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Save the steel: tutto sulle bici in acciaio

Bikelife, Materiali, Meccanica • di

bici in acciaio

Sembra il titolo di una canzone dei Manowar, gruppo metal americano che mette la parola acciaio in quasi ogni frase, lo so. In realtà oggi vorrei raccontarvi di un vecchio materiale per biciclette che all’improvviso è diventato pesante e inutile: l’acciaio. Per parlarvi dell’acciaio e delle sue virtù, parto da una domanda: siete sicuri che i telai in carbonio alto modulo, pensati per ciclisti di vent’anni, nel pieno della forma, allenati e pagati per andare forte e farlo per centinaia di chilometri, con all’arrivo uno stuolo di allenatori, massaggiatori e nutrizionisti, siano la scelta perfetta per voi?
Insomma, quando andate da un negoziante siete convinti di poter scegliere la bici giusta per voi oppure quella che il mercato vi fa credere essere la migliore?
Vediamo se alla fine di questo articolo sarete in grado di dare una vostra personale risposta.

Indice
Cos’è l’acciaio
Caratteristiche dell’acciaio
Perché scegliere una bici in acciaio
Concludendo

Cos’è l’acciaio e come viene utilizzato


bici in acciaio

Una bicicletta da corsa d’inizio anni ’80. A quell’epoca l’acciaio la faceva ancora da padrone nella costruzione dei telai

Per acciaio s’intende una lega metallica (ovvero un materiale formato da un minerale base “additivato” con minerali di lega per aumentarne le prestazioni) formata da ferro e carbonio, ottenuta tramite procedimenti metallurgici. I minerali di Fe subiscono dei procedimenti metallurgici all’interno degli altiforni, dove vengono “mescolati” con altri minerali per migliorarne le caratteristiche.

Il prodotto finale dell’altoforno sarà una fusione di acciaio che deve essere riconvertita in forni appositi, mentre lo scarto viene comunemente chiamato ghisa. La fusione di acciaio viene trasformata in bramme (lunghe lamiere di alto spessore) che subiscono poi trattamenti di laminazione per portarle allo spessore desiderato. Questo prodotto viene fatto passare su macchine apposite che lo avvolgono a spirale, formando i tubi, che vengono saldati a laser. In seguito i tubi sono fatti passare per forni di ricottura con presenza di ossigeno, dove si attenuano le sollecitazioni indotte dalla saldatura e infine bagni di decapaggio chimico a base solforica, cloridrica e fosforica, per pulire la superficie dagli ossidi e infine chiuderne le porosità (chi scrive si occupa di impianti per la metallurgia).

bici in acciaio

Le tipologie di acciaio sono innumerevoli e le possiamo dividere in due macrocategorie: l’acciaio al carbonio (che viene comunemente chiamato “ferro”) e l’acciaio inossidabile (che può essere austenitico, ferritico o martensitico in base al posizionamento in un particolare diagramma metallurgico definito “ferro-carbonio”). L’acciaio inossidabile non arrugginisce poiché durante il procedimento di decapaggio chimico il cromo viene portato in superficie, creando così una patina trasparente che non interagisce con l’ossigeno presente nell’atmosfera. Le gamme di acciaio per ciclismo coprono un ampio spettro di prodotti, che passano da quelli meno pregiati (Acciai dolci o hi-ten), a quelli destinati a biciclette da corsa, solitamente legati con molibdeno (come il Chromoly), niobio, vanadio o manganese, elementi incaricati a conferire caratteristiche precise di resistenza.

bici in acciaioUn telaio viene realizzato partendo da tubazioni dell’acciaio desiderato, che vengono tagliate, sgolate e limate a misura per poi essere collegate assieme tramite congiunzioni. In realtà la costruzione di un telaio è la fase ultima di un lavoro che parte dal colloquio tra cliente e telaista, per la valutazione del tipo d’impostazione da dare al mezzo. Poi il telaista rileva (o si affida a ditte esterne) le misure corporee del ciclista, che vengono riportate su un disegno tecnico, calcolando le misure effettive attraverso formule matematiche.

A noi, in questo articolo, interessa parlare dell’acciaio in quanto tale, per cui tralasceremo le parti preliminari, che vi racconteremo in futuri articoli. Dicevo, l’unione tra le congiunzioni e le tubazioni viene realizzata attraverso saldobrasatura: un materiale dal punto di fusione più basso (detto di apporto) viene “fatto sciogliere” all’interno della congiunzione, che solidificando unirà in maniera indissolubile i due pezzi.

