Portapacchi per cicloturismo: quali, quanti e perché

Normalmente quando si arriva alla necessità di un portapacchi ci si pone il quesito della portata. E se il quesito non si pone significa che il suo uso, relativamente alla portata, è modesto. Partendo però dalla necessità di un portapacchi, molto spesso non abbiamo l’idea precisa di quanto deve portare, anche perché assai spesso non abbiamo una idea precisa di cosa portare e quanto questo “quanto” possa pesare.

Lo scopo della foto all’inizio del report è proprio questo: dare una idea visiva di un peso più o meno. Sicuramente è un modo molto empirico, poco professionale ma da l’idea. Anche perché, assai spesso comperiamo il portapacchi ben prima di caricarlo e così ci affidiamo a portapacchi dalle grandi portate inutili e però costose.

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Per quanto caricato possa sembrare il portapacchi posteriore della bici in foto non sta sicuramente portando più di 20 kg. Nelle borse ci sono vestiti e quello che serve per lavarsi e e tra le borse c’è appoggiata la tenda da 1,5 kg (sacco a pelo e materassino gonfiabile sono sul portapacchi davanti). Quindi per diversi usi e carichi differenti, ci sono portapacchi adatti. Cercarlo con precisione significa non sprecare denaro. Poi uno ovviamente ci tiene alla marca e alla sicurezza di una portata di 40 kg, vuole andare sul sicuro e sceglie uno portapacchi super. Ma questo è un altro andare, come si dice.

Per uso quotidiano

A molte persone il portapacchi posteriore che trovano già in dotazione sulla bici serve solo per metterci il giornale, oppure una cassetta di plastica della frutta da riempire con la piccola spesa quotidiana, il pane, o la roncola per tagliare dei rami o piccoli attrezzi che servono per l’orto un po’ distante da casa.


Ecco l’esempio di un portapacchi posteriore minimale, con portata di 7-8 kg esagerata per il servizio che fa. Difficilmente si trova in giro con delle borse attaccate. Si aggira normalmente su una bici single speed sgranocchiante nel paese di residenza del proprietario, non conoscerà altri luoghi, spesso dorme all’aperto e riposa per giorni e giorni in qualche cortile e assai spesso rifiuta di avere la luce dietro: troppo chic, appesantisce (metti che gli capiti di portare l’elenco telefonico…) e se esce, al primo crepuscolo rincasa. Ha una portata minima e un costo, sempre che non sia in dotazione, intorno ai 10 euro senza luce e tra i 13-15 con la luce posteriore.

portapacchi per bici

Questo modello, dalla linea super essenziale anche negli spessori, con piccole varianti è sicuramente il più diffuso e lo possiamo vedere tutti i giorni nelle strade dei nostri paesi e città. Esiste anche il modello per la ruota anteriore con un prezzo intorno agli 8-9 euro. Ecco un classico esempio visibile tutti i giorni della serie: vedi mai che un giorno devo mettere qualcosa sul portapacchi.

portapacchi per bici rossignoli

Per uso quotidiano ma chic

Ma la bicicletta aspetta al varco anche gli sciccosi che la desiderano elegante anche negli accessori. Il portapacchi serve per caricare una borsetta che si toglie, quindi rimane a vista, quindi deve essere elegante, e quindi sottile, e quindi essenziale: eleganza essenziale senza fronzoli ma ricercatissima, magari in titanio. Eccone alcuni bei esempi che non hanno bisogno di commenti ma che rendono molto bene l’idea sciccosa della bici. Personalmente non sono molto chic ma mi piacciono tanto. Molte sono attrezzate anche per viaggi con portapacchi anteriore e posteriore.

Produttrice di questi portapacchi particolari ed eleganti è l’azienda “Soma”, con prezzi decisamente alti.

Per uso giornaliero pratico

Ma c’è chi non fa un uso di immagine della bici, ma la usa per la sua praticità in città e lungo le strade. Ha bisogno di fare piccole spese oppure di portare il proprio Pc al lavoro o a casa di qualche amico per condividere tante cose. In questi casi il portapacchi ha quasi sempre le luci di qualità e spesso ha degli accessori che consentono il fissaggio delle borse, dei cestini o dei bauletti senza l’ausilio di corde elastiche.

Racktime

Questa azienda di proprietà della Tubus, si occupa di portapacchi in alluminio per l’uso giornaliero con portata fino a 30 kg. La politica di questa azienda è di fornire una serie di modelli che fanno però parte di un unico sistema che permette le luci, il fissaggio delle borse e dei cestini che a loro volta sono prodotti dall’azienda. Inoltre dispone di portapacchi per l’alloggiamento delle pile sotto il piano di appoggio. Ecco l’ultimo modello che ha permesso alla Racktime di vincere un premio per l’innovazione. I led sono incorporati nel tubo del telaio e possono funzionare sia a pile sia a batteria. I fili corrono nel vuoto dei tubi in alluminio.

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Topeak

E’ la diretta concorrente della Racktime in quanto produce tutta una serie infinita di accessori per le biciclette, e all’interno di questo discorso ha anche essa una serie interessante di portapacchi in alluminio con portata di 25 kg. Sono quindi portapacchi leggeri adatti ad un uso tranquillo. Come questi adatti a scavalcare l’ingombro dei dischi e ha anche il sistema di fissaggio senza corde elastiche sul piatto superiore.

Ma produce anche tutta una serie di portapacchi al tubo sella completi di luci incorporate e di sistema di aggancio senza corde per un uso giornaliero pesante.

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Avendo studiato il meccanismo di fissaggio hanno anche in catalogo una serie di borse e cestini come si può vedere qui.

