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Motivazione e ciclismo

Bikelife, Psicologia, Salute • di

La motivazione è la forza interiore che permette agli appassionati di bicicletta di alzarsi al mattino e pedalare nel freddo inverno, affrontare salite brutali o girare in mezzo a sentieri fangosi e difficili. Spesso si sente dire che la motivazione “o ce l’hai o non ce l’hai” ma le cose stanno diversamente. Essendo un’abilità psicofisica, anche la motivazione può essere allenata e migliorata, per ottenere risultati vincenti e raggiungere obiettivi più elevati. In questo articolo andremo a vedere cosa sia la motivazione e come possa essere allenata per migliorare le proprie performance ciclistiche.

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Indice
Che cos’è la motivazione
Fattori della motivazione
Orientare la motivazione
Capire il proprio orientamento
Allenare la motivazione
L’importanza di allenare la motivazione
Concludendo

Che cos’è la motivazione


I dati sono impietosi: il 75% delle persone che si avvicinano alla bicicletta sia come mezzo per stare bene che per gareggiare rinunciano completamente all’attività dopo 3 mesi. Questa finestra, 90 giorni consecutivi, è il tempo necessario per trasformare l’entusiasmo iniziale in consolidamento della volontà di andare in bici. Questo passaggio è determinato dal grado e dalla forza della motivazione interiore.

La motivazione è una forza interiore che ci spinge a compiere gesti o attività fisiche. A volte corrisponde a una necessità biologica (la fame è la motivazione che ci spinge a mangiare) mentre in altri casi è una sorta di “molla” che fa la differenza tra una prestazione e un’altra. Spesso viene chiamata “passione”, cioè quella forza ardente che sentiamo dentro di noi e che ci spinge a stare in sella anche quando il corpo non ne può più.

La motivazione ha tre grandi caratteristiche:
Direzione: non si è motivati “di default” bensì si dirige la propria passione verso un’attività specifica, come nel nostro caso il ciclismo o l’uso della bicicletta in generale;
Energia: la motivazione ha una sua intensità, che è variabile e che ci spinge a impegnarci. Ci sono giorni in cui non scenderemmo mai di sella e altri in cui allenarsi è una fatica insormontabile;
Persistenza: la motivazione resiste (anche se fluttuante) nel tempo. Un ciclista “appassionato” sarà motivato a usare la bici, ad allenarsi e gareggiare anche dopo anni dall’inizio della pratica sportiva.

Fattori della motivazione


La “passione” non nasce da sola. Esistono dei fattori che fanno scattare la scintilla e che sostengono l’atleta anche nelle fasi più difficili dell’attività. Questi fattori sono importanti, poiché analizzando i propri fattori motivazionali è possibile capire come potersi incentivare a fare bene e a pedalare anche quando le gambe non ne possono più.

I fattori motivazionali sono:
Status: la volontà di migliorare la propria condizione sociale, magari ottenendo notorietà grazie alla vittoria di alcune gare ciclistiche;
Squadra/Amicizia: la voglia di stare insieme ai propri compagni di squadra e pedalare con loro;
Forma fisica: il desiderio di stare bene con il proprio corpo e mente;
Spendere energia: la volontà di scaricare lo stress lavorativo, le tensioni familiari, le preoccupazioni, la paura del domani, tutte emozioni negative che possono essere combattute grazie all’uso della bici;
Abilità: desiderio di migliorare il proprio gesto atletico;
Divertimento: il piacere derivato dal pedalare in compagnia, in solitudine, nei boschi, nel superare i propri limiti;
Rinforzi estrinseci: sono tutti gli aiuti, il sostegno e il supporto di amici, familiari, genitori e allenatori che ci spingono a impegnarci nell’attività ciclistica;

E’ impossibile che ognuno di noi sia spinto da tutti questi fattori motivazionali, poiché essi differiscono molto tra loro, poiché alcuni sono orientati verso sé stessi e la volontà di stare e fare bene e altri sono rivolti all’agonismo e alla voglia di primeggiare. Per poter capire come lavorare sulla propria motivazione è bene e fondamentale conoscere i fattori motivazionali che ci spingono a salire in sella. Prendete foglio e penna e segnate quali tra quelli proposti sono i più vicini a voi.

Orientare la motivazione


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In base alla tipologia di fattori motivazionali che spingono un ciclista ad allenarsi e pedalare, dividiamo due grandi categorie di orientamento della motivazione. Per orientamento della motivazione s’intende la direzione e lo scopo che noi diamo al nostro impegno e alla nostra attività:

Orientamento al compito

In questo caso l’atleta ha il desiderio di superare sé stesso, dando prova di aver espresso il meglio di sé. La sfida quindi è con sé stessi e non con gli altri. Fanno parte di questa categoria i fattori motivazionali della forma fisica, dello spendere energia e del divertimento.

Orientamento al successo

Detto anche orientamento all’sé. Agli atleti orientati al successo importa solo primeggiare e vincere. Non importa l’impegno messo in atto o la qualità del gesto atletico, l’unica cosa che conta è arrivare prima degli altri. Questi ciclisti sono molto competitivi e si rivedono nei fattori motivazionali dello status, della squadra, dell’abilità e dei rinforzi esterni.