Di solito si utilizza la brasatura “a fiamma o a cannello”, ovvero si utilizza un cannello simile a quello della saldatura acetilenica, la cui fiamma viene puntata sulla congiunzione, permettendo così la fusione del materiale di apporto, che per capillarità riempirà gli interstizi vuoti. Una volta assiemato il telaio si passa alla realizzazione delle filettature e alla fresatura dei piani dei canotti sterzo e movimento centrale, per garantirne la perfetta planarità. Infine il telaio viene sabbiato per eliminare i residui di lavorazione e va in verniciatura.


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Caratteristiche dell’acciaio


bici in acciaioL’acciaio è sempre stato il materiale principe per la realizzazione dei telai, poiché le sue caratteristiche meccaniche e tecnologiche sono adatte per resistere alle sollecitazioni imposte dall’uso intensivo della bicicletta:

Densità: caratteristica che va di pari passo con il peso complessivo del telaio, poiché per densità s’intende appunto il peso per unità di volume. Analizzando quest’aspetto l’acciaio sembra davvero essere il peggiore tra i materiali, poiché è quello con densità maggiore. Infatti se compariamo 1m3 di acciaio, alluminio e fibra di carbonio abbiamo nell’ordine: fibra di carbonio 1800 kg/m3, alluminio 2300 kg/m3, Acciaio 7850 kg/m3;

Rigidezza, limite elastico, snervamento: quando applichiamo una forza (che può essere un peso, una spinta, una flessione) su un materiale, questi oppone una resistenza alla deformazione indotta da quella forza. La capacità di resistere alle deformazioni si chiama appunto rigidezza (altresì chiamata rigidità). Dobbiamo però effettuare un distinguo: quando applichiamo una forza, il metallo si deforma per “accoglierla” poi quando questa cessa il metallo ritorna alla sua forma di partenza e questa caratteristica si definisce limite elastico. Se però la forza continua ad aumentare e supera il limite elastico, si ha lo snervamento, ovvero le fibre del metallo non sono più in grado di ritornare allo stato di partenza e si deformano in modo permanente (è il campo di lavoro dello stampaggio, pressofusione, piegatura). Se la forza continua ad aumentare, si avrà la rottura del metallo e l’entità della forza capace di “spezzare” il metallo si chiama carico di rottura. L’acciaio brilla come tra i metalli per telai in rigidità (3 volte meglio dell’alluminio e 2 del titanio, facendo riferimento a un fattore particolare detto modulo di Young);

Resistenza alla fatica: la fatica è una sollecitazione subdola. Se su un telaio applichiamo una forza minore di quella che servirebbe per romperlo ma lo facciamo ripetutamente, per un numero “n” di cicli, questa forza riuscirà ad affaticare il materiale e a indebolirlo, anche se questa, se venisse applicata una sola volta, non comporterebbe deformazione alcuna. Il materiale affaticato inizierà a deformarsi localmente, fino a tranciarsi di netto quando la sezione resistente diverrà minore della forza applicata. E in un componente come il telaio, sottoposto a una catena cinematica chiusa, le forze applicate sono sempre più o meno le stesse, per cui la resistenza a fatica è un aspetto davvero fondamentale. Anche qui l’acciaio si dimostra il migliore, con una resistenza a fatica nettamente migliore di quella dell’alluminio;

Corrosione atmosferica: purtroppo l’acciaio al C soffre la corrosione atmosferica poiché interagisce con l’ossigeno presente nell’aria dando vita a un ponte dielettrico che fa innescare una corrosione di tipo elettrolitico (detta comunemente ruggine). Per evitare che s’instauri questa connessione si deve interrompere applicando uno strato di vernice che non reagisce con l’ossigeno. Questo problema non esiste per l’acciaio inossidabile, poiché già ossidato da un film invisibile a occhio;

