvento delle 10 velocità è diventato più difficile, ma con qualche trucchetto è ancora possibile farlo senza alcun attrezzo. Per esempio si può far passare un cordino (o il cavo di ricambio del freno) intorno alla maglia rapida e poi tirarlo in direzioni opposte. Oppure c’è il metodo bruto incastrando la catena nel piatto della guarnitura e dando un colpo di pedale.

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Con le catene da 11 (o 12) velocità invece, è praticamente impossibile aprire la maglia rapida senza delle pinze apposite. Le pinze Wolf Tooth Pack Pliers sono perfette da portare in viaggio, per meno di 40g e con un ingombro minimo. In caso di riparazioni d’emergenza in strada, o per sgrassare a fondo la catena, o semplicemente per sostituirla al termine del suo ciclo di vita, aprire la maglia rapida è ormai questione di un attimo.

17 – Chiave multiuso con adattatori

Per alcune operazioni di smontaggio a volte c’è bisogno di una leva più lunga o di attrezzi specifici. Anche qui Wolf Tooth viene in soccorso con una chiave in lega di alluminio ultra leggera che sulla bilancia segna appena 100g. Da un’estremità serve a smontare i dischi dei freni con attacco Center Lock ed il movimento centrale (molti Shimano Hollowtech II come il classico e comunissimo BB52). Ho anche un adattatore in plastica grigia fornito direttamente da Shimano per la nuova serie di movimenti centrali con i cuscinetti esterni di un diametro più piccolo (come l’XT MT-800 da 41mm).

L’altra estremità è una chiave esagonale da un pollice da usare con degli adattatori sempre prodotti da Wolf Tooth e che si attaccano alla chiave magneticamente. Io ho due adattatori: il primo è per l’interfaccia Cinch di Raceface, e serve a smontare e sostituire la monocorona. A inizio viaggio avevo una 30 denti, ma dopo le salite brevi e ripide del centro America sono passato a 28 denti. Il secondo è il classico adattatore di Shimano per l’anello di bloccaggio del pacco pignoni. Ho notato che la mia cassetta SunRace tende a svitarsi, quindi è comodo avere una chiave da poter utilizzare spesso per controllare e stringere la cassetta senza il rischio di rovinare il telaio con il Minitool Jim Stein già descritto nel punto 11. Meglio limitare l’uso del minitool solo a casi di emergenza oltre ovviamente per smontare la cassetta, non avendo con me la chiave a frusta.

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Da quando ho questa chiave di Wolf Tooth, ho sempre immaginato di poterla usare anche in altre situazioni senza essere limitato dai soli due adattatori che ho. I pedali ad esempio si smontano con una brugola da 6 mm, ed il bullone autoestraente per la guarnitura Raceface usa le brugole da 8 e da 10 mm. Per queste operazioni c’è bisogno di una leva piuttosto lunga, tant’è che il piccolo multitool di Blackburn non è sufficiente per applicare i 40-50Nm necessari per il montaggio e smontaggio. Da lì l’idea: perché non trovare un modo di utilizzare le punte di Blackburn con la chiave lunga di Wolf Tooth? Le punte sono da ¼ di pollice, mentre la chiave ha l’interfaccia da un pollice. Semplice quindi, serve un riduttore. Non essendo un prodotto in commercio mi sono armato di tanta pazienza ed ho aspettato che arrivasse l’opportunità giusta. A Cuenca, in Ecuador, tramite contatti di amici, ho avuto la possibilità di conoscere Cesar di Ingmatricom, un’azienda che produce stampi in metallo. Nel giro di un paio di giorni hanno preparato il disegno in CAD e con un tornio CNC ed una macchina laser hanno costruito il mio adattatore da un pezzo di acciaio inossidabile. Ora posso usare con la chiave lunga di alluminio qualsiasi punta da ¼ di pollice. Un buono spunto per Wolf Tooth, no?

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18 – Pinze e fascette

Le fascette da elettricista non hanno davvero bisogno di spiegazioni, sono parte del bagaglio di qualsiasi cicloviaggiatore e sono utili per riparazioni di ogni tipo.

