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Pedalando tra Mincio e Po fino all’Adriatico

Emilia Romagna, Italia, Itinerari, Lombardia, Veneto • di

Tra la quiete della campagna e le prelibatezze enogastronomiche.

Un viaggio attraverso la rotta del Mediterraneo (EuroVelo 8), che passa attraverso 11 città europee da Cadice ad Atene.
5 giorni alla scoperta di percorsi cicloturistici che collegano il Lago di Garda, i fiumi Mincio e Po con le rispettive città patrimonio UNESCO Mantova e Ferrara, seguendo gli argini fino a raggiungere il mare.
Un territorio ricco di storia, arte e cultura, prelibatezze culinarie e natura ancora incontaminata che le province unite ci hanno mostrato. Il vero protagonista di questo percorso è il fiume che serpeggia attraverso le fertili campagne fatte di cascine, corti rurali e campanili di chiesette o torri municipali che spuntano all’orizzonte ad indicare paesi disseminati e le numerose Pievi che si ergono lungo gli argini.
In sella alle nostre bici, si pedala!

Primo giorno: da Peschiera del Garda a Mantova

Lunga 45 km circa da nord a sud, è una pista molto facile, ben segnalata ed adatta a tutti, con un modesto dislivello, completamente asfaltata e isolata dal traffico automobilistico.

Percorso ciclabile Peschiera del Garda-Mantova

Percorso ciclabile Peschiera del Garda-Mantova

Si parte da Peschiera del Garda, dove la ciclabile si snoda sull’argine destro del Mincio fino a Monzambano, dove passa all’argine sinistro. Da qui prosegue verso Valeggio sul Mincio fino ad arrivare all’antico villaggio di mulini, Borghetto, un punto di passaggio importante e una zona di confine contesa da signorie ed eserciti.

Borghetto

Borghetto

Seguendo la ciclabile, raggiungiamo Mantova, la “città d’acqua”, che è circondata da tre laghi – il Lago Superiore, il Lago di Mezzo e il Lago Inferiore – e dalla vegetazione particolarissima dei fiori di loto.

Parco di Mantova – fiori di loto

Parco di Mantova – fiori di loto

Sistemazione in hotel a Mantova e cena con i più tipici piatti mantovani: Parmigiano Reggiano accompagnato da mostarda, tortelli di zucca, luccio con polenta e per chiudere in bellezza la famosa sbrisolona.

Secondo giorno: da Mantova a San Benedetto Po

Visita guidata della Camera degli sposi e di Palazzo Ducale, la residenza della Famiglia Gonzaga dal 1328 al 1707. Un unico grandioso complesso monumentale e architettonico -una città a forma di palazzo, un palazzo a forma di città- che si estende per circa 34.000 m².

Scorci di Palazzo Ducale - Mantova

Scorci di Palazzo Ducale – Mantova

Pedaliamo ora alla volta di Governolo, dove -secondo la leggenda- Papa Leone Magno fermò Attila e il suo esercito. Seguendo la ciclabile che attraversa la Riserva Naturale de “La Vallazza” per circa 20 km, ci soffermiamo ad osservare quei luoghi di straordinaria bellezza, cari al poeta Virgilio.

Installazione Mincio Virgilio

Installazione Mincio Virgilio

Tra la fitta vegetazione, scopriamo il forte di Pietole, che nacque per volontà di Napoleone nel XIX secolo con funzione di protezione e più volte rimaneggiato e allargato a metà Ottocento quando venne incluso nelle mura difensive di Mantova. Perse poi la sua importanza strategica diventando una polveriera.
Qui il percorso è prevalentemente sterrato e molto soleggiato.
Una sosta all’Ostello dei Concari per rifocillarci con delizie del luogo (risotto alla mantovana, tortelli e salumi tipici) e siamo pronti per passare dal Mincio al Po a bordo di una motonave, provando l’esperienza dell’ascensore dell’acqua secondo i vasi comunicanti di Leonardo da Vinci.

A bordo della motonave, dal Mincio al Po

A bordo della motonave, dal Mincio al Po

Un’oretta di crociera lungo il Po ci permette di apprezzare questo fiume possente, dal colore giallastro con i suoi numerosi volatili che lo abitano. La navigazione propone un ritmo lento alla scoperta di scenari naturali altrimenti non percepibili. Sorpresi dal volo dell’airone cinerino siamo già arrivati a destinazione: San Benedetto Po. Di nuovo in sella, ci dirigiamo in centro dove visitiamo la Basilica e il Complesso Monastico Polirone, voluto dalla famiglia Canossa e dalla Gran Contessa Matilde, una potente feudataria ed ardente sostenitrice del Papato nella lotta per le investiture. Un personaggio di assoluto primo piano in un’epoca in cui le donne erano considerate di rango inferiore, è oggi sepolta in un sarcofago monumentale nella basilica di San Pietro. Il Museo Civico Polironiano offre poi importanti testimonianze della società rurale, espressioni artistiche del mondo padano, collezioni storiche-archologiche e antichi carri agricoli reggiano-modenesi.

Basilica e Complesso Monastico Polirone

Basilica e Complesso Monastico Polirone

La giornata si conclude con il pernottamento nella stanza dell’imperatore, al B&B dell’antiquario. Anche Matilde avrà avuto lo stesso arredamento?