Perché scegliere una bici in acciaio


bici in acciaioDopo tutto questo parlar di meccanica e resistenza, si può giungere a una conclusione: l’acciaio è più pesante del carbonio e dell’alluminio, ma ha caratteristiche di resistenza notevolmente migliori del primo e non così svantaggiose rispetto al secondo. Inoltre, date le sue caratteristiche resistenti non alquanto eccelse, i telai in alluminio presentano tubazioni maggiorate (dette oversize, poiché un telaio in alluminio con le dimensioni di uno in acciaio non avrebbe resistenza sufficiente), che da un lato migliorano le caratteristiche meccaniche ma dall’altro diminuiscono il gap di peso. Inoltre i tubi in acciaio sono trafilati a doppio o triplo spessore, caratteristica metallurgica che ne diminuisce notevolmente il peso. Infatti i tubi in acciaio presentano uno spessore più alto alle estremità (per resistere alle deformazioni indotte dalla saldatura) e più basso al centro, consentendo di risparmiare peso. Questo si ottiene attraverso una trafilatura a freddo, dove i tubi vengono caricati su una macchina orizzontale dotata di un particolare mandrino, che s’insinua all’interno del tubo e lo tira, modificandone la struttura e lo spessore interno. Le odierne tubazioni calibrate in acciaio, proposte da numerose case produttrici, sono in grado di offrire un peso ridotto e una notevole resistenza alle sollecitazioni dell’uso ciclistico, cosa che rende un telaio in acciaio un acquisto da “una volta nella vita”.

bici in acciaioAllora, in fin dei conti, perché scegliere l’acciaio:

E’ economico: un telaio in acciaio non ha un costo molto elevato. Questo ovviamente dipende dalla qualità delle tubazioni e dell’acciaio scelto, dalla tipologia di saldobrasatura, dalle proprie esigenze tecniche e dalla nomea del telaista scelto;

Le attrezzature di lavoro sono molto più facili da reperire: basta una buona dima, una saldatrice e della strumentazione tipica da officina meccanica per poter lavorare l’acciaio. Questo fa sì che i costi legati alla produzione siano molto più bassi della fibra;

E’ immune dalla rottura di schianto: In caso di caduta, un telaio in acciaio può rovinarsi oppure no. Nel primo caso il telaio si segna, si piega o “si bozza”, in poche parole, se il telaio in acciaio è danneggiato, lo si capisce tramite un’analisi visiva. Non è così per la fibra di carbonio, dove può avvenire che le fibre esterne siano integre mentre quelle interne (invisibili a occhio nudo) siano crepate. Questa crepa, sollecitata dall’uso, può allargarsi, portando alla rottura di schianto del telaio. Riassumendo, un telaio di acciaio o è segnato oppure è integro, mentre un telaio in fibra andrebbe fatto analizzare per escludere cricche interne. Con i costi che ne conseguono;

Non è obbligatoria la chiave dinamometrica: un telaio in carbonio, appunto per via delle possibili cricche interne, deve essere montato utilizzando la chiave dinamometrica, rispettato religiosamente le coppie di serraggio indicate dai vari componenti. Nell’acciaio questa pratica è raccomandata ma non indispensabile. Insomma, per farla breve, potreste trovarvi in giro per il mondo costretti a sostituire un componente della vostra bici: con l’acciaio potrete farlo senza troppi patemi, se il telaio è in fibra vi conviene trovare un meccanico.

E’ più facile reperire officine autorizzate a metterci mano: è una leggenda dei cicloviaggiatori ma è anche una verità: girando per il mondo in bici è più facile (molto più facile) incontrare un ciclista che sappia lavorare l’acciaio piuttosto che materiali compositi. Ovviamente bisogna fare un distinguo: essendo l’acciaio un materiale “antico”, oggi come oggi è più difficile trovare negozianti di bici che abbiano in casa frese a mano, filiere e maschi con passo italiano o dime per il controllo della planarità. Ma se per caso dovessimo trovarci in giro per il mondo e avere un problema legato al nostro telaio (come ad esempio scoprire che un pendente posteriore si è piegato durante il trasporto aereo) sarà sicuramente più facile trovare un’officina capace di sistemarci (alla bell’e meglio, s’intende) il problema.

Concludendo


bici in acciaio

Ritengo la fibra di carbonio un materiale fantastico e i vantaggi pratici e meccanici rispetto all’acciaio sono impossibili da colmare, ma rimane orientato ai professionisti piuttosto che ai ciclisti urbani o ai semplici amatori. Poi entro in un negozio di ciclismo e trovo più fibra di carbonio che quanta possa trovarne nella linea di produzione della Ferrari e mi domando: che non si tratti del materiale del momento?

Così mi ritrovo a sperare che l’acciaio, quel vecchio materiale con il quale si sono fatte le biciclette per più di cent’anni abbia ancora futuro e possa donare gioia e tante soddisfazioni a molti ciclisti, esattamente come succede a me.





