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Test Bergamont Hans-E: ebike agilissima per la città

Test Bergamont Hans-E: ebike agilissima per la città

Quando si parla di ebike c’è sempre qualcosa che non mi torna. Troppo spesso la narrazione ruota attorno al tipo di motore montato, alla sua potenza, alle dimensioni della ruota, dei rotori dei freni, alle geometrie e a tutte quelle cose che appassionano il mondo degli ipertecnici, ma molto spesso lascia indifferente chi deve poi usarla.

Bergamont Hans-E ebike
Bergamont Hans-E: un’ebike agile e robusta

Anche perché, diciamolo, un’ebike, soprattutto se destinata alla mobilità urbana, è come un’aspirapolvere: non ti interessa che motore abbia, ti interessa solo che faccia quello che deve fare e che non sia troppo complicata da utilizzare.

È con questo spirito che ho affrontato la Bergamont Hans-E: una volta arrivata in redazione l’ho tirata fuori dalla scatola e l’ho lasciata lì per qualche giorno guardandola per capire se mi piacesse o meno.

Anche perché la Hans-E ha un impatto visivo un po’ inusuale: quelle ruote piccoline su un telaio importante richiede un po’ di abitudine per essere compresa.

L’ho lasciata lì, dicevo, per poi inforcarla quando mi serviva, esattamente come avrebbe fatto il signor Pinco Pallo che, dopo decenni di dipendenza dall’auto, si è finalmente deciso a mettere alla prova un’ebike per le proprie faccende quotidiane. Il giorno fatidico è arrivato quando, al termine di un lunedì che più lunedì non si poteva, mentre fuori c’erano 35°, non me la sentivo proprio di tornare a casa con una bici muscolare.

Ho acceso il display e mi sono messo a pedalare, con il vento in faccia che sembrava di essere dentro un forno ventilato. La mollezza del lunedì mi ha esortato immediatamente a optare per la modalità turbo che mi ha alleviato la fatica, soprattutto nelle ripartenze di ognuno dei 52 semafori del mio percorso casa-lavoro. II risultato è che sono arrivato a casa sicuramente meno sudato del solito, ma probabilmente anche meno sudato rispetto allo stesso percorso affrontato in automobile con l’aria condizionata a palla.

Il motore che stacca a 25 km/h mi ha impedito di raggiungere velocità superiori (la bici è effettivamente pesantina) che avrei raggiunto normalmente con la muscolare e questo si è tradotto in un aumento della percorrenza di circa 2 minuti (28 minuti con la muscolare vs. 30 minuti con la Hans-E) su 10 km. La perdita di tempo sui rettilinei è stata però mitigata dalla velocità nelle ripartenze in cui si arriva in fretta alla velocità massima assistita.

Ora, il mio percorso casa-lavoro è un mix di ciclabili per modo di dire e di strade in cui le macchine sono perennemente incolonnate in una processione mentre riscoprono il piacere della guida. Questo significa che buona parte del mio percorso è fatto di slalom in cui bisogna evitare automobili ferme, sportelli aperti all’improvviso, cordoli messi a caso e oggetti vari abbandonati sul percorso. Nella fase di slalom ho apprezzato particolarmente le scelte del costruttore perché, nonostante il peso non indifferente, l’agilità per muoversi negli spazi ristretti deve essere stata l’idea centrale del progettista che ha optato per un passo ruota di soli 110 cm.

Agilità che, d’altronde, fa rima con stabilità perché la scelta delle ruote piccole si traduce in un baricentro molto basso che offre sempre un senso di controllo del mezzo. Ad aumentare ulteriormente il senso di sicurezza ci si mettono le coperture cicciotte che, non solo ammortizzano eventuali irregolarità del terreno, ma rendono innocue le trappole della mobilità urbana: rotaie, pavé sconnesso, strade dissestate come i bilanci dei comuni che le devono riasfaltare. In buona sostanza, tu pedali e quello che c’è per terra non è affar tuo.

