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Strade F-bis: una soluzione per la ciclabilità extraurbana

Bikelife, Mobilità ciclistica, News, Urban • di

Probabilmente è capitato a chiunque di passare lungo una vecchia strada di campagna ormai caduta in disuso o spezzata dalla viabilità principale e di pensare quanto quel percorso si prestasse per diventare qualcosa di più, magari un bell’itinerario nel verde per ciclisti e pedoni.

Trasformare una strada secondaria a basso flusso veicolare in un percorso ciclopedonale sicuro è possibile grazie all’Articolo 2 comma 3 del Titolo 1 del nostro Codice della Strada.

Stiamo parlando di quelle strade che vengono chiamate F-bis, così definite:

Itinerario ciclopedonale: strada locale, urbana, extraurbana o vicinale, destinata prevalentemente alla percorrenza pedonale e ciclabile e caratterizzata da una sicurezza intrinseca a tutela dell’utenza debole della strada.


Comune di Cornaredo – Progetto di Valerio Montieri

La recente Legge Quadro sulla Ciclabilità approvata nel Dicembre 2017 si riferisce alle strade F-bis con il termine di “ciclostrade” o anche come “strade 30 extraurbane” e ne chiarisce le caratteristiche:

  • percorso dedicato a veicoli non a motore eccetto autorizzati
  • sezione della carreggiata non inferiore ai 3 metri
  • velocità massima consentita di 30 km/h

Le strade vicinali già oggi rappresentano percorsi alternativi alla rete viaria principale per chi decide di fare jogging o un’uscita in bici.

Dare nuova vita a strade secondarie utilizzate esclusivamente da agricoltori o da chi vive lungo la via è realmente possibile attraverso la realizzazione di percorsi ciclopedonali sicuri.

Trasformare quindi una strada in disuso o a basso flusso veicolare in un itinerario ciclopedonale è un modo semplice ed economico per incrementare la rete ciclabile del proprio comune, offrendo così maggiore sicurezza agli utenti a piedi o in bicicletta.


Comune di Cornaredo – Progetto di Valerio Montieri

Dopo aver appurato il fatto che il tracciato in oggetto sia effettivamente trasformabile in una strada F-bis, i passi successivi per la realizzazione del progetto si limitano all’inserimento di segnaletica orizzontale e verticale dedicata, oltre al posizionamento di elementi di dissuasione della velocità dove necessario.

Questi interventi sono solitamente accompagnati da una riqualificazione degli spazi limitrofi, ad esempio attraverso la valorizzazione del reticolo idrico o delle aree verdi attraversate.

Le strade F-bis sono soluzioni spesso sconosciute o poco considerate dai tecnici comunali e dagli amministratori.
Se hai in mente un tracciato che potrebbe diventare una ciclostrada fallo sapere al tuo sindaco e ai tecnici comunali, l’idea potrebbe diventare realtà.

Per saperne di più su come sviluppare la mobilità ciclistica puoi frequentare il nostro corso “Realizzare la città delle biciclette”





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