Un paio di normalissime pinze invece sono spesso sottovalutate da portare in viaggio e non se ne parla mai, ma le ritengo uno strumento versatile e che può essere utile in varie situazioni. Per molto tempo ho viaggiato con le più piccole ed economiche che riuscivo a trovare nei negozi di ferramenta, ma oltre ad essere di scarsa qualità e comunque troppo ingombranti, stando nelle borse arrugginiscono nel giro di pochi mesi.

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Recentemente ho finalmente deciso di prendere il Leatherman Squirt PS4, le pinze sono piccoline ma sufficienti per quello che serve in viaggio, costruzione di ottima qualità e in acciaio inossidabile, appena 30g di peso ed essendo pieghevoli sono super compatte e spariscono letteralmente dentro le borse. Inoltre come bonus ci sono altri attrezzi, come delle forbicine, un coltellino, una lima, ed un paio di cacciaviti piatti che ho scoperto essere molto utili come raschietti.

19 – Kit tubeless

Usando un sistema tubeless da un paio d’anni è necessario avere un kit di riparazione per quelle forature o tagli che il liquido non riesce a tappare. Ci sono diverse soluzioni sul mercato, io ho il kit di Genuine Innovation, semplice, piccolino, leggero, e funziona bene.

20 – Grasso per manutenzione

Avere tutti questi attrezzi per poter smontare ogni singolo componente della bici e poi rimontare il tutto senza grasso sarebbe un delitto! Per questo ho sempre una bustina con del grasso specifico che riempio quando ne ho l’occasione. La bustina che ho al momento viene dal Canada ed è il grasso Polylube PPL-1 di Park Tool. Perfetto sia da usare tra le superfici di contatto per evitare che si blocchino, quali cannotto sella, pedali, piatto monocorona ecc, sia per i vari sistemi a cuscinetto della bici, serie sterzo, mozzi Shimano a coni e sfere, ma anche (con cautela) i cuscinetti sigillati del movimento centrale.

Conclusione

Il peso totale di tutto quello che ho descritto in questo articolo è di 1.9 kg. Tranne le cose più ingombranti, il tutto viene impacchettato in un rotolo della marca polacca Crosso, srotolando si ha un rapido accesso a qualsiasi attrezzo. Il posto perfetto sulla bicicletta è la frame bag di MissGrape, mantenendo così il centro di gravità basso e centrale.

Ovviamente questo non è il kit definitivo, dipende sempre dalle necessità e dai componenti di ogni bici. Ad esempio quando ho allestito la bicicletta ho pensato tanto a quale guarnitura montare. Shimano ha probabilmente il montaggio più semplice ed immediato, con due semplici viti a brugola di bloccaggio e con la corona che si monta con le classiche 4-5 viti. Alla fine però ho comunque scelto la Raceface Aeffect nonostante il bullone autoestraente mi piaccia meno, e nonostante il monocorona utilizzi il Direct Mount con adattatore proprietario per l’interfaccia Cinch che devo portarmi dietro (punto 17). Ho scelto comunque questa soluzione perché in un viaggio così lungo prediligo la durabilità dei componenti, le corone Shimano sono in alluminio (placcato in acciaio ai denti), mentre Raceface ha delle corone che sono completamente in acciaio e che durano decisamente più km. Un’altra buona opzione poteva essere il sistema Camo e la corona in acciaio di Wolftooth, ma in questo caso il prezzo dei componenti decolla, con la sola corona in vendita a circa 100 dollari, contro la corona in acciaio di Raceface disponibile a 15 dollari. Insomma, alla fine è questione di valutare sempre il rapporto tra convenienza, prezzo e qualità.

Una cosa che manca al mio kit è la capacità di smontare i coni dei mozzi delle ruote per fare manutenzione ai cuscinetti. I miei mozzi sono Shimano XT M8010-B (Boost e Thru Axle) ed usano dadi di smontaggio da 17 e 22 mm. La stessa Shimano vende le due chiavi TL-7S20 17×22, ma sono piuttosto ingombranti e pesanti da portare in viaggio.

Chissà, forse sarà la prossima aggiunta alla mia cassetta degli attrezzi, ma per il momento spero che i mozzi non abbiano problemi o necessità di essere smontati.

(Daniele Carletti)

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