I freni (a disco idraulici) fanno quello che devono: frenano. E come frenano! Basta una pinzata importante e la ruota si blocca che, in alcuni casi, soprattutto quando si tratta di pedalatori alle prime armi, può non essere una buona notizia perché bloccare la ruota anteriore può portare al cappottamento. Ma questo non è il caso della Hans-E perché, grazie al proprio baricentro molto basso e arretrato, rende pressoché impossibile il ribaltamento.

Immedesimato nel signor Pinco Pallo, l’ho messa alla prova per trasportare sia oggetti pesanti, sia oggetti molto ingombranti. Addirittura sono arrivato a trasportare degli scatoloni da bici in giro per la città aiutandomi con dei normalissimi elastici uncinati per mantenere saldo il carico. Era una giornata ventosa e, nonostante l’effetto vela prodotto dai cartoni, la stabilità è stata ottima. Non ho avuto l’occasione di trasportare dei bambini sul portapacchi posteriore ma ci ho portato una dozzina di bottiglie di vino e credo che la cosa non sia molto differente in termini di peso e difficoltà.

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Anche ben carica, la Hans-E di Bergamont si dimostra affidabile, soprattutto in curva, quando si può piegare a proprio piacimento senza il timore di perdere il controllo.

Una cosa che ho apprezzato molto è l’universalità della taglia: generalmente le biciclette rispondono a taglie specifiche, motivo per cui difficilmente due persone di corporatura diversa possono utilizzare la stessa bicicletta. La Hans-E, invece, viene in taglia unica, motivo per cui basta alzare o abbassare la sella o il manubrio e la bici può essere utilizzata indifferentemente da qualcuno alto 190 cm (come me) o da qualcuno di poco al di sopra dei 150 cm e il risultato è che la Hans-E in redazione è diventata la bicicletta che ciascuno utilizza per fare le commissioni utilizzando il doppio portapacchi, anteriore e posteriore.

La Bergamont Hans-E si può parcheggiare anche in verticale

Il portapacchi posteriore, poi, ha una particolarità che rende la bici particolarmente interessante anche per chi ha problemi di spazio: impennando la bici (cioè pinzando il freno posteriore e tirando indietro la bici), la si può posizionare in verticale e quindi ne rende possibile il parcheggio anche nelle cantine più risicate.

La batteria, da 500 Wh, ha un’autonomia di circa 80 km (ma molto varia dalle condizioni di utilizzo) e può essere ricaricata direttamente dalla bici o una volta rimossa la batteria.

L’unica nota dolente è il prezzo: 3.999 € di listino non è esattamente uno scherzo, ma se si pensa che è in grado di soddisfare le esigenze urbane di tutta la famiglia indipendentemente da chi la vuole usare, la spesa si ammortizza bene nel tempo perché non paga assicurazione, bollo, né benzina.

In tutto questo, c’è una domanda di fondo che resta aperta e che riguarda la scelta del motore. Il Bosch Performance è un motore pensato per il mondo sportivo e che, quindi, dà molto scatto nelle ripartenze e sa sprigionare tanta potenza in ogni momento e senza rumore. Forse un’altra motorizzazione avrebbe garantito una migliore gestione della batteria, ma stiamo parlando di una bici pensata per un uso urbano, quindi in cui non serve coprire grandi distanze e poi in due ore la batteria si carica.

Per gli appassionati di questioni tecniche, ecco qualche specifica della Bergamont Hans-E:

motoreBosch Performance Line, Gen. 3, BES3, 250 W, 36 V
pacco batteriaBosch PowerTube, 36 V, 500 Wh
dimensioni della ruota20″
pneumaticiSchwalbe Pick-Up, Super Defense, Strisce riflettenti, 65-406
rotori frenoShimano SM-RT10, 180mm / Shimano SM-RT10, 160mm
deragliatore Shimano Tiagra, SL-4700, 1×10 velocità
cassettaShimano CS-HG500, 11-34 t
peso totale consentito130 kg

Per maggiori informazioni sulla ebike Bergamont Hans-E consultare il sito www.bergamont.com

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