Salute

Quale futuro per l’allenamento degli sport di endurance?

Quale futuro per l’allenamento degli sport di endurance?

Quale futuro per l’allenamento degli sport di endurance? Lo sport di resistenza sta cambiando e come è naturale che sia sta cambiando anche l’allenamento a esso dedicato. Ma quale futuro ci attende? Per scoprirlo partiamo dal punto di vista dei più importanti fisiologi al mondo, che hanno provato a immaginare come si alleneranno gli atleti del 2050.

Come la scienza vede l’allenamento per gli sport di endurance

Nel Giugno 2023 è stato pubblicato un paper decisamente interessante. È firmato da 25 tra i più importanti fisiologi dello sport di endurance al mondo e ha come titolo “The Evolution of World-Class Endurance Training: The Scientist’s View on Current and Future Trends” (International Journal of Sports Physiology and Performance, 2023). All’interno del paper, gli studiosi hanno tentato di immaginare lo sviluppo nell’allenamento degli sport di endurance partendo dall’evoluzione avvenuta negli ultimi 15 anni e proiettandola nei prossimi 25.

E se dovessimo quindi rispondere alla domanda “quale futuro per l’allenamento degli sport di endurance?”, come lo faremmo?

Ecco alcuni spunti tratti dallo studio.

Allenamento negli sport di endurance

Quale futuro per l’allenamento degli sport di endurance?

Gli spunti qui presentati sono stati elaborati partendo da queste considerazioni:

  • Quali sono i più importanti trend in corso negli sport di endurance?
  • Quali di questi saranno ancora più evidenti nei prossimi anni?

Da queste basi sono emerse diverse idee su quale futuro per l’allenamento degli sport di endurance.

Incremento dell’allenamento sport-specifico

Il ciclista pedala, il podista corre e il nuotatore nuota. Sembra davvero molto semplice ma non è così. La diversa sfaccettatura che le discipline stanno assumendo fa sì che anche i modelli di prestazione siano differenti. Come discutevo con il mio collega e nostro preparatore Alessandro Gallizia, specializzato in mtb, le marathon sono cambiate tantissimo e allenarsi per prepararla come si faceva 15 anni fa è quasi praticamente un errore.

Inoltre sta entrando sempre più in auge il tema della durability e come questa si applichi alla specifica disciplina. Infine anche le richieste energetiche e quindi le strategie alimentari a supporto sono sempre più diversificate.

Allenamento sempre più individualizzato

Grazie ai dispositivi indossabili, sarà possibile conoscere tantissimi parametri di un atleta e andare così a determinare quale tipologia di allenamento sia più idonea per lui. Dall’intensità al volume, dalla potenza alla frequenza cardiaca, dalla fatica alla HRV, i dati a disposizione permetteranno di creare tabelle di allenamento uniche e totalmente calate sulle capacità, disponibilità e adattabilità dell’atleta. Il tempo delle tabelle tutte uguali per tutti sta decisamente tramontando.

La salute dell’atleta come focus principale

Lo avevamo già letto a proposito dell’allenamento di Jonas Vingegaard: il mantenimento della salute fisica e mentale dell’atleta è sempre più un aspetto cruciale. Un atleta in salute si allena con più costanza, si infortuna meno, ha minori drop-out in competizione e può sottoporsi a carichi di lavoro sempre più intensi. Anche qui, l’idea che l’allenamento debba portare l’atleta a spremersi come un limone per ottenere risultati, è sempre meno accettata. Un’idea che già negli anni ’70 veniva messa in discussione da Verkoshanski, che affermava: “Un idiota è perfettamente in grado di far stancare un altro idiota, dicendo che lo sta allenando”.

La prevenzione degli infortuni come pilastro della preparazione

Gli sport di endurance hanno un elevato impatto sulla salute muscolo-scheletrica del praticante. Il 97% di chi si rivolge a noi per una visita biomeccanica lamenta dolori e fastidi muscolari. Almeno il 70% di loro ha sperimentato una volta un infortunio da sovraccarico che lo ha tenuto lontano dall’allenamento per minimo una settimana. Se quindi parliamo di salute dell’atleta e di costanza nella preparazione, non possiamo non lavorare sulla corretta prevenzione degli infortuni. Prevenzione che si effettua attraverso un adeguato allenamento della forza muscolare, un’attività che nessun atleta di endurance può più disdegnare.

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Il futuro dell’allenamento negli sport di endurance è già qui

Se confronto questi concetti con i diari di allenamento dei ciclisti che si rivolgono a noi per una visita biomeccanica, il contrasto è stridente: volumi allucinanti, la fatica come unico mezzo di valutazione della qualità dell’allenamento, zero allenamento della forza (“però faccio le SFR!”).

Campus Bike Convention

E la scienza applicata al ciclismo è al centro di Campus Bike Convention, il primo evento formativo su ciclismo e performance mai realizzato in Italia, che si terrà il 2-3 Dicembre a Bologna. In questa occasione 25 tra i più importanti esperti al mondo della scienza del ciclismo si alterneranno sul palco per parlare di biomeccanica, allenamento, preparazione atletica, nutrizione e aerodinamica. Oltre a questo 30 workshop pratici per passare dalla teoria alla pratica.

La scienza ha già deciso in che direzione andrà l’allenamento per gli sportivi di endurance. Sta a noi decidere se sceglierla o continuare, come avrebbe detto De André, “in direzione ostinata e contraria”.

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