42 Risposte a Save the steel: tutto sulle bici in acciaio

  1. Giovanni ha detto:

    Niobio, non Nobio. chiedo scusa per la pignoleria

  2. Giovanni ha detto:

    PS: ho appena comprato una Fuji Touring con telaio in acciao.
    Le giunzioni sono però saldate (con fusione completa pertanto dei lembi) e non saldobrasate (incollate con metallo bassofondente): nell’articolo si poteva dare una spiegazione anche dei telai saldati rispetto ai saldobrasati. comunque bell’articolo.
    E la citazione dei manowar è da urlo Yeaaaaaaahhhhhh !
    \m/

  3. Omar ha detto:

    Ciao Giovanni, grazie per la precisazione. Per la questione della saldatura, questo è il primo di sei articoli sul mondo dei materiali per bicicletta. La saldatura dei telai senza congiunzioni bensì con tecnologia TIG verrà trattata nell’articolo sull’alluminio, per evitare di essere ripetitivi.

  4. jeby ha detto:

    “Ovviamente non possiamo nemmeno compararlo alla fibra di carbonio, che si attesta come il migliore componente sotto ogni aspetto;”

    aspetto sicuramente vero per la sola fibra di carbonio sollecitata lungo il suo asse. Peccato che per produrre un manufatto in fibra di carbonio, le fibre vanno associate alla resina che ha caratteristiche molto ma molto più scarse. In definitiva il prodotto composito (fibra + resina) è sì “migliore” per certe applicazioni, ma non così tanto migliore come ci si potrebbe aspettare ;)

  5. Omar ha detto:

    Ciao Jeby,
    infatti i telai in carbonio sono anisotropi, ovvero resistono solo alle forze applicate in un’unica direzione (come la trazione) ma non resistono a forze trasversali (tipiche di uno schianto). Ci sono anche telai in fibra che sono isotropi, ovvero che resistono a forze con più direttrici.

  6. armando ha detto:

    ho visto dei ciclisti cadere rovinosamente a terra con la bici perchè il telaio in carbonio a ceduto per una semplice buca , oggi vi è un acciaio per la bici della columbus xcr inox,che in termini di peso arriva sui 1.6 kg tale materiale e utilizzato sui carelli degli aerei a una forza che nessun altro materiale possiede sia in resistenza che in trazione altro che cartone pardon carbonio!

  7. Denis ha detto:

    Domani mi consegnano una Surly Karate Mokey in acciaio, a casa ho la bicicletta di mio papá del 1961e di mio nonno 1950 due Ciclo Piave in acciaio.

  8. Alberto ha detto:

    Io ho 4 bici in acciaio 2 MTB e 2 corsa…che dire con le moderne tecniche che oggi hanno valorizzato questo materiale non mi balenerebbe neanche per la testa di tornare al carbonio…figuriamoci all’alluminio..

    • David ha detto:

      intendi columbus spirit?
      quali produttori mi consigli?

      • Omar Gatti ha detto:

        Ciao David,
        sull’acciaio il top è Columbus, Dedacciai oppure Reynolds. Tubi sempre a triplo spessore o “triple butted”. Trovi tutte le info sui materiali e le tecniche sui siti delle varie case.

        Buone pedalate

        Omar

  9. Antonio ha detto:

    e non dimentichiamo la “comodità” del telaio in acciaio che deriva dalla sua capacità ad assorbire le vibrazioni trasmesse dal suolo grazie al suo elevato modulo di elasticità…provare per credere!

  10. paco ha detto:

    “L’acciaio brilla come tra i metalli per telai in rigidità (meglio dell’alluminio ma più debole del titanio). ”
    L’alluminio è 3 volte meno rigido dell’acciaio il titanio 2 volte meno rigido, vedasi il relativo modulo di young o modulo elastico.

  11. paco ha detto:

    ” ;La resistenza a trazione è un numero che indica la capacità di deformarsi di un materiale sottoposto a trazione senza rompersi.
    No, quel numero indica il punto in cui il materiale si rompe, da non confondersi con il limite elastico.

  12. Ricky ha detto:

    Io ho una MTB biammortizzata in alluminio, una BDC in carbonio e una MTB rigida in acciaio. Indovinate quali delle tre restano a prendere la polvere? Non certo la mia bici d’acciaio, una Surly Karate Monkey, un mezzo veramente eccezionale. Leggera quanto basta, scattante, maneggevole e….COOL! Montata con gomme slick da 2.15″, 1×10 e freni a disco, è il perfetto mezzo universale: sterrati, asfalto, salite e discese (moderate) non le fanno paura e…addio carbonio, anzi, W L’ACCIAIO!

