Piano Emergenziale della Mobilità Urbana post-Covid: il manuale d’uso

Fin dal primo momento di lockdown per contenere gli effetti del Coronavirus ci siamo interrogati sugli effetti che questo avrebbe avuto sulla mobilità urbana e non abbiamo mai perso l’occasione di lanciare un allarme, perché era chiaro fin da subito che le norme di distanziamento sociale avrebbero affossato il trasporto pubblico locale.

Abbiamo quindi lanciato la proposta di realizzare una Rete di Mobilità d’Emergenza in ogni città per controbilanciare il fenomeno. Nel frattempo numerose città in giro per l’Europa e il mondo hanno implementato politiche in linea con quanto da noi suggerito.

Consci delle difficoltà del sistema Italia in cui la normativa non aiuta chi vuole innovare, abbiamo convocato un gruppo di lavoro tecnico a cui hanno risposto positivamente l’architetto Matteo Dondé, l’architetto Valerio Montieri e l’architetto Paolo Gandolfi.

Insieme abbiamo redatto un Piano Emergenziale per la Mobilità Urbana Post-Covid che contiene le istruzioni strategiche e tecniche per evitare il collasso totale della mobilità urbana alla riapertura delle attività.

Nella prima parte del documento si valutano i fenomeni in essere con un’analisi di scenario a cui si vuole dare risposta attraverso:

  • una gestione mirata del trasporto pubblico;
  • la creazione di una Rete di Mobilità di Emergenza per stimolare l’utilizzo di mezzi di trasporto veloci, leggeri e non congestionanti;
  • L’allargamento degli spazi per la pedonalità allo scopo di garantire il distanziamento sociale;
  • gestione delle Zone a Traffico Limitato e politiche della sosta.

Nella seconda parte del documento si presentano le soluzioni tecniche adottabili in via immediata da parte delle amministrazioni comunali in ottemperanza alla normativa vigente.

A conclusione del documento si trova un’indicazione di massima dei costi di realizzazione degli interventi proposti e una carrellata di best practice dall’Italia e dal mondo.

La speranza è che quante più città possibili possano implementare le misure qui proposte per evitare che la ripartenza economica tanto auspicata non resti bloccata dal traffico di una cattiva gestione della mobilità urbana

Buona lettura e buon lavoro.

Per scaricare il Piano di Azione Emergenziale per la Mobilità Urbana Post Covid clicca sull’immagine sottostante o qui.

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Commenti

4 Commenti su "Piano Emergenziale della Mobilità Urbana post-Covid: il manuale d’uso"

  1. Avatar Sara ha detto:

    Abbiamo scoperto questo articolo grazie ad un collettivo cittadino di quartiere, a Parma, che si chiama “Manifesto San Leonardo”.
    Io mi chiamo Sara e scrivo per conto dell’associazione di promozione sociale e sportiva dilettantistica TUTTIMONDI, di Parma.

    Ci hai aperto un mondo ed indicato la prossima battaglia da combattere, grazie!

    Vorremmo utilizzare, condividendoli, i tuoi articoli ed il tuo materiale. Cercheremo di costruire a Parma una “Rete di Mobilità d’Emergenza”.

    Potremmo confrontarci con te? Sai se esistono già Reti in altre città?

    Grazie mille, Sara

  2. Avatar Fabrizio Bernini ha detto:

    Buongiorno, sono Fabrizio Bernini, apprezzo moltissimo il Vs lavoro. Il Vs impegno a favore di una mobilità alternativa e sostenibile é impagabile. Però mi rendo conto che non è possibile applicarlo in tutte le situazioni orografiche delle nostre città. Mi riferisco, in particolare, alla città di Roma, dove le strade non offrono spazi laterali per la realizzazione di corsie per la mobilità ciclabile in città, se non in alcuni sparuti casi particolari. Ad ogni modo, più che interventi urbanistici dedicati, io ritengo che la componente che maggiormente intervenga nel processo di diffusione di una mobilità alternativa sia una fonte di incentivi, anche economici, per chi decida di intraprendere questo percorso, visto che gli italiani le cose le fanno solo se obbligati o se ne traggono un profitto. Ne parlo con cognizione di causa!!! A, presto. Fabrizio Bernini.

    1. Avatar Manuel Massimo ha detto:

      “Roma, dove le strade non offrono spazi laterali per la realizzazione di corsie per la mobilità ciclabile in città, se non in alcuni sparuti casi particolari”? Sono di Roma, vivo a Roma e pedalo a Roma: molte strade hanno corsie molto larghe che opportunamente ristrette al minimo di legge libererebbero spazio utile per implementare bike lane o ampliare i marciapiedi. Semplicemente spostando la sosta delle auto verso la carreggiata e con opportuni spazi di tolleranza per evitare che le portiere aperte costituiscano un pericolo per chi pedala si potrebbero ricavare centinaia di chilometri di percorsi ciclabili su gran parte delle consolari e delle strade di scorrimento dentro al GRA.

      Manuel Massimo
      Direttore responsabile di Bikeitalia.it

  3. Avatar Sandro ha detto:

    Ciao,
    io vorrei proporre ad alcuni comuni ai loro relativi uffici di mobilità questa iniziativa.
    Non so però come proporla. Nel senso voi comunque poi offrite servizi di assistenza professionale per chi vuole in aiuto oppure devono vedersela da soli, quindi facendo anche le cose male?
    Vorrei che venga preso sul serio non un “semplice cittadino che linka un blog” :)

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