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Come posizionare le tacchette SPD

Bikelife, Biomeccanica, Salute • di

L’utilizzo dei pedali a sgancio rapido è ormai consolidato in ambito mtb, anche se la scelta dei pedali dipende dai gusti personali e spesso si accendono diatribe tra amanti dell’aggancio e cultori del pedale flat. L’uso degli agganci comporta la necessità di un corretto posizionamento delle tacchette, al fine di collocare il piede nella posizione migliore per aumentare la trasmissione di potenza e ridurre il rischio di sviluppare dolori o vere e proprie patologie.

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Indice
Punto di appoggio dei piedi
Individuare le teste metatarsali
Controllo dell’avanzamento della tacchetta
Spostamento laterale delle tacchette
Inclinazione delle tacchette
Concludendo

Punto di appoggio dei piedi


Quando camminiamo il nostro piede poggia biomeccanicamente su tre punti: il calcagno (detto anche tallone), la quinta testa metatarsale e la prima testa metatarsale. Queste ultime sono le estremità di cinque ossa lunghe che collegano le dita alla parte posteriore del piede stesso (il tarso). L’articolazione che si crea tra dita e teste metatarsali (detta articolazione metatarso-falangea) ci consente di piegare le dita quando per esempio ci solleviamo sulle punte. Sulla bici il punto di appoggio del tallone sparisce, poiché il pedale non lo raggiunge e rimangono invece gli altri due.

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E’ quindi fondamentale posizionare il perno del pedale (vero punto di appoggio del piede) all’interno di questi due punti anatomici. Il posizionamento delle tacchette non si deve fermare al solo avanzamento ma dovrà tenere comunque conto dello spostamento laterale e dell’inclinazione, come vedremo in seguito.

Individuare le teste metatarsali


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Per poter effettuare una corretta regolazione delle tacchette è necessario sapere dove sono posizionate le nostre teste metatarsali. L’individuazione è semplice e la si può fare da soli, attraverso una normale palpazione. Ci si mette seduti, con indosso le scarpe che si utilizzano di solito e si accavalla la gamba destra su quella sinistra, portando verso l’alto la parte interna del piede destro. Con la mano si tasta con forza fino a individuare la punta dell’alluce.

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Si scivola verso il tallone fino a tastare una protuberanza, subito dietro all’alluce. Quella è l’articolazione metatarso-falangea. Arretrando di circa 7mm verso il tallone, si trova la 1° testa metatarsale.

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Con un pennarello indelebile si traccia un segno in corrispondenza della testa. Si porta poi il piede a terra e lo si piega verso l’interno, per portare la parte esterna verso l’alto. Tastando con forza si trova il quinto dito del piede. Si arretra verso il tallone fino a individuare una sommità ossea.

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Quella è la quinta testa metatarsale. Si segna con un pennarello la posizione sulla scarpa, dopodiché ci si toglie la scarpa e con l’aiuto di un righello, si riporta all’esterno la posizione della prima testa metatarsale.

Controllo dell’avanzamento della tacchetta


La posizione che in biomeccanica del ciclismo consente di migliorare l’efficienza di pedalata e contribuire a un supporto stabile è quella in cui il perno del pedale si trova tra la prima e la quinta testa metatarsale, lievemente spostato verso quest’ultima. Nella soluzione più idonea il perno del pedale dovrebbe essere tangente alla quinta testa metatarsale.

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Prima di effettuare qualunque modifica è bene marcare la posizione delle tacchette, al fine di evitare errori. Per controllare il posizionamento, si aggancia la scarpa al pedale e si guarda dove si trova il perno rispetto ai segni fatti in precedenza (che corrispondono alle teste metatarsali). Per arretrare il perno verso la quinta testa metatarsale si dovrà avanzare la tacchetta verso la punta della scarpa. Per avanzare il perno verso la prima testa metatarsale, si dovrà arretrare la tacchetta verso il tallone. Dopo aver spostato le tacchette è sempre conveniente ricontrollare l’accuratezza del posizionamento.

Spostamento laterale delle tacchette


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Spesso chi controlla la posizione delle tacchette si limita ad avanzarle o arretrarle. In realtà la pedalata è un gesto dinamico e tridimensionale, che si effettua nello spazio. Per questo è importante capire se l’allineamento della tacchetta è corretto anche sul piano frontale. Quando camminiamo, in fase di spinta vi è l’allineamento biomeccanico della rotula con il secondo dito del piede, un fattore che consente di “verticalizzare” la potenza e gestire meglio le sollecitazioni. In bicicletta deve avvenire lo stesso: quando siamo in fase di spinta ginocchio e secondo dito devono essere allineati.

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Il controllo richiede un’attrezzatura più specifica: per prima cosa si applica un marker sul centro della rotula.

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Dopo, sempre attraverso la tastazione, si individua il secondo dito del piede e si applica un secondo marker.

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Poi, grazie a un laser, si verifica che, in fase di spinta con pedivella parallela al terreno, vi sia l’allineamento tra rotula e secondo dito del piede. Se ciò non dovesse avvenire le possibilità di risoluzione possono variare dallo spostare lievemente le tacchette (se possibile), all’applicazione di distanziali sul perno del pedale o da un lavoro di potenziamento dei muscoli del quadricipite, al fine di riportare in centro la rotula grazie a una maggiore ipertrofia.

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Questo tipo di procedura deve essere valutato con il supporto di un biomeccanico specializzato.

Inclinazione delle tacchette


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Ultimo parametro di controllo è l’inclinazione delle tacchette. Una delle leggende metropolitane più diffuse e dure a morire afferma che i piedi debbano trovarsi paralleli al telaio per pedalare bene. L’idea della pedalata a “piedi dritti” non ha una valenza biomeccanica e spesso ha portato biker a sviluppare patologie tendinee anche importanti. In realtà sulla mtb i piedi devono assumere l’inclinazione naturale (che varia tra i 5° e i 15° e in podologia viene definita come angolo di Fick) che hanno quando siamo in piedi, per cui se quando siamo eretti i nostri piedi dovessero tendere con le punte verso l’esterno o l’interno, la medesima situazione dovrebbe avvenire mentre pedaliamo.

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Per controllare l’inclinazione si può usare un accorgimento: posizionarsi sulla bici con le pedivelle parallele e fare una foto dall’alto. Dopodiché mettersi in piedi e vedere se la posizione assunta dai piedi sulla bici sia in linea di massima corrispondente a quella di quanto siamo eretti. Se ci dovessero essere delle discrepanze, allora converrà inclinare le tacchette per accogliere la naturale inclinazione dei piedi quando siamo agganciati ai pedali.

Concludendo


I nostri piedi sono il punto di appoggio più importante che abbiamo, sia quando camminiamo che quando pedaliamo, poiché sono il termine ultimo della catena cinetica che crea la potenza che applichiamo sul pedale. Controllare il corretto posizionamento delle tacchette è una pratica utile per aumentare la potenza trasmessa al pedale, rendere più fluido e meno stancante il gesto atletico e ridurre la possibilità di dolori ai piedi, infiammazioni o di vere e proprie patologie, che limiterebbero il divertimento e il tempo stesso da passare in sella all’amata mtb.





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