Per viaggiare

Quando la necessità diventa quella di viaggiare il portapacchi è quasi più importante della bicicletta. Difficilmente di trovano portapacchi con le luci incorporate, ma si trovano molti rinforzi supplementari, spessori di tubo di 12 mm e oltre a volte. Non si pensa ad avere agganci automatici alle borse, si deve legare e bene soprattutto quelle appoggiate al piano. E qui le aziende al top non sono molte e se la giocano con politiche molto diverse. Comanda il gruppo la Tubus.

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Tubus

E’ sicuramente l’azienda di riferimento. Produce una gamma infinita di modelli in acciaio e titanio. Ecco una foto più esplicativa di ogni discorso.

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Qui c’è quasi tutta la produzione di portapacchi posteriori. Non c’è spazio per pinzillacchere: essenza robustissima pura e semplice con portata fino a 40 kg, prendere o lasciare. Da veri tedeschi non modificano una cosa che va bene, ma potrebbero migliorare facendo, per esempio, un piattino sopra da appoggiare come si deve e facendo un po’ più largo l’appoggio superiore e magari più lungo. Hanno la pretesa che le bici si adeguino ai loro portapacchi. Quindi se i Tubus non vanno bene è la bici che è sbagliata: e qualche volta hanno pure ragione.

Sui portapacchi anteriori si sono fermati ai cosiddetti lowrider limitando i desideri di chi anche lì vuole un appoggio e costringendo a montare come questo signore il portapacchi della Nitto sopra i lowriders. Un’altra soluzione assurda concepita in un momento di smarrimento è il portapacchi anteriore modello Swing per le bici da viaggio sospensionate davanti. Eccolo.

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Se non ho capito male le borse salgono e scendono insieme alla sospensione. E’ un autentico ambaradan. Non mi pare una soluzione logica che altre aziende invece hanno trovato e che elenchiamo più avanti. La soluzione rapida, comunque ce l’hanno in casa. Basta prendere un Tubus disc, rovesciarlo, metterlo davanti e fissarlo all’archetto fisso della forcella con un foro, ecco come l’ho montato sulla mia bicicletta: utilizzato molto e con soddisfazione.

C’è un proverbio bergamasco simpatico che spiega molto bene lo Swing: “sircà ol frècc fò per ol lècc” tradotto significa “cercare il freddo da qualche parte nel letto”: come complicarsi la vita con soddisfazione.

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A parte queste critiche che si rivolgono solo ad un atteggiamento di superiorità tipico di chi vive di gloria, e dei tedeschi in particolare, rimane una grande azienda costruttrice e da considerare sempre come punto di partenza per la scelta del portapacchi. Unici nel panorama di questo mercato hanno tutto una serie di schede tecniche che aiutano moltissimo nel montaggio. Sul Tubus Cargo per esempio,o il Cargo Classic. A queste cose i concorrenti non pensano, i tedeschi si. Nel bene e nel male sono sempre loro.

Old mountain man

E’ l’esatto contrario della Tubus: è una azienda artigianale. Pochi modelli ed universali. Addirittura possono essere montati sulle biciclette con sospensioni posteriori ed anteriori. Il kit viene consegnato sempre completo, poi ognuno prende ciò che gli serve. Sono in alluminio con portata dichiarata fino a 35 kg per il modello pioneer. Adatto a bici con freni normali e con freni a disco, può essere fissato agli ugelli dei freni o al telaio senza ugelli predisposti. Vanno bene su tutto. Hanno il piano di appoggio più largo e più lungo del Tubus e anche coperto così che funzionano anche da parafango. L’unico neo la verniciatura che, sull’alluminio, il fatto che sia artigianale non dà tranquillità, e il fatto che non hanno mai previsto la possibilità del montaggio del faro posteriore.

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La mia bici, la cui foto segue, ha davanti un Tubus Disk e dietro un OMM, Pioneer. Oltre al fatto che l’OMM risulta più lungo e più largo, ha un forte sbalzo posteriore che libera completamente i piedi, nonostante agganci le borse con gli uncini delle borse allargati al massimo. Questo particolare lo si può intuire osservando la fotografia serale della bici completa in basso. Il fissaggio con le staffe risulta molto rigido. Ha sostituito il Tubus cargo precedente con grande soddisfazione e ho piazzato anche una luce sotto al portapacchi. La aggiungo perché si capisce bene la larghezza che ha il Pioneers.

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Per ovviare alle difficoltà che avevano i propri acquirenti a trovare i portapacchi adatti, alcune aziende di telai e bici complete hanno cominciato da un po’ a costruirseli ed alcune aziende hanno addirittura reso solidale il portapacchi con il telaio.

Due aziende che hanno deciso di costruirsi da sé i portapacchi per le bici da viaggio sono Salsa e Thorn.

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Ma la bicicletta del mio amico Marco, che ha fatto con la Appaloosa Santiago di Compostela, la Germania, L’Austria senza considerare altri tragitti, mi ha sempre incuriosito. Eccola.

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Il portapacchi è completamente solidale, anzi fa parte del telaio irrobustendo sé e anche il telaio. Esattamente come era la gloriosa Graziella.

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E questa soluzione comincia ad essere usata anche da costruttori di bici da viaggio estremamente importanti, come per esempio la Tout Terrain.

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Questa è sicuramente la soluzione che da un punto di vista di solidità, stabilità, e pulizia della bicicletta dà più garanzie.
Ecco conclusa la mia personale escursione nei portapacchi.

Attendo aggiunte e correzioni da parte dei lettori.

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