  13. carlo ha detto:

    Articolo molto interessante. Qualcuno mi potrebbe indicare produttori italiani (made in italy) di bici con telai in acciaio? grazie!!!

  14. Riccardo ha detto:

    Ciao Omar, mi hanno rubato la mia MTB e vorrei sostituirla con una bici da strada perché nonostante mi piaccia andare in montagna / fuori strada, in realtà per il 90% del tempo la uso su strada (abito a Milano). Sono ancora un principiante nel senso che è da pochi mesi che mi è ritornata una gran voglia di bici. Cosa mi consigli in termini di materiale. Escluderei il carbonio perché mi sembra un po’ esagerato per ora (magari più in là)?
    Grazie e complimenti per gli articoli chiari e sintetici.

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Riccardo,
      Grazie per i complimenti. Visto che ti stai avvicinando al mondo degli “stradini”, ti direi di cominciare con una bdc in alluminio, magari montata con un onesto gruppo Shimano come il Tiagra. Questo tipo di bdc richiedono un budget non molto alto 500-600 € ma sono molto facili da rivenderr in futuro. Altrimenti potresti cercare una bici di qualitá più elevata dando un’occhiata sui siti di compravendita dell’usato. Si possono fare buoni affari. Ti consiglio di usarla e di vedere come va, se ti piace girare in strada e in che modo (uscite lunghe, granfondo, randonnee) e poi valutare in futuro un upgrade con un telaio in compisito o uno in acciaio magari fatto su misura.

      Speri di esserti stato utile

      Buone pedalate

      Omar

  15. Marco ha detto:

    Ciao a tutti.Io ho appena comprato una Super Record della GIOS di Torino…..Stupenda. E chiedete al sig.Aldo Gios cose pensa del carbonio

    • Antonio ha detto:

      come ti trovi ?, ho preso anche io un telaio s.record..come va in salità si sente cge cede o che e pesa ? grazie

  16. Francesco ha detto:

    questo articolo è fichissimo. Sul web si parla solo di telai in carbonio di cui non mi sono mai istintivamente fidato. Voi mi avete dato la conferma. Io uso la bici a Roma, sanpietrini, salitoni, traffico e buche apocalittiche (una volta ho visto l’islandese del viaggio al centro della terra uscire da una di esse)…
    meglio l’acciao!
    ciao

  17. Francesco ha detto:

    qualcuno può suggerirmi/vendere un bel telaio di design di acciaio?

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Francesco,
      qui puoi trovare info utili: https://www.bikeitalia.it/category/bikelife/telai/

      Buone pedalate!

      Omar

    • Angelo ha detto:

      Possessore di una bici in acciaio xcr, materiale stupendo ma in Liguria pesante, perché portarsi dietro uno zainetto di un kg in più. Considerando poi una forcella equilibrata per codesto telaio aggiungiamo altri 200 grammi.
      Unico vantaggio un confort indescrivibile nelle strade paragonabili a campi di patate.
      In definitiva considerando confort a prestazioni e il carbonio. Infatti vendo il telaio

    • Angelo ha detto:

      Possessore di una bici in acciaio xcr, materiale stupendo ma in Liguria pesante, perché portarsi dietro uno zainetto di un kg in più. Considerando poi una forcella equilibrata per codesto telaio aggiungiamo altri 200 grammi.
      Unico vantaggio un confort indescrivibile nelle strade paragonabili a campi di patate.
      In definitiva considerando confort a prestazioni,w il carbonio. Infatti vendo il telaio

  18. Marco ha detto:

    Per un bel telaio in acciaio senti la GIOS di Torino. Serietà e competenza

  19. Alessandro ha detto:

    L’articolo é molto interessante, ci sono un paio di imprecisioni sulla parte di metallurgia ma cose che solo uno che ha studiato queste cose saprebbe notare.

    Mi piacerebbe sapere come mai, viste le maggiori proprietà meccaniche dell’acciaio, viene definito come un materiale che da telai meno rigidi rispetto a quelli in alluminio.

    Per sfatare un mito sulla fibra di carbonio, il problema non é la rottura delle fibre ma il diverso comportamento a trazione e compressione che ha il materiale(fibre in matrice), infatti a trazione sia le fibre che la matrice assorbono le sollecitazioni mentre a compressione solo la matrice assorbe il carico e quindi si ha un fenomeno di scollamento delle fibre dalla matrice che porta poi al degrado delle proprietà meccaniche.

    • felix presti ha detto:

      ciao..bellissimo articolo il tuo, complimenti. io ho una vecchia bici da corsa che era di mio nonno, ha piu di 50 anni costruita in spagna, il mio prossimo telaio da mtb sarà un acciaio e non comprerò mai piu una bici chiamata moderna alla moda…perchè? dopo 26 anni di bici da strada e ben33 anni di mtb mi sono accorto che devi sempre pedalare ed è bello tornare bimbi pedalando con un bel acciaio che secondo me rimane piu attivo e comodo ..alla faccia delle grandi case che sfornano cose belle e cose orrende per moda ..ti ringrazio di cuore un caldo affettuoso abbraccio dal brasile…ciaoooo

  20. suan ha detto:

    Ciao Omar
    Ho acquistato una mtb full rockrider 6.0 telaio acciaio che vorrei riprogettare salvando solo telaio.. Il punto è questo verso quale categoria renderebbe meglio un telaio simile? Xc TRAIL ALL MOUNTAIN?
    e un altra cosa.. Come capire a occhio di che tipo di acciaio si tratta il mio telaio? Comunque il tubo superiore è pieno l bbliquo inferiore è vuoto. CIAO SCUSA IL DISTURBO E BUON LAVORO
    [email protected]

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Suan,
      dato il tipo di bici e il materiale del telaio sicuramente è meglio all-mountain.
      Se non è scritto sopra al telaio, è difficile risalire al tipo di acciaio.
      Dubito che il tubo orizzontale sia pieno, altrimenti la bici peserebbe come minimo 25kg!

      buone pedalate!

      Omar

  21. Francesco ha detto:

    Siete così sicuri che un buon telaio in acciaio costi meno di uno in carbonio? A parità di peso e di prezzo ho trovato più conveniente il carbonio (purtroppo). Non è solo una moda

  22. mirco ha detto:

    sono tra i pochi eletti ad avere l’onore di pedalare su una Dario Pegoretti telaio Marcelo

    dopo aver corso nelle categorie minori fino a Dilettanti ribadisco che l’acciaio non ha paragoni di prestazioni nella realizazione di un telaio da corsa

  23. Andrea ha detto:

    ciao qualcuno conosce il Telaio Columbus Cromo Molibden? mi saprebbe dire la qualità di questo telaio? grazie in anticipo

  24. Federico ha detto:

    Bell’articolo. Attento che il grafico a cui fai riferimento parlando degli acciai inossidabili di vario tipo (martensitico, austenitico,f erritico) non è il diagramma ferro-carbonio come hai scritto, ma il diagramma di schaeffler.

  25. Emilio ha detto:

    Bellissimo articolo, molto utile; ma ci vorrebbe anche un approfondimento sull’acciaio inossidabile; in fondo nessun altro materiale ha vinto l’International Forum Design Award come “miglior materiale per telai da biciclette” : http://ifworlddesignguide.com/search/?search=xcr#/page/entry/50337-xcr-tube-set/
    a tutti gli altri vantaggi di aggiunge quello di essere praticamente eterno; non solo perchè resistentissimo, ma anche perchè refrattario a ogni tipo di corrosione: ho provato a tenere un pezzo di tubo nella sentina della barca, immerso nell’acqua di mare per oltre un anno, ed è uscito perfettamente brilante come il primo giorno.
    su questo materiale che surclassa tutti gli altri si trova una bella descrizione qui: http://www.trafiltubi.com/it/prodotti/hinox-tube sarebbe interessante però avere qualche trattazione specifica sul suo uso, per fare telai, con dettagli sui metodi di saldatura e sulla lavorabilità.

  26. Alex ha detto:

    Ciao a tutti, oltre ad una bicicletta da corsa in carbonio, ho da anni una Scapin in acciaio dei primi anni ’90 (che adoro) alla quale vorrei sostituire la forcella in acciaio con una in carbonio. Secondo te Omar, è un upgrade che consigli?

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Ale,
      non sono sicuro di consigliartela per due motivi:
      secondo me snatura l’estetica della bici
      a volte la compatibilità con la serie sterzo è difficile e dovrai cambiare anche stem e manubrio per poter montare la nuova forcella.

      Buone pedalate!

      Omar

  27. Luca ha detto:

    Rigidità e rigidezza sono quindi due aspetti differenti?

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