Conoscere il proprio orientamento motivazionale è fondamentale per capire in che direzione lavorare per migliorare e rafforzare la propria passione.

Capire il proprio orientamento


Per individuare il proprio orientamento motivazionale, cioè il motivo ultimo che vi spinge a pedalare e a continuare a farlo, potete valutare queste due figure e capire in quale più vi rivedete.

Atleta 1

La prima figura è quella di un atleta che valuta i risultati ottenuti solo in base all’impegno dimostrato. Il risultato è negativo o positivo in base alla prestazione e non al posizionamento in classifica. Un insuccesso non diminuisce la sua voglia di fare. Valutano le proprie prestazioni precedenti e cercano sempre di migliorarle. Tende ad allenarsi in solitudine e spesso non sente il bisogno di affiliarsi a una squadra.

Atleta 2

Il secondo atleta invece valuta il successo solo in termini di risultato: non importa l’impegno profuso o la qualità del gesto atletico, il solo metro di giudizio è il piazzamento (arrivare primo, qualificarsi, vincere un circuito di gare). Un risultato negativo è visto come una sconfitta e spesso porta a un ridimensionamento al ribasso della difficoltà degli obiettivi da raggiungere. E’ molto competitivo anche in allenamento e desideroso di pedalare sempre con qualche compagno, per poter rivaleggiare anche in amicizia. Dà un’importanza elevata all’opinione che amici, parenti, compagni di squadra e allenatore hanno di lui.

Se vi rivedete nel ciclista n°1 allora siete persone orientate al compito, se invece il ciclista 2 vi somiglia di più, siete persone orientate al successo. Ciò è strettamente personale e non vi è alcun giudizio, nel senso che essere persone orientate al compito non è più positivo di essere orientati al successo o viceversa. Ognuno di noi è fatto a suo modo ed è mosso da motivazioni soggettive.

Allenare la motivazione


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Ora che avete capite che tipo di ciclisti, a livello motivazionale, siete, potete mettere in atto una serie di pratiche per migliorare la vostra motivazione o per riattizzare la passione nei momenti più difficili:
• Scrivere 10 cose che vi spingono a salire in bici, ad allenarvi, a primeggiare, a competere e rileggerle nei momenti più difficili;
• Andare a vedere le vostre prestazioni di uno/due/dieci anni fa e vedere il percorso di crescita e i risultati ottenuti;
• Visualizzare i vostri obiettivi, che siano lo stare meglio con voi stessi, il dimagrire o il vincere il campionato regionale di mtb;
• Immaginare come sarebbe la vostra vita se di colpo smetteste di usare la bici (qualunque orientamento abbiate) e vedere quali ripercussioni negative questo avrebbe sul vostro benessere;
• Parlare con qualcuno (io lo faccio con mio figlio) del perché abbiate scelto proprio il ciclismo e la bici come mezzo per fare attività fisica o per gareggiare.

Si tratta di pratiche volte ad aumentare il desiderio di passare del tempo di qualità in bici, sostenendo quindi la passione anche nei momenti più duri.

L’importanza di allenare la motivazione


Allenare, rinforzare e continuare a mantenere viva la propria passione ha un’importanza elevatissima, poiché senza di essa andare in bici non avrebbe alcun senso. La motivazione permette infatti di sentirsi competenti (cioè ci si sente capaci di affrontare determinati compiti e situazioni) e origina l’autodeterminazione (cioè la consapevolezza di poter fare qualcosa solo con i propri mezzi). Questi due aspetti sono essenziali per raggiungere obiettivi, che siano essi dimagrire, iniziare con il bike to work, allenarsi per una granfondo o affrontare un evento di ultracycling.

E’ solo grazie alla spinta interiore che noi possiamo riuscire a trovare stimoli per salire in bici e continuare a pedalare nonostante gli impegni, la famiglia, le preoccupazioni, il lavoro e la fatica accumulata e questi nascono appunto dal sentirsi competenti e autodeterminanti, cioè padroni del nostro destino.
Gli stimoli esterni sono importanti, come l’incoraggiamento delle persone vicine, ma pedalare “perché va fatto” è il primo modo per perdere entusiasmo. E’ per questo che il 75% delle persone, come dicevo in apertura di articolo, abbandona dopo 90 giorni. L’entusiasmo iniziale cala drasticamente e subentra la routine e la fatica e l’unico modo per continuare è trovare i fattori che ci fanno sentire competenti e soprattutto che ci fanno capire come il successo (che sia contro sé stessi o contro gli altri) dipenda esclusivamente dalla nostra forza interiore.

Concludendo


Abbiamo visto come la motivazione agisca come una molla che ci spinge a fare più e meglio e che questa sia una capacità allenabile, che si può rinforzare nel tempo. Non si nasce motivati e soprattutto non si è motivati “a caso”. La nostra passione ha sempre una direzione, che può essere intima, personale o di sfida contro gli altri. L’importante è capire quale tipo di motivazione ci spinga in sella e coltivarla, affinché non si affievolisca.





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