B&B L’antiquario – San Benedetto Po

B&B L’antiquario – San Benedetto Po

Terzo giorno: da San Benedetto Po a Ferrara

La colazione è d’obbligo presso Casa Bertoia, una tipica cascina ristrutturata immersa nella quiete delle campagne mantovane, che offre deliziose marmellate (perfino quella di melograno!), pane, focacce e l’imperdibile sbrisolona, il tutto fatto in casa.
Pronti a smaltire, in sella lungo le ciclabili nel Parco delle Golene di Foce Secchia, esteso su una superficie di 1200 ettari, passando per l’impianto idrovoro di San Siro, che solleva le acque del Canale Emissario delle Acque Basse e le riversa nel Fiume Secchia.

Impianto idrovoro San Siro

Impianto idrovoro San Siro

Raggiunto il paese di Quingentole, visitiamo la Chiesa Parrochiale di San Lorenzo e la Chiesetta di San Lorenzo, un tempo con pianta molto più ampia dell’attuale e affacciata verso il paleoalveo del Po. Nell’alto Medioevo e fino a tutto l’XI secolo il corso del Po non corrispondeva a quello attuale, ma seguiva un percorso più meridionale, diventato oggi Po Vecchio. Il grande fiume veniva percorso da navi e battelli e persino da una flotta militare. Attorno ad esso gravitavano piccoli villaggi di contadini e pescatori e qualche centro fortificato.
Visitiamo poi la Pieve di Coriano, costruita nel 1082, per volere di Matilde di Canossa.
Dopo un lauto pranzo presso la Taverna degli artisti, veniamo scortati in pulmino da Revere a Felonica, dove possiamo ammirare la Pieve di epoca matildica. Qui rimontiamo in sella per dirigerci verso la Rocca Possente di Stellata, dalla particolare pianta a forma di stella.

Continuiamo la nostra pedalata lungo l’argine fino a Bondeno per poi proseguire lungo una pista ciclabile ombreggiata, un meraviglioso corridoio botanico, che affianca il Canale emissario di Burana, scorgendo la Delizia della Diamantina, una casa colonica di epoca estense, fino a Ferrara.

“Corridoio botanico” – Burana

“Corridoio botanico” – Burana

Siamo circondati: quante biciclette per le vie di Ferrara! Meraviglioso pedalare tra tanti giovani e non, con la spensieratezza che solo la bici può offrire. Complice la luce notturna, il clima estivo settembrino e i numerosi universitari sparpagliati per le vie della città, ci lasciamo affascinare dalla vista del Castello e del Duomo. Dopo una cena strepitosa al ristorante in centro Casina&Butega (dove assaggiamo i rivali cappellacci di zucca con sugo d’anatra, faraona con ripieno di castagne e la dolce nerina), scopriamo la Via delle Volte. La via prende il nome dai numerosi archi e passaggi sospesi che la attraversano e risale al più antico sviluppo urbano che costeggiava il Po di allora, prima che deviasse nel 1152.

Quarto giorno: da Ferrara all’Adriatico

Dopo la visita del Castello estense pedaliamo lungo le vecchie mura e ltramite un percorso interamente asfaltato e pianeggiante proseguiamo fino a Francolino per raggiungere Ro, dove visitiamo la ricostruzione del mulino natante. I mulini del Po hanno popolato il fiume fino al 1921 e sono poi scomparsi velocemente in seguito alla tassa sul macinato e alle evidenti difficoltà dei contadini di portare avanti e indietro il grano, senza contare gli episodi di furto.

Mulino galleggiante sul Po

Mulino galleggiante sul Po

Dopo il pranzo nell’area golenale, che funge da agricampeggio, area sosta camper e area bimbi, ci trasferiamo in shuttle a Pomposa, per visitare la famosa e splendida Abbazia, capolavoro dell’architettura religiosa medioevale.

Abbazia di Pomposa

Abbazia di Pomposa

Proseguiamo per Comacchio, una meraviglia che ricorda lo stile veneziano, con i suoi canali, il Trepponti e il suggestivo centro storico. Cena deliziosa a base di pesce con le sue famose anguille, presso La Comacina.

Comacchio

Comacchio

Quinto giorno: L’Adriatico e il Delta del Po

Oggi scopriamo il Delta del Po: argini, chiuse, canali e oasi naturali che accompagnano le pedalate verso i porti turistici di Goro e Gorino, dove il Po si unisce al mare.
Imperdibile una tappa al ristorante Belvedere Goro, dove gustare il pescato del giorno appagando il palato e la vista, meta finale del nostro viaggio in bici.

Goro

Goro

Link utili:
EUROVELO 8
Mantova Turismo
Terre di Mantova

Per Ferrara
http://www.ferraraterraeacqua.it/it/cicloturismo/cicloturismo
Materiale turistico da consultare e scaricare.





Una risposta a Pedalando tra Mincio e Po fino all’Adriatico

  1. Lorenzo ha detto:

    Complimenti giro stupendo!
    In che periodo le hai fatto!?
    Hai per caso le traccia gps?
    Secondo te sarebbe possibile farlo in tre giorni?
    Grazie e complimenti di